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Google non vende i Chromebook, però Chrome OS è un progetto discreto

Pubblicato: 13 nov 2011 da Federico Moretti

Google ChromebookAcer ha dichiarato d’avere venduto circa cinquemila Chromebook dalla presentazione del sistema operativo. Samsung, l’altro partner, addirittura meno. È un fallimento su tutta la linea e, prima o poi, Google sarà costretta ad ammetterlo. Tuttavia, Chrome OS non è stata una cattiva intuizione: è la sua distribuzione a non convincere.

In Italia sembrano disponibili soltanto i Serie 5 di Samsung, peraltro scontati di 50€ rispetto al prezzo iniziale: 349€ per la versione col solo WiFi e 399€ per quella che aggiunge pure il 3G. Non è una questione di costi. Il Chromebook non attrae perché è una soluzione troppo progredita, rispetto alle attuali esigenze del mercato.

L’errore di Google potrebbe dipendere dai dispositivi scelti per la promozione di Chrome OS. Il consumatore finale, considerando le caratteristiche del mercato italiano, avrebbe recepito meglio un laptop con Android: non è un caso che sia stato scelto per i tablet. Chrome OS potrebbe avere più significato sui terminali di una rete.

I consumatori sono portati a pensare che un computer portatile dotato esclusivamente del browser sia un acquisto ingiustificato. A prescindere dall’avvicinamento delle applicazioni web a quelle “native” l’impressione non è sbagliata. Soprattutto considerando le grandi potenzialità di Chrome OS: una distribuzione derivata da Gentoo.

Non possiamo accedere ai sorgenti di Chrome OS, però abbiamo Chromium OS. È sostanzialmente un overlay di Gentoo, basato sul profilo hardened. Per chi non fosse avvezzo alla distribuzione, gli overlay sono un po’ l’equivalente dei repository e quel particolare profilo prevede un kernel con SELinux e PaX attivi a livello predefinito.

Se anziché distribuire i Chromebook in comodato d’uso Google avesse proposto ad aziende e istituzioni scolastiche l’installazione di Chrome OS sui network locali avrebbe potuto associare i servizi di Google Apps al sistema operativo e alle reti a dominio. Permettendo altre personalizzazioni. L’attuale soluzione, invece, è limitata.

Via | ZDNet

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14 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di zuk

    zuk

    13 nov 2011 - 11:07 - #1
    0 punti
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    La soluzione di Google non è “troppo progredita” ma fortunatamente la gente capisce che deve avere la possibilità di installare applicazioni in locale.

  • Shiba

    13 nov 2011 - 11:55 - #2
    1 punto
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    È progredita come i terminali degli anni ‘80.

  • Paolo Mazzoni

    13 nov 2011 - 12:20 - #3
    2 punti
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    La distribuzione è ottima, Android non avrebbe attirato il mercato più di quanto fa Google.

    E’ l’hardware che costa troppo, prezzo non giustificato, i Netbook che danno la possibilità di installare in locale costano meno.

    400€ ? siamo pazzi? dovrebbe costare massimo 150€

  • magic3

    13 nov 2011 - 12:26 - #4
    0 punti
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    Secondo me il concetto di Chrome OS è il futuro verso cui stiamo andando, solo che è troppo acerbo. Prima di tutto non sono presenti ancora un numero sufficiente di applicativi per rinunciare alle applicazioni classiche. Io fra casa, viaggio e università cambio almeno 3 computer diversi ogni giorno e la sentirei la necessità di un “layer” unico fra di loro per avere oltre ai dati (tramite Dropbox) anche i programmi a disposizione ovunque.
    Secondo me Google ci riproverà.

  • Profilo di djpbl3

    djpbl3

    13 nov 2011 - 12:29 - #5
    0 punti
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    La distribuzione è ottima, Android non avrebbe attirato il mercato più di quanto fa Google.
    E’ l’hardware che costa troppo, prezzo non giustificato, i Netbook che danno la possibilità di installare in locale costano meno.
    400€ ? siamo pazzi? dovrebbe costare massimo 150€

  • Profilo di VoglioBeverly500

    VoglioBeverly500

    13 nov 2011 - 12:33 - #6
    0 punti
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    faccio prima a prendermi un portatile a 300 euro e mettercelo in dual - boot (se possibile)

  • abbano

    13 nov 2011 - 14:19 - #7
    0 punti
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    Prezzo troppo alto e limitatezza d’uso: la modalità offline è inconsistente e specie in Italia non hai il wifi gratis in ogni locale o per strada. Tra 10 anni (non pensate in Italia, eh) forse avrà successo un prodotto simile, specie se offrirà cose che il pc non normale non ha: allo stato attuale ciò che puoi fare con un Chromebook è < o = a quello di un comune pc, ma costa di più e puoi sempre lavorarci solo con connessione costante ad Internet

  • jj,lkll

    13 nov 2011 - 22:37 - #8
    0 punti
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    A me interessa il kernel linux di Chrome OS,potrebbe contenere qualche patch interessante per le prestazioni/reattività..(si presuppone che google presti maggiore attenzione al desktop rispetto ai kernel developer linux).
    Ad esempio da android è giunto il governor interactive e,volendo,ashmem http://elinux.org/Android_Kernel_Features

  • Kim Allamandola

    14 nov 2011 - 08:55 - #9
    0 punti
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    ChromeOS è fallimentare come è fallimentare il concetto di “tutto nella nuvola”
    piace a chi vuole intrappolare gli utenti, ma non a questi ultimi che pur non
    proprio mediamente “smart” non sono manco così stupidi!

    Ps
    giusto per malignità: Paolo Mazzoni #3 e djpbl3 #5 sono lo stesso post, che sia
    qualche postatore marchettaro che non s’è ricordato d’aver già spammato o che
    non ha pensato di cambiare un pelo il commento? :-)

    PPs
    concordo che questo sia l’andazzo, ma non l’andazzo del mercato, solo quello
    delle major dal sw ai servizi come disperato tentativo di lock-in essendo
    oramai evidente che altri sistemi non sono più usabili…

  • brunoliegibastonliegi

    14 nov 2011 - 11:10 - #10
    0 punti
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    E’ tutto vero, è inutile acquistare un portatile se poi non ci puoi installare office e photoshop crakkati, inoltre non ci si può installare nemmeno un antivirus, sarebbe un acquisto completamente estraneo alle nostre abitudini. A MENO CHE…. non ce lo vendano a 150 euro (cifra per altro giustificata da non si sa cosa, visto che il più schifoso dei netbook costa 250).
    E’ assolutamente necessario avere la possibilità di perdere i propri dati in locale vista l’incapacità conclamata di fare dei backup decenti.
    La comunità dei tecnici arraffoni che campa su tutti i malfunzionamenti di hardware/software/perdita dati sentitamente ringrazia e appoggia tutti coloro che a vario titolo sostengono la loro indebita fonte di guadagno.

  • anaoaea

    14 nov 2011 - 14:28 - #11
    0 punti
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    Certo la necessità di avere tutti i miei programmi su tutti i miei dispositivi la sento ed è paragonabile a quella di avere con me tutti i miei dati. A mio avviso il fatto di dover utilizzare applicazioni specifiche è ciò che mi ha tenuto lontano, il costo non lo trovo poi peggiore di quello di un multimediafonino.

  • Kim Allamandola

    14 nov 2011 - 15:12 - #12
    0 punti
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    @brunoliegibastonliegi #10
    Il fatto che tu scriva “E’” al posto di “È” è un indice dell’OS che usi, per
    quanto anche su Windows puoi digitare “È” con ALT+0200 su GNU/Linux con il
    blocco maiuscola + “è” fai molto prima :-)

    Office coi recenti cambi di UI, con docx ecc ha perso molti fan, oggi vedo
    tanti usare {Open,Libre}Office anche su Windows, solo perché assomiglia al
    vecchio Office… Quanto al perdere i dati: tu credi di avere tutto nella
    nuvola? Io ho già notato qualche volta che GMail perde vecchi messaggi, e
    ci sono stati molti casi di crack delle “nuvole” vedi il famoso caso di
    Amazon. Il fatto che l’infrastruttura nebulosa sia gestita da più gente e
    forse più competente dell’utonto domestico non implica garanzie valide IMO,
    i miei dati, cifrati, li tengo con me, grazie. Quanto ai tecnici arraffoni
    bé quelli regnano su Windows, su Apple ed in genere negli ecosistemi chiusi,
    quindi… :-)

    @anaoaea #11
    questa è la necessità di un nuovo UNIX, ripassa la storia di UNIX e lo
    vedrai! La nuvola non è una risposta, è un guizzo d’ignoranza IMO.

  • floriano0

    15 nov 2011 - 16:47 - #13
    0 punti
    Up Down

    un netbook android era il toshiba ac100 che ho visto arrivare anche sotto le 200€, in rete molti si lamentavano di android e volevano installarci almeno qualche distribuzione linux sopra…

    il prezzo di questi cosi è troppo elevato, max 250€ sarebbe forse interessante, però il tutto online mi sembra un gran limite..

  • drk1923

    29 feb 2012 - 20:42 - #14
    0 punti
    Up Down

    il grosso porblema è il sistema in sè
    1) non dà garanzie di privacy (figurarsi poi con Google)
    2) non dà funzionalità offline che non sia limitata
    3) non permette di avere i dati sempre (oltre gli 8gb)
    4) per essere netbook sono enormi

    il prezzo non lo considero nemmeno, dovrebbero solo darlo a 50€ per fideilizzare

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