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Linux 3.3 porrà fine al problema del consumo energetico?

Pubblicato: 08 dic 2011 da Marco Usai

Tux
L’agonia dovuta all’eccessivo consumo energetico da parte degli utenti GNU/Linux terminerà a breve. A quanto pare infatti, nella versione 3.3 del kernel Linux vedremo una patch (attualmente in fase di testing) che andrà a correggere una volta per tutte, uno dei problemi più gravi del kernel Linux.

La patch miracolosa, per questioni di tempo, non verrà inserita in Linux 3.2 ma c’è la possibilità che questa possa essere applicata a tutti i kernel dalla versione 2.6.38 alla 3.1. Il team di Canonical però, ha battuto tutti sul tempo e tramite una apposita pagina nel Wiki ufficiale, ha messo a disposizione dei propri utenti i kernel per Ubuntu Oneiric Ocelot e Precise Pangolin con la patch già applicata.

La soluzione era stata individuata alcuni mesi fa, ma per alcuni motivi di merge per il nuovo kernel, questa non è stata applicata a Linux 3.2. Come appena accennato, le novità saranno parecchie e riguarderanno principalmente il miglioramento della compatibilità hardware, che vedrà un miglior supporto per le schede di rete, i processori Intel e Qualcomm e tanto altro ancora.

Il Kernel Linux quindi, con questa nuova soluzione dovrebbe eliminare uno dei problemi più grandi degli ultimi anni, che sia questo uno degli ultimi ostacoli per il boom definitivo di GNU/Linux sul mercato? Staremo sicuramente a vedere.

Via | Phoronix

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Roberto Rossi

    08 dic 2011 - 15:03 - #1
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    “Il Kernel Linux quindi, con questa nuova soluzione dovrebbe eliminare uno dei problemi più grandi degli ultimi anni, che sia questo uno degli ultimi ostacoli per il boom definitivo di GNU/Linux sul mercato?”

    Secondo il mio parere questo non è nulla. Qui non stiamo migliorando nulla, si sta solo ripristinando uno funzionamento corretto che, per errore, non lo era più.

    Il problema di Linux è uno, e uno solamente. La maggior parte degli utenti di pc NON è in grado di far funzionare i propri sistemi al 100%, tutto qui. E questo non perchè Linux non ne sia in grado.

    All’ultimo Linux Day ho provato una grande tristezza nel vedere tante persone interessate che, mai potranno usare Linux in autonomia. Troppo complesso da configurare. Troppi problemi che richiedono conoscenze tecniche. Troppe ricerche da fare per risolvere problemi all’apparenza banali.

    Quando verranno rimosse le difficoltà di configurazione, allora avremo il “boom di GNU/Linux sul mercato”.

    Fino ad allora gli utilizzatori di Linux saranno programmatori, tecnici e smanettoni appassionati, come sempre.

  • michelangelo giacomelli

    08 dic 2011 - 15:12 - #2
    3 punti
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    @Roberto
    Stesso vale per windows, l’utente medio non è in grado di configurarlo al 100%.
    Nella mia zona ci è pieno di negozi di “assistenza tecnica” che il 90% delle volte risolvono il problema all’utente riformattandogli il pc.
    Neppure windows è esente da problemi di riconoscimento hardware, c’è gente che per il portatile nuovo con windows 7 ha cambiato scanner e stampante, per dire.
    Il sistema operativo è un software complicato e se l’utente non è un minimo competente non riuscirà mai ad utilizzarlo a pieno.
    Concetti di disco, directory, ram eccetera stanno su marte per l’utente comune.
    Windows ha solo il vantaggio che per anni è stato preinstallato e che nasconde meglio una piccola parte dei problemi hardware.
    Me ne sono reso conto installando una chiavetta tim su chakra (che praticamente network manager ha fatto tutto da se chidendo praticamente solo l’operatore) e la stessa chiavetta su una macchina snow leopard mi ha fatto impazzire.
    Per dire…

  • Profilo di ghostdog

    ghostdog

    08 dic 2011 - 15:24 - #3
    1 punto
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    quoto michelangelo

    c’è un sacco di gente che non sa gestire un computer windows, ed e la stessa che normalmente si tira in ballo quando si parla di linux

    se si prende un utente windows con una conoscenza base (tipo che sa formattarsi da solo il pc e installarsi quello che gli serve) e gli si da in mano linux, dopo 2 settimane lo usa come windows (a meno di strani problemi HW che negli ultimi anni cmq sono molto diminuiti)

    è solo una questione di abitudini per questo linux non sfonda, la gente è pigra e non è curiosa

  • Profilo di Zuk

    Zuk

    08 dic 2011 - 15:47 - #4
    0 punti
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    Secondo me i problemi di linux sono due: mancanza di office originale (lo so che c’è l’alternativa ma la gente è spaventata dal possibile non supporto al 100% dei propri file) e poi la mancanza di una marca nota di pc (fissi e portatili) che venda e supporti un pc con linux (quindi la certezza che tutto funzioni out of the box)

  • Profilo di na2gul

    na2gul

    09 dic 2011 - 06:58 - #5
    0 punti
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    Non sono d’accordo con Zuk.
    LibreOffice e’ (in ambito casalingo) sempre piu’ diffuso, e forse ha superato quello M$.
    No, secondo me il fastidio maggiore di linux sta nella sua natura, e’ open, quindi ognuno puo’ farne quello che vuole. Risultato? Ci sono “nel mercato” centinaia di distro, ognuna customizzata con i suoi files di configurazione, una kde, un’altra gnome, dei DE sempre piu’ pesanti che si e’ ormai costretti ad installare xfce, ecc.

    Il problema di linux sta nella troppa varieta’, genera confusione e insicurezza. L’utente ha bisogno di qualcosa di precotto e pronto da mangiare, che non subisca stravolte ogni nuova release. Ubuntu (per quanto la detesti) avrebbe potuto essere la soluzione, purtroppo anche lei tra unity e cazzabubbole varie introduce sempre delle variabili troppo invadenti, l’utente non ha voglia al giorno d’oggi di imparare sempre cose nuove, e’ pigro.
    Windows XP e’ rimasto tale per quanti anni? 7? 8? Infatti Vista non e’ stato considerato anche per questo motivo, che oltre ad avere i suoi problemi di gioventu’ si e’ scontrato con utenti pigri e sw non scritto correttamente. Seven si e’ trovato la strada gia’ spianata. Pero’ a parte la grafica del DE, per l’utente non cambia nulla da Seven a XP. Ci sta il doppioclick per installare tutte le porcate di internet, il pannello di controllo per fare alcune modifiche alla configurazione, ed il registro per i piu’ evoluti. Il registro e’ praticamente uguale. Possiamo prendere le prime 20 distro di linux e dire la stessa cosa??

  • Profilo di zuk

    zuk

    09 dic 2011 - 10:15 - #6
    0 punti
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    #na2gul
    Vero anche questo e poi tutti questi progetti molto simili ma differenti dividono le energie degli sviluppatori.

  • Profilo di moskitta75

    moskitta75

    09 dic 2011 - 10:36 - #7
    0 punti
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    Il problema di linux é semplicemente la massa ignorante che se non paga non è convinta di avere il meglio, poi per non pagare invece di andare sull’open crakka e va di contrabbando.
    “Sì perché sarà crakkato ma essendo a pagamento va comunque meglio di qualcosa di open che non ti può dare la minima garanzia…”
    Dai non diamo giustificazioni assurde, magari quei discorsi andavano bene dieci anni fa o nelle prime release di ubuntu ma oggi cavolo a meno di avere hardware esotico tutto viene riconosciuto e configurato nell’installazione!

  • Profilo di ekerazha

    ekerazha

    09 dic 2011 - 11:52 - #8
    0 punti
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    LibreOffice e’ (in ambito casalingo) sempre piu’ diffuso, e forse ha superato quello M$.

    Questa è bella, l’unico PC sul quale abbia mai visto LibreOffice è il mio, negli altri ho sempre visto Office (nel 20% dei casi) e Office piratato (nell’80% dei casi).

  • Profilo di na2gul

    na2gul

    09 dic 2011 - 13:12 - #9
    0 punti
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    Condivido anche l’idea di moskitta75.

    per quanto riguarda LibreOffice invece, ho semplicemente fatto una statistica ad occhio dei miei clienti, dentro quei computer ci trovo adobe reader versione 5 (non scherzo) e photoshop 7, pero’ hanno le ultime release dell’office free. Secondo me qualcosa si muove.

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    09 dic 2011 - 17:13 - #10
    0 punti
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    Butto anche io il mio piccolo contributo, che è solo un mio parere. Secondo me si dovrebbe separare il discorso S.O. dal software installato. Alla fine le operazioni comuni come navigare tra cartelle, aprire un browser o un client di posta si eseguono in modo identico su ogni computer quindi un utente per quanto arretrato, una volta che ha un computer funzionante gli dovrebbe essere abbastanza indifferente.
    Secondo me ci sarà diffusione di massa solo quando le grandi case produttrici (adobe, autodesk, etc…) faranno la versione per linux dei loro prodotti. In questo modo se uso win mac o linux mi trovo sempre con lo stesso software e non devo imparare per essere di nuovo produttivo e posso comunque continuare a lavorare col resto del mondo senza problemi di compatbilità.
    Poi alla fine i programmi free e opensource si trovano su tutte le piattaforme.

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