
Il team di sviluppo di Ubuntu One, ha rilasciato nella giornata di ieri una versione per iOS del proprio client. La notizia arriva direttamente dal blog di Ubuntu One e annuncia l’ennesimo passo avanti nella diffusione di Ubuntu e dei suoi servizi, infatti questa applicazione va ad affiancarsi alla versione per Android e al client per Windows.
Attraverso questa applicazione, graficamente molto bella, si avrà accesso a tutti i file ospitati dal servizio fornito da Canonical e sarà inoltre possibile rinominarli, scaricarli e caricane degli altri.
L’applicazione arriva a pochi giorni dall’inizio del CES (Consumer Electronics Show), dove Canonical presenterà una novità ad ora segreta. Il 2012 per l’azienda di Shuttleworth sono davvero ottimi, non ci resta che attendere appena una settimana per conoscere la grande novità annunciata dal patron di Ubuntu, il toto-novità è già iniziato, a Las Vegas il verdetto finale.
Via | Ubuntu One Blog
Masque
06 gen 2012 - 11:36 - #1Per tutti tranne che per le altre distribuzioni… ma bravi!
Kim Allamandola
06 gen 2012 - 11:51 - #2Non è che altri si comportino meglio eh, pensa al team di Gnome… Se inizi
a comportarti ad un certo modo aspettati che lo facciano anche gli altri.
Canonical ha una sua strada e l’ha spiegata si dai tempi in cui Mark
Shuttleworth con un pugno di colleghi si staccò da Debian per fondare
Ubuntu. Il motivo è semplice: le altre distro seguono una strada che non
è vantaggiosa per la diffusione di GNU/Linux; direi che i numeri abbiano
dato loro ragione.
Altri preferiscono invece chiudersi (evirandosi) solo per mettere i bastoni
tra le ruote ai “concorrenti”, non mi piacciono entrambi i comportamenti
ma tra i due quello di Canonical lo capisco.
Shiba
06 gen 2012 - 11:56 - #3@Masque
https://wiki.archlinux.org/index.php/Ubuntu_One
Non ci vuole molto ad evitare di fare certe figure…
Masque
06 gen 2012 - 13:47 - #4Grazie… Essedo i sorgenti disponibili, è chiaro che qualche volontario può mettersi a lavorarci ed adattarli ad altre distro. La cosa anomala è che Canonical non dedichi risorse alla preparazione di pacchetti per le altre distribuzioni, nella stessa misura in cui lo fa per windows, inizialmente ed ios, ora.
Se osservi, qualunque altra azienda che mette a disposizione un proprio prodotto, si cura di preparare pacchetti per il maggior numero possibile di distribuzioni. Fino ad ora, che io ricordi, non era mai capitato che venissero privilegiati dei sistemi proprietari alle altre distribuzioni. Soprattutto Debian, dalla quale Ubuntu prende il 75% dei propri pacchetti tali e quali, senza alcuna modifica, mentre 18% arriva da Debian e viene patchato dagli sviluppatori ubuntu (solitamente modifiche per integrarsi meglio con l’aspetto di Ubuntu).
Shiba
06 gen 2012 - 14:35 - #5@Masque
Per come la vedo io è compito delle altre distro pacchettizzare il programma e aggiungerlo ai propri repo. Esattamente come fanno con qualunque altro programma.