
In questo ultimo periodo, fioccano notizie riguardo i due più grandi editor video in GTK, OpenShot e Pitivi. Tutti e due si preparano ad un aggiornamento corposo per l’arrivo di Gnome 3.2, atteso per il 28 Settembre, con la speranza che questa versione sia puntuale, non come la precedente.
Dopo aver visto le novità di Pitivi 0.14.91 e quelle di OpenShot 1.4.0, la scelta di un editor video diventa sempre più complicata, entrambe hanno compiuto passi da giganti, integrato nuove features, aggiunto nuovi effetti ma sopratutto migliorata l’esperienza utente, cosa non di poco conto per un editor video non-lineare.
Personalmente utilizzo Pitivi, nonostante OpenShot appaia una spanna al di sopra del primo. Quindi per il sondaggio del lunedì, tenendo conto delle novità viste in precedenza chiedo a voi: quale sarà il vostro prossimo editor video?
Qualche tempo fa, vi avevo mostrato in anteprima Slingshot, l’app-launcher di elementary OS e utilizzabile anche su altri ambienti desktop. Durante questi mesi, il progetto è stato praticamente abbandonato (l’ultimo commit risale a Febbraio), ma Giulio Collura giovane sviluppatore Italiano, ha deciso di riprendere in mano il progetto e di dargli una nuova vita e sopratutto un nuovo aspetto.
Prendendo spunto da un mockup di Dan Rabbit (Project Leader di elementary OS), Giulio ha incominciato a ridisegnare Slingshot, e in appena una settimana, è riuscito a dare vita al menù che vediamo nel video soprastante. Ecco quindi, una nuova alternativa ai menù di Gnome Shell ed Unity, entrambi costantemente sotto costanti critiche, talvolta davvero pesanti.
Questa comunque, non è ancora la versione definitiva, verranno infatti introdotte a breve alcune features: la divisione dei software in categorie, un’integrazione con dockmanager per la visualizzazione di badge sulle icone delle applicazioni, il supporto al drag’n'drop con plank e la possibilità di eseguire comandi direttamente dal menù. Il codice è disponibile ora, nel ramo trunk di Slingshot, raggiungibile a questo indirizzo.
In un primo momento, erano state mosse parecchie critiche per la notevole somiglianza con Launchpad di OS X, ed ora? Che ne pensate voi di questo nuovo menù?
Se si utilizza Ubuntu su un computer condiviso, gestire delle sessioni di GNOME per l’accesso temporaneo al sistema è più semplice con una piccola applicazione di Martin Owens su GDM. Il Session Manager effettua automaticamente il logout dell’utente al termine del periodo stabilito e mostra con un indicatore il tempo a disposizione.
Il programma presenta una serie di vantaggi: la posizione del log di sistema, la durata della sessione e i messaggi di stato sono pienamente configurabili. Si possono selezionare anche le icone da mostrare nella barra degli strumenti e nell’indicatore dedicato: purtroppo, non esistono grafiche monocromatiche compatibili col layout.
Uno svantaggio particolarmente “fastidioso” per la diffusione del Session Manager è emerso da poche ore: com’era stato previsto dai bene informati, Ubuntu/Oneiric utilizzerà LightDM al posto di GDM. Owens dovrà modificare l’applicazione perché sia compatibile col nuovo display manager entro il prossimo rilascio della distribuzione.
Via | Martin Owens

Linux Mint 11 Katya è stata rilasciata da poco e mentre ancora la sto scaricando scopro che di default come desktop non usa né Unity né Shell, ma il vecchio Gnome, nella versione 2.32 supportato da Xorg 7.6. Mint deriva sempre da Ubuntu, in questo caso dalla 11.04, e utilizza il kernel Linux 2.6.38.
Insomma, Mint è pronta ad accogliere gli scontenti di Unity che non passeranno per questo a Fedora 15 Lovelock, che propone Gnome Shell. Scelta vincente?
Fra le novità di Mint 11 sono la soluzione one click install per codec e applicazioni, il software manager ritoccato e l’update manager velocizzato.
Aumentano anche le possibilità di personalizzare a livello grafico la propria distro. A livello di software non c’è più Gwibber, gThumb sostituisce F-Spot, Banshee prende il posto di Rhytmbox e LibreOffice quello di OpenOffice. Padevchooser, paman, paprefs, pavumeter e pavucontrol non sono più installati di default.
Alberto Ruiz, lo sviluppatore di Canonical noto per lo-menubar (l’integrazione del menù di LibreOffice nel pannello di GNOME) ha chiamato a raccolta i colleghi per realizzare un nuovo widget di selezione dei caratteri. Il progetto di Ruiz risale addirittura al tardo 2008: il mockup ha mosso i primi passi soltanto alla fine del 2009.
È passato diverso tempo dal primo prototipo di Gtk+ FontSelection, eppure Ruiz ritiene che il progetto sia tuttora valido e vorrebbe completare il lavoro. Il widget era stato concepito per le Gtk+2: fortunatamente, convertirlo alle nuove API delle Gtk+3 non è stato un grandissimo problema. Funziona già su Adwaita per GNOME 3/Shell.
Gtk+ FontSelection ha un repository su GitHub per quanto riguarda l’interfaccia grafica in Gtk+3 e un altro per il codice in Python. Il prossimo meeting degli sviluppatori delle librerie dovrebbe giungere a una decisione finale sul prototipo per l’integrazione con GNOME. È stato registrato un video che ne dimostra il funzionamento.
Via | Alberto Ruiz
È stata una domenica piuttosto prolifica per gli sviluppatori italiani: Alberto Milone, citato per il packaging dei Catalyst su Ubuntu/Natty, ha realizzato un indicatore per rimpiazzare l’applet di Hamster, un’utilità altrimenti inaccessibile da Unity. Hamster è un time tracker per GNOME già sul desktop dal 2008 e assente da GNOME3.
Hamster non è forse lo strumento più “popolare” di GNOME però consente di gestire il tempo dedicato a varie attività grazie a comode notifiche sul desktop: Unity sovrascrive le applet del pannello di GNOME perciò Hamster risulterebbe inaccessibile se non da AppIndicator. Milone s’è portato avanti col lavoro producendo l’indicatore.
Gli sviluppatori di Canonical stanno discutendo sull’opportunità d’integrare Hamster nell’indicatore riservato a orologio e calendario, tuttavia non è stato ancora prodotto del codice. Milone distribuirà la sua alternativa in un PPA: non esiste l’icona monocromatica. GNOME3 non ha Hamster a causa dei bug: forse sarà su GNOME 3.0.2.
Via | Alberto Milone

A poche settimane dal rilascio della prima beta, il team di Gnome 3 è lieto di annunciarne la seconda e dei relativi componenti. Versione per lo più caratterizzata dal “freeze” dell’interfaccia utente e da un gran numero di bug-fix che rendono il DE del piedone più stabile e decisamente più performante. Il lavoro del team di Gnome procede a ritmo battente, senza ritardi, a differenza di ciò che avveniva in passato. Il 6 Aprile, data di rilascio della versione stabile è alle porte.
Come sempre possiamo provare questa versione, la 2.91.91 tramite un live cd di Fedora che il team di Fedora, crea regolarmente. Attualmente Gnome 3 dopo essere stata approvata in parte da Linux Mint, ha ottenuto anche un’altra approvazione “illustre”. Infatti la versione di openSUSE 11.4 contiene si la versione 2.32 di Gnome ma offre la possibilità di provare sia Gnome 3 sia Gnome Shell.
Come già affermato in precedenza l’interfaccia è stata “freezata” di conseguenza non saranno più apportate novità grafiche al layout del DE. All’interno degli user di Gnome si sono creati due “gruppi”: quelli che approvano le nuove decisioni (una su tutte la rimozione di tasti minimizza e massimizza) e quelli che hanno già studiato degli hack per rendere Gnome 3 più in stile Gnome 2.32
Il 23 marzo è previsto secondo la roadmap il rilascio della RC di Gnome 3, data che ci permetterà di avere tra le mani una versione quasi finale della terza major release di questo progetto, tanto discusso quanto apprezzato.
Via | Gnome

Gnome è un desktop che contiene davvero un sacco di cose. Ma sono davvero tutte necessarie? Installando Gnome su Arch mi sono reso conto che ci sono un sacco di cose di cui si può fare a meno. Vediamole.
L’intero desktop Gnome, alla versione 2.30.0, l’attuale disponibile, è composto da tre grossi gruppi di pacchetti: gnome, gnome-system-tools e gnome-extra (almeno in Arch, ma mi pare sia lo stesso pure in Gentoo). In altre distro i metapacchetti installano pacchetti in modo differente. Qui un elenco dei pacchetti per Debian Lenny e tutti i pacchetti del progetto Gnome.
Ma veniamo a noi. Ecco dei tre gruppi di pacchetti una selezione un po’ meno restrittiva di quella proposta dagli estensori del wiki di Arch Linux.

Rilasciata la versione 0.5.2 di Epidermis, applicazione che consente di cambiare look al nostro Gnome con pochi click.
Epidermis raccoglie i temi disponibili per Gnome in una comoda interfaccia. Da qui si può installare il tema prescelto con un solo click. Ovviamente si può scegliere di installare solo le icone o un wallpaper. Una comoda novità della nuova release è che fra le nuove lingue inserite c’è anche l’italiano.
E se volessimo trasformare Gnome in Kde?

Una menu bar in stile Mac per Kubuntu ha suscitato qualche giorno fa grande clamore all’Ubuntu developer summit. L’ha presentata Aurélien Gateau, che sul suo blog spiega come abbia lavorato a questo progetto e quali siano le sue potenzialità.
Si tratta di un’implementazione basata su Dbus di un global application menu, come quello di cui abbiamo parlato e che Shuttleworth ha annunciato come una delle principali novità di Ubuntu netbook remix 10.10. Per avere un’idea, basta dare un’occhiata a questo video.
Il vantaggio dell’uso di Dbus starebbe in questo: le applicazioni basate su GTK+ sono in grado di integrarsi alla perfezioni in Kde (vengono pure visualizzate nel pannello di Plasma) e lo stesso avviene per le applicazioni di Kde utilizzate sotto Gnome.
Continua a leggere: Gnome Shell vs Kde menu bar: si apre la sfida in casa Canonical
Gnome Shell, che abbiamo recentemente testato, non sarà installata di default in Ubuntu Maverick Meerkat. Lo ha spiegato ieri Mark Shuttleworth durante una chat all’interno dell’Ubuntu Open Week Lucid Lynx.
“Sarebbe ottimo se qualcuno facesse un PPA con una versione giornaliera per seguirne lo sviluppo. E’ un progetto molto interessante, ci sono nuove importanti tecnologie e molte cose da considerare”. Ma il rilascio definitivo, previsto il 10 settembre, è troppo vicino a quello di Maverick, previso a il 29 ottobre.
Quello che di più interessante sta facendo Canonical, fa capire Mark, è ripensare il desktop, ridisegnarlo, per creare qualcosa di innovativo.
Ecco un piccolo test con Gnome-Shell su Ubuntu Lucid Lynx beta 2. Il futuro gioiellino su cui dovrà reggersi Gnome 3.0 sembra procedere a passi spediti verso una nuova frontiera del desktop. Anche se lascia ancora qualche amaro in bocca.
Tutto si regge sulle activities: andando con il mouse nell’angolo in alto a sinistra parte lo zoom e compare il nuovo desktop, al cui centro possiamo piazzare quanti desktop vogliamo, organizzati in orizzontale o riquadrati in un’unica zona come fossero gli speed dial di un browser.
Da apprezzare è la facilità con cui un’applicazione si può spostare da un desktop all’altro creando veri e propri spazi di lavoro differenti. Ma la vera novità è la possibilità di zoomare su una singola applicazione contenuta in uno dei desktop che vediamo per evidenziarla. Con un click invece la riportiamo a schermo pieno.
Continua a leggere: Gnome Shell, testata e promossa (ma non in tutto)