Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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FedoraFedora 17, “Beefy Miracle”, è in feature-freeze e l’ultima riunione del Fedora Engineering & Steering Committee (FESCo) ha avviato le procedure per la scelta del nome in codice di Fedora 18, che sarà ufficializzato in aprile. E, tra le altre discussioni, journald di Lennart Poettering è stato rifiutato — come soluzione predefinita.

Poettering aveva annunciato l’ideazione di journaldun nuovo demone per la gestione dei registri di sistema – in novembre, legandolo allo sviluppo di systemd. Qualche settimana fa, però, Red Hat ha convocato una riunione tra gli sviluppatori dei vari logger per avviare Lumberjack: un progetto d’unificazione dei differenti formati.

Il FESCo giudica controproducente l’adozione esclusiva di journald su Fedora 18: potrebbe compromettere il progresso di Project Lumberjack e, come aveva sottolineato lo stesso Poettering, non è un sostituto di syslog. Il demone e la propria infrastruttura saranno, con buona probabilità, implementati soltanto a partire da Fedora 19.

Via | Phoronix

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  • nickname Commento numero 1 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: lablinux

    Questo, ahime, dimostra quanto Fedora sia legata a mamma RHEL. Peccato. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    O forse dimostra come systemd prima e journald ora non siano tutto questo miracolo, dopo l'esperienza di Gnome3/Shell fatto di corsa van più cauti… Ma mi raccomando continuate a girare la pasta in casa, non guardatevi intorno che siete i migliori dell'universo :-> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: lablinux

    Mah io, ieri, ho provato fedora 16, e devo dire che, dopo qualche smadonnamento, mi è sembrata una distro ben assemblata. smad1 : renderla italiana, aggiungevo la lingua, uscivo e rientravo e la lingua era sparita. smad2 : rpmfusion non sono stato in grado di installarlo, ne tramite browser ne tramite riga di comando (guida FOL) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Kim Allamandola: questo dimostra che se un software non supera dei test con determinati criteri di stabilità/utilità, viene rilanciato per la release successiva. journald non è stato cassato ma funzionerà in parallelo con syslog. per quanto riguarda gnome 3.0 la cosa è soggettiva, a me sinceramente piace, anche se sono un utilizzatore più accanito di arch con kde4. ps: le maggiori distro stanno adottando systemd, anche canonical ha accettato l'adozione, rimandando solo per l'imminente lts. lablinux: ma scusa da chi dovrebbe dipendere fedora? dalla community? sarebbe un suicidio, chi dovrebbe sceglie quali sono i giusti progetti da inserire? e le nuove implementazioni lato core da dove verrebbero fuori? Noterai che questa è la strada che ucciderà kubuntu. per i tuoi problemi, bastava selezionare la lingua sloggarti e avere l'italiano o farlo dopo il post install, gli rpmfusion li puoi installare direttamente dal sito ufficiale, io ho sempre scelto la linea di comando. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    *: io ho sempre scelto la linea di comando con le istruziopni da loro forniti, senza roba presa dai terzi. su -c 'yum localinstall –nogpgcheck <a href='http://download1.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-stable.noarch.rpm' rel='nofollow'>http://download1.rpmfusion.org/free/fedora/rpmfusion-free-release-stable.noarch.rpm</a> <a href='http://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-stable.noarch.rpm'' rel='nofollow'>http://download1.rpmfusion.org/nonfree/fedora/rpmfusion-nonfree-release-stable.noarch.rpm'</a> su -c 'yum update' Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @tombola #4 Nulla da dire sul fatto che se un prodotto non è ancora pronto si rimandi la sua adozione, però Fedora ha strombazzato sino a poco tempo fa che si doveva passare a questo e quello, le GTk3 sono arrivate senza interregno, da oggi ci sono le GTk3 (non certo pronte ai tempi) le GTk2 sono morte ecc. 'Somma va bene imparare dai propri errori, va bene far le cose con calma ma non pretendere allora che tutti facciano di corsa per farti comodo! Su Gnome3 non mi riferivo a Gnome Shell sul piano dell'usabilità mi riferivo al numero di bachi e componenti non pronti presenti, pensa solo a cosa serve oggi online-accounts? Un domani magari sarà un'ottima cosa, oggi è poco meno di un poc eppure è in produzione! Anche Canonical ha spinto Unity ma ha spinto una Unity si ingessata ma usabile, ha spinto varie "innovazioni" discutibili ma lo ha fatto influenzando solo i suoi utenti e solo con soluzioni già usabili… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Scusa non che io voglia difendere RedHat ma non mi sembra che lei abbia costretto qualcuno ad abbandonare Gnome 2.x difatti Ubuntu e OpenSuse al primo giro hanno rimandato; le GTK3 non erano affatto male nella versione 3.0 anzi ho costatato che le QT 4.7 a quei tempi erano molto più baggate e di conseguenza davano alcuni probblemi con kde 4.7 … a quei tempi io usavo Fedora 15 con Gnome 3 senza problemi, certo ho messo mano alle estensioni, cosa mai fatta, ma ci sono stato molto bene con software abbastanza stabile; non penso assolutamente che l'accessibilità e le performance (come phoronix, per quanto attendibile possa essere, mostrava tra mutter e compiz) tra GnomeShell e Unity a parità di DE. Se i terzi volessero più visibilità che cacciassero i soldi, non lasciando come maggiore finanziatrice RedHat che ha quindi l'ultima parola. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    *** non penso assolutamente che l’accessibilità e le performance (come phoronix, per quanto attendibile possa essere, mostrava tra mutter e compiz) tra GnomeShell e Unity a parità di DE, dia cosi tanto diversa o almeno soggettivamente posso dirti che ambedue piacevano o avevano qualche problemino. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: lablinux

    @tombola #4: Debian Slackware Mint …. poi … aspetta che qualche altra distro senza una 'mamma' commerciale (e non) che gli da gli scappelloti per indirzzarla sulla giusta stra la trovo … Arch Gentoo e se andiamo su distrowatch, un qualche altro centinaio ne troviamo…. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Tralasciando Debian che è una grande fondazione che riceve aiuti anche da grosse società. Lrevandoci dai piedi anche Mint che è un fork di Ubuntu che certamente non deve preoccuparsi di investire nella ricerca lato core ma buttarsi su qualcosina come una shell in sostituzione di quella di gnome. Gentoo e Arch che sebbene abbiano una grand ecommunity e spesso (più arch veramente) contribuiscono ai bugfix e feature di alcuni progetti, quante delle distro da te elencate hanno contribuito a sviluppare interi DE come gnome, o backend come in kde, pulseaudio, systemd, networkmanager e cosi via? Nessuno di loro … semplicemente molto di questo lo si è visto grazie a RedHat che lo ha introdotto in Fedora. F è una distro speciale, ben diversa dalle altre, perchè non ha bisogno di seguire ma si fa seguire. Gu8arda la maillist di arch per esempio, vedono Fedora come una linea di guida: come ultimamente sta avvenendo, supporto a systemd che ben presto sostituira iniscript, oridinamento della struttura del file system, innumerevoli patch (come quelle dell'ultima grande ricompilazione promossa per tutti quei pacchetti che necessitavano la compatibilità alle nuove libtiff/png). Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Una Fedora in mano alla community perderebbe il supporto ai devs RedHat. Resterebbe una distro come molte altre che hai elencato … Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Fedora è la distribuzione di testing di redhat, in una sola parola: instabile e non adatta in ambienti produttivi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @tombola #7 Sulle performance: [Phoronix] <a href='http://is.gd/envR99' rel='nofollow'>http://is.gd/envR99</a> Sul forzare l'abbandono: Han detto oggi escono le GTk3, le GTk2 sono morte, oggi esce Gnome3, Gnome2 è morto… Non han lasciato un intermezzo di un po' di tempo per permettere a tutti di cambiare con una certa calma; dopotutto è un bel po' di anni che si usano GTk2 e Gnome2… Su cosa né penso di Systemd&c mi son già pronunciato, abbiamo IllumOS ed un know how mai visto disponibile per GNU/Linux se solo si volesse. Il buono dell'SGI (salvo cosine come le OpenGL, l'STL, Maya ecc ma non Jaleco, Piranha ed un mucchio di altri software e pezzi di Irix) andò perso, il buono della Digital idem, poi tocca alla SUN e tanto i programmatori da garage non se la danno… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: lablinux

    @tombola #10. Lasciando perdere Debian? Perché Mint è un fork di Ubuntu, ma ubuntu dipende da Debian, quindi? Lasciamo perdere tutte le derivate e i fork? Ok, rimangono Slackware, Debian e LFS? Nota che non ho nominato OpenSuse perchè legata a doppio file con Novell. Stesso legame che c'è tra Fedora e RHEL. Ubuntu è un caso a se… forse questo l'ha fatta diventare la 'reginetta' (*)? C'è una società che 'regala' la sua distro e vende il supporto. Mi pare una storia già vista, vi ricordate Red Hat all'inizio fino alla versione 6.*? * 'reginetta' e come tale è amata o invidiata. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    lablinux: Lasciando perdere, significa escludiamo, poichè … appunto dicevo che debian ha alle spalle una grossa fondazione; non mi sembra difficile da capire, questo significa che ha il potere la capacità di investire sulla ricerca cosi come RedHat e molte poche altre fanno. Kim Allamandola: Guarda che le GTK2 sono ancora in sviluppo con release bugfix, non sono state abbandonate; l'ultima risale agli inizi di febbraio, ribadisco che non è obbligatorio abbandonare Gnome 2.x e se si ha qualche problema ribadisco che le varie fondazioni potrebbero finanziare di più il progetto puttosto che lasciare redhat come maggiore finanziatrice. gkan: instabile? mai l'hai mai usata? ma basta con questa teoria stupida e trita e ritrita. alla fine ti vedi ubuntu, suse e compagnia bella usare le stesse implementazioni di fedora ma nessun che però si lamenta. ps: per la cronaca utilizzo fedora dalla 9. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by:

    lablinux: ovviamente se Fedora si slegasse da RedHat, chi finanzierebbe il progetto? e i devs di redhat che fine farebbero? Non sempre lasciare una distro alla community ha grande successo. Vedi il capo di sabayon, fino all'altra volta si stava a lamentare dei DE, le librerie e tutto quanto, ma alla fine lui cosa ha dato alle varie fondazioni? Soldi? codice? nulla … vedi se i mainteners di arch si siano mai lamentati … starano patch vengono interpellati nei vari progetti come kmod, libreoffice e compagnia bella … difatti una delle più grandi e impegnate community di linux. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: 0xdeadbeef

    Sono anni che cerco di capire questo astio verso le distro commerciali, ma non ho ancora trovato una risposta razionale. Che in effetti non esiste. Forse le fondazioni senza scopo di lucro non devono anch'esse seguire una direzione generale? Se ancora esistono dopo anni vuol dire di si, perché altrimenti «<i>con troppi galli a cantare, non si fece mai giorno</i>» (cit.) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: ekerazha

    <blockquote> Su cosa né penso di Systemd&c mi son già pronunciato, abbiamo IllumOS ed un know how mai visto disponibile per GNU/Linux se solo si volesse </blockquote> IllumOS usa SMF. Se tu avessi letto il messaggio di presentazione di systemd avresti letto che <em>The most interesting other contender is Solaris SMF, which supports proper dependencies between services. However, in many ways it is overly complex and, let's say, a bit academic with its excessive use of XML and new terminology for known things. It is also closely bound to Solaris specific features such as the contract system.</em> Poi c'è anche la questione della licenza CDDL. Nella stessa presentazione viene smontato anche Upstart con argomentazioni sensate. Diamo il merito ad Upstart di essere stato il primo tentativo con un certo successo a rimpiazzare i vecchi init system su GNU/Linux. Ma systemd è superiore… e logora chi non ce l'ha… o quantomeno logora te. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Citato da gkan: "Fedora è la distribuzione di testing di redhat, in una sola parola: instabile e non adatta in ambienti produttivi." Fedora è la distribuzione di testing di RedHat, in una sola parola: usabilissima sui desktop casalinghi, ma non idonea all'utilizzo aziendale. Per quello c'è RHEL (se ti serve il supporto tecnico) e CentOS (se il supporto tecnico non ti serve). Quanto a stabilità è superiore alle semestrali di un'altra diffusissima distribuzione GNU/Linux. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @tombola #15 Scusa ma chi può avere interesse ad investire in qualcosa dove un'azienda fa il buono ed il cattivo tempo, gli altri possono solo pagare? Sul rimanere con Gnome2… Io sono molto a favore dell'evoluzione, non sono a favore del *cambiamento* giustificato dal celodurismo: se vuoi cambiare per risolvere dei problemi, per aggiungere funzioni bene, se lo vuoi fare perché i problemi ci sono ed un altro che ti stà antipatico ha proposto una soluzione. Per quel che mi riguarda Gnome2 è morto, ma Gnome3 è stato rilasciato come "stabile" prima di nascere! Idem per le GTk3… Dalla vecchia RH 9.c passai turandomi il naso a Fedora e ci rimasi sino alla core 4, son passato poi a Debian perché Fedora non era RH e non era usabile come desktop per i miei gusti. Oggi non ho visto cambiamenti salvo il fatto che Ubuntu è rimasta dopo il crollo di OpenSolaris e la delusione di FreeBSD (che anziché evolvere ha iniziato l'ennesima crociata anti-GPL, ha abbandonato l'idea dei pkg in sync coi port ecc) con cui mi trovo bene. @0xdeadbeef #17 Per parte mia non ho nulla contro le distro commerciali a patto che seguano un business model opensource. Peccato che RH, dalla 9.c definitivamente ma già da prima col discorso sul non poter usare il cappello rosso o citare il nome, sul dover dire che le iso mirror-ate erano "non ufficiali" ecc non segua per un cavolo un business model open. Canonical lo segue in buona parte: Ubuntu è libero, usabile, ridistribuibile ecc, il supporto è a parte e sulla versione free, non ci sono versioni "Enterprise" con "basi diverse", "bugfix extra" ecc. Se scegli di fare business open allora devi farlo fino in fondo non a metà. Lodo in tal senso SpaceWalk e sono contro Canonical per Landscape ed UbuntuOne ma SpaceWalk interessa una fascia di utenti, la distro nel suo complesso interessa tutti… @ekerazha #18 Sono daccordo sui punti deboli dell'smf _MA_ io non dico di portare codice CDDL, dico di riscriverlo sotto GPLv3, usando magari yaml al posto di XML, importando i contracts come semplici conf di un servizio, eliminando svccfg, rinominando svcs in "service" ecc. Il punto è prendere il buono che già c'è come *paradigma* e reimplementarlo anziché reinventare la ruota. Anche IPS senza lo zfs non puoi portarlo, ma il suo paradigma ed una buona e testa implementazione c'è con codice pronto da leggere. Allora prendiamo il buono e reimplementiamolo in salsa migliore! Integriamo SourceJuicer con IPS, rifacciamo pkgbuild alla bisogna mantenendo gli spec già usati e già noti ai linuxari ecc. IllumOS così com'è non si evolve ma il fior fior di ingegneria che contiene come conteneva per altri versi Irix, va IMO sfruttato, ammodernato, snellito secondo i bisogni di GNU/Linux; non ha senso reinventare la ruota quando c'è già qualcuno più evoluto da cui prendere spunto! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    Kim Allamandola: … è evidente che forse non intendi capire. Non puoi lamentarti di un progetto che non ti appartiene in quanto viene finanziato dai terzi (RedHat e co.). Piuttosto cacci i solti e ti crei un tuo progetto o ti integri nella fondazione favorendo idee migliori e devs di successo. Dalle mie parti si dice: "o ti manci sta minestra o ti ecchi ra finestra" "chista è a zita". Ribadisco anche il concetto stabilità: in cosa ad oggi le GTK3 rispetto alle GTK2 sono instabili? Al tempo stesso in cosa GNOME 2.x è più stabile della 3.x? e nella fattispece, come fa Ubuntu ad essere più stabile di Fedora se adottano la stessa pacchettizazione di Gnome a meno della shell? Che ci sia una differente UX, soggettivamente parlando che può o meno piacere è un conto, ma dire instabilità è caxxata garantita; è te lo dico da utilizzato di gnome che prima tra tutti a risentito il passaggio dalla 2.x alla 3.x con F14 -> F15 -> ecc. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: ekerazha

    <blockquote> Sono daccordo sui punti deboli dell’smf _MA_ io non dico di portare codice CDDL, dico di riscriverlo sotto GPLv3, usando magari yaml al posto di XML, importando i contracts come semplici conf di un servizio, eliminando svccfg, rinominando svcs in “service” ecc. Il punto è prendere il buono che già c’è come *paradigma* e reimplementarlo anziché reinventare la ruota. </blockquote> Quindi rifarlo da capo, cosa che è stata fatta con systemd, il quale ha cercato di prendere il meglio da tutti gli init system esistenti (smf, launchd, upstart ecc.). E' tutto spiegato nel messaggio con il quale è stato annunciato systemd. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: ekerazha

    Eccolo <a href='http://0pointer.de/blog/projects/systemd.html' rel='nofollow'>http://0pointer.de/blog/projects/systemd.html</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 24 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @tombola #21 Non parlo di stabilità oggi, parlo di stabilità e completezza di API e docs ai tempi del primo rilascio "ufficiale/stabile", poi son daccordo che se usi un progetto di terzi non puoi lamentarti delle loro decisioni; se però siamo in ambito collaborativo/open ed il progetto in oggetto ufficialmente o per lo meno nominalmente è comunitario bé dovrebbe curarsi dei suoi utenti un po' altrimenti è logico che i suoi utenti scappino di gran carriera. Pensa a quanti oggi puntano sulle Qt il cui futuro è sempre incerto pur di non restare con le GTk, tecnicamente inferiori ma preferite per il loro essere "più open". @ekerazha #22, 23 Grazie del link, non sapevo avessero preso in considerazione l'smf, tuttavia se questo può ammorbidire la mia opinione non la cambia: da quel poco che ho visto systemd è si più "leggero" dell'smf e non prende alcune caratteristiche non proprio esaltanti (contract in xml, db dei contract, svccfg) ma non ha le cose buone dell'smf. Oltre a ciò che vantaggio ha systemd rispetto ad upstart? È un pelo più parallelo al boot? Usa i cgroups risparmiando un po' di tempo nella crezione di n processi? Ok, un secondo in meno al boot… In compenso non ha una gestione più comoda di upstart dei servizi, non ha ad esempio la possibilità di mettere un servizio come "degradato", non ha una gestione del ciclo di vita che vada oltre il classico respawn&log ecc. Se ha preso dall'smf ha preso ben poco e ha ben poco da offrire in più di upstart. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 25 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: 0xdeadbeef

    @Kim Allamandola Il divieto di usare marchi registrati e di spacciare i risultati del proprio lavoro come quelli di qualcun altro non ha nulla a che fare con l'essere open o meno. RedHat ha un nome e giustamente vuole proteggerlo. Tutto il resto è FUD. Del resto i sorgenti di tutto ciò che fanno sono disponibili, se così non fosse l'esistenza stessa di centos sarebbe impossibile. <blockquote>Pensa a quanti oggi puntano sulle Qt il cui futuro è sempre incerto pur di non restare con le GTk, tecnicamente inferiori ma preferite per il loro essere “più open”.</blockquote>Qui è una questione di mera nomenclatura: non si possono prendere le Gtk+ singolarmente per confrontarle con Qt. Piuttosto bisognerebbe prenderle assieme a glib, pango, cairo, clutter, GI, gtkbuilder, gtkglext, e al resto dell'intera piattaforma di sviluppo gnome. Così, per scoprire che "<i>tecnicamente</i>" non c'è nulla da invidiare alle Qt. In caso contrario mi si nomini qualcosa che le Qt possono fare e la piattaforma gnome no. Certamente il packaging - inteso anche per varie piattaforme - lascia ancora parecchio a desiderare. Ma il motivo è semplice: le qt sono state a lungo un prodotto commerciale. E in un certo senso lo sono ancora. <br /> PS. non c'è assolutamente <i>nulla</i> di instabile nelle gtk3. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 26 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by:

    @0xdeadbeef #25 Mi spieghi perché una rivista che voleva allegare RH in CD ai tempi doveva chiamarlo "professional linux" o qualcos'altro e non mettere logo e scritte di Red Hat? O perché un lug che mirrorava le iso di RH dovesse dichiarare che tali immagini erano "non ufficiali"? La rivista voleva forse rubare soldi a RH? E il lug? Se l'md5/sha1/* è ok come fa la iso a non essere ufficiale!? Sulle GTk mi riferisco all'intero ecosistema (overlap di funzionalità tra cairo e clutter inclusi), le Qt ti permettono di scrivere molto meno codice delle GTk, sono molto più comode e documentate, QtQuick non ha equivalenti di sorta, hanno un supporto multipiattaforma molto superiore, QCanvas non so se si possa dire abbia equivalenti GTk ecc. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 27 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: 0xdeadbeef

    Sui marchi mi pare di averne già parlato, vedi sopra. Comunque non so se hai notato, ma fanno lo stesso per Fedora.<blockquote>overlap di funzionalità tra cairo e clutter inclusi</blockquote>Non si tratta di overlap di funzionalità: cairo disegna in 2D sfruttando l'accelerazione 2D (XRender), clutter disegna su superfici 2D sfruttando l'accelerazione 3D (OpenGL).<blockquote>le Qt ti permettono di scrivere molto meno codice delle GTk</blockquote>??? Cos'è, un discorso simile a quello che hai fatto per hello world?<blockquote>QtQuick non ha equivalenti di sorta</blockquote>Con GI puoi usare gjs/seed per javascript, php-gtk per php, pygobject per python. Ma se per qualche mistero sconosciuto ai comuni mortali ti serve proprio un markup language, allora gtkaml è la risposta.<blockquote>QCanvas non so se si possa dire abbia equivalenti GTk</blockquote>QCanvas era noto per malfunzionamenti vari, oggi si preferisce usare QGraphicsView. Che comunque non puoi spingere più di tanto. Ad ogni modo non mi sembrano così superiori a cairo/clutter. Poi per avere un programma 3D decente con tanto di simulazione fisica e rilevamento delle collisioni decenti, allora devi usare un motore 3D decente. Forse lì fare un embedding con clutter-box2d potrebbe non essere male. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 28 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @0xdeadbeef #27 cairo/clutter, bene, fan le stesse cose in modi diversi, e domando se io volessi scrivere in GTk+* un calendario tipo Google Calendar ovvero un widget che indichi con un rettangolo variamente colorato e ridimensionabile anche dall'utente col mouse un appuntamento quanto codice devo scrivere? In QML/QtQuick diciamo 50-80 righe… O anche voglio fare un "orologio analogico" con le lancette sopostabili dall'utente, voglio fare un puzzle, una gui per semplici simulazioni strutturali (non un meshatore ecc, solo un simulatore di una trave con vincoli didattico) ecc. Non parlo di giochi, parlo di applicazioni con widget custom che magari siano in grado di macinare qualche animazione e supportare qualche animazione semplice. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 29 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

    Posted by: 0xdeadbeef

    @Kim Allamandola Stai dimenticando che la stragrande maggioranza delle applicazioni, anche quelle qt, deve avere una sua "logica" che - anche usando qtquick (quindi json) per disegnare l'interfaccia - devi sempre implementare in c++ o js. Questo senza parlare delle limitazioni di qtquick stesso, come ad esempio l'impossibilità di modificare la posizione degli ancoraggi. Quel che sto cercando di dire è chei entrambe le piattaforme gnome e qt hanno i loro pro e contro, ma alla fine offrono delle potenzialità praticamente uguali. Cercare di quantificare la superiorità di una soluzione sull'altra in base ad esempi capati apposta, non ha senso. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 30 su Fedora 18, scegliendo il nome, boccia journald di Lennart Poettering

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    @0xdeadbeef #29 Siam daccordo che con Qt e GTk riesci a fare le stesse cose, lo siamo meno sul discorso della facilità: Qt è una libreria divisa in due (Core e GUI) tutta documentata inclusi libri di terze parti molto ben fatti, cito solo come esempio Rapid GUI Programming with Python and Qt per chi inizia ed anche Advanced Qt Programming, l'ecosistema GTk/GNome al contrario non ha una documentazione completa e coerente e non mi risulta abbia libri degni di questo nome ed aggiornati. È vero che la natura *anche* commerciale delle Qt ha fatto sviluppare molta più documentazione e ha mantenuto una struttura coerente ma tanti progetti open dimostrano che si può avere lo stesso senza un'azienda alle spalle! L'unico motivo per cui sino al passaggio alle GTk3 sono stato un partigiano delle GTk è che le Qt hanno IMO un futuro incerto per la troppo ingombrante presenza di Nokia ovvero di Microsoft, la community Qt è vasta ma non è abituata a camminare con le sue gambe. La community GTk grossomodo egualmente vasta ma molto più lontana dallo sviluppo closed. Col passaggio a Gnome3 con le relative GTk3 mi son reso conto che l'influenza di RH è nefasta alla pari dell'influenza di Nokia/Microsoft e per lo meno le Qt non sono partigiane di un desktop in particolare e sono più complete, documentate e facili… Il discorso logica dietro la carrozzeria è irrilevante, le poche applicazioni GUI che scrivo hanno il core ben staccato dalla GUI e il più possibile indipendente da essa, usare Qt o GTk per me si misura solo dal codice extra necessario alla GUI in sé e ad "allacciare" la GUI al core: il codice per le Qt sia esso Python, QML, js+QML, C++ rispetto ai linguaggi di GI è più breve e comodo. Se poi usassi massicciamente QtCore bé allora sarebbe ancora meno. Del "framework" Gnome mi piace solo la leggerezza e semplicità di DevHelp che Assistant non ha, per il resto le Qt sono assai più comode dal puro layouting degli widget alla creazione di widget custom all'impiego della libreria nella applicazione completa. Gli esempi che ti ho citato sono roba che ho scritto tempo fa in GTk2+cairo+* ed in seguito portato in Qt… Scritto il Date —

 

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