Tutte le distribuzioni dovranno usare systemd, perché integrerà udev

TuxBuone o pessime notizie, a seconda della propria distribuzione: udev – il device manager di Linux – sarà integrato nel ramo di sviluppo di systemd, la soluzione per l'avvio del sistema ideata da Lennart Pottering su Fedora. Fortunatamente per Canonical, il codice di udev resterà compatibile con gli altri init in «un lungo periodo».

Kay Sievers, che si occupa del mantenimento di udev insieme a Greg Kroah-Hartman, ha giustificato il merging con l’incremento delle capacità per l’hotplug di entrambi: systemd subirà un avanzamento repentino di versione per rispecchiare quella di udev. Al momento, per le distribuzioni cambierà solo la posizione dei sorgenti di udev.

Tuttavia, è evidente la volontà d’arrivare a un’unica soluzione per l’avvio del sistema e che la scelta sia ricaduta su systemd. Ubuntu e Chrome OS utilizzano Upstart: prima o poi, dovranno adeguarsi allo standard di Fedora. Insieme a Gentoo, che continua a proporre OpenRC come scelta predefinita. È davvero la decisione più giusta?

Via | LWN

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