Dieci anni fa IBM entrò nel mondo di Linux rilasciando i sorgenti di un compilatore e da allora è diventata una delle più importanti aziende sostenitrici del noto sistema operativo libero. Per festeggiare il decimo anniversario del suo coinvolgimento con la comunità Linux, IBM ha rilasciato durante il LinuxWorld Conference il suo primo software open source dedicato alla gestione di cluster basati sul pinguino.
IBM HPC Open Software Stack è stato progettato per facilitare il dispiegamento di cluster, in particolare di quelli che combinino diversi tipi di processori ed è ospitato sui server del National Center for Supercomputing Applications (NCSA) dell’Università dell’Illinois.
Il software supporterà inizialmente Red Hat Enterprise Linux 5.2 e processori IBM Power6 ma Big-Blue sta pianificando l’aggiunta del supporto ai server Power 575 ed a piattaforme x86 quali System x 3450, BladeCenter e System x iDataPlex.
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IBM sta collaborando a livello mondiale con Canonical, Novell e Red Hat ed i loro partner nei mercati emergenti per commercializzare PC desktop Windows-free: Big Blue fornirà diversi software della famiglia Lotus (Notes, Symphony e Sametime) mentre le altre tre aziende provvederanno a fornire i loro sistemi operativi.
Indipendent software vendor ed altri intermediari avranno la possibilità di sviluppare applicazioni terze utilizzando Lotus Expeditor ed il prodotto finale avrà infine il brand dall’azienda locale che si occuperà della vendita.
Non si tratta di software libero al 100% ma si tratta comunque di un passo in avanti, o no?
via | Slashdot
Il Wall Street Journal ha segnalato un interessante progetto europeo il cui scopo è quello di integrare una AI (Artificial Intelligence) all’interno del noto compilatore GCC.
IBM, l’Università di Edinburgo, l’Istituto di ricerca francese INRIA ed altre aziende/istituti che partecipano allo sviluppo di Milepost (MachIne Learning for Embedded PrOgramS opTimization) hanno annunciato i risultati preliminari della loro sperimentazione durante il GCC Summit 2008: in un solo mese di lavoro sono riusciti ad incrementare le performance di GCC del 10%!
La nascita di questo progetto va legata con molta probabilità alla complessità delle architetture cui vanno incontro gli sviluppatori di sistemi embedded: ad ogni nuova generazione, i tempi di sviluppo dei compilatori aumentano ed ottimizzare diventa sempre più complesso.
L’utilizzo di una AI dovrebbe quindi porre rimedio ai limiti dettati dal design dei compilatori (che non possono supportare “staticamente” così tanti tipi differenti di nuovi architetture/processori).
via | Slashdot
L’acquisto di MySql AB da parte di Sun potrebbe aver avuto una certa influenza sull’ultima mossa di IBM nel campo dei DBMS; Big Blue ha infatti investito ben 10 milioni di dollari in un’azienda chiamata EnterpriseDB che si occupa, indovinate un po’, di supportare commercialmente PostgreSQL, offrendo anche estensioni proprietarie.
Se a questa scelta aggiungiamo il fatto che in passato EnterpriseDB si sia presentata come un competitore di Oracle otteniamo proprio un bel quadretto, in cui due delle tre aziende coinvolte ( Sun, IBM ed Oracle ) finanziano o sviluppano altrettanti DBMS liberi / aperti. Qualcuno è interessato a Firebird?
via | Slashdot
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Durante una breve conferenza tenutasi al Linux.Conf.Au, due sviluppatori di Debian, Anibal Monsalve Salazar e Niv Sardi, hanno sollevato l’annoso problema del mancato supporto della popolare distribuzione, da parte delle grandi Aziende internazionali del settore. Particolari critiche sono state mosse contro colossi come Google, SGI ed IBM, ree di mostrarsi restie ad ufficializzare, a differenza di HP, il loro costante uso di Debian.
Sono giunte, però, anche proposte incentrate su quale tipo di supporto le suddette Aziende potrebbero offrire alla comunità; Salazar, ad esempio, ritiene sarebbe di notevole aiuto se queste pagassero gli sviluppatori per il mantenimento dei pacchetti utili a livello commerciale, se fornissero infrastrutture private al Progetto o se contribuissero alle spese annuali per il DebConf.
Un ulteriore tasto delicato è stato quello legato alla politica dei rilasci. Le Aziende, stando a quanto dichiarato da Sardi, gradirebbero release più regolari, in modo da trovare contenute in esse versioni più aggiornate dei vari programmi, mentre è noto che i geek prediligano i rilasci solo a distro effettivamente pronta.
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OS/2 World, sito che riunisce una fetta della community che ruota intorno a OS/2, da qualche tempo stava facendo pressione su IBM per rendere open source OS/2.
IBM ha risposto prontamente alla lettera sostenendo che era da tempo che all’ interno dell’ azienda si parlava del futuro di OS/2, ma che per questioni legali, economiche e tecniche il loro sistema operativo non verrà mai rilasciato come open source.
Pur continuando a sostenere il progetto (che comunque non vedrà mai una nuova release), IBM altresì consiglia a tutti i suoi clienti che utilizzano OS/2 di considerare la migrazione ad altre soluzioni, e offre strumenti software e servizi per facilitare questa procedura. Voi cosa ne pensate? Il futuro di OS/2 è davvero quello di finire nel dimenticatoio dei progetti commerciali abbandonati?
Via | OSNews.com
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Dopo gli esperimenti di Helios nella trasformazione della PS3 in un file/print server per la console di Sony è arrivato il momento di una prova più impegnativa: Gravity Grid.
Questa volta la PS3 verrà impiegata nell’elaborazione di operazioni in virgola mobile per lo studio delle onde gravitazionali prodotte dall’unione di due buchi neri.
Allo scopo è stato predisposto un cluster di 8 PS3 equipaggiate con Yellow Dog Linux 5.0.2 e Fedora Core 6, come ci ha confermato l’ideatore del progetto Gaurav Khanna, che sfruttarà al massimo la potenza di calcolo del processore Cell.
Gaurav Khanna si è detto molto soddisfatto delle performance offerte dalle console Sony che si stanno rivelando a livello di 25 nodi di un IBM Blue Gene supercomputer possedendo ancora margini di miglioramento elevati.
[Via | Linux & OpenSource Blog]
Dopo aver “donato” 35 sviluppatori al progetto OpenOffice.org, IBM ha compiuto un altro gesto per aumentare la diffusione del formato ODF rilasciando Lotus Symphony, una nuova suite per l’ufficio che, oltre ai classici formati, offre il supporto anche all’Open Document Format. Se l’entusiasmo stesse prendendo il sopravvento su di voi frenatelo un attimo, perché, nonostante Symphony sia basata su tecnologie aperte ( OpenOffice per il core, Eclipse Rich Client Platform per la shell ) e sia disponibile anche per Linux ( oltre a Windows ), al momento è rilasciata esclusivamente con licenza proprietaria.
La licenza non piacerà a tutti ma il “mezzo” potrebbe comunque riuscire nella missione di avvicinare nuovi utenti al formato ODF. Speriamo in bene…
Big Blue contribuirà allo sviluppo di OpenOffice. In una press release la comunità della suite alternativa a Microsoft Office ha dato il benvenuto a IBM dettagliando i passi salienti della collaborazione.
Da ora in poi Big Blue impiegherà 35 programmatori cinesi per dare sostegno al team di OpenOffice.
Il primo contributo in termini di codice sarà iAccessible2, tecnologia studiata per rendere accessibile alle persone disabili i documenti in ODF.
E a proposito di questo formato Mike Rhodin, General Manager della divisione Lotus di IBM, ha affermato: “Crediamo che la nostra collaborazione con OpenOffice permetterà di ampliare ulteriormente le applicazioni e soluzioni che supportano ODF”.
Insomma ottima notizia per OpenOffice e ODF e ennesima tegola sulla testa di Microsoft dopo la (prima) bocciatura di OOXML da parte della ISO.
Google è diventato il primo licenziatario dell’Open Invention Network. L’OIN è stato creato da aziende come IBM, Red Hat e Novell per accumulare brevetti da licenziare, senza royalty, a qualsiasi azienda che si impegni a non utilizzare il proprio portfolio di brevetti contro le applicazioni chiave per GNU/Linux, contro i progetti GNU e contro Linux stesso.
La decisione di Google potrebbe accrescere l’efficacia dell’OIN e spingere nuove aziende ad una scelta simile: non ci si può aspettare una massiccia adozione da un giorno all’altro ma è possibile che quest’iniziativa risulti utile a tutte quelle società che stanno migrando da un modello di business basato sulla vendita di software ad uno sui servizi.
[ via Slashdot ]
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“The court concludes that Novell is the owner of the UNIX and UnixWare Copyrights. The court also ruled that SCO is obligated to recognize Novell’s waiver of SCO’s claims against IBM and Sequent.”
E così, dopo anni di dichiarazioni, accuse, colpi di scena e battaglie in tribunale, sembra proprio che la causa intenta da SCO per la violazione di copyright da parte di Linux e di vendor come IBM e Novell sia arrivata alla sua conclusione: quest’ultima è la vera proprietaria dei copyright su UNIX e UnixWare, pertanto le richieste di SCO non hanno nessun valore, anzi, è probabile che la stessa sarà obbligata a restituire a big-N quanto raccolto con le licenze di UNIX.
Tutto è bene ciò che finisce bene ma permettetemi una piccola nota polemica: dobbiamo forse ringraziare anche Microsoft per aver sostenuto le spese giudiziarie di Novell tramite l’arcinoto accordo tra le due società ( ed il versamento di 348 milioni di dollari sul conto della mamma di SLES / SLED )? ![]()
PS Chi fosse interessato alla storia di SCO ( ma soprattutto a quella di Caldera ) può trovare molte informazioni interessanti su Wikipedia, inclusi i dettagli sul progetto Corsair e le relazioni tra Novell, Caldera e Linux nella prima metà degli anni novanta.
[ via Slashdot ]
IBM ha annunciato il rimpiazzo di circa 4000 piccoli server con 30 mainframe spinti da Linux: l’operazione consentirà a Big Blue di ottenere un notevole risparmio economico ( ~ 250 milioni di dollari ) e di ridurre lo spazio occupato, visto che attualmente i 4000 server sono dislocati in sei data-center con superficie totale equivalente a circa 140 campi da calcio.
IBM intende raddoppiare la potenza dei suoi data-center entro il 2010 senza incrementare i consumi energetici e, per perseguire questo obiettivo, sta operando su due fronti: su quello “software” facendo uso massiccio della virtualizzazione ( con Linux ) e su quello “hardware” impiegando tecnologie avanzate per la realizzazione dei suoi data-center ( sistemi di illuminazione e condizionamento dell’aria più efficienti, per esempio ).
[ via Slashdot ]