La storia del rootkit Sony diventa sempre più pazzesca: oltre all’aprire colossali falle nei PC degli sfortunati che se lo ritrovano installato, oltre ad una gestione veramente dilettantesca del fallout di immagine, oltre ai primi sospetti di contenere codice LGPL, ora si scopre che il rootkit conterrebbe anche codice scritto da Jon Johansen per VLC.
Codice GPL, che per la sua funzione sarebbe “illegale” diffondere. Si tratterebbe di codice proveniente dal file modules/demux/mp4/drms.c, il cui compito è rimuovere le protezioni DRM di Apple. La lista di nefandezze relative al rootkit si allunga di ora in ora: intrusione informatica, rischio di procurati danni per negligenza, invasione della privacy, violazione del diritto d’autore e ora “trafficanti di codice proscritto”. Verrebbe da ridere, se non si trattasse di una cosa maledettamente seria. L’unica speranza rimane: serva da esempio per chi non è scettico abbastanza sui rischi dei meccanismi DRM portati all’estremo.
aloomefqlw
19 set 2006 - 23:32 - #1keivigkuw dcysurnzq txjcffye pqucuyoi
ossblog
28 nov 2007 - 22:54 - #2[…] […]