Una parziale smentita o, per meglio dire, una “precisazione” che ha l’effetto di ridimensionare le dichiarazioni di Jane Silber. Avevamo già trattato la questione cloud e la partnership tra Canonical e HP. Smaltiti gli entusiasmi iniziali, ora la logica business sembra prendersi le sue rivincite. A quanto pare il ruolo primario di Ubuntu, come sistema operativo per il cloud HP, sembra essere stato ridimensionato. Secondo fonti interne ad HP, il fatto che Ubuntu venga utilizzato nell’infrastruttura beta di HP non significa affatto che le strade per altri sistemi operativi siano precluse.
Sembra che i dirigenti di Canonical abbiano quindi mal interpretato l’intento di HP nella scelta per il test della loro piattaforma. Da Canonical fanno sapere che, nonostante la precisazione di HP, nulla è cambiato. Un errore grossolano. Di sicuro è “uno scivolone” in termini di marketing. E non di poco conto.
I responsabili della comunicazione hanno persino rettificato il titolo originale del post per ridimensionare l’eco della notizia. Rimane allora da capire se siano state prese decisioni di medio periodo sulle tecnologie da adottare, da parte di HP. Nell’analisi potrebbe pesare anche il rapporto privilegiato che HP ha coltivato con Microsoft. HP è attore attivo nelle soluzioni Azure. Parliamo sempre di cloud, dunque. La “morale” sembra essere: nessuna partnership è scontata. E, come spesso accade per questi accordi, i matrimoni non sono ben accetti.
Via | ChannelRegister
ice
18 nov 2011 - 11:18 - #1a parte che tuttii vendor lasciano porte aperte a qualunque soluzione
mica sono scemi a segarsi il mercato da soli
sopratutto sposando una Canonical che dichiarazioni di facciata ap parte vale ZERO nel settore server enterprise su Linux
un settore dove la fa da padrone RedHat
e la ricompilata CentOs che viene usata per fare distro di supporto customizzate e capitalizzare cosi le competenze sulla RedHat ufficiale
Perchè ai clienti si vende un pordotto con supporto di classe enterprise
qualcuno che se hai un porblema ha dentro di se i tecnici per fare le necessarie patch al kernel
Ubuntu….pocci sulla UI a parte si limita al 90% a riciclare il prodotto Debian
Quanti kernel hacker attivi sul kernel ufficiale ha Canonical nel suo staff!?!?!?!
Quando metti su infrastrutture da centinaia di miliodi di dollasi e i tuoi clienti sono multinaizonali con un parco avvocati….non puoi lasciare nulla al caso
Michele Renda
18 nov 2011 - 11:27 - #2@Ice
Penso che il 99% delle tue dichiarazioni si basi su nessun fatto provato.
axias41
18 nov 2011 - 12:26 - #3@Michele Renda
Beh, è ben noto che Canonical poco faccia lato kernel, almeno in upstream.
Michele Renda
18 nov 2011 - 13:10 - #4Non me la sento di entrare nei meriti, pero mi farebbe piacere farti notare alcune cose:
1) Si, e’ vero, non fa moltissimo lato Kernel, pero’ Linux non e’ fatto di solo kernel.
2) Ha sviluppato Bazaar, un ottimo e semplice sistema di versionamento.
3) Ha sviluppato Launchpad, rilasciato opensource, offrendo hosting gratuito e AD free a moltissimi progetti open source che vengono utilizzati da tutte le distribuzioni (esempio: mysql, inkscape, pinta, zope, etc.).
4) Ha sviluppato Storm (usato in launchpad)
5) Upstart, usato anche da alte distribuzioni
6) Unity, che se anche non e’ molto apprezzato da alcuni, ricordo viene rilasciato come open source, e potrebbe essere utilizzato da alte distribuzioni quando sara’ maturo.
Ora, nessuno qui fa beneficienza. Se Canonical distribuisce questi software open lo fa per un profitto (almeno nel futuro). Pero’ non bisogna dire che non contribuisce al Linux (inteso come ecosistema, non come kernel), in quanto e’ una cosa completamente sbagliata.
Riguardo il problema della mancata collaborazione di Debian, il problema proposto e’ basato un alcuni problemi che ci sono stati in passato. Problema che poi e’ stato risolto cambiando in Ubuntu alcuni processi nella gestione delle patch.
ErTruce
18 nov 2011 - 14:08 - #5@4: credo che Ice si riferisca alle soluzioni Enterprise, non desktop.
abbano
18 nov 2011 - 14:15 - #6@Michele Renda
Aggiungerei tra i punti a difesa di Canonical il fatto che ha alle sue dipendenze 350 persone, mentre Novell sulle 5000+ e Red Hat circa 3200. Queste ultime hanno per eccellenza puntato sul mercato server e quindi lavorano molto sul kernel.
Lo si è visto sul caso del risparmio energetico: tutti nei commenti sui vari blog a dire “Perchè Canonical non collabora e risolve il bug?”, Canonical ruba e non da niente in cambio, balla quì, balla là, etc, etc…. Ma non ho MAI visto un commento in cui scrivesse che forse le maggiori aziende coinvolte nel kernel Linux dovessero darsi da fare, al di là del fatto che se qualcuno fa casino con il kernel non è certo colpa di chi NON lo sviluppa.
Infatti poi la recente soluzione è arrivata con una serie di patch da un dipendenete di Red Hat, che dovremmo tutti ringraziare :)
Michele Renda
18 nov 2011 - 14:25 - #7@ErTruce
Bazaar, Launchpad, Storm, Upstart sono soluzioni che trovano il loro impiego anche in ambito enterprise.
Poi ogni azienda ha il suo target. Redhat, Novel si occupano piu’ di fornire servizi per le aziende (e ci provano con il lato desktop, con risultati alterni), mentre Canonical ha deciso di investire sul lato Desktop (e ogni tanto ci prova con il server, con risultati alterni).
Kim Allamandola
18 nov 2011 - 19:46 - #8Nella mia piccola esperienza “Supporto Enterprise” vuol dire:
* c’è *sempre* bisogno di supporto perché qualcosa non va
* il supporto è del tipo: “risolvi, poi dicci come hai fatto che ci interessa”
Il supporto “business”, l’avere “qualcuno a cui rompere le scatole” sono solo
IMO dei miti commerciali creati ad arte da vari vendor, e la Microsoft in ciò
la sa molto lunga. Per favore non parlatemi di supporto, devo ancora trovare
un “supporto” degno di questo nome, da tempo preferisco la versione di Google:
le cose devono funzionare al punto da rendere il supporto non necessario, per
il resto ci sono le manine del singolo sysadmin. “Consulenti” e “Tecnici” extra
meglio che stiano e _tocchino_ in casa d’altri.
Più sul pratico è vero che RH è molto diffuso lato server, ma sentendo anche
in giro non conosco gente soddisfatta di RH, al contrario Ubuntu non da dei
gran problemi di manutenzione.
Noooooooo
18 nov 2011 - 23:16 - #9@kim
Basta scegliere un prodotto che funzioni e non hai bisogno di alcun supporto enterprise.
Nel peggiore dei casi c’ė google. Possibile che tu hai avuto esperienze negative con tutto?
barra
18 nov 2011 - 23:39 - #10Beh il cambio di direzione ha un motivo molto chiaro e semplice: RH e Novell finiscono spesso a lavorare su server HP. Immagino che qualcuno si sia un po incxxxxxo per il cambio di direzione.
Centos oggi è un progetto più morto che vivo e come dice Kim troppo spesso (ma non è sempre così) il supporto di una grande azienda si limita a “presto rilasceremo un aggiornamento”, aggiornamento che non arriva però mai!
Leggo spesso di gente che parla della qualità del supporto di RH, non conosco nessuno che abbia sottoscrizioni che però ne sia davvero contento
Il discorso del “poco supporto” upstream di Canonical è FUFFA.
Canonical non si limita a patchare il kernel per i suoi interessi come ha fatto recentemente ad esempio MS. Sviluppa, con le poche risorse a disposizione (350 dipendendi? pensavo qualcuno in più) quello che ritiene più utile per il successo di Canonical successo che passa dal portare con forza linux in ambito desktop.
Può non piacervi Ubuntu ma piace a Dell, asus e a tanti altri visto che un migliaio di negozi vende pc con ubuntu in sud africa, a questi si aggiungono 200 negozi in cina e a questi si aggiungono un buon numero di negozi portoghesi….
Fosti
19 nov 2011 - 01:33 - #11Aggiungo anche che in Romania, visto con i miei occhi, la maggior parte dei pc “a costo medio”, viene venduta con Ubuntu preinstallato (parlo di grossi distributori al dettaglio, della grandezza simile al Mediaworld italiano)