Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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Google GoGo, il linguaggio open source di Google che aspira a unire le caratteristiche di Python e C/C++, è arrivato alla release candidate. Creato nel 2007, compilabile con GCC a partire dalla versione 4.6, Go s’avvicina al primo rilascio considerato stabile. I ritardi dello sviluppo sono – probabilmente – dovuti all’introduzione di DART.

Rilasciato sotto una licenza compatibile con la BSD, Go è stato concepito da Ken Thompson, Rob Pike e Robert Griesemer: soltanto nel novembre del 2009 è arrivata l’ufficializzazione del linguaggio. Google ha concentrato le proprie risorse su DART, una soluzione alternativa a JavaScript per HTML5, e di Go non s’è più saputo granché.

Almeno, fino a ieri. Google s’appresta a distribuire il Software Development Kit (SDK) di Go per l’uso con AppEngine e la release candidate determina il feature-freezing del linguaggio. Le prossime settimane saranno dedicate alla soluzione dei problemi e sarà distribuita la prima versione. Farà più in fretta Go 1.0 o The GIMP 2.8?

Via | The H Open

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  • nickname Commento numero 1 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Cara Google stai peggiorando. Sei una delle poche big che si muove ancora ma lo stai facendo sempre peggio. Siamo nel 2012, Python (il cui "inventore", Guido van Rossum lavora per Google) è un ottimo esempio di come si realizza una *sintassi* di successo, la sua libreria standard è un altro ottimo esempio. Go, Dart, e tanti altri lunguaggi nati di 'sti tempi sembrano nati per raccogliere le code monkeys C++/C-iste nel senso scolastico del termine. So che le teste pensanti sono sempre più rare ma quando anche l'uber-top-ultra manager non pensa *tutti* vanno a bagno… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    sfido chiunque a usare questi linguaggi in perenne beta e senza futuro certo.. anche il python mi sembra in quelle condizioni… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @floriannoooooooo #2 Il Python ti sembra in perenne beta? A me, che lo uso, non sembra proprio e giusto come esempio ti ricordo che fa girare piccole cose come YouTube, la rete di streaming e broadcast della BBC, molti sistemi di controllo per il piping ed il traffico aereo sino al "Hello World" dello studentello alle prime armi. C'è solo un particolare che accomuna troppi *nuovi* linguaggi (il Python è nato nel 1991 per inciso) è l'avere una sintassi oscenamente antica mutuata dal C++ o dal Java cosa che da sola li rende inusabili. Ti cito da Scala a Go passando per Dart sino a Vala, qui <a href='http://paste2.org/p/1942021' rel='nofollow'>http://paste2.org/p/1942021</a> hai qualche una mini raccolta di Hello World, conta le righe e la semplicità espressiva di ognuno. In sintesi: Python, Perl, Ruby: 1 riga Dart: 5 righe almeno Go: 4 righe almeno Scala: 3 righe almeno Vala: 4 righe almeno Adesso via via che sale la complessità fai il conto di quanto codice hai da scrivere per fare la stessa cosa e capirai perché questi linguaggi al di la di ciò che sperano i creatori non decollano. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

    Posted by: lablinux

    floriano forse si riferiva a python 3 (3.1.2) che stenta a decollare. Non è ancora full optional come il 2 (2.7) e comunque non tutto il software che funziona con il due è migrato al tre (per esempio Django) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @lablinux #4 Python3 è un cambiamento nel linguaggio, non è colpa sua se alcuni progetti specie grossi, non sono riusciti ad aggiornare tutte le loro source… Ed è vero che Python ha dei problemi architetturali (che secondo alcuni non sono problemi…) come il GIL ma paragonare Python a Go, Dart o Scala… Anche Perl col Perl6 sempre in attesa non puoi paragonarlo: sono linguaggi stra-maturi che evolvono (Python) o tendono a vegetare (Perl) ma fan girare tonnellate di roba, questi "novellini" non fan girare altro che demo o piccole applicazioni! Il mio punto cmq è che oggi molti non si rendono conto di una cosa: il C non è più il linguaggio di alto livello facile, flessibile e complete che diede i natali a UNIX, oggi è di basso livello, flessibile ed iper-scomodo da usare; il C++ non è meglio, il Java non è meglio: le loro sintassi sono di un'altra era. Il Perl ha perso appeal proprio per la sua sintassi, troppo flessibile, troppo facile scrivere codice che richiede notevoli sforzi per essere letto; il Ruby resta indietro al Python sopratutto per la sua sintassi più semplice del Perl ma comunque più complessa del Python (si, ok, e gestisce male unicode ma questo è poco rilevante). Oggi serve un linguaggio come Python che si possa compilare per avere delle performance adatte non solo alle app di rete e alle gui ma anche a algoritmi un po' più "pesanti", serve un nuovo UNIX che vada oltre posix includendo nel suo cuore la struttura di UNIX in un nuovo linguaggio semplice, di alto livello e flessibile, come lo era il C ai tempi per le necessità degli anni '71+. È un task enorme ma evitarlo per rimaneggiare quel che già c'è è IMO una dimostrazione di idiozia, estendo tale considerazione da LLVM/Clang a Dart a Go ecc! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Non servono a nulla questi linguaggi sperimentali. Il commento #3 credo non sia scritto da un programmatore, ma spero che coloro che programmano in python non ragionino in questo modo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @cristian76 #6 No, sono un sistemista, scolasticamente parlando ingegnere informatico e un po' di linguaggi né ho visti ed usati. Se consideri il Python, il Ruby od il Perl come linguaggi sperimentali mi sa che non hai mai programmato salvo forse un hello world con Visual Studio, poi certo dobbiamo vedere cosa intendi per "sperimentale"… Se YouTube, la BBC, l'infrastruttura della NASA ecc sono sperimentali (Python), se i servizi web di mezzo mondo sono sperimentali, roba come mason tanto per citare qualche nome (Perl) o se Google SketchUp o i centralini Alcatel-Lucent sono sperimentali allora si, questi sono linguaggi sperimentali. Go e Dart sono linguaggi "sperimentali", Scala e Vala sono nuovi linguaggi che non penso nessuno definisca più sperimentali da un pezzo. E si, ribadisco, il motivo primo dell'insuccesso di questi ultimi linguaggi è la loro oscena sintassi prima ancora della libreria standard ancora da sviluppare o della scarsità di novità che portano. Anche Erlang non è sperimentale, peccato che la sua sintassi lo renda osceno e questo limita enormemente la sua diffusione. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    "il Ruby resta indietro al Python sopratutto per la sua sintassi più semplice del Perl ma comunque più complessa del Python" Il Ruby ha una sintassi più complessa del Python? Non lo sapevo, credevo rimanesse indietro per il minore numero di librerie disponibili. A proposito di linguaggi sperimentali: twitter.com su che infrastruttura gira? Per quanto riguarda la programmazione di sistema, ci sono qui conoscitori del linguaggio D? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @imperium #8 Il Ruby è più stringato del Python, usa regolarmente costrutti non proprio semplici per il novizio, pensa ad esempio ad uno dei loop: (1..10).each {|variabile| fai_qualcosa_con_variabile } al supporto heredoc var = Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Snort, metto il post su <a href='http://paste2.org/p/1942603' rel='nofollow'>http://paste2.org/p/1942603</a> ossblog ha bisogno di un po' di lavoro eh!? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    sul ruby è questione di punti di vista <a href='http://www.alfonsomartone.itb.it/afcqnh.html' rel='nofollow'>http://www.alfonsomartone.itb.it/afcqnh.html</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @Kim La semplicità non può essere definita in senso assoluto, è anche una questione di familiarità con i costrutti del linguaggio. In Ruby il principio fondamentale è quello di minima sorpresa, significa che per chi ha familiarità con il linguaggio le sue funzionalità dovrebbero essere immediate. Non è una cosa ovvia si pensi all'overloading degli operatori in C++ e allo sforzo talvolta necessario per capire cosa verrà eseguito. La curva di apprendimento del Ruby è sicuramente migliore di quella del Perl e certo non peggiore di quella del Python. Sul D ho chiesto se qualcuno lo conosceva per farmi io stesso un opinione, esso è il prossimo linguaggio che voglio imparare (spero questa estate). Saluti. PS: Il set di caratteri unicode (nella varie codifiche) è supportato dalla versione 1.9 quindi da circa 3 anni! irb> Encoding.list Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @floriano oo #11 Bé che Python non abbia una sintassi semplice me la deve spiegare! solo come primo impatto pensa a print vs puts… Idem sulle molte features in più avrei da ridire, sarebbe il caso di dire quali sono, personalmente non ne conosco ed ho usato sia Ruby che Python alternando le preferenze per un bel po' pur non essendo un programmatore… Che Ruby possa divertire più di Python un programmatore (non code monkey) sono anche daccordo: il Python è *semplice* e liscio, non ti da costrutti costrutti curiosi, difficili da capire al novizio ma talvolta comodi e piacevoli, Perl è ancora più divertente in questo senso tant'è vero che ci sono state e penso ci siano ancora competizioni a tema di Perl&poesia ecc. Python è OO al pari di Ruby, al pari di Ruby puoi ridefinire oggetti/classi "di sistema", in ambo i linguaggi non ho mai trovato un'occasione in cui possa servire ma puoi. Python è considerabile "confuso" a livello di programmazione concorrente ma anche qui il Ruby è messo pure peggio: tutti e due per hanno il GIL, e Ruby solo dalla 1.9 (non ancora completamente adottata al pari di Python 3.x) supporta veri thread posix, tutti e due si inventano soluzioni dai pool di thread/processi ai fibers (Ruby) vs GIL con tick-lock (Python) ecc la battaglia è la stessa: senza GIL è molto difficile essere thread-safe, con GIL se vogliamo concorrenza vera ci sono solo i processi, peccato che la memoria condivisa tra questi sia lenta e computazionalmente pesante, per di più fork è lenta su quasi tutte le piattaforme ecc ecc ecc Mi sembra che chi ha scritto l'articolo che hai linkato non abbia mai provato il Python ma solo letto qualche documento in giro e per il resto ha preso a piene mani da vari articoli sul Ruby…. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @imperium #12 Si, unicode è supportato ma non viene usato nativamente, hai un'overhead per la conversione ogni volta che maneggi stringhe unicode… Sulla familiarità sono daccordo ma sia Python che Ruby non danno sorprese ed il Ruby ha più costrutti "non immediati" da capire del Python mentre non sono daccordo sull'overloading degli operatori in C++: non è concettualmente complicato, lo è talvolta usarlo in pratica ma da comprendere in teoria è semplice; al contrario comprendere i cicli .each del Ruby piuttosto che le list-completion del Python è più macchinoso che non usarle… Sul D per quel che può valere se non hai tempo da spendere veramente extra lascia perdere, al di la di dmd e gcc non lo supporta nessuno, hai ben poche librerie e non hai sostanziali vantaggi rispetto al C++ (si hai il garbage collector, non hai in compenso STL e Boost ad esempio)… Se vuoi vedere un po' di linguaggi esotici, hai tempo e non pensi di usarli realmente ti consiglio l'erlang la cui sintassi è *orripilante* ma ha un modello di programmazione distribuita molto valido :-) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Questo mi sembra un confronto equilibrato tra Ruby e Python: <a href='http://c2.com/cgi/wiki?PythonVsRuby' rel='nofollow'>http://c2.com/cgi/wiki?PythonVsRuby</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Per sperimentale, mi riferivo all'articolo e parlavo proprio di GO, non di Python. Per sperimentale intendo creato da aziende che vogliono sondare il settore, con scarsi risultando esistendo oramai già tutte le varie alternative possibili ed immaginabili. Come immaginavo sei probabilmente un ottimo sistemista, non prenderla quindi come critica personale, ma questo ti porta ad ignorare tutto il resto del mondo. Il resto del mondo, inteso sopratutto come richiesta in ambito lavorativo è fatto di programmatori Java .Net C C++. Questa è la sintassi di base, con la quale è nata l'informatica, che si deve conoscere. Poi ci sono le buone alternative, ma che restano alternative, proprio a causa di alcuni limiti. E tra queste rientra Python che è molto sopravvalutato dai suoi utilizzatori. Quella che per voi è il suo punto di forza, la sintassi, è invece la sua debolezza. Proprio perché molto diversa dal "resto del mondo". Come ben sai, i grandi progetti non funzionano con una sola tecnologia. Tutti gli esempi che i Pythonisti citano, ad esempio Google, ecc.. non tengono conto del fatto che Python è solo un mattone di tutto l'insieme. E proprio il fatto che queste aziende non siano riuscite a realizzare qualcosa 100% o quasi usando solo Python testimonia che non è così perfetto come invece si vuol far credere. Python non è quindi sperimentale, ma potrei definirlo invece come un linguaggio esotico interessante. E' un grosso errore, specie poi per un informatico esperto, classificare la bontà o meno di un linguaggio sulla lunghezza impiegata per il classico Hello World. E' un po' come parlare di aria fritta. Questo mi ha sorpreso molto negativamente nel tuo intervento. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @cristian76 #16 Ad essere onesti l'informatica moderna è nata con UNIX che è nato col C, non ci sono oggetti, operatori, classi, interfacce e tutto ciò che l'OOP si porta dietro… Al di la di ciò se sei un programmatore, non una code monkey allora non hai problemi a passare da una sintassi ad un'altra, come minimo conosci a livello di sintassi almeno una decina di linguaggi con sintassi *molto* ma molto diverse, ti cito come esempio il C, una bourne shell a caso, awk, expect, Java, lisp (si è tutt'oggi usato in vari dialetti da AutoCAD ad alcuni CAS), lua, python, pascal (delphi) ecc. Ho sentito un bel po' di volte discorsi come "uso il PHP perché all'università ho studiato il C e qui mi ci ritrovo", chi li fa non è un programmatore ma una code-monkey i cui prodotti si vedono a Km di distanza! Purtroppo ammetto che tali code-monkey sono molto molto diffuse ma non mi preoccupo affatto, si fa presto ad individuarle e scremarle :-) Sul discorso del hello world sono daccordo, non l'ho usato per classificare un linguaggio ma per spiegare perché alcuni nuovi linguaggi, che appunto vanno a coprire settori già ampiamente coperti, non danno features significative non presenti altrove: hanno una sintassi *oscena*. Quando mi trovo davanti qualcuno che si presenta come programmatore: C/C++ (come se fossero la stessa cosa) PHP .Net/Java e che se gli fai vedere un listato, semplice, perl, python, ruby, zsh ti dice che non ha idea di cosa faccia, lui è "un programmatore $linguaggio" bé hai davanti una code monkey col cervello tanto ingessato da non saper vedere un array, un qualche loop o salto condizionale in linguaggi diversi. Quando hai uno che "lavora con Eclipse/NetBeans/VisualStudio/IntelliJ" e che non sa cosa sia Bazaar, Mercurial o Git, non sa usare gVim od Emacs, non sa usare gcc o javac a mano, non sa scrivere un Makefile *molto semplice*, usa XML ovunque e non conosce altro , bé hai davanti una becera code monkey. So che sono la maggioranza dei bipedi scribacchia codice ma non per questo mi genufletto a chiamarli programmatori! Un conto è dire "programmo per lo più in $linguaggio" => "conosco bene la libreria standard del linguaggio, il suo ecosistema ecc; sono in grado di usare qualunque linguaggio ma non ti aspettare che sia produttivo giacché non vado oltre la sintassi." un conto è avere problemi a passare da una sintassi ad un'altra. Scusa l'acidità ma con tutti gli obbrobri che vedo e la gente sedicente developer sono per così dire un po' "irritabile", non ce l'ho con te, è un problema di pazienza mio :-( Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    Ma io dico vivete su Marte? Il tuo discorso è quasi accettabile parlando in ambito universitario, ma nel mondo del lavoro non funziona in questo modo. La programmazione non è solo passione ma è anche e spero per molti un'attività lavorativa. Ed in molti campi è gradita una profonda specializzazione. Nel mondo del lavoro, sono fondamentali diversi aspetti, tra cui ad esempo i tempi nel realizzare un progetto; aspetto che viene spesso sottovalutato durante gli studi o in ambito opensource. Passare da un linguaggio ad un altro come sottolineavi è importante. Ma io credo che uno che conosce solo Python debba fare salti mortali per poi studiarsi Java o C# (che sono molto più importanti nel suo curriculum rispetto a Python). Viceversa uno che realizza progetti in C#, Java, o C++ non avrà difficoltà a studiarsi in tempi più o meno brevi qualsiasi altro linguaggio. Poi se devo fare qualcosa di molto complesso mi accontento di uno veramente esperto, che conosca bene una sola tecnologia, che piuttosto un minestrone. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

    Posted by: 0xdeadbeef

    @cristian76 Non farci caso, è proprio fatto così. Bisogna prenderlo per quel che è: uno che, in questo campo, le cose le conosce solo per sentito dire. Non potrebbe essere altrimenti, sennò non si spiegherebbe il fatto che alla base dei suoi ragionamenti ci sono assunzioni esatte ma poi le deduzioni sono pura fantasia. O anche viceversa. Dalla serie <i>esperienza zero</i>. Certo non ci sarebbe nulla di male in tutto ciò, se non fosse per la presunzione con cui sta qui ad elargire costantemente i suoi strampalati enunciati. Sul numero di righe di hello world… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @cristian76 #18 Nella maggior parte dei (relativamente pochi, per la gioia di 0xdeadbeef) casi in cui ho seguito lo sviluppo di applicazioni non proprio piccole non ho *MAI* visto un planning serio. Chi "programma in java" propone Java senza manco pensare ad altro, chi in php propone il php e qualche framework a tema. Non so cosa c'entri il fatto che un "conoscitore di Python" impieghi molto più tempo di un "conoscitore di Java" a passare ad altri linguaggi, è abbastanza logico che se sai costruire un'auto dalla tornitura delle viti al prodotto finito tu sappia anche assemblare un telaio, un motore ecc già fatti. Il mio punto è semmai che *troppi* bipedi si dichiarano "programmatori" "in questo o quell'altro linguaggio" che per giunta *non conoscono* se non a livello di framework e strumenti specifici o didattico (gente che senza Eclipse non sa manco come compilare un .java, figuriamoci fare un jar/war/ear) e impiegano, male, questo linguaggio per ogni cosa. Se ho bisogno di fare qualcosa di molto complesso non voglio per nessuna ragione l'esperto dell'unghia del mignolo del piede sinistro ma qualcuno che conosce quanto più possibile delle più svariate tecnologie; questi stenderà un'outlite, sceglierà gli strumenti più adatti e poi se necessario delegherà agli specialisti dei singoli strumenti i compiti di più basso livello. Usare il superspecialista di X per fare tutto porta molto spesso a cose anche "belle" "perfette" ecc e spaventose da gestire. @0xdeadbeef #19 Sono "giovane", di esperienza non posso averne troppa, in compenso non aspiro al ruolo del lemming, se tutti si buttano in mare prima di farlo faccio girare un po' il criceto e valuto cosa va e cosa non va. Nella mia limitata esperienza ho fatto errori, tutti rimediati, e non ho fatto porcate se non esplicitamente richieste _per iscritto_ in compenso vedo taaaaaaanti java-isti superesperti, php-isti "famosi", lavoranti in aziende grandi ed in voga fare *porcate* spaventose, impiegare mesi e spesso non saper dove andare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

    Posted by: 0xdeadbeef

    Si, bravo, confrontati coi mediocri che ti fa migliorare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

    Posted by:

    mi spiace si degeneri sempre su opinioni personali - Vero chi conosce certi linguaggi fa una fatica pazzesca a spostarsi su altri. - Falso, non si deve confondere il fatto di non sapere come scrivere una cosa in un certo linguaggio ma saper trovare la soluzione. Attenzione a non trovare la soluzione basandosi sul linguaggio. - Il linguaggio deve essere sufficientemente espressivo per dover evitare nelle sezioni di commento di dover spiegare la sintassi del commento. - Nelle aziende il fattore tempi di rilascio è fondamentale, il linguaggio scelto è la giusta mediazione tra necessità applicative, conoscenze dei soggetti che sviluppano, funzionalità offerte dal linguaggio. Se dovessi scrivere una pagina web non lo farei mai in c++ (anche se tecnicamente fattibile) questo è palese. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Google si ricorda di Go: il linguaggio alla prima release candidate

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    @null modern #22 Scusa ma tu hai mai sentito discutere su quale linguaggio o quali linguaggi siano più adatti ad un dato progetto? Io spesso mi trovo a proporre una cosa in linguaggio X, un'altra in linguaggio Y, una terza usando software open già pronto, in genere le risposte sono: "non sappiamo tutti questi linguaggi", "è troppo complicato da gestire" ecc. Ovviamente l'ORM megalitico ed il superframework che mangia risorse a livelli spaventosi, il db-elefante ecc non sono complicati da gestire, tanto quelli non se li smazza il programmatore… Meglio avere la pappa pronta ma fatta dentro il proprio IDE ed ignorare tutto il resto! Questo è quel che vedo in genere, non nel 100% dei casi ma in buona parte. Il fattore tempo non è *mai* rispettato né ragionato, si dice che con il super strumento di turno si fa presto, si ignora allegramente il costo di esercizio, le difficoltà di mantenimento ecc. In genere chi fa queste cose parla Java e/o PHP: dimmi che linguaggio preferisci e ti dirò chi sei… Che poi il disegno di un'applicazione deve essere almeno "a volo d'uccello"/in linea di principio separato dagli strumenti che la implementeranno son più o meno daccordo (siamo sempre nel mondo reale, l'astrazione deve essere IMO con grano salis)… Scritto il Date —

 

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