Canonical è il partner privilegiato di Hewlett–Packard e Calxeda per equipaggiare i nuovi server di HP con Ubuntu. L’annuncio è arrivato a breve distanza dalla presentazione di HP, che ha comunicato l’intenzione di costruire un data center a Houston utilizzando delle macchine basate sul quad–core di Calxeda: è un ARMv7 su Cortex-9.
Oneiric Ocelot ha introdotto Ubuntu Server per ARM soltanto lo scorso 13 ottobre. Tuttavia, la scelta di HP potrebbe essere già stata effettuata in agosto. Esistono, infatti, delle curiose “coincidenze” tra l’abbandono di webOS e l’approdo di Ubuntu Server su ARMv7/Cortex-9, proprio con Calxeda. Impossibile sia stato giusto un caso.
Mentre HP chiudeva il comparto Personal System Groups (PSG), responsabile di webOS, Canonical dichiarava la futura disponibilità di Ubuntu Server su ARM. Inoltre, all’inizio d’ottobre HP e Canonical hanno raggiunto un accordo sul cloud computing. Mark Shuttleworth ha espresso recentemente quell’intenzione che HP dichiarò per webOS.
È lecito domandarsi quale sia il ruolo di webOS. Personalmente, avrei gradito l’espansione del sistema operativo Linux–based sul desktop. E, magari, persino sui server: dissento dall’opinione di @ice, al solito molto competente e puntuale, per gli stessi motivi che a suo avviso avrebbero reso impossibile la trasformazione di webOS.
Il discorso, s’intenda, esula dalle reali motivazioni di HP: io sostengo che mantenere attivo il PSG e sviluppare una propria soluzione per i server, derivata da webOS, sarebbe stato più intrigante. Esclusa l’interfaccia grafica, gli ingegneri di HP (ex–Palm) hanno più esperienza di Canonical sull’architettura ARM. webOS è del 2009.
Per @ice, al contrario, non avrebbe avuto un senso. HP ha optato per la stessa conclusione, probabilmente in una visione più realista: “esternalizzare” a Canonical la realizzazione del sistema operativo ha un costo inferiore a quello della sopravvivenza di PSG e l’entusiasmo, dichiarato da HP per webOS, è svanito su tutta la linea.
Via | Canonical
lascoltodelvenerdi
03 nov 2011 - 09:58 - #1Sinceramente non credo che abbiano mai pensato di portare webOS, un OS per cellulari!, su dei server.
Già sembrava una pazzia volerlo portare su PC, figuriamoci volerlo portare su macchine server!
ice
03 nov 2011 - 10:33 - #2@ #1
sui pc aveva senso come dual boot
come os da viaggio
Acer ha a listino un paio di netbook con Win7+Android
.
win7 non ha ancora un interfaccia a grossi bottoni stile tablet
e al tempo stesso Android non ha ancora tanti applicativi desktop classici
da un office completo (almeno una verisone full di LibreOffice)
ai client per i vari gestionali
.
WebOs sui pc aveva senso
eventualmente sulle workstation poteva essere usato come os per installare i firmware (un po come gli os avanzati presenti sui server blade)
romfladef
03 nov 2011 - 10:50 - #3No, non l’hanno mai pensato: era un mio auspicio, semmai. Anche perché non avrebbe avuto senso a livello d’architettura. Realizzando dei server con ARM, però, la toolchain di webOS poteva risultare appropriata: tenendo conto che parliamo di un sistema operativo tuttora closed-source. Ubuntu, ad esempio, s’avvale dell’aiuto di Linaro (che realizza progetti basati su Android) per la propria soluzione sui microserver. Insomma, probabilmente poco remunerativa… ma non sarebbe stata così campata per aria. Peccato per webOS. Però è un’occasione per Ubuntu.
ice
03 nov 2011 - 10:56 - #4Bisogna vedere cosa HP deciderà di fare delle proprietà intellettuali legate a WebOS
e che fine faranno quegli sviluppatori
.
IMHO HP dovrebbe rilasciare open il suo WebOS
ADESSO
già abbimao visto ce fien hanno fato progetti pormettenti come BeOS
Se lo rilasciano SUBITO come Open potrebbe avere un futuro
Se lo terranno nel cassetto è destinato a marcire per smepre
perchè già tra 3-4 anni non sarà piu innovativo nè sarà vantaggioso riprenderne lo sviluppo e aggiornarlo al livello degli os correnti
ice
03 nov 2011 - 10:58 - #5Cosa ci guadagnerebbe HP?
Se dovesse avere successo loro partirebbero avvantaggiati per la presenza di know-how aziendale
Se no ne avranno cmq un ritorno di immagine a costo ZERO
Kim Allamandola
03 nov 2011 - 15:47 - #6@Federico Moretti
scusa ma quale vantaggi darebbe WebOS lato server? Non conosco quasi per nulla
WebOS né mojo, ma per quanto né so WebOS è al pari di Android un framework
completo di userland, librerie grafiche ecc sopra Linux; a differenza di
Android WebOS non usa java ma *javascript*.
Lato server, quale os puro, che mi da? Dover rimaneggiare le applicazioni già
esistenti perché l’userland mezzo nuovo mezzo busybox-based non soddisfa tutto
ciò che svariati software si aspettano (da apache a dovecot passando per mysql
ecc ecc ecc); un userland di dubbia maturità e funzionalità (OOM-killer? SMF?
FMA?) che alla fin fine manco si userebbe; nessuna cosa in più rispetto ad una
qualunque altra distro GNU/Linux…
Ora il solo desiderio di avere “un nuovo os” viene nel mio caruggio della
necessità di rifare una Unix revolution 2.0, per varie ragioni che spesso ho
elencato, spiegato ecc. ma WebOS che problemi risolve? Ha un framework più o
meno completo, diciamo che “il sistema” integra dalle API “di servizio” (gps,
stack gsm, riproduzione a/v, …) ad un completo stack grafico. In pratica usi
un unico framework per ogni cosa anziché n-mila librerie a sé stanti con API
“personali” variamente documentate ecc, bello! È quel che dico serve da anni,
è quel che ha predicato Miguel de Icaza per poi mal-razzolare con Mono, ma di
suo è pensato solo per un uso mobile; certo questo implica che è pensato fin
dalla nascita per ambienti risc con poche risorse come arm, Ok, ma il kernel è
Linux e direi che di tutto WebOS (mojo, la parte grafica ecc) su un server non
lo usi, alla fine hai solo Linux+*libc+busybox, quindi il vantaggio di un
framework integrato, lo stesso concetto della libreria standard del C ai tempi
del primo UNIX, più o meno lo stesso concetto di Java, .net &c in seguito se
ne va a farsi benedire…
Ubuntu oggi è la distro GNU/Linux con la più vasta community (aka è il più noto
a tutti i “nuovi” “tecnici”), ha una buona piattaforma per la community (il
launchpad) è in piena espansione con lunghissime prospettive di crescita, ha
una struttura ben poco burocraticizzata (iow non è lento ed è facile prendere
decisioni anche molto importanti), c’è dietro un *economista* che è anche un
tecnico, non qualche manager tecno-ignorante od un tecnico puro bravissimo nel
suo campo ma dalle mani bucate, non ci sono fondi e simili dietro… Mi sembra
una scelta logica per una piattaforma hw moderna, molto più logica di prendere
sw proprietario, sw sviluppato al 100% da qualcuno (ovvero che se il qualcuno
crepa ogni singolo pezzo deve essere ripreso da terzi), software che non ha
un’elevata facilità di programmazione iow che non attiri gente da fuori ecc…
taccoboss
03 nov 2011 - 16:26 - #7Grande Canonical…sta diventando veramnete un mito….prevedo una piu’ ampia diffusione sia da Dell che da Hp a questo punto. Per Mark ora e’ il momento giusto per assumere un buon 10% in piu’ di personale ed affidare lavori esterni quali possono essere quelli di restyling a Ditte esterne….proprio come sta facendo per il nuovo set di icone affidato a Yellowicon.