Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Android

Ubuntu One ha raggiunto un milione di utenti e passa a 5Gb di spazio

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu OneCanonical ha annunciato il raggiungimento di un milione di utenti per Ubuntu One, la soluzione cross-platform per il cloud computing. Il traguardo è stato possibile soltanto grazie alla disponibilità di Ubuntu One Files, l’applicazione per gestire i documenti in mobilità con Android. Con l’occasione, cambiano i piani per lo storage.

Gli account gratuiti passano automaticamente da 2Gb a 5Gb di spazio per ospitare i file: Ubuntu One Basic, da oggi, si chiamerà Free. L’acquisto di 20Gb resta, invece, fissato a $2,99 al mese, contro i $3,99 del servizio di streaming per la musica che include la riproduzione offline su Android. Le applicazioni mobili sono gratuite.

Oltre all’aggiornamento dell’offerta commerciale, Ubuntu One ha aperto una piattaforma per gli sviluppatori. Sarà più semplice realizzare programmi per interfacciarsi col servizio di Canonical da sistemi operativi e distribuzioni diversi da Linux e Ubuntu. Esistevano già, ad ogni modo, le soluzioni ufficiali per Windows e Mac OS X.

Via | Canonical

....
condividi 5 Commenti

Ubuntu One Files: il cloud computing di Canonical approda su Android

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One Files

Ubuntu One Files è la nuova applicazione di Canonical per portare il cloud computing su Android. Insieme a Ubuntu One Music, è già disponibile gratuitamente per il download dall’Android Market. Per la prima volta si potranno gestire i documenti caricati sullo spazio registrato su Ubuntu One da tutti i dispositivi mobili con Android.

L’applicazione non dovrebbe richiedere la sottoscrizione dell’abbonamento per il piano Ubuntu One Mobile, associato allo streaming di Ubuntu One Music su Android e iOS. Quindi dovrebbe funzionare coi piani gratuiti da 2Gb di spazio. Utilizzo il condizionale perché tentando l’accesso Ubuntu One Files sembra fallire l’autenticazione.

Con Ubuntu One Files si possono caricare, scaricare e rinominare i documenti. L’applicazione è in grado di effettuare automaticamente il backup delle fotografie salvate nelle gallerie di Android. In attesa della disponibilità gratuita di Ubuntu One Contacts, Ubuntu One Files è una soluzione molto vicina al programma per il desktop.

Via | Canonical

....
condividi 1 Commenti

Adobe pensa ad Android per il futuro di Linux: basta AIR sul desktop

pubblicato da Federico Moretti

Adobe AIRAIR per Linux si fermerà alla versione 2.7: è la decisione di Adobe, a seguito di un’attenta valutazione di mercato. All’azienda, insomma, il desktop Linux non conviene e perciò taglierà lo sviluppo della Rich Internet Application (RIA). Non tutto il male viene per nuocere perché Adobe proporrà un kit per il porting di AIR su Linux.

La RIA passerà a Open Screen Project, la divisione open source di Adobe. Gli sviluppatori riceveranno il codice sorgente di AIR per adattarlo a Linux. Non mancherà il supporto dell’azienda, tuttavia Adobe preferisce concentrarsi su Android: quello sui dispositivi mobili è considerato il futuro di Linux. L’unico conveniente, almeno.

Soltanto lo 0,5% dei download di AIR è stato effettuato da o per dispositivi che utilizzano Linux come sistema operativo. Adobe prevede, al contrario, una crescita del mercato fino al +46% su Android. Il mantenimento di un porting di AIR su Linux è nelle mani dei partner. Non è chiaro se la disponibilità dei sorgenti sarà pubblica.

Via | Adobe

CyanogenMod consentirà di rimuovere i permessi alle applicazioni su Android

pubblicato da Lpt on fire!

Android è sicuramente la piattaforma per smartphone con più successo, ma nonostante la sua apertura ci sono alcune limitazioni che avrebbero bisogno di una limata come i bootloader bloccati.

Gli sviluppatori che portano avanti CyanogenMod hanno annunciato di aver incluso nelle nightly build un sistema per revocare i permessi delle applicazioni installate. Questo significa che se avete qualche programma di cui non vi fidate troppo potreste rimuovere l’accesso alla linea telefonica per evitare che vi bruci il traffico chiamando numeri a pagamento. Questo è un esempio banale, ma ce ne sono molti altri. In pratica gli utenti della prossima versione di CyanogenMod potranno proteggere maggior mente il proprio traffico, la propria privacy e la sicurezza generale del proprio telefono.

Nel video qui sopra c’è un esempio di come funziona questa caratteristica. Ora non resta che attendere che anche Google decida di implementare qualcosa di simile nella versione ufficiale di Android. Ovviamente non diventate paranoici e non mettetevi a bloccare tutti i permessi di tutte le applicazioni perché finireste con l’avere una marea di problemi con i funzionamento dei vari software.

Via | AndroidPolice

....
condividi 6 Commenti

Google non pubblicherà i sorgenti di Android 3.0

pubblicato da Lpt on fire!


Durante l’annuale conferenza Google I/O è stato annunciato da Andy Rubin che non saranno rilasciati i sorgenti di Android 3.0Honeycomb“.

Questo significa che dovremo attendere la pubblicazione del codice di Android 3.1 a fine anno per vedere i sorgenti. Secondo quanto dichiarato ci sarebbero troppe scorciatoie all’interno del sistema che non vogliono rendere pubbliche. Sembra quindi che ci siano varie pezze messe ad arte per far funzionare il tutto, ma basterebbe modificare qualcosa per generare una cascata di problemi anche se all’inizio veniva indicata la non compatibilità di Honeycomb con i cellulari per la non divulgazione dei sorgenti.

Come ogni volta che salta fuori questo discorso ecco che ricominciano le polemiche sulla “Apertura” di Android. In un famoso tweet Rubin l’aveva definita come:

mkdir android ; cd android ; repo init -u git://android.git.kernel.org/platform/manifest.git ; repo sync ; make

Quando si parla di progetto open però si parla spesso di un sistema software gestito da una comunità a cui chiunque può partecipare, mentre nella visione di Google si punta sull’open source senza questo ingrediente. Infatti lo sviluppo avviene completamente a porte chiuse e solo dopo un certo tempo vengono effettivamente pubblicati i sorgenti.

Qui ci potrebbe stare una piccola nota polemica perché se si lasciasse fare alla comunità probabilmente i tanti piccoli e fastidiosi bug di Android 3.0 sarebbero già stati eliminati grazie, magari, ad una Rom come quelle pubblicate per i telefonini.

Via | HOnline

....
condividi 8 Commenti

Android ADK con Arduino: la risposta del Google I/O a .NET Gadgeteer

pubblicato da Federico Moretti

ArduinoAndroid Open Accessory Development Kit (ADK) è un progetto di Google, svelato all’I/O 2011 di San Francisco, riservato all’elettronica libera. Un ambito che sta riscuotendo successo, negli ultimi giorni, grazie al .NET Gadgeteer via Microsoft. ADK è basato su Arduino e mutua lo sviluppo dal sistema operativo per tablet e smartphone.

La piattaforma di sviluppo dialoga coi dispositivi attraverso la porta USB. Le possibili applicazioni sono potenzialmente infinite: al Google I/O 2011 ne sono state mostrate due molto eloquenti. La prima è una connessione al cardiofrequenzimetro delle cyclette, la seconda a un popolare gioco in legno, riprodotto a grandezza d’uomo.

Google ha tenuto a sottolineare che Android ADK sarà sempre open source e libero. Il progetto consiste essenzialmente di due componenti: un ambiente di sviluppo derivato da Android e un firmware per le schede basate su Arduino. La comunicazione tra i device è reciproca: si possono sviluppare applicazioni da e per Android e Arduino.

Google I/O 2011 - Android ADK

Google I/O 2011 - Android ADKGoogle I/O 2011 - Android ADKGoogle I/O 2011 - Android ADKGoogle I/O 2011 - Android ADK

Via | Google I/O 2011

....
condividi 4 Commenti

Ubuntu One offrirà gratis i servizi per i contatti con Android e iOS

pubblicato da Federico Moretti

Ubuntu One - New LogoUbuntu One comincerà a distribuire gratuitamente una nuova applicazione per Android e iOS in sostituzione a quella in distribuzione. A partire dal prossimo 31 maggio, i contatti sincronizzati con Ubuntu One Contacts cesseranno di funzionare e con essi il servizio in abbonamento. Da giugno, poi, non sarà più previsto alcun pagamento.

Chi ha già sottoscritto l’abbonamento per le applicazioni mobili su Android e iOS di Ubuntu One sarà risarcito del periodo non fruito. Canonical ha deciso di risolvere in positivo il paradosso di Ubuntu One Contacts: l’applicazione è sempre stata gratuita, il servizio a pagamento. Perciò di fatto installarla gratis non aveva senso.

Dopo la sincronizzazione dei contatti di Facebook il servizio di Ubuntu One cambia nuovamente. Quella delle applicazioni mobili non è l’unica novità: il 31 maggio saranno inutilizzabili le estensioni per Outlook di Windows e Thunderbird. Soltanto Evolution e l’interfaccia web continueranno a sincronizzare i contatti con Ubuntu One.

Via | Canonical

....
condividi 0 Commenti

IcedRobot è già in grado d'avviare Java2Demo (compilato per Android)

pubblicato da Federico Moretti

Java Duke Drinking Belgian BeerIcedRobot, il progetto per portare le applicazioni di Android sul desktop sviluppato dal team di OpenJDK, sta facendo passi da gigante nell’ultimo periodo. Tant’è che IcedRobot/Daneel può avviare Java2Demo compilato come .dex e .apk per Android su una macchina con Linux. Servono dei workaround, però Java2Demo funziona correttamente.

La missione di IcedRobot è quella d’ottenere un framework in grado d’avviare qualsiasi applicazione scritta per Android sui sistemi compatibili con OpenJDK, non solo con Linux. Il progetto risponde a una domanda che ci siamo fatti in molti: perché un’applicazione dovrebbe funzionare su Android e non su Linux? Presto sarà possibile.

È importante tenere separato IcedRobot da Replicant, il fork mantenuto dalla Free Software Foundation, e da progetti come Android-x86. Replicant sta ad Android come Linux-Libre a Linux mentre Android-x86 installa il sistema sulle architetture a 32-bit e 64-bit. IcedRobot si “limita” a far girare le applicazioni scritte per Android.

Via | Roman Kennke

....
condividi 0 Commenti

Android open source come prima

pubblicato da Lpt on fire!


Andy Rubin, l’uomo incaricato da Google di gestire lo sviluppo di Android, ha scritto un articolo in cui si ribadisce il carattere open source del sistema operativo sia per il presente sia per il futuro.

Il tono del post è chiaro fin dal titolo: “I think I’m having a Gene Amdahl moment” e che fa riferimento alla nascita del termine FUD da parte di Gene Amdahl quando lasciò IBM. Tutto è nato qualche settimana fa quando è stato annunciato che i sorgenti di Android 3.0 non sarebbero stati ancora pubblicati e con la notizia che faceva da sponda e indicava la volontà di Google di imporre un maggior controllo sui produttori di device con l’androide. Tutto questo secondo Andy Rubin sarebbe solo FUD perché Android continua ad essere gestito sempre secondo gli stessi ideali che ne hanno accompagnato lo sviluppo fin dalla sua nascita. Inoltre la clausola anti-frammentazione citata precedentemente sarebbe attiva sin dalla versione 1.0 del sistema.

Ci troviamo in sintonia con la precisazione che Android continuerà ad essere aperto come prima e che ci sono in giro troppi allarmismi però vogliamo comunque ribadire che la scelta politica operata da Google sembra un po’ quello di un grande fratello e che si sarebbe potuto evitare.

Via | AndroidDevelopers

....
condividi 5 Commenti

Google, più controllo su Android

pubblicato da Lpt on fire!


Secondo quanto pubblicato recentemente sembra che Google stia cercando di far pesare molto di più il suo controllo sulla piattaforma Android nei confronti degli produttori di device.

Sembra che BigG abbia contattato tutti i maggiori produttori per informarli che per rimanere aggiornati sulle ultime versioni del sistema operativo, prima che vengano distribuite pubblicamente, dovranno ottenere l’approvazione di Andy Rubin, capo del gruppo Google che sviluppa Android sia per quanto riguarda le modifiche che vengono apportate al codice sia per quanto riguarda le partnership stipulate con altre aziende.

Quando, nel 2008, Android divenne notizia pubblica furono in molti ad essere entusiasti dell’idea proposta. I produttori potevano sfruttare una piattaforma valida e condivisa senza dover spendere milioni nelsuo sviluppo, gli utenti avrebbero potuto godere dei vantaggi di un sistema più libero rispetto alla concorrenza e Google avrebbe avuto accesso al ricchissimo mercato della pubblicità e ricerca mobile.

Continua a leggere: Google, più controllo su Android

....
condividi 9 Commenti

Google come il grande fratello dell'Open Source?

pubblicato da Lpt on fire!


La scorsa settimana abbiamo scoperto che Google ha intenzione di ritardare la distribuzione del codice di Android 3.0 che ha come nome in codice Honeycomb. Anche se l’azienda parla solo di aver intenzione di posticipare la diffusione dei sorgenti non ha specificato una data precisa in cui rimedierà.

Big G afferma di voler ottimizzare il sistema per i tablet e che voler mettere Honeycomb sui cellulari oltre che tecnicamente difficile darebbe una cattiva “user experience” agli utenti. Se la prima parte di questo discorso è poco influente per la seconda parte si può dire che abbia un senso. Un sistema ottimizzato per smartphone ed uno per tablet non sono certamente intercambiabili senza compromessi vari.

Nonostante tutto questo ciò che però resta indigesto a molti è la scelta di decidere per tutti. Google avrebbe potuto lasciare ai produttori di device ed al mercato la scelta se questa combinazione sia vincente oppure no. In fondo quando Android è stato utilizzato sui primi tablet non ha fatto molte “storie”.

Se anche poi il mercato non avesse trovato utile honeycomb su cellulare, potrebbero essere degli utenti interessati a realizzare un mashup fra i due sistemi per provare ad ottenere il meglio dei due mondi.In fondo il bello del FLOSS è proprio questo. Google, invece, ha scelto di atteggiarsi a Grande Fratello e di prendere una decisione “per il nostro bene”, come se non fossimo in grado di fare da soli. Per un’azienda che ha sempre cavalcato l’onda del supporto all’open source e di essere favorevole al movimento in generale sembra una brutta caduta di stile a cui l’azienda può porre rimedio rilasciando i sorgenti ed evitando di ripetere lo stesso errore in futuro.

Via | NetworkWorld

Google chiude Honeycomb? Dov'è il codice sorgente del nuovo Android?

pubblicato da sigul

Secondo quanto riportato da Bloomberg Businessweek Google è intenzionata a ritardare, almeno per ora, la diffusione del codice sorgente di Android 3.0 Honeycomb, il sistema operativo pensato per i tablet che dovranno sfidare l’iPad 2.

Il motivo è che Honeycomb non sarebbe adatto ad altri dispositivi diversi dai tablet. Per gli smartphone dovrebbe infatti arrivare verso giugno Ice Cream Sandwich, il quale però è fin ora stato indicato come Android 2.4. Google non avrebbe intenzione di vedere prima di allora Honeycomb portato in qualche modo sui cellulari, cosa che gli appassionati del robottino sono già pronti a fare, dopo aver scoperto che la preview della sdk conteneva tracce del supporto per smartphone.

Nel frattempo HTC, Samsung e Motorola hanno già accesso al codice, mentre gli sviluppatori indipendenti non ancora. “Android era e resta open source - garantisce Andy Rubin - ma Honeycomb è ottimizzato solo per tablet e non vogliamo che la gente abbia una cattiva user experience sui propri smartphone”. Quindi, il codice di Honeycomb sarà rilasciato solo fra alcuni mesi.

Continua a leggere: Google chiude Honeycomb? Dov'è il codice sorgente del nuovo Android?