
Il recente passaggio di Messenger e altri servizi Windows Live verso XMPP ha aperto nuovi scenari per quel che riguarda l’utilizzo dei client non ufficiali per MSN e relativi servizi. Empahty, client per la messaggistica istantanea di GNOME, ha subito colto la palla al balzo ed ha annunciato che nella prossima versione del suo client sarà presente il supporto nativo al “nuovo” MSN.
Ad annunciare questa novità è Xavier Claessens, sviluppatore di Empathy che ha recentemente pubblicato un post sul suo blog dove annuncia questa interessante mossa. Il supporto a questa novità arriverà sotto forma di patch per empathy, telepathy-gabble e gnome-online-accounts.
Questo aggiornamento sarà disponibile out of the box su Ubuntu 12.04, mentre per le versioni precedenti si attende un PPA dei relativi backports. Se poi proprio non riusciamo ad aspettare, possiamo sempre clonare il codice di empahty, telepathy-gabble e gnome-online-accounts da Git per testare questa piccola modifica; a mio parere inutile, dato che personalmente riesco a connettermi col mio contatto MSN da Empathy senza alcuni problema.
Via | Xavier Claessens
SimoneMi
20 dic 2011 - 14:20 - #1un conto e’ riuscire a connettersi con il Reverse engineering e’ una soluzione provvisoria , instabile e secondo alcuni illegale , un altro e’ che invece le parti usino standard aperti e protocolli definiti e comuni
Giuliano79
20 dic 2011 - 15:39 - #2direi che meglio di come ha esposto il concetto Simone…non lo si poteva fare.
Michele Renda
20 dic 2011 - 18:33 - #3Simone ha espresso il concetto in maniera esemplare!
romfladef
20 dic 2011 - 19:33 - #4Uhm… non m’è chiaro il discorso sul reverse engineering: o, meglio, cosa c’entri nella circostanza. Il supporto a XMPP per Windows Live Messenger – almeno, nella nuova forma sperimentale di LiveSDK – utilizza Smack di Ignite Realtime, che di per sé è rilasciato sotto licenza Apache 2.0. Per attivare il supporto in un’applicazione è possibile “registrarla” su Windows Live per l’autenticazione via OAuth 2.0 come avviene da tempo su Facebook o Twitter. Insomma, in tutto questo non vedo dove sia il reverse engineering e sopratutto di che cosa.
romfladef
20 dic 2011 - 19:43 - #5Mi sa che ho capito l’appunto… si riferiva alla soluzione precedente, immagino, cioè a quella priva di XMPP. Non capivo il nesso tra Jabber e il reverse engineering.
rado ceramica
24 dic 2011 - 05:08 - #6Per attivare il supporto in un’applicazione è possibile “registrarla” su Windows Live per l’autenticazione via OAuth 2.0 come avviene da tempo su Facebook o Twitter. Insomma, in tutto questo non vedo dove sia il reverse engineering e sopratutto di che cosa.