Quali sono le differenze tra LibreOffice, Apache OpenOffice, Oracle Open Office? Michael Meeks – che lavora su GNOME per SuSE – ha riassunto le caratteristiche dei derivati di OpenOffice.org in quella che chiameremmo un’infografica. Certo la versione 3.4 della suite di Apache non è ancora stata rilasciata, ma il confronto è valido.
Meeks ritiene, come altri utenti, che i progetti – a eccezione della suite proprietaria di Oracle – dovrebbero riunirsi, ovviamente sotto The Document Foundation. Un’auto-contraddizione, perché l’unica possibilità (ammesso che sia credibile) sarebbe creare una fondazione ex novo da LibreOffice e Apache OpenOffice. Molto improbabile.
Soprattutto considerando che IBM ha donato il codice sorgente di Lotus Symphony ad Apache, proprio per contribuire alla “rinascita” di OpenOffice. LibreOffice resterebbe tagliato fuori dall’incompatibilità delle licenze: AL 2.0 rispetto a LGPLv3 e presto MPL 2.0. Meeks riconosce che agli utenti questo aspetto non interessa granché.
La questione delle licenze è primaria per chi contribuisce al codice: agli utenti importa, tutt’al più, della gratuità del prodotto. Confrontando le caratteristiche, LibreOffice include quasi tutte le funzionalità che saranno presenti in Apache OpenOffice e ha molti più filtri d’importazione — quanto ai formati di Microsoft Office.
Nonostante i 107 traduttori, rispetto ai 16 di Apache OpenOffice, LibreOffice non ha ancora un contatore delle parole per le lingue asiatiche: questa sarebbe l’unica carenza della suite di TDF — insieme al rendering via Cairo che, però, è escluso da entrambe. Al momento, la vera differenza è nella compatibilità con Microsoft Office.
Apache OpenOffice, infatti, garantirebbe soltanto l’importazione – e non l’esportazione – dei formati proprietari di Redmond. Nell’utilizzo quotidiano, è una mancanza che gli utenti avvertiranno immediatamente: purtroppo, tra istituzioni pubbliche e società private, i formati di Microsoft Office resteranno comunque imprescindibili.
Via | Michael Meeks

13 COMMENTIAGGIUNGI IL TUO
Sfintere smoretto
"Nonostante i 107 traduttori, rispetto ai 16 di Apache OpenOffice" <a href='http://people.gnome.org/~michael/images/2012-04-25-ooo-comparison.png' rel='nofollow'>http://people.gnome.org/~michael/images/2012-04-25-ooo-comparison.png</a> "bundled translations" Olè
#1 - Scritto il
lucapas
OpenOffice è morto dal momento in cui Oracle ha deciso di guadagnarci bei soldoni vendendolo. Evviva LibreOffice! E permettetemi, ma la licenza a me interessa e come, e non sono uno sviluppatore. Ma preferisco la GPL perché quella, secondo me, che garantisce il successo del FLOSS.
#2 - Scritto il
zorba2
All'utente tipico interessa avere una suite che funzioni senza problemi, legga tutti i documenti senza sballare la formattazione e permetta di salvare in un formato che sia leggibile dalle persone con cui deve condividere i documenti. Se poi l'interfaccia è anche gradevole meglio ancora. Purtroppo: - Openoffice/Libreoffice non riescono a riprodurre senza imperfezioni in parecchi casi i documenti Office - l'interfaccia non è particolarmente al passo coi tempi - il nome Openoffice è conosciuto, Libreoffice lo conoscono in pochi - Libreoffice in particolare ha molte piccole imperfezioni, nulla di eclatante, ma comunque fastidiose
#3 - Scritto il
Roberto Rossi
Concordo con @lucapas : "Evviva LibreOffice!" Inoltre vorrei fare una riflessione anche su ciò che dice @zorba2 : 1) Per quale motivo, come cittadino italiano, devo spendere dei soldi per le licenze di software che fanno le stesse cose di altri programmi Liberi? Per le "imperfezioni"? Io preferirei avere un euro in piu in tasca e un documento imperfetto, piuttosto che il contrario; 2) Visto che la stragrande maggioranza dei documenti sono di complessità media e bassa, cosa me ne faccio di un'interfaccia "al passo coi tempi"? Inoltre, personalmente l'interfaccia degli ultimi office di ms è messa li solo per dire "io ce l'ho diversa"; 3) La diffusione del nome dipende dagli utilizzatori e non è frutto della "volontà divina". Oggi parlo solo di openoffice ed è quello famoso, domani parlerò di LibreOffice e il precedente non esisterà piu. Questo è un problema che non esiste; 4) Qui rivedendo il punto 1 aggiungo, per quale motivo le famiglie italiane devono acquistare, per i loro figli (a scuola), software di ms (office), quando si possono insegnare le stesse cose usando software Liberi? Se poi penso alle aziende italiane mi viene da ridere. Con il 49% di software illegale dovremmo vergognarci. <a href='http://www.bsa.org/country/News%20and%20Events/News%20Archives/global/05062011-idc-globalpiracystudy.aspx' rel='nofollow'>http://www.bsa.org/country/News%20and%20Events/News%20Archives/global/05062011-idc-globalpiracystudy.aspx</a> La strada più sensata è sicuramente l'adione di software Libero al posto di quello proprietario, magari detenuto illegalmente.
#4 - Scritto il
calvolfiore2
@Roberto Rossi: Al punto 1 aggiungerei; Oppure donare quell'euro risparmiato destinato ad una economia verticale per la fondazione libreoffice pur di consentire che altri possano usufruire di tale prodotto gratuitamente o con donazione anche di un solo euro. Per quanto mi riguarda io faccio tutto con gedit, dai testi alla programmazione, ma questi problemi di importazione ed esportazione finirebbero se finalmente si decidesse di abbandonare prodotti monopolistici.
#5 - Scritto il
Roberto Rossi
Mi accorgo solo ora di aver sbagliato il link relativo al software illegale in italia. Ecco quello giusto : <a href='http://www.pianetatech.it/internet/attualita/microsoft-pirateria-italia-illegale-49-software.html' rel='nofollow'>http://www.pianetatech.it/internet/attualita/microsoft-pirateria-italia-illegale-49-software.html</a>
#6 - Scritto il
Kim Allamandola
@Roberto Rossi Sinceramente non so come prendere la "statistica" del tuo link: nelle *case* chi usa Windows penso al 90% o più abbia almeno un programma pirata, ma nelle aziende direi che quei tempi sian finiti… Trovi il singolo dipendente che se ha permessi sufficienti si installa qualcosa "per essere più aggiornato" ma a parte, forse, qualche ditta individuale dove installano spazzatura più per giocare che per lavoro non credo trovi altro. Poi IMO se si decidessero veramente ad eliminare la pirateria bé allora quasi tutti i software proprietari da Windows a Photoshop a 3Ds scomparirebbero in tempo record, ma questo è un altro discorso… Più IT sia OOo che LO per me sono *da riscrivere* non essendo più mantenibili quindi le stilettate da una parte e dall'altra mi far ridere per non piangere ma già ne ho parlato, è venuto un romanzo, e a parte un certo un po' infantile appoggio su Pollycoke non è uscito nulla di costruttivo…
#7 - Scritto il
Kim Allamandola
Ps se vogliamo vergognarci questo è ben peggio: <a href='http://goo.gl/0XSiJ' rel='nofollow'>http://goo.gl/0XSiJ</a>
#8 - Scritto il
Roberto Rossi
@ Kim Allamandola Chi legge questo commento deve sapere che, preso un programmatore e/o ingegnere, qualsiasi software non realizzato da lui, o ha gravi problemi oppure deve essere riscritto. Detto cio, mi piacerebbe proprio leggere qualcuno che mi dica "basta riscrivere! Facciamoli funzionare!" Basta vedere Linux, zeppo di software scritti e riscritti ma assolutamente incapace di sostituire il, poco riscritto, windows. LibreOffice non é sicuramente superiore alla controparte microsoft ma é piu che sufficiente per la redazione della maggior parte dei documenti prodotti in questo triste paese che é l'italia. A parte la volontà, nulla vieta l'adozione in massa di questo software.
#9 - Scritto il
Kim Allamandola
@Roberto Rossi #9 Sono daccordo solo in parte, la prima: è vero che chiunque prenda in mano una cosa fatta da terzi tira fuori dei pregiudizi che lo portano a dire di rifare tutto da zero. Il caso LO è un pelo diverso: *tutti* i sistemi di office automation sono oggi fuori dal mondo. Più nel dettaglio negli anni '90 quando la gente passava dalle macchine da scrivere elettriche a quelle "elettroniche" (aka computer) gli word processors rigidi, scomodi ma usabili, andavano bene, oggi è passato un bel po' di tempo e lato software non ci sono state evoluzioni, oggi la gente vuole funzioni ben lontane dalle vecchie macchine da scrivere. Abbiamo il (La)TeX da una parte che realizza la miglior qualità tipografica e nessuno ci si avvicina, abbiamo i software di DTP da un'altra parte che pur non dando la qualità tipografica del (La)TeX lasciano una bella libertà di composizione, abbiamo infine dei *mostri* enormi ed immantenibili che solo per farti comporre un indice, delle note a pié di pagina, del testo che scorre intorno ad un'immagine, dei semplici diagrammi richiedono acrobazie spaventose e danno risultati *brutti* nella maggior parte dei casi. È tempo IMO di importare un po' di funzioni e pretty-printing dal (La)Tex; è tempo di usare il pdf come formato di scambio con le source necessarie a fare il pdf in allegato, piantandola coi formati limitati dei software office attuali ed è tempo di mettersi a studiare un nuovo pdf che elimini tutte le oscenità di quest'ultimo (no, il Djvu non è una risposta); è tempo di introdurre la formattazione "a scatole" e lasciare una libertà di impaginazione più vicina al DTP (con un po' di opportuni "snap" per lavorare comodamente) che non una griglia rigida. È tempo di introdurre il concetto di master-page e rendere il suo uso naturale (template) facile e con risultati di qualità tipo (La)TeX Nello specifico di LO il mastodontico canvas non è adattabile se non rifacendo da capo mezzo programma, ad un'impaginazione simile; la dimensione del codice è tale da essere immantenibile (lo dimostrano anche le scarse e lente novità) e tutto il codice è interconnesso ad un livello tale che non si può adattare cambiando solo "alcune" parti, devi rifarlo da zero… Sono daccordo che così com'è è meglio di niente, ma è anche tempo di non buttar via risorse e ripartire, più si aspetta più è tardi, più si cerca di andare avanti a pezze e tacconi più tempo ed energie si sprecano senza risultati. Su GNU/Linux c'è pieno di programmi iniziati, incompleti o non più sviluppati, non solo su GNU/Linux peraltro, ma quel che dico non è *dimenticarsi tutto* e partire dal foglio bianco ma *conoscendo tutti i problemi attuali* ripartire dal foglio bianco con uno specifico obiettivo. La SUN per esempio lo ha fatto con lo ZFS ed i risultati si vedono, altri non han avuto la stessa capacità di analisi prima di buttarsi sull'implementazione ed i risultati si vedono…
#10 - Scritto il
Roberto Rossi
@ Kim Allamandola Non so se ridere o se piangere. Quanto dici può, da un punto di vista esclusivamente tecnico, essere ragionevole. Il problema é che tu stai suggerendo una strada teoricamente corretta ma praticamente sbagliata. Ti rendi conto che applicando il tuo sistema nessuno mai potrebbe giovarsi del Software Libero? A parte i soliti programmatori, tecnici e smanettoni, che troppo spesso trattano il software come un fine e non come un semplice mezzo(strumento per). Qui parliamo di una suite di strumenti mooooolto vasta, scrivere, disegnare, elaborare tabelle e formule, gestire database, il tutto supportato da una interfaccia il piu possibile coerente, semplice, tutto multipiattaforma. Per fare quanto dici servono anni, molti anni, inoltre nulla può garantire che il risultato finale sarà migliore di cio che esiste ora. Basta guardare progetti tipo kde o koffice, ottimi sulla carta ma mai pronti per un utilizzo reale. Ti prego lascia latex dove si trova. Tecnicamente apprezzabile ma praticamente inusabile. A meno di non avere un tempo X da buttare. Serve uno strumento Libero, generalista, che sostituisca microsoft office? Si, e attualmente LibreOffice é l'unica alternativa valida. Si può pensare di ampliarlo, rifarne delle parti, ma riscriverlo da zero é solo una pessima idea. E qui voglio ricordarti che, rispetto all'originale staroffice, molto é cambiato e migliorato, segno del fatto che il sofware sia in grado di evolvere senza per forza dover buttare tutto per ricominciare. Permettimi di dire che zfs non può certo essere paragonato a LibreOffice, ne per scopo, ne per dimensione, ne per utenza a cui si rivolge. infine una nota alla lentezza nell'inserimento di nuove funzioni. Vorrei sottolineare come, da quando esiste LibreOffice, le modifiche siano aumentate in modo significativo. infatti i problemi di "lento sviluppo" del vecchio OpenOffice non erano certo da imputare al codice sorgente ma, piu semplicemente, alla palla di piombo che dirigeva i lavori.
#11 - Scritto il
Kim Allamandola
@Roberto Rossi #11 Sono pienamente consapevole che quel che voglio richiede *anni*, come del resto anni ha richiesto la nascita e l'evoluzione dei sistemi di Office Automation attuali. Guarda che io non propongo mica il LaTeX con l'ennesimo Kile o TeXMaker eh! Io propongo di usare il (La)TeX come *motore tipografico* di un software grafico dove l'uso delle macro LaTeX o dei comandi TeX sia un extra per chi lo conosce. Tu dici che LO&c sono suite che permettono di fare grafici, disegni, tabelle, testo ecc; non sono daccordo: l'utente avanzato di questi software lo sa fare, la stragrande maggioranza degli utenti sa solo impaginare *male* un documento. Quel che propongo è di eliminare un canvas a griglia rigida dove l'utente si inventa orripilanti cose (incluso allineare il testo con la spaziatrice) per ottenere quel che vuole per passare ad un layout scatolare che unisca la flessibilità delle GUI DTP alla qualità tipografica del (La)TeX all'inserimento diretto stile office del testo. La facilità d'uso all'utonto di tale soluzione è superiore a quella attuale perché con un video su YouTube che gli spiega come usare due template, dove trovarne altri, e come "inscatolare" da solo l'utonto è in grado di lavorare. Può anche lavorare come fa oggi allineando il testo con la spaziatrice perché una "scatola" testuale è già pronta. In compenso non bisogna essere "guru" e perdere ore di lavoro per far fluire il testo intorno ad un'immagine, avere indici e note *belli* da vedere a costo *quasi zero*, avere grafici carini ecc. Il paradigma office automation attuale è uno dei *fallimentari* tentativi di far far cose prendendo in mano un programma senza saper nulla prima. Il risultato è semplice: l'esperto non è contento e l'utonto non sa cosa fare. Quel che propongo fa felice l'esperto che ha tutto il controllo che vuole, ma anche automatismi (disattivabili) per andare più in fretta e l'utonto con un semplice video introduttivo sa cosa fare. In ultimo non vedo problemi a paragonare la *metodologia* di progetto dietro lo zfs a quella dietro LO, sono entrambi progetti *grossi* entrambi progetti con n sviluppatori, entrambi con tempi assai lunghi prima di arrivare ad un risultato usabile e soddisfaciente. Non ce l'ho con te ma è la linea di pensiero: non si può fare, non si può cambiare, si può solo migliorare quello che c'è che non funziona. Né in teoria né in pratica. In teoria perché se solo ci pensi il 99% di ciò che usiamo oggi non ci sarebbe, dalla vite ai telefoni agli aerei ecc. in pratica ti cito solo un esempio: se tre mesi prima che Google presentasse Maps ti avessero detto di esprimere la tua opinione su un progetto che prevede un immenso patchwork di foto aeree e satellitari *dell'intero mondo*, che prevede un mix di mappatura vettoriale infilata come layer sopra le foto, che prevede di poter fruire delle foto stesse via web "scrollando" e scaricando solo le porzioni di mappa di interesse ecc cosa avresti risposto? Che son pazzi? Qui è la stessa cosa. Da anni si trascina una soluzione *pessima* che non piace alla stragrande maggioranza dell'utenza (dummy e pro insieme), che non da buoni risultati ed è nota solo in minimissima parte alla più vasta parte dell'utenza (prendi qualcuno per strada, chiedigli se lavora al computer e poi chiedigli se sa cos'è la stampa unione, cosa serve e come farla, chiedigli se sa costruire un form e se sa cos'è ecc). È questa linea di pensiero che ha prodotto la permaneza in vita di XP oltre ogni limite, che manda in crisi ogni giorno mille software-house medio-piccole che si trovano *terrorizzate* dai cambiamenti e continuano a sudare ogni volta per ogni progetto.
#12 - Scritto il
coachoutlettt
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#13 - Scritto il