Salvo ritardi, Apache OpenOffice 3.4 uscirà entro il mese di marzo del 2012: sarà il primo rilascio estraneo sia a Sun Microsystems, sia a Oracle. Pubblicando l’annuncio, The Apache Software Foundation (ASF) s’è appellata all’“ecosistema” di Open Document Format — con una lettera aperta. Suscitando, però, più critiche che consensi.
La lettera di ASF, effettivamente, più che un appello appare come una prova di forza: la fondazione ha elencato i numeri di OpenOffice.org e di Incubator, quasi a dimostrazione del maggiore potenziale nei confronti di The Document Foundation e LibreOffice. Con queste premesse, la reazione degli utenti era prevedibile e giustificata.
L’impressione, peraltro, è che Apache abbia soltanto i numeri. Apache OpenOffice avrebbe avuto più significato, se Oracle avesse donato la suite all’acquisizione di Sun Microsystems. Ormai, l’attenzione degli utenti e degli sviluppatori è stata assorbita da LibreOffice… e i toni assunti dal ridicolo antagonismo nocciono a entrambi.
Via | The Apache Software Foundation
pedlo
23 dic 2011 - 10:06 - #1Federico, ti prego correggi quel “nocciono” che hai messo alla fine e poi elimina questo commento, sennò non sai quanta palta ti tirano dietro
opensource
23 dic 2011 - 12:27 - #2plop! :-)
puccipucciaaa
23 dic 2011 - 12:37 - #3blam gnurant empara a scrier che lè mei
ice
23 dic 2011 - 13:22 - #4sarebbe interessante sapere se tecnicamente Apache foundation potrebbe rigirare la donazione di Oracle alla “The Document Foundation”
la vedrei come la soluzione piu elegante per ottimizzare le risorse della comunità open
warpmaster
23 dic 2011 - 14:19 - #5La telenovela “Moretti contro la grammatica” non si interrompe nemmeno per le Feste. Pensi di essere divertente?
nowhereman
23 dic 2011 - 15:06 - #6“nocciono” o “nuocciono” (e credo anche “nuociono”) sono tutte coniugazioni corrette. Tutti esperti linguisti, qua, n’eh?
pizzuco
23 dic 2011 - 15:17 - #7http://www.treccani.it/vocabolario/tag/nuocciono/
pizzuco
23 dic 2011 - 15:18 - #8… ovviamente vedete tutte le variazioni indicate al link che Vi ho appena postato…
kenesion
23 dic 2011 - 16:06 - #9ma perché, perché dico io??
concentrate una buona volta tutte le risorse su un SOLO VALIDO progetto. Libreoffice va alla grande, openoffice ha dietro lo spauracchio di oracle… lasciatelo perdere e dedicatevi al primo.
ci vuole tanto?
zorba2
23 dic 2011 - 18:00 - #10Per la mia piccola esperienza sono stato costretto a disinstallare libreoffice e rimettere openoffice.
Libreoffice aveva troppi piccoli difetti che lo rendevano poco adatto all’uso nel lavoro quotidiano: nulla di particolarmente grave, ma tante piccole imperfezioni che mi hanno fatto tornare indietro.
C’è poi il problema che la gente ha imparato a conoscere il marchio openoffice e ora questo cambio di nome crea soltanto confusione.
titor4923
23 dic 2011 - 19:20 - #11l’attenzione è tutta per libreoffice?!? ma dove?
lucapas
23 dic 2011 - 20:18 - #12Vero, solo l’attenzione di noi geek è su LibreOffice, ma la gente “normale” non sa niente dei retroscena e quindi conosce ancora e solo OpenOffice.
Resta che condivido il pensiero di Ice: sarebbe molto intelligente se le due fondazioni collaborassero invece di dimezzare le energie e tirare fuori 2 progetti simili.
Italo Vignoli
23 dic 2011 - 21:37 - #13Credo sia il caso di precisare che The Document Foundation sta andando avanti per la sua strada, che è chiara fin dall’inizio sia in termini di licenza per il codice (copyleft) sia in termini di strategia di sviluppo (uno svecchiamento del codice che ha sicuramente creato qualche problema di stabilità, ma che adesso è stato abbondantemente superato). Se IBM ha deciso che le conviene dividere la comunità per poter fare i suoi comodi utilizzando una licenza “permissiva”, il problema non può essere attribuito a TDF.
IBM ha creato una barriera attraverso la licenza del codice, mentre avrebbe potuto indirizzare Oracle verso The Document Foundation. La comunitò, peraltro, non è divisa, ma è sostanzialmente dalla parte di TDF e LibreOffice (per chi ha dei dubbi, fate un confronto tra i due progetti su Ohloh - http://www,ohloh.net - dove si vede chiaramente che LibreOffice negli ultimi 12 mesi ha oltre 350 sviluppatori contro meno di 50 per OOo, e negli ultimi trenta giorni 87 contro 12, dei quali più della metà stipendiati da IBM).
Quindi, la divisione delle risorse è un falso problema. Per il resto, abbiamo la massima stima di Apache Foundation, ma il problema è IBM, che vuole continuare a prendere il codice sviluppato dalla comunità senza restituire una cippa. E si innervosisce anche se TDF non ci sta (e non ci stanno nemmeno Google, SUSE, RedHat e Canonical, che sostengono TDF, e fra breve anche qualcun altro di molto importante).
vispena
24 dic 2011 - 00:10 - #14OpenOffice è un cadavere. Che riposi in pace!
zorba2
24 dic 2011 - 01:54 - #15Ho impiegato anni a far conoscere Openoffice nella mia scuola: ora dovrò ricominciare tutto da capo con Libreoffice.
E dovrò anche spiegare il cambio di nome.
Kim Allamandola
24 dic 2011 - 09:27 - #16@zorba2 #15 ed altri
Mi spiegate cosa cambia? Il codice è lo stesso ovvero per il 99% degli utenti
non c’è differenza tra OpenOffice e LibreOffice, i formati file, i nomi dei
singoli componenti della suite ecc sono UGUALI. L’unica cosa di diverso che
vede l’utente è il nome diverso; se non dici nulla manco se ne accorgono.
Mi sembrano polemiche sterili per la paura di cambiare qualcosa che neppure un
cambiamento è visto che il codice è lo stesso.
Cruscolo
24 dic 2011 - 13:44 - #17“Nocciono” è in realtà la forma preferibile, per la regola del dittongo mobile
CyberPippo
24 dic 2011 - 21:45 - #18@Italo Vignoli
> il problema è IBM, che vuole continuare a prendere il codice sviluppato
> dalla comunità senza restituire una cippa.
Scusi la domanda, ma IBM non ha donato i sorgenti di Symphony alla fondazione Apache?
http://www.lemondeinformatique.fr/actualites/lire-ibm-cede-le-code-de-symphony-a-la-fondation-apache-34214.html