I supporti ottici (CD, DVD, ecc.) spesso si rivelano pratici, in determinate circostanze, ma sono tutt’altro che immuni dal tanto odiato Data Loss Event. Nonostante i layer di protezione, infatti, essi sono soggetti a possibili danni fisici ed al naturale processo di degradazione.
Affinché si eviti o (meglio) diminuisca il pericolo di perdere i propri dati, può tornare utile l’uso di DVDisaster, il cui scopo è di analizzare l’immagine ISO desiderata e, quindi, generare un rapporto con tutti i dettagli necessari per un eventuale processo di recupero futuro. È possibile masterizzare l’error correction information creato e l’immagine sullo stesso supporto (servirà uno spazio aggiuntivo pari al 15% dell’immagine) o separatamente.
DVDisaster è disponibile per Linux, FreeBSD, NetBSD, Windows e Mac OS X, ma si consiglia di consultare la pagina dedicata ai requisiti di sistema richiesti (non proprio generosi verso le macchine più datate). Per ulteriori approfondimenti, vi segnaliamo un articolo di Ben Martin su Linux.com.
Via | Linux.com
KDE 4 continua a catturare l’attenzione degli utenti di sistemi liberi: dopo il rilascio in grande stile presso i GooglePlex e l’annuncio della roadmap che porterà alla versione 4.1, sono stati pubblicati i primi pacchetti per Windows ed OS X. Nonostante qualcuno possa essersene dimenticato durante questi mesi di attesa, la portabilità delle librerie Qt aveva tentato sin dall’inizio i K-sviluppatori…
Non ho provato direttamente quanto disponibile ma, stando a quello che si legge su Ars Technica, Konqueror, Kate, Dolphin e molte altre applicazioni ( tra cui i giochi ) sarebbero già utilizzabili senza troppi problemi. Ora non rimane che attendere pezzi da novanta come Amarok o KOffice…
via | Slashdot
Sono passati ben 10 anni dal primo rilascio di Nmap, il più completo e efficace tra i network security scanner opensource, e Fyodor continua a migliorare il suo tool con la stessa passione.
Nmap 4.50 è stato rilasciata ieri in occasione dell’anniversario e rappresenta il primo rilascio stabile dalla 4.20 e la prima major release dalla 4.00. Come ci si poteva aspettare le nuove features sono davvero molte.
Vediamone alcune:
Amanti del poker Texas Hold’em tenetevi forte: se fino ad oggi avete dovuto rincorrere amici e conoscenti per organizzare qualche partita alla variante di poker più giocata nei casinò degli States ora grazie a PokerTH potrete fare a meno di staccarvi dal PC per potervi divertire un po’ ( oddio, un po’ di vita sociale e movimento non fa mai male, comunque ).
Scritto in C++ con l’ausilio delle librerie QT4 e disponibile per Linux, OS X e Windows, PokerTH vi consente di sfidare fino ad un massimo di sei avversari in locale, in LAN o su Internet. Potete affrontare sia giocatori in carne ed ossa, sia avversari controllati dal PC. Cosa aspettate? E’ tempo di all-in!
[ via Linux.com ]
Amanti dei giochi strategici in tempo reale state in guardia, la lettura di questo post potrebbe portare ad un enorme calo della vostra produttività. L’autore e Blogo non si assumono nessuna responsabilità sulle conseguenze che sessioni intense di Warzone2100 potrebbero causarvi. Ma ora torniamo a noi…
Warzone2100 è un RTS estremamente godibile, nato e commercializzato come prodotto closed source nel lontano 1999 e rilasciato con licenza GPL nel 2004; la mancanza dei filmati è l’unica limitazione della versione open, che però vanta anche un porting per Linux, uno per OS X e numerosi miglioramenti assortiti.
Chiunque abbia giocato almeno una volta ad una delle tante incarnazioni di Worms avrà sognato di poter disporre di un clone libero del gioco, magari con le mascotte dei progetti free / open al posto dei tradizionali vermetti. Giubilo e gaudio, qualche anima pia si è messa d’impegno ed ha creato Wormux, un clone di Worms in salsa GPL il cui sviluppo serrato lascia sperare quanto di più positivo per il futuro ( date un’occhiata a questo video per rendervi conto delle sue potenzialità ).
Oltre ai protagonisti di questo “massacro divertente” sono state sostituite anche parecchie armi, attingendo a piene mani dal background culturale degli sviluppatori: ad esempio, al posto della “pecora volante” abbiamo “Super Tux” mentre al posto del “lancia pecore” ecco spuntar fuori il “GNU Launcher”.
Il divertimento è assicurato ed è anche multi-piattaforma ( Linux, FreeBSD, OS X, Windows ). Cosa chiedere di più?
Il team di MacPorts ha annunciato il rilascio di MacPorts 1.5, la cui novità principale è il completamento della transizione nel nome del progetto da DarwinPorts a MacPorts: codice, layout dell’installazione e documentazione riflettono ora il nuovo nome; le novità, ovviamente, includono anche un numero considerevole di bug corretti e l’aggiunta di nuove feature, elencate in dettaglio nelle note di rilascio.
MacPorts è disponibile al download sia per Mac OS X 10.3 e 10.4.
[ via OSNews ]
Come appare SUSE Linux Enterprise Desktop agli occhi di un utente esigente quale un CIO di alto livello? John Halamka, CIO nel settore medico, ha utilizzato Novell SUSE 10 come unico sistema operativo per un intero mese, arrivando alla conclusione che può essere utilizzato, senza troppi problemi anche in azienda; l’esperienza con SUSE è stata l’ultima in ordine temporale, essendo stata preceduta da altri test con Windows, OS X, RHEL e Fedora.
Halamka in particolare ha apprezzato lo sforzo svolto da Novell per integrare perfettamente il suo sistema operativo con alcuni portatili di Lenovo ( in questo caso un X60 ): a differenza di Fedora e RHEL, SUSE ha riconosciuto non solo tutto l’hardware integrato ma anche tutti i dispositivi USB ad essa collegata.
Tra i maggiori problemi segnalati da Halamka c’è l’impossibilità di utilizzare il protocollo WPA/EAP-FAST per conessioni wireless 802.11 ( anche se Novell dovrebbe aver corretto questa limitazione ), la difficoltà ad utilizzare Evolution come front-end per Microsoft Exchange ( alla faccia della collaborazione tra le due aziende ) e, a seguito di una sospensione, tempi biblici di ri-connessione alla rete. Nonostante questo il CIO ha apprezzato la disponibilità e la velocità di Novell nel porre rimedio alle questioni sollevate, portandolo alla conclusione che SLED ha tutte le carte in regola per essere utilizzato nel settore enterprise.
[ via Slashdot ]
Poco dopo il passaggio a processori Intel, Apple rilasciò un software per rendere possibile l’installazione di due sistemi operativi sulla stessa macchina: questo software prende il nome di Boot Camp ed è molto utilizzato dagli utenti che desiderano affiancare Windows a OS X. Sfortunatamente esso limita a due il numero di sistemi operativi tra cui è possibile scegliere e non supporta, almeno in via ufficiale, GNU/Linux e i *BSD.
Come spesso accade, però, il mondo del software libero si è messo all’opera ed ha sfornato rEFIt, un boot menu per macchine EFI-powered che consente l’avvio di più sistemi operativi in modo rapido ed intuitivo; file per il download e documentazione sono disponibili sul sito web del progetto, estremamente ben fatto: la pagina “Myths and Facts About Intel Macs“, in particolare, è consigliata a chiunque voglia saperne di più sulla nuova architettura scelta da Apple.
[ via Melablog ]

Dopo il rilascio della beta di Skype 1.4 torniamo a parlare di VoIP con l’annuncio, da parte degli sviluppatori di OpenWengo, della disponibilità della versione 2.1 del loro client VoIP per GNU/Linux, Mac OS X e Windows; rispetto al ramo 1.x i miglioramenti sono moltissimi e vanno dall’implementazione di ALSA ( escludendo quindi PortAudio ) alla possibilità di utilizzare altri provider SIP ( oltre a Wengo ), senza dimenticare l’integrazione dei protocolli di instant messaging più diffusi ( Yahoo, MSN, ICQ, Google Talk, Jabber, etc ) e la revisione completa dell’interfaccia utente.
Non mancano, purtroppo, anche problemi e limitazioni, rappresentati per lo più da inconsistenze nella nuova interfaccia grafica e da un limitato supporto alle webcam ( dovuto alla decisione di utilizzare Video4Linux v1 anzichè v2 ).
Attualmente WengoPhone 2.1 per GNU/Linux è disponibile in una versione “universale” da ben 24 MB: le dimensioni sono dovute al fatto che il pacchetto binario distribuito include tutte le librerie necessarie al funzionamento del programma; pacchetti dedicati alle diverse distribuzioni sono previsti nelle prossime settimane.
[ via Linux.com ]
Dopo FreeBSD, NetBSD e Linux, ZFS ha trovato ospitalità in un altro sistema *nix di tutto rispetto: il futuro ( ed imminente ) Mac OS X 10.5! Ad annunciare la notizia è stato Jonathan Schwartz, CEO di Sun, con una mossa che, sicuramente, avrà indispettito non poco Steve Jobs, noto per amare gli annunci “a sorpresa” durante gli Apple WWDC.
Stando alle poche notizie filtrate fino ad ora sembra ZFS sarà il filesystem di default ( e non, come speculava qualcuno, uno aggiuntivo ) e questo potrebbe chiarire molti aspetti legati a nuove funzionalità come Time Machine che, presumibilmente sfrutteranno a pieno le caratteristiche del FS di Sun.
Ora rimane solo da verificare sul campo l’effettiva maturità di ZFS.
[ via Melablog ]

Torniamo a parlare di OpenOffice.org sulla piattaforma Mac con una notizia dal duplice volto, uno buono ed uno un pò meno. Cominciamo da quello buono: a distanza di sei anni dall’annuncio del porting sui sistemi della “mela morsicata” è finalmente disponibile una versione in grado di funzionare senza X11. Il lato meno positivo? Si tratta di un alpha veramente acerba, il cui utilizzo è consigliato ai soli collaboratori / sviluppatori / entusiasti, in cui mancano molte funzionalità basilari come il supporto alla stampa, l’esportazione in PDF, il copia-incolla (!!!) e la gestione di monitor multipli ( in Impress ).
Continua a leggere: OpenOffice.org nativo per Mac OS X: ecco la prima alpha!