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È la fine per Mandriva: ogni attività sarà interrotta dal 16 gennaio

Pubblicato: 07 gen 2012 da Federico Moretti

MandrivaMandriva, questa volta, rischia seriamente di chiudere i battenti: la distribuzione affronta da anni delle difficoltà economiche e Linlux (ex–Occam), il principale investitore, non ha autorizzato il rifinanziamento del progetto. Se la società non avrà un aiuto da terzi, tutte le attività saranno interrotte a partire dal 16 gennaio.

Raphaël Jadot, un contributore di Mandriva della prima ora, ha divulgato la notizia – diramata ai dipendenti della società – sul forum ufficiale della distribuzione. Prima di Natale, Wolfgang Bornath ha ricevuto conferma dal Presidente del CdA di Mandriva circa il taglio dei fondi: la vicenda molto probabilmente finirà in tribunale.

La situazione che si prospetta nell’immediato futuro è esattamente quella ipotizzata dai creatori di Mageia — il fork inaugurato nel 2010 e rilasciato nel giugno del 2011. Mandrake, la distribuzione dalla quale è nata Mandriva, è del 1998: quasi quattordici anni di contributo a Linux finiranno per problemi finanziari della società.

Via | OStatic

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12 commenti

Commenti dei lettori

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  • Daniele, Napoli

    07 gen 2012 - 09:14 - #1
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    la domanda mi sorge spontanea, le altre distribuzioni come ricevono soldi?
    O, se preferite, perché loro si e Mandriva no?
    Chissà se Mageia sopravviverà, ma mi sembrerebbe strano.

  • Profilo di barra

    barra

    07 gen 2012 - 09:45 - #2
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    @Daniele
    esistono distribuzioni che non ricevono soldi e sono portate avanti esclusivamente da volontari con magari qualche fondo di FSF (ma qui debian direi che si porta a casa il grosso dei soldi) e altre distribuzioni che hanno aziende alle spalle. In questo caso l’azienda mantiene la distro per fornire servizi basati sulla stessa (supporto tecnico, certificazioni, sviluppo di servizi ecc).
    Mandriva non è mai stata in grado di generare un business sufficiente per coprire spese. Nei 14 anni della sua vita questi problemi si sono susseguiti uno dopo l’altro e sinceramente spero che non si “perda altro tempo” nel cercare di salvare un’azienda così.

    I programmatori (quei pochi rimasti, la fuga verso Mageia è stata “importante”!) sono certo che troveranno aziende più sane dove portare a casa la pagnotta ogni mese non sarà come aspettere l’estrazione del lotto per sapere se si ha vinto!

  • Massimo Luciani

    07 gen 2012 - 10:08 - #3
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    La crisi economica aveva messo fin dall’inizio in luce i problemi di Mandriva come azienda. Hanno tirato avanti per qualche anno ma a quanto pare almeno un azionista non sembra voler più continuare.

    Se Mandriva fallirà mi dispiacerà perché ho usato la distribuzione per qualche anno e non era per niente male ma se un’azienda non riesce a guadagnare i soldi per andare avanti non è possibile che arrivi sempre Babbo Natale a salvarla.

  • Profilo di zuk

    zuk

    07 gen 2012 - 10:14 - #4
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    Io spero che pian piano col tempo si capisca che per il bene di Linux non si deve avere centinaia di distribuzioni: in questo modo l’energie dei programmatori e le risorse sono troppo frammentate e questo ne è un esempio :-(

  • flux2

    07 gen 2012 - 10:56 - #5
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    sarà un giorno triste, un pezzo di storia importante del mondo linux finirà… io poi non capisco il perchè di tanti fork, non potevano continuare su mandriva? perchè magela?

  • Fabioooo

    07 gen 2012 - 12:02 - #6
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    #5 : perché non puoi usare a tuo piacimento il nome di un altro.

  • Profilo di ice

    ice

    07 gen 2012 - 13:18 - #7
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    mandrake linux nasceva dal navionlismo francese di avere una porpria distro
    e cmq non è una distro fondamentale, ma una vecchissima derivata da RedHat
    le cui strade si sono maggioremente separate da quando RedHat stessa si è sdoppiata in RHEL e Fedora
    Mandriva ha sempre puntato esclusivamente sul desktop, terreno nel quale Linux non ha mai generato profitti
    Era sempre la distro che implementavve l’ultima versione dei DE o dei vari software
    Altre distro come Debian per esempio sono rimaste fedeli al porgetto originale, forniscono ogni hanno centinai di contributi a livello kernel e vengono utilizzate per tantissimi dispositivi embedded, grazie alla volontà di continuare a supportare decine di piattaforme, anche quando il mercato sembrava essere destinato ad abbracciare in toto x86
    RH invece ha puntato dridda sparata al mondo server e oggi genera oltre 1 miliardo di $ di fatturato!!!!!
    Poi ci sono Suse, rinforzata dal suo legame con Novell e relativi accordi industriali (per assorbire i precedenti clinti Netware)
    e infine Ubuntu, finaziata da Canonical, di cui sinceramente , proclami a parte, non ho mai letto analisi sui conti
    Ma Mandrake per quanto veccchia non pesa piu di una Mint o altro
    con tutto il costo superiore di essere diventaa basso livello
    il tutto volendo rimanere friendly come una ubuntu ( che però si trova la pappa bela che pronta da Debian, e loro si limitano a ridisegnare leinterfacce grafiche, le icone e amenità del genere, oltre a tanti proclami da venditori di fumo)
    Tipo l’accordo con Amazon che ha una intera infrastruttura basata su RHEL……figuraiamoci se migrano a Ubuntu, al massimo la usano come offerta in piu, per l’utente finale, ma non per farci girare i proprio sistema
    In pratica Amazon supporta guest Ubuntu, ma sotto è una RHEL modificata, esattamente com vmware

  • Baron Karza

    08 gen 2012 - 20:21 - #8
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    Ci sono da tenere a mente alcuni fatti. Primo le distro di Linux numerosissime, per cui per emergere una distro particolare deve per forza avere un qualcosa in più cioè deve avere un progetto di lungo respiro che garantisca delle release solide, che escono in tempi certi e focalizzate. Poi deve avere una community di supporter motivata, motivata vuol dire che chi spende tempo e fatica per creare codice o scrivere manuali o fare traduzioni deve essere sicuro che il suo lavoro piccolo o grande che sia verrà tenuto nel giusto conto dai gestori del progetto. Molte volte ho visto progetti basati su idee interessanti naufragare perchè la community era trattata con sufficienza da chi quel progetto doveva condurlo, insomma non si alla guerra con dei generali che non si curano del morale della truppa.
    Inoltre occorre anche un certo senso degli affari, fermo restando il fatto che il 98% di una distro tipo è codice aperto e/o libero, bisogna saper monetizzare sfruttando il business dei servizi aggiuntivi.
    Io spero che le distro linux amatoriali rimangano tantissime, nello spirito del software libero che vuole che ognuno ripensi e modifichi il prodotto come meglio crede, e allo stesso tempo spero che rimangano sul mercato poche distro competitive. Ormai l’harware sta vivendo una nuova età di architetture super-megagalattiche, di processori ultra-super veloci e quindi il desktop non sarà solo più appannaggio dei soliti noti.

  • ernstfree

    08 gen 2012 - 23:27 - #9
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    Peccato .. Mandriva resta una grande distro: falcile ma ultraconfigurabile, completa ma discretamente snella, con un parco software gigantesco … e un centro di controllo assolutamente imbattibile (Mandriva control center). Spero almeno altri imparino da Mandriva!

  • p2p

    08 gen 2012 - 23:59 - #10
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    Spiace. Agli inizi del 2000 ero passato a Mandrake dopo anni di Red Hat. Era la mia distro ideale, con un DE e dei tool ottimi. Mai un problema sul riconoscimento del mio hw. C’era la comodita’ delle cose facili ma se volevi potevi smanettarci. Davvero un peccato.

  • bpm___

    09 gen 2012 - 10:46 - #11
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    @ice
    linux sul desktop genera profitti non trascurabili. Ci sono ambiti di ricerca scientifica, sviluppo 3D e cinematografico, progettazione ingegneristica, sviluppo software, ecc. dove molte grandi realtà usano linux come desktop. Il problema è che mandriva non è mai riuscita a sfondare nelle grandi aziende (che sono quelle che pagano per avere soluzioni con linux desktop) lasciando il campo principalmente a hp, ibm, redhat e ultimamente anche canonical.

  • Profilo di 0xdeadbeef

    0xdeadbeef

    09 gen 2012 - 19:44 - #12
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    @bpm___
    Gli ambiti che hai nominato non hanno bisogno dello home desktop, settore su cui operava mandrake/mandriva e che è diverso dal workstation.

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