Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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Canonical, Ltd.In settimana, Mark Shuttleworth – il fondatore di Canonical – ha diffuso attraverso il proprio blog un’indagine statistica, per la quale Ubuntu Server avrebbe sorpassato Red Hat Enterprise Linux (RHEL). Partendo dal luglio scorso, la diffusione di Ubuntu avrebbe sostituito RHEL nelle scelte del settore pubblico: “avrebbe”, appunto.

L’uscita infelice di Shuttleworth, chiaramente a scopo pubblicitario, è coincisa con l’annuncio della disponibilità di Ubuntu tra le immagini di EC2 che ospitava già SuSE, CentOS e RHEL, dalla quale è derivata la stessa distribuzione di Amazon. La risposta degli utenti non s’è fatta attendere, perché «le statistiche mentono sempre».

La piattaforma utilizzata da Shuttleworth per generare il grafico pubblicato permette, infatti, di configurare dei parametri personalizzati: il risultato generale mostra RHEL e CentOS al 42% contro il 18% di Ubuntu nel settore considerato. Cifre molto diverse da quelle vantate da Canonical che potrebbero comunque essere sovvertite.

Statistiche e sondaggi, in politica o nella pubblicità, tentano di rendere oggettivi dei dati che non lo sono: l’informazione li utilizza a proprio uso e consumo per dimostrare delle tesi altrettanto individuali. Non è certo una novità. Personalmente, avrei potuto improntare l’intervento contro Canonical — che non apprezzo appieno.

Chi ha ragione? Entrambi e nessuno. Prescindendo dal valore di Ubuntu Server, è impossibile determinare – dalle statistiche – quale distribuzione abbia la meglio. E, per quanto mi riguarda, non sarebbe neppure granché utile: m’infastidisce, piuttosto, la solennità di Shuttleworth nel dimostrare l’indimostrabile per farsi pubblicità.

Soprattutto perché, tralasciando i numeri, Canonical avrebbe degli argomenti molto più convincenti. Per citarne soltanto alcuni, la separazione di root e home utilizzando diversi snapshot con Btrfs o la crittografia predefinita sulle cartelle-utente. Launchpad, Ubuntu One, il contributo di Linaro su ARM: le statistiche non servono.

Via | Mark Shuttleworth

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  • nickname Commento numero 1 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    "il risultato generale mostra RHEL e CentOS al 42% contro il 18% di Ubuntu nel settore considerato." Se leggi le statistiche come ti pare è ovvio che viene fuori il risultato che vuoi tu. Mark ha detto che Ubuntu ha superato Red Hat è questa sulla "carta" è la realtà. Chi si affida a Red Hat non userà mai CentOS e (quasi certamente) viceversa, volerle sommare è ingenuo o truffaldino. "Statistiche e sondaggi, in politica o nella pubblicità, tentano di rendere oggettivi dei dati che non lo sono" CVD. <a href='http://w3techs.com/technologies/details/os-linux/all/all' rel='nofollow'>http://w3techs.com/technologies/details/os-linux/all/all</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Shiba: Ma è ridicolo comparare RHLE con Ubuntu, poichè la prima è a pagamento la seconda no. Bisognerebbe comparare il lato enterprice di Ubuntu e a conti datti quanti di questi hanno supporto tecnico Canonical come RHLE con RedHat (Ricordo che il tecnicismo di entrambi e a pagamento se ufficiale)? A questo punto non ha importanza se si somma RHLE con CentOS o parlare solo di CentOS. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Più cher altro è interessante notare che le grandi società scelgono più RedHat dietro pagamento dei servizi con fattuarati annui nella linea del miliardo, con un attivo sempre mantenuto. I piccoli serverini non sceglieranno mai RHLE, difatti queste saranno una fetta che si contendono Ubuntu, CentOS, DEbian. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @tombola Puoi sommare quello che vuoi, ciò non toglie che il post di Mark parla solo ed esclusivamente di RHEL. È inoltre interessante notare come Ubuntu sia nell'ultimo anno sia cresciuta del 2%, contro situazioni stabili o in calo delle altre distro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    #1 volere sommare i risultati di RHEL e CentOS e` lecito, in quanto tra queste due cambia solo una cosa: il supporto. Questo significa che se io voglio installare un software certificato per RHEL (e.g. Oracle), ma non mi interessa pagarne il supporto (e.g. faccio sviluppo), con CentOS posso mettere in piedi la stessa infrastruttura senza problemi, cosa che con Ubuntu (o Debian) non mi e` possibile Enrico Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    "le statistiche non servono." E allora mi spiegate come mai è stata data così tanta importanza alla statistica (se così vogliamo chiamarla), di Distrowatch, quando Linux Mint ha superato Ubuntu? Non è che le statistiche servono solo per da contro a qualcuno, nevvero? :-) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @Henryx Come ho già detto anche al tizio prima, puoi sommare quello che vuoi, ma a quel punto non stai più parlando di ciò di cui sta parlando Mark. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Gli unici vincitori sono e saranno sempre Linus Torvalds e Richard Stallman… perche' senza il kernel linux e senza i componenti GNU tutte le distro andrebbero davvero poco avanti… :D Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: ice

    quanti kernel hacker sono soovenzionati da RH? Quanti da Canonical? Questo fa la differenza Canonical in ambito server si sta facendo bella del lavoro di altri, senza avenre alcun merito se non il clamore mediatico Ivnestissero un po di piu sul kernel e meno sullo sviluppo delle icone, la comunità ringrazierebbe e Ubuntu Server ne guadagnerebbe in credibilità Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @Henryx #5 Cosa puoi deployare con CentOS che non puoi deployare con Ubuntu? @ice #9 Senza Canonical e le sue "icone" GNU/Linux sarebbe assai meno utilizzato e conosciuto oggi, non dimenticarlo. Pensa sempre a FreeBSD, team compatto, focus sul base-system e sul kernel, un po' di community per i port e bon, ha un mucchio di features interessanti e la usano e conoscono ben pochi. Pensa ad IllumOS: il miglior UNIX sulla piazza, ben più avanti di GNU/Linux, scritto e mantenuto dai migliori ingegneri della SUN, eppure usato da quattro gatti per lo più come Nexenta (che, toh, prende l'userland di Ubuntu) e bon. A chi dice che le grandi aziende scelgono Red Hat faccio notare un particolare: chi è già con Red Hat a parte casi celebri resta con Red Hat ma tante, grandi e medie aziende passano ad Ubuntu comprando Landscape (che le piccole non comprano). Ubuntu server vuol dire un os comodo e senza pensieri cosa che serve nella maggior parte dei casi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Ah! Ah! Ah! Strano che i blog che davano Ubuntu per morto, grazie alle ridicole statistiche di un sito che valuta la visita della pagina dedicata, ora hanno questo atteggiamento nei confronti di statistiche portate da Canonical ! Se Mint si pubblicizza con statistiche ridicole, si può fare ma Ubuntu no ! RIDICOLO. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    da statistico inorridisco nel leggere certe cose. saluti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Shiba Trovo che sommare RHEL con CentOS sia sovrapponibile a quello che fa Shuttleworth con Ubuntu: una parte è Enterprise (a pagamento) una parte è "amatoriale" o cmq senza supporto. Pur con lo stesso nome non cambia il fatto che rispondano a settori di mercato diversi. E, giusto per dovere di cronaca, anche Debian è cresciuta, con lo stesso trend di Ubuntu. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Sì, infatti… Mark ha detto che l'intero stack di Ubuntu server, con e senza supporto commerciale, supera RedHat - che ha esclusivamente il supporto commerciale. In pratica somma le mele con le pere. In altri termini quest'uomo si conferma per essere un gran cazzaro. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: 0xdeadbeef

    Pensa a vendere Mark, pensa a vendere. Anzi no, pensa prima a ritagliarti un ruolo in un business… uno qualsiasi. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Sommare le percentuali di RHEL e Centos ha la stessa credibilità statistica che si ottiene sommando le percentuali di Debian e Ubuntu. Se per Moretti il primo caso ha senso (e mi chiedo per quale motivo), allora le statistiche dicono che l'universo Debian e derivate sta sbaragliando il campo. @alfierenero, ma non dire sciocchezze. Tu vuoi solo sovrapporre mele e pere, per poi dire che è tutta frutta: questi ragionamenti da ortolano, lasciali a Moretti, che è il suo campo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: gpicchiarelli

    Aggiungerei alla discussione il post di zacchiroli: <a href='http://upsilon.cc/~zack/blog/' rel='nofollow'>http://upsilon.cc/~zack/blog/</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Mitas Hai le idee un po' confuse: siamo partiti da Ubuntu e RHEL. Quel 18% di Ubuntu è composto da contratti a pagamento ed implementazioni free (di cui l'uomo dello spazio tiene ben nascoste le proporzioni). Il 12% di RHEL è completamente a pagamento, la parte free è rappresentata da CentOS, con la quale c'è piena compatibilità binaria ovvero ciò che è certificato per RHEL lo è anche per CentOS. Debian NON è Ubuntu, con la quale non è nemmeno compatibile al 100%. E, anche volendo: RHEL + CentOS + Fedora= 46,1 % Debian + Ubuntu= 48,5 % Se questo lo chiami sbaragliamento, allora tutto è possibile… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: lablinux

    io piscio più lontano … Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @ice Grazie a pio invece qualcuno si rende conto che di un kernel e basta non se ne fa niente nessuno. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Shiba….il fedayyin di Ubuntu…. :D Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @mamotaa Cos'è un fedayyin? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: lablinux

    @Shiba san wikipedia => <a href='http://it.wikipedia.org/wiki/Fedayyin' rel='nofollow'>http://it.wikipedia.org/wiki/Fedayyin</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 24 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @alfierenero #13 Attenzione: CentOS non ha alcun supporto da parte di RedHat, Ubuntu Server come Ubuntu desktop non ha una versione a pagamento ed una free, la versione è una, se paghi hai in più supporto, training, landscape, launchpad privato ecc. In altri termini Canonical lavora su Ubuntu Server e Desktop e li da gratis, chi paga ha _su questi_ un supporto diretto extra. CentOS è un'iniziativa della comunità che RH non usa né supporta, le source sono le stesse ma non è RH a lavorarci sopra, c'è una bella differenza. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 25 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @lablinux Ah! E io che pensavo fosse un suo compagno di classe! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 26 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Kim Allamandola Usandola quotidianamente ero a conoscenza di tutto ed una domanda mi sorge spontanea: e quindi? CentOS garantisce la compatibilità binaria a RHEL (cosa che non fanno altre derivate come Scientific Linux o ClearOS), E' a tutti gli effetti RHEL senza i trademark, non c'è svilippo/personalizzazione in mezzo, solo manodopera per la pacchettizzazione, dato che i sorgenti sono gli stessi. (Diverso è invece il caso di Unbreakable Linux, dove Oracle ci mette del suo) Oggi se un sysadmin vuole usare Ubuntu può farlo in modo gratuito o avvalendosi del supporto Canonical. Se vuole usare RHEL/CentOS può pagare Red Hat e usare RHEL o mettersi su la sua CentOS in versione gratuita. Il risultato finale è IDENTICO e le certificazioni dei server sono ambivalenti La verità è che queste sono questioni di lana caprina: vogliamo fare un serio confronto? L'uomo dello spazio renda noti i numeri delle installazioni di Ubuntu Server con supporto ed allora facciamo un paragone FONDATO con Rhel (oltre che, IMHO, due grasse risate). Debian, CentOS e la parte free di Ubuntu fanno parte di un mercato che NON rientra nel target di RHEL. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 27 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @alfierenero #26 Sono daccordo che per onestà di dovrebbe dire a fianco Ubuntu Server X% di cui Y% con supporto pagato, Z% con supporto e landscape ecc, lo sono un po' meno sul discorso di CentOS: * CentOS ed RHEL sono uguali? Si * Ubuntu Server con è senza supporto è lo stesso OS? Si Ok, E se CentOS non viene più sviluppato? Canonical _lavora_ direttamente su Ubuntu Server, se smette di aggiornarlo taglia fuori tutti, sia chi ha il supporto che gli altri, mentre RH può benissimo andare avanti senza manco sapere cos'è CentOS. A livello business c'è un rischio/costo un pelo diverso… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 28 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @carlocc A dire il vero quelli che si vantavano di essere primi in classifica erano proprio gli "ubuntu user"…poi quando mint ha superato ubuntu la statistica non valeva più, non giriamo la frittata….. @Kim Allamandola Il se è uno strano paese… :) Ora come ora le cose stanno così, come descritto da @alfierenero. Il se lasciamolo da parte. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 29 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @alfierenero Se per te Centos (che oltretutto viene compilato con specifiche diverse da RHEL, pur mantenendone la compatibilità) è la versione gratuita di Red Hat, direi che ti stai candidando al posto di Moretti. Se io sono confuso, tu sei perlomeno fuori strada. Cmq, mettiti il cuore in pace, Ubuntu ha superato Red Hat e questo è un dato certo. Così com'è certo che a Red Hat freghi poco, visto che è l'unica a guadagnare soldi: provi Canonical a fare altrettanto. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 30 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @jacklass80 Mint ha superato Ubuntu solo nelle tue fantasie e in quelle, forse, di un articolista trollone. Forse è la derivata di Ubuntu di maggior successo, ma da qui ad affermare che abbia più installato della genitrice, ce ne vuole. Questa è la realtà. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 31 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Kim Allamandola Se mio nonno aveva le ruote, io ero un kart… Canonical non lavora direttamente su un tubo, l'80% dei pacchetti sono quelli di Debian, che, essendo un prodotto comunitario potrebbe essere dismesso domani mattina. Già la tua affermazione aveva poco senso, in più può essere ritorta anche contro Canonical. @Mitas Non ho detto che è la versione gratuita di RHEL. E' una ricompilazione dai sorgenti fatta dalla comunità che punta (e, di fatto, è) compatibile al 100% con RHEL. Il server certificato RHEL (e lo sono praticamente tutti) è compatibile al 100% con CentOS. Riceve gli stessi aggiornamenti. Hanno lo stesso periodo di supporto. Gli eventuali repo esterni a cui attingere sono gli stessi. Ci girano gli stessi programmi. Il fatto che abbiano due nomi diversi ti confonde e ti fa dubitare che siano la stessa distro? Mi spiace… E cmq non mi frega un fico secco che ci siano più public web server con installato Ubuntu piuttosto che RHEL (che è superata anche da Debian e CentOS da anni, ma non ci ho mai perso il sonno), quello che mi secca è che si cerchi di dare legittimità ad un'esposizione palesemente in malafede dei dati e dei fatti (e non è nemmeno la prima volta) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 32 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: ekerazha

    Io sono passato da CentOS a Scientific Linux, clone di RHEL nato dal Fermilab e dal CERN, che con rare eccezioni viene solitamente aggiornato prima rispetto a CentOS. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 33 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @alfierenero Mi sa che quello che confonde le die distro sei tu. Oltretutto che Centos rilasci gli aggiornamenti e le release allo stesso modo di Red Hat non è assolutamente vero. Soprattutto non negli stessi tempi. Quanto alla malafede di Canonical…e tu, per contrastarla, appoggi le farneticazioni sciocche di Moretti? Ma leggi quello che dice? E' come se Marchionne sommasse alle vendite della Punto quelle della Opel Corsa, per il solo motivo che condividono pianale e meccanica. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 34 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: lablinux

    e basta con sta storia di mint <a href='http://www.google.com/trends/?q=ubuntu,+mint+|+linuxmint+|+%22linux+mint%22+|+%22mint+linux%22&ctab=0&geo=all&date=all&sort=0' rel='nofollow'>http://www.google.com/trends/?q=ubuntu,+mint+|+linuxmint+|+%22linux+mint%22+|+%22mint+linux%22&ctab=0&geo=all&date=all&sort=0</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 35 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Centos è nota per essere una versione di Red Hat senza supporto commerciale. E' stupido sommarla a Red Hat perché non è "Red Hat"? Non meno stupido di confrontare Ubuntu free + pay con Red Hat, che è solo Pay. Canonical VS Red Hat? Cioè lo ZERO assoluto contro buona parte dello SVILUPPO linux? Sviluppo, con icone rosa e distinzioni estetiche per cerebrolesi. SVILUPPO. Lo capirebbe anche un somaro che il paragone è impossibile, ma a quanto pare che sono umani che con i somari possono fare a gara. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 36 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Mitas Mai detto o pensato che CentOS RILASCI le releases nello stesso momento di RHEL (anzi, la 6 ha tardato parecchio ad arrivare). SL è più celere nel farlo. Ho detto che se OGGI installo CentOS 6.2 ricevo (ovviamente non contemporaneamente, ma con in un breve lasso di tempo) gli stessi aggiornamenti che riceve RHEL. Ottengo la stessa infrastruttura che avrei installando RHEL. Posso utilizzarla su server e con programmi certificati RHEL senza aver alcun dubbio sul funzionamento. C'è un errore di fondo nel tuo esempio: se parliamo di vendite hai ragione, Punto e Corsa non possono essere sommate. Ma parlando di DIFFUSIONE (aka base installata) Marchionne potrebbe benissimo dire che il pianale della Punto è quello più diffuso perchè c'è sulla Corsa e sulla Fiesta (sparo nomi a caso) La stessa cosa fa Shuttleworth: prende la diffusione di Ubuntu Server (NON LE VENDITE) e le paragona con una cosa che viene SOLO VENDUTA ed ignora completamente la controparte free. Se non è malafede questa… Cmq non voglio convincere nessuno, se non credi a me leggiti le esternazioni dell'uomo dello spazio nei commenti. Quando gli fanno notare la questione, LUI STESSO tranquillamente ammette che hanno ragione e fa tutta una filippica su quanto vuol bene ai suoi utenti, ma si guarda bene dal dare i dati dell'installato a pagamento di Ubuntu. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 37 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @jacklass80 #28 Certo, se installi un server che starà li moooolto tempo ti preoccupi solo dell'oggi, il paese, non quello del se, quello della gente è strano, un po' come coloro che sull'autobus si alzano nell'istante in cui l'autobus apre le porte… Quando ero bambino ci si alzava un po' prima delle fermata in modo da scendere rapidamente senza dover sgomitare o chiedere all'autista di aspettare, si alzava il braccio per fermare l'autobus ecc. oggi tutto è dovuto e pensare non serve, altri lo fanno per tutti… Non ce l'ho con te, sono solo un po' (tanto) "irritato" di mio… @alfierenero #31 Canonical fa ciò che deve fare una distribuzione e lavora per se stessa, ricordo sempre che senza Ubuntu GNU/Linux oggi sarebbe assai meno diffuso. @Marnaldo #35 Canonical a pagamento e free sono lo stesso "os" installato dalla stessa iso che scarichi liberamente da ubuntu.com e svariati mirror; CentOS non è lo stesso "os" di RHEL, ha rilasci in tempi diversi e supporto ben diverso senza contare che chi crea CentOS non guida lo sviluppo, si limita a seguire il treno di RHEL. Canonical non contribuisce allo sviluppo GNU/Linux? Interessante… Portare n-mila persone ad usare un sistema, fornire una piattaforma di sviluppo ecc non è un contributo allora… Già è noto che per avere successo le auto van vendute in scatole di montaggio con un po' di pezzi per vendor e un po' di torni, frese, cnc vari ecc per far andare i pezzi daccordo… Con queste idee saremmo ancora ai primi '90. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 38 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Kim Allamandola #37 Ormai sei prevedibile… Canonical fa ciò che PER TE deve fare una distribuzione, questo degrada il tuo assunto a semplice opinione. Quanto alla diffusione, tu ripetitelo pure ogni tanto, per quanto mi riguarda è solo una convinzione/feticcio che gli Ubuntu fanboy si tengono in tasca per non vedere le mediocrità della distro ed attribuirgli meriti che NON ha. PS: guarda che al #27 ha detto TU che RHEL e CentOS sono uguali. Ora, io capisco che ad arrampicarsi sugli specchi si scivoli, ma deciditi: o sono uguali o non lo sono. CentOS garantisce la compatibilità binaria con RHEL? Si CentOS riceve gli stessi aggiornamenti di RHEL? Si CentOS ha lo stesso periodo di supporto di RHEL? Si CentOS funziona sugli stessi server e con gli stessi programmi di RHEL? Si Diamine, persino Spacewalk è COMPATIBILE con CentOS. Certo, il fatto che siano due ISO diverse è disorientante e fa vacillare ogni convinzione… :D Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 39 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @alfierenero #38 CentOS usa le stesse source di RH quindi è "uguale" a RH salvo piccole cose, tuttavia tali source sono acriticamente prese e ricompilate è un po' diverso da Ubuntu Server dove le source compilate sono le stesse con e senza supporto. Poi sono il primo a dire che Ubuntu "galleggia" sopra tanti prodotti di terzi ma questo mi dicono sia il business model opensource, ognuno prende il codice altrui e offre il proprio allo stesso modo, vince chi innova, chi realizza il prodotto migliore ecc. RH innova qualcosa e va a ramengo per qualcos'altro, RH lavora sul motore, Ubuntu lavora sulla carrozzeria e l'officina, ti ricordo che Bazaar, Launchpad, Unity, Landscape ecc sono prodotti by Canonical ad esempio. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 40 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    Giusto a tema di quel che una distro dovrebbe fare e più in generale di come va e non va lo sviluppo attuale dell'ecosistema GNU/Linux (Ingo Molnar) <a href='https://plus.google.com/109922199462633401279/posts/HgdeFDfRzNe' rel='nofollow'>https://plus.google.com/109922199462633401279/posts/HgdeFDfRzNe</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 41 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Kim Allamandola Se le source compilate sono le stesse non c'è differenza, che lo faccia Canonical o il team di CentOS. Quanto al post di Molnar, mi spiace, l'avevo già letto e lo trovo decisamente fuori centro. E' un discorso che si può applicare ad un SO da smartphone/table (forse), ma non sul desktop, dove non mi interessa trovare 10.000 apps che fanno cucù quando c'è nebbia o quando è il mio onomastico. Bisogna parlare di unificazione, integrazione: unico sistema di packaging (RPM), unico sistema di init (systemd), base unica del core system (Linux 2012 è: X.org xx, kernel xx, ecc), sistema rolling per le applicazioni esterne al DE. Finchè "Linux", agli occhi dei costruttori, sarà una dozzina di distro tutte incompatibili tra loro non c'è alcuna possibilità che possa andare sul desktop. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 42 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: lablinux

    Che centrano i costrutturri con le distro? Fatto il driver devono fornire il firmware (se non vogliono rilasciare il codice opensource) basandosi sulla release del kernel, mica sulla specifica distribuzione. Sarà poi compito della singola distro installare il software (firmware o compilazione sorgenti) per la corretta gestione della periferica. Ad esempio Ubuntu con i driver della scheda video. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 43 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by:

    @alfierenero #41 Già, bisogna unificarsi a Red Hat ed ai suoi gusti, curioso… Non proponi un sistema pacchettizzazione nuovo, proponi rpm, come se il mondo fosse rmp o deb. Proponi un unico init, systemd, non proponi un init moderno (l'smf di IllumOS ad esempio)… Poi spiegami come fai ad avere la stessa versione del kernel per ogni distro e come fai ad avere lo stesso Xorg dove nel suo modello di sviluppo non c'è un rilascio centrale, se lo devono fare le varie distro, spiegami cosa vuol dire "sistema rolling per le applicazioni esterne al DE". C'è un problema nella community GNU/Linux, non si vede al di la del proprio nido. Dovremmo incorporare un bel po' di tecnologie di IllumOS che è open e che ha come sviluppatori i migliori ingegneri delle SUN, dovremmo pensare a superare il vecchio concetto di fs da cui verrebbe fuori come è stato con OpenSolaris un nuovo sistema di pacchetti, un nuovo init ed un nuovo modo di gestire gli update (ips, smf ed i be). Invece c'è chi stà con Red Hat una azienda che ha innovato, per carità, ma che è sempre stata la volpe e l'uva col desktop, e avanti seguiamo tutto quello che fan loro che è giusto. Quel che fa Canonical è sbagliato e chi dice diverso è un fanboy. Quanto a GNU/Linux sul desktop lo vedo e lo vedo aumentare a velocità vertiginose, per gli OEM non c'è una pletora di distro: c'è Ubuntu e se proprio si vuole c'è Red Hat, il resto non conta. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 44 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by:

    @Kim - Chi adotta Centos lo fa perché passeggiando per strada gli è caduto un Centos sopra il piede? No. Lo fa perché pur non pagando il supporto di RedHat, usufruisce delle stesse cose fornite da Red Hat, meno il supporto ed i programmi commerciali. Non è casuale. Non stiamo sommando Suse a RedHat, stiamo sommando al pari di come vorrebbe fare Mark per Ubuntu free+pay, una distro (CentOs) che ha come "raison d'etre" Red Hat stessa. Nulla di acrobatico in realtà. E ad ogni modo tutto si risolverebbe se nella percentuale di ubuntu venisse mostrato quanto è free e quanto è pay. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 45 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @lablinux Per costruttori intendo i grandi nomi dei desktop: HP, Acer, Asus. Finchè non ci sarà una base comune a gran parte delle distro, nessuno ci prenderà mai sul serio. @Kim Allamandola RPM è Linux Standard Base. Systemd è il più moderno dei sistemi init su Linux, oltre al fatto che è stato adottato praticamente da tutte le distro maggiori, tranne Ubuntu. Chi se ne frega del modello di sviluppo di Xorg? Si decide che Linux 2012 utilizza Xorg 1.11. Fine. Si crea un massimo comun denominatore e si mantiene quello per un tempo ragionevolmente lungo, in modo da dare dei punti fermi a chi vuole sviluppare su e per Linux. Questo consentirebbe anche a chi sviluppa di fare 1 PACCHETTO "*linux2012.rpm", rilasciarlo, ed essere SICURO che TUTTE le distro compatibili Linux 2012 possano installarlo e che, pensa un po', funzioni tranquillamente Non c'è bisogno di inventarsi avventure erotiche con gli ex ingenieri della Sun o teorizzare il FS del millennio. Lo sviluppo lo fanno già (almeno alcuni…), bisogna solo avere una base stabile da poter offrire al mondo esterno. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 46 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

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    @Marnaldo #44 Già scritto (comm. #27) che sarebbe stato meglio chiarire chi paga il supporto e chi no, sarebbe anche stato bello mettere quanti desktop con supporto ci sono: solo tra la PA Francese e il parlamento nazionale indiano di supporti ce né sono un bel po'! @alfierenero #45 Asus ha iniziato da un po' di tempo ad installare Ubuntu su alcuni suoi prodotti, ho visto un netbook "gigante" ed un all-in-one pc con Ubuntu da Expert, direi che l'inizio sia ben misero ma ci sia e se consideri che Microsoft fa pare le licenze OEM X se li pubblicizzi, gli dai l'esclusiva ecc ecc il misero inizio mi sembra significativo. Anche qui gli OEM desktop scelgono Ubuntu ed è l'unica distro che considerano. Circa gli "standard" che vorresti: rpm è anche lsb, peccato che al pari di deb sia enormemente inferiore ad ips (IllumOS/OpenSolaris) che essendo open, pubblico, noto, ragionevolmente rodato si può portare, anche senza lo zfs, con un lavoro accettabile per i benefici che può portare. Systemd sarà anche l'init più avanzato su GNU/Linux, ma l'smf di nuovo open e portata avanti tra gli altri tra i migliori ingegneri SUN è molto più avanti e si può con relativa "difficoltà" portare su GNU/Linux, riscrivendo il tutto sotto GPLv3. Su X.Org chi se ne frega!? Scusa ma se questo progetto è fatto di n componenti ognuno rilasciato per i fatti suoi mi spieghi come le distro si possono uniformare? Facendo una "distribuzione" comune per il solo packaging di X.Org? X.Org 1.11 non esiste, ci sono n-mila componenti ognuno con rilascio e versione per i fatti suoi! Sul non c'è bisogno di avventurarsi ti informo che "panta rei", la Microsoft stà ancora pagando l'immobilismo di XP, GNU/Linux si stà avviando sulla stessa strada. Se non ti decidi ad _evolvere_ non ad ingegnerizzare quel che c'è oltre ogni limite *crepi*. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 47 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: 0xdeadbeef

    E' sempre un piacere quando qualcuno posta riferimenti ad articoli esterni che contraddicono quanto sempre affermato dalla persona stessa. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 48 su Mark Shuttleworth, Ubuntu Server e le statistiche rispetto a Red Hat

    Posted by: alfierenero

    @Kim Allamandola Non ti illudere, si chiama product-placement. Asus ha messo Ubuntu (una versione vecchia, per giunta) sui prodotti più economici di quella fascia di prodotto, per aggredire il mercato ed uscire con un prezzo più basso della concorrenza cheap (Acer/Packard Bell). Nessun attestato di fiducia, nessuna apprezzamento rivolto a Canonical, come non lo era stato con Linpus. E' una semplice operazione di marketing. Anche Dell ci aveva provato, ma sui prodotti da 500$ in su la licenza Win incide pochissimo, infatti dopo poco c'è stata una retromarcia clamorosa. Se vuoi Linux sui desktop a nessuno frega nulla di ips o di smf che tra l'altro dovrebbero essere riscritti con tempistiche incerte e risultati/vantaggi ancora più incerti. Mac non si è diffuso certo grazie a HFS o launchd ed all'utente Win non interessa che NTFS sia obsoleto. Come vedi non c'è alcun bisogno di reinventare la ruota per l'ennesima volta. Microsoft paga l'immobilismo rispetto all'allargamento del mercato, non nel suo core-businnes (il desktop). OGGI quali sono le alternative a Win per l'utonto e per l'OEM? Ubuntu? ROTFL! Scritto il Date —

 

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