
Le scelte e gli annunci di Canonical suscitano sempre un grande interesse e ancora più grandi discussioni. Spesso controcorrente e con uno stile unilaterale, Mark Shuttleworth, ha guidato lo sviluppo e l’indirizzo politico di Ubuntu Linux in tutto il suo percorso. Di certo non si può dire che gli manchino il coraggio e la determinazione di portare a termine gli obiettivi prefissati. Solo un paio di mesi fa uscì la notizia che Ubuntu avrebbe puntato sulla piattaforma ARM, da sempre egemone nei contesti mobile ed embedded.
Mark Shuttleworth in un’intervista per ZDNet ha reso noto che intende lanciare Ubuntu nell’impresa di equipaggiare dispositivi come tablet, smartphone e persino televisori. Una sfida epica, che il fondatore di Canonical dichiara come appena agli inizi, il percorso sarà lungo e non tra i più facili. Potrebbe veramente essere una svolta per Linux e la comunità del software libero, in fondo Ubuntu è sempre stato il sistema per “the human being”. Sembrerebbe una scelta naturale, dunque.
Verso la fine del 2010, Jono Bacon aveva già dichiarato che tutte le pedine per una versione tablet erano al loro posto. Shuttleworth intende arrivare ad aprile 2014, con la versione 14.04, per rilasciare la variante multi-device. Nel frattempo non esiste nemmeno una versione alpha del codice destinato a questo scopo e, come al solito, la parte critica rimane il rapporto con i partner che hanno discusso e collaborato con Canonical per gli ultimi 18 mesi. Ovviamente la programmazione della roadmap non può prescindere da questi fattori e sarà interessante seguire il corso di questa vicenda.
Per quanto prematuro, possiamo dedurre dai fatti le intenzioni di Canonical: il supporto ARM annunciato per l’approccio a microserver e la stabilizzazione dei sistemi Ubuntu con un raffinamento di Unity fino ad arrivare ad un sistema business ready per la prossima LTS. Solo dopo, a mio parere, si potrà pensare attivamente all’assalto dei segmenti embedded. C’è molto in gioco, se Canonical dovesse riuscire in questa impresa, Ubuntu per il mercato consumer potrebbe diventare un concorrente davvero “scomodo”.
Via | OMG!Ubuntu!
ice
31 ott 2011 - 15:26 - #1Temo che Ubuntu tablet faccia la fine di Ubuntu netbook
senza accordi coi maggiori vendor hardware sarà dura ritagliarsi una significativa fetta di mercato
è indubbio che allo stato attuale sono ancora troppe le applicaizoni per i tablet che si basano massiggimente su servizi clud
e che quindi diventano praticamente inutilizzabili quando la connettvità viene a mancare
oppure è economicamente svantaggiosa
parlo di accesso in roaming all’estero
o in mobilità in regioni remote
Chi viaggia per lavoro lo sa
Pensate solo comne sia frustrante lavorare con applicaizoni cloud con la banda di un gprs che in appennino da noi è l’unica banda mobile disponibille anche in paesi oltre i 15.000 abitanti!!!!!!!
poi viaggiando all’estero o per lavoro trovo necessaria anche una porta ethernet
anche in Hotel di classe business 4 stelle ti ritrovi ancora solo ethernnet in stanza e il wifi esclusivamente nelle aree comuni
e con l’0esplosione dei tablet ho spesso visto le installazioni wifi arrancare
Qaundo pensi di avere max 4-6 pc, e poi ti ritrovi 10-12 utneti tutti col tablet a usare applicaizoni di streming audio/video…..quindi con consumo di banda continuo e noin spot come potrebbe essere la lettura della posta
Masque
31 ott 2011 - 15:50 - #2“in fondo Ubuntu è sempre stato il sistema per “the human being”.”
appunto. perché ora sembra che lo vogliano trasformare in un sistema per hipster fighetti?
mi sembra che il target, nelle intenzioni di canonical, si sia decisamente spostato rispetto agli inizi.
se lo scopo è di fornire una distribuzione “per gli esseri umani”, mi sembra sciocco cominciare sempre più a seguire le orme di apple. un’azienda che ha come scopo, al contrario, il profitto.
penso che già si intravedesse questa intenzione, nel voler far sembrare il pc, sempre più, una sorta di grosso smartphone.
zi0pipp0
31 ott 2011 - 23:14 - #3ma c’è MEEGOO!!!!! prendete quello!
Alberto "Raben" Macaluso
01 nov 2011 - 00:11 - #4Voglio essere fiducioso e sperare che succeda qualcosa di interessante… se ubuntu entrasse in questo mercato nel giusto modo, di sicuro sia apple che android dovrebbero iniziarsi a preoccupare… ovviamente il SE è d’obbligo!
Kim Allamandola
01 nov 2011 - 12:22 - #5@ice #1, Masque #2
Ubuntu è un progetto con un “business plan” un pelo più lungo del malefico
standard odierno del pensare all’oggi per l’oggi.
I touchscreen stanno *fiorendo* non solo per tablet e smartphone ma anche su
portatili (anche di fascia workstation high-end) e sui monitor per desktop.
Toccare è l’azione più intuitiva per l’uomo.
Oggi la maggior parte dei sistemi *non sono* touch quindi serve, per non avere
strappi enormi, una GUI usabile su sistemi touch e su sistemi tradizionali, se
non l’abbiamo il giorno in cui il 50% delle macchine vendute è touch e l’altro
no è un *casino* non puoi gestire i due sistemi se non con interfacce diverse
o semplicemente dire: “bisogna cambiare computer”. Unity è questa GUI unificata
che permette l’uso sia touch che tradizionale.
Android ed iOS sono nati proprio perché i sistemi tradizionali, le GUI “normali”
non sono usabili coi touch; sono un fallimento sul piano desktop, sono os da
cellulare, ed anche li non sono eccellenti (gestione file? Controllo sull’OS?
Configurazione e gestione? ecc ecc) sono del tutto inadatti ad un computer da
lavoro od anche ad un “computer” domestico. Chiedetevi perché i tablet non
vendono: a quasi tutti piacciono come *idea* ma se vi guardate in giro chi ha
un tablet è una piccola minoranza e questi dopo i primi due mesi o lo lasciano
a prender polvere o al più ci guardano le foto sopra.
Unity è scomoda col mouse? Vero, il mouse infatti è un metodo di input oggi
pressoché universale, domani da eliminare, col touch non c’è più bisogno del
mouse. La tastiera permette oggi di usare Unity senza mouse molto meglio del
vecchio Gnome2 (premi super, il tasto windows sulle tastiere microsoft, e
scrivi l’inizio del nome dell’applicazione o della funzione che vuoi, con le
frecce selezioni in un istante e con invio lanci).
Il global-menù è scomodo? Vero, infatti i menù sono già oggi ben poco usati
nella stragrande maggioranza delle applicazioni, e non sono usabili su un
touch, devono scomparire (i ribbon sono un discreto replacement) e se sono
scomodi la scomparsa è sia graduale sia “silenziosa”.
Le scrollbar? Anche loro devono sparire, col touch non solo monitor, ma anche
touchpad multitouch non hai bisogno di scrollbar, se non una minilinea da
qualche pixel per sapere a che altezza sei. Non mi piace il fatto che “le
freccine” appaiano solo nel punto dov’è visibile lo scroll, dovrebbero IMO
comparire ovunque arrivi il mouse sul bordo della finestra anche per supportare
il middle-click-to-scroll-here. Ci sono molte altre cose da eliminare: ad es.
i tooltip inusabili col tocco dato che dovresti avere un cursore, oggetto che
dovrà essere ripensato per un uso senza mouse, le stesse strutture delle UI che
dovranno essere tutte ben “accel-erabili (l’_ sotto una lettera per saltare col
focus via Alt+lett_sottolineata)”, con elementi ben disposti specie in termini
di spazio per non toccare più cose con una ditata ecc. C’è molta strada da fare
ma la via è tracciata e si evolve bene.
C’è ancora un particolare: iOS ed Android non possono evolvere granché, sono un
po’ come {Libre,Open}Office: dei megaliti con montagne di codice difficile sia
da mantenere che anche solo debuggare; sviluppare sotto Android come iOS è una
*pena* per iOS hai l’ObjC, linguaggio per certi aspetti migliore del C++ ma
oggi obsoleto, hai l’obbligo di XCode, di un Mac OSX, di sottostare alle scelte
di Apple in tema di applicazioni ecc. Sotto Android hai un framework java non
proprio standard, ed il Java che vi piaccia o meno è obsoleto, hai il quasi
obbligo di Eclipse, hai un emulatore che pesa quasi più di VirtualBox+un OS
desktop, hai una gestione dei pkg *oscena*.
Su Ubuntu (come su GNU/Linux, FreeBSD, IllumOS) invece sviluppare è facile: non
se legato a nessun IDE o linguaggio particolare, nel più semplice dei casi uno
script od una collezione di script (aka file di testo) che fanno solo ciò che
vuoi (non devi sviluppare “ganci” verso l’OS in termini di righe persino più
lunghi dell’algoritmo tuo vero e proprio) e che sono eseguibili anche solo
cliccandoci sopra e scambiandoseli via mail/penna/*; se scegli ad es. il Python
il Ruby ecc puoi fare GUI complete indistinguibili da quelle sviluppate in un
altro linguaggio, buona parte del desktop oggi è in python del resto, pensate
agli indicatori, a bleachbit, pensate a quanti pkg dipendono da python. Su
questi OS hai la più grande facilità di sviluppo sul mercato, hai l’invito a
sviluppare, ad essere un programmatore hobbista, cosa *indispensabile* per
avere tante “app” senza le quali non vai da nessuna parte.
A livello di sistema non è che GNU/Linux sia molto più evolvibile di iOS od
Android certo, ma ciò che vede l’utente è un sistema completo e maturo, ed una
GUI che stà sopra il sistema e si può più o meno facilmente cambiare tutto ciò
che c’è sotto il cofano senza che l’utente finale manco se ne accorga. Ubuntu
può evolvere, rivoluzionarsi ecc mantenendo la sua Unity e la quasi totalità
di tutte le applicazioni, iOS come Android no.
In ultimo, queste uscite ad effetto (in massima parte mantenute o percepite
come mantenute dagli utenti finali) servono a catalizzare e mantenere sia
l’interesse sul prodotto che il desiderio di cambiare. Il cocktail insomma è
ottimo!
ice
01 nov 2011 - 13:26 - #6@ #5
che l’input touch sia destinato ad avere un peso sempre maggiore nel futuro del personal computer è chiaro a tutti
e che di conseguenza le interfacce utente si debbano adeguare è una naturale
conseguenza
Voglio dire anche Win8 avrà un interfaccia touch
non sarà un esclusiva di Ubuntu
il discorso è : Ubuntu nel seguire questo trend che TUTTI sono destinati ad intraprendere, si limiterà ad adeguarsi o sarà un precursore e riuuscirà a sfruttare questo vantaggio in temrin commerciali?
Io vedo quanto successo nel recente passato dei netbook
Ubuntu Netbook Remix avrebbe potuto essere un clamoroso successo
ma il mercato si fa con gli os preinstallati
Masque
01 nov 2011 - 18:09 - #7Sicuramente il touch è attualmente la moda, l’hype del momento… Ma implementato in questo modo, dubito che sarà il futuo sui pc. Ha un approccio che diventerebbe troppo fisico per lavorare su schermi più grandi di quelli di un piccolo laptop, il che lo rende più scomodo all’aumentare della dimensione dello schermo. È certamente molto figo da vedere e da una buona sensazione di interazione, ma se questo può essere sufficiente per un uso limitato, non lo è se sulla macchina ci devi stare a lungo e lavorarci (non solo sfogliare foto e scrivere agli amichetti di facebook).
Ma quello che sta facendo canonical, è solo di inseguire il trend, saltare sul treno per paura di restare indietro. Sembrano scelte decise più dal repoarto marketing che da quello di sviluppo.
Sembra interessare più l’effetto “wow”, che la sostanza… Ed in questo trend, di inseguire Apple, Canonical sta imparando da lei anche delle pessime abitudini… Vedi quello che sta diventando il software center e che dire dei “consigli per gli acquisti” quando cerchi la tua musica tramite lenses?
Siamo sicuri che Ubuntu sia ancora il sistema operativo “for the human beings” e non quello per solo un sottoinsieme degli “human beings”, ovvero i consumisti che si fanno affascinare dalle mode del momento?
Kim Allamandola
01 nov 2011 - 20:57 - #8@ice #6
ocio: Windows 8 ha una GUI per i touch, inusabile ed orripilante solo a
vedersi, la stessa dell’ultimo Windows Mobile, ed un’altra separata per
i non touch.
Ora al di la del fatto che GUI separate == più fatica a gestirle, più
fatica per l’utente finale, più problemi per sviluppare ecc. C’è da notare
che l’input touch non sarà *solo* sui tablet e sugli smartphone, i laptop e
desktop classici colla loro bella tastiera, col touchpad ecc continueranno
ad esserci ed occupare il loro posto. Una nuova GUI deve poter andare su
dispositivi touch come portatili e desktop nuovi/del futuro e su quelli
tradizionali/del passato con mouse e tastiera. Questo Windows8 non lo fa,
come non lo fa la Apple; Unity è *la sola* WM/DE/Shell adatta ad un uso
doppio touch e tradizionale, Gnome3-shell con animazioni e tutto “a scomparsa”
non è adatta sui touch, idem plasma-active di KDE che è una GUI dedicata, ecc.
Su Ubuntu Netbook non capisco: Unity ha rimpiazzato le modifiche di Gnome2,
gimmie&c “unificando” con successo le GUI dei netbook a quelle dei desktop,
dov’è l’insuccesso?
> ma il mercato si fa con gli os preinstallati
Il sempre maggior scontento verso gli OEM, le rom custom degli smartphone,
pensa solo a Cyanogen, i tentativi di Microsoft di rendere economicamente
svantaggioso il supporto di altro agli OEM ecc mi sembra dicano il contrario…
Microsoft oggi fa soldi suglio OEM, gli unici rimasti a comprare la sua roba,
ma Microsoft non è mica il mercato, è un’azienda, ex-monopolista o quasi da
un po’ di anni in declino…
@Masque #7
Canonical mi sembra sia avanti agli altri, non che rincorra, vedi sopra il
discorso sul fatto che Unity sia l’unica GUI “unificata” per ogni tipo di
dispositivo o quasi… Sul discorso schermi grandi: Unity propone un nuovo
modo di lavorare, più diretto, un modo che richiede più tastiera e meno
cursore/mouse, sugli schermi oltre una certa misura né il mouse né il
touch sono comodi, la navigazione via tastiera (i telecomandi rientrano nella
categoria tastiere) è l’unica via, su schermi grandi ma non troppo tastiera
e touchpad sono del tutto in grado di rimpiazzare il mouse…
Sull’evoluzione di Ubuntu in generale e sul consumismo… Mi allargo molto :-)
ai tempi di Otto Lilienthal, i suoi colleghi ingegneri lo consideravano un
pazzo, un sognatore, un adulto rimasto bambino; ai tempi di Gusmão e dei
fratelli Montgolfier come ai tempi dei fratelli Wright la loro considerazione
da parte dei più, esperti e gente comune non era diversa. Nell’informatica la
storia si è ripetuta molte volte, dall’ITS vs UNIX del MIT a Google o FaceBook.
Alcuni han le idee chiare e vanno avanti, talvolta disegnando il futuro,
talvolta fallendo, altri anche molto competenti non sanno andare avanti, non
vedono un futuro, si limitano al presente. A mio modo di vedere Ubuntu è su
un’ottima strada, ci sono cose che non mi piacciono, ma l’evoluzione fa il
suo lavoro e il costante aumento di popolarità di Ubuntu è un’ottima prova;
è un’ottima prova anche il numero, piccolo, di persone che si scagliano contro
Ubuntu facendo molto rumore e magari pure usandolo…
La sfera di cristallo non ce l’ho ma se dovessi puntare su un’azienda a caso
nel settore su cui investire punterei su Canonical, se devo scegliere un OS
per desktop, server di alcuni tipi o server che dovranno essere gestiti da
altri scelgo Ubuntu…
Masque
01 nov 2011 - 22:48 - #9In effetti ti allarghi troppo, e mi sembra di trovare nel tuo commento qualche stratagemma alla Schopenhauer.
Penso che non si possa negare che con l’implementazione attuale del touch, se lo si dovesse trasportare su pc, ci si troverebbe più scomodi che con i sistemi di input tradizionali, anche nel caso in cui l’interfaccia grafica diventi l’imitazione di un sistema (smartphone) studiato intorno all’idea di touch screen. Sono sistemi pensati per scopi diversi, e non si può pensare di mantenere tutte le funzionalità di un pc general purpouse rivestendolo con un interfaccia studiata per offrire all’utente delle funzionalità che sono sì facilmente accessibili, ma per forza di cose limitate…
La dimensione dello schermo era l’esempio più banale e no, non diventa più scomodo anche con il mouse, dato che con esso, ad esempio, è possibile cambiare la sensibilità per avere una proporzione diversa fra movimento della perriferica e spostamento del puntatore. Cosa impossibile con uno schermo touch, dove la proporzione deve essere sempre uno a uno. Per non parlare del feedback tattile, praticamente assente nei sistemi touch (al massimo viene “simulato” con una leggera vibrazione. un palliativo).
L’interfaccia tramite touch è un sistema ideale solo per determinati scopi, allo stesso modo in cui lo è la tavoletta grafica, il telecomando della wii o un joypad. Certo, tutti e tre li puoi forzare a svolegere altri compiti, ma attualmente non sono per nulla adatti a coprire ogni genere di utilizzo di un pc ad uso generico. Al momento, possono al più sovrapporsi ai sistemi utilizzati, non sostituirli.
L’interazione completa con la tastiera non è assolutamente una novità. Già chi aveva da tempo un Mac, poteva essersi abituato a questo. Grazie anche alla coerenza condivisa fra le varie applicazioni per l’utilizzo delle scorciatoie. Di questo ti può dare la conferma qualsiasi utente con un po’ di esperienza. Inoltre, per estendere ancora di più questa possibilità, erano nati, già anni fa, software come Quicksilver e derivati, fra cui Gnome Do e Kupfer, quest’ultimo attualmente è il più completo quanto a funzionalità, al pari di Quicksilver, e poi Synapse ed il launcher di Kde4…
Canonical, come moltissime altre aziende, non s’è inventata nulla… ricicla ed adatta.
È innegabile, inoltre, notare come stia seguendo le mosse di Apple, sia dal punto di vista del target utenti (cambiato, rispetto a qualche anno fa), sia per alcune mosse mirate all’incrementare i guadagni, mentre si blandicono e fidelizzano gli utenti. I quali diventano felici di farsi tentare al consumo, l’acquisto di applicazioni chiuse ed a pagamento dal software center, della musica dall’ubuntu one musica store. Ed è evidente che Canonical non voglia nascondere chi sta inseguendo, anche dal fatto che utilizzano nomi che richiamo il brand più famso… a proposito, Canonical, voleva nascondere nella sua versione di Banshee tutti gli altri neogzi musicali al di fuori del suo… non so come sia andata a finire, ma è importante tenere a mente che l’intenzione c’era stata. Ad inseguire lo zoppo, evidentemente… Ah, utenti, tra l’altro, felici di fare evangelizzazione gratuita.
Mi spiace, ma se devo fare evangelizzazione, preferisco farla per qualcosa che sia di utilità alla collettività tutta, e non ad un’azienza che mi sembra sempre più trasformarsi in qualcosa di molto diverso da quelli che erano i suoi propositi iniziali. Non si scappa da un padrone, per poi mettersi sotto il tetto di uno nuovo.
floriano0
02 nov 2011 - 06:22 - #10non capisco i detrattori di unity, traslasciando le prestazioni è semplicemente una banale dock messa di lato (che comunque non sopporto)
windows8 invece ha fatto un’ottima scelta conservando il desktop classico (si spera senza amputazioni rispetto al passato come è successo per gnome3) e inserendo un’interfaccia pseudo sperimentale per il touch.
ps. sia python che ruby hanno il problema della “leggerezza” visto che l’interprete non è che sia il massimo dell’ottimizzazione…
Kim Allamandola
02 nov 2011 - 12:12 - #11@Masque #9
Hum… Per esperienza diretta su un laptop con schermo multitouch non mi
lamento, ora se andiamo un po’ nel dettaglio il touch-schermo lo uso ben
poco: quando non ho finestre massimizzate o cmq o la barra del launcher
scoperta spesso do una ditata per lanciare un’app; alle volte pesto qualche
bottone e poco altro.
Quel che vedo come input del futuro però non è “un tablet” ma un computer
portatile con uno schermo touch, un touchpad largo e la classica tastiera
oppure un fisso con schermo touch, la classica tastiera ed un touch tipo
tavoletta grafica al posto del mouse.
Il touchpad è “più scomodo” del mouse per muovere il cursore, o per gli
qualche scroll-ata ma se è multitouch la comodità di chiudere un’app, di
cambiare schermo virtuale, di zoomare (scale/expo e qualche raro zoom-in)
ecc rende IMO il bilancio di comodità mouse-vs-touchpad positivo per il
touchpad, idem trackball-con-palla-da-pollice vs touchpad solo vedo positivo
per il touchpad (e lo dico da utilizzatore entusiasta di trackball, un
trackman weel della Logitec ed un vecchio trackball quasi uguale al prima
ma marchiato Microsoft :-)).
Se quel che hai inteso è: “aboliamo il cursore” allora si, è scomodo, ma io
voglio solo ripensarlo: un cursore più piccolo, magari solo un pallino od un
mini-triangolino, magari che scompaia se non lo muovo (un po’ come il hide
as you type di gVim&c). Dico quindi di mantenerlo, sostituendo solo il mouse
con schermo touch+touchpad! Ed Unity in tal senso lavora bene.
Per l’uso solo touch senza “cursore” c’è molta strada da fare: Unity è più
o meno *usabile* a-la-tablet, ed è sostanzialmente l’unica ad esserlo, ma
più o meno usabile non vuol dire pronta alla produzione sui tablet :-) IMO
ha imboccato la strada giusta e su quella stà ben viaggiando. Del resto se
pensi ai touchpad dei MacBook Pro, oversize rispetto alla concorrenza, o al
mouse multitouch di Apple e prima ancora di Microsoft direi che non è solo
Canonical ha puntare in quella direzione!
Sugli schermi grandi non concordo, puoi regolare accelerazione e soglia come
vuoi, non troverai una combinazione comoda per un 32″+: o acceleri troppo o
devi “far troppa strada”… Provato per gioco su un TV 32″ ed un 40″ tempo
fa :-) poi certo con lo schermo touch hai soglia ed accelerazione diverse,
ma non col touchpad!
Sul fatto che Canonical non inventi granché di suo concordo (peraltro Apple
e Microsoft la battono di gran lunga nello scopiazzare…) Canonical fa un
ottimo lavoro di integrazione e “tiene il timone” dello sviluppo futuro
lasciando ad altri l’implementazione dei singoli componenti; Canonical vende
il supporto sullo stesso software libero, non fa come RH o SuSe una versione
community ed una Business… Ritengo il suo comportamento del tutto in linea
con quello che avrei io per un’azienda open!
È il programmatore da garage, è l’appassionato che sforna le nuove idee, lo è
sempre stato nella stragrande maggioranza dei casi, lo prova anche il
fallimento di considerare il lavoro di programmazione come un lavoro di
assemblaggio temporizzabile a piacere anziché un prodotto dell’ingenio
difficilmente inquadrabile. Poi il lavoro del programmatore da garage, come
il buon Brooks insegna deve essere pulito, integrato, documentato ecc e questo
è il compito dell’”azienda”, di una figura che tira le fila, evita le troppe
interdipendenze, le disciplina, crea i presupposti per fare degli standard ecc.
È infine la community che da il polso della situazione e svolge il lavoro più
complesso e noioso della pulizia-limatura finale. Questo è il modello che IMO
Canonical segue ed è quello che ritengo Il Modello® di sviluppo open nella sua
forma realmente applicabile e sostenibile nel tempo :-)
Non mi sento ad ogni modo più “schiavizzato” da Canonical che da RH o dalla
community Linux, GNU o qualsiasi altro… Se non sei in grado di far tutto da
solo dipendi da terzi, non c’è molto da dire. Canonical ha una community ed
una guida, Mark Shuttleworth non può decidere tutto quel che gli pare come gli
pare sennò perde, la community idem non può far quel che vuole sennò perde;
si deve convincere ovvero partecipare ovvero negoziare/scendere a compromessi
ognuno mettendo sul piatto quel che può e vuole. Il mondo perfetto dove tutto
è in armonia e nel contempo ognuno ha quel che vuole mi sa che a parte nella
fantasia, nella retorica ecclesiastica, non esiste…
@floriano0 #10
Windows 8 IMO ha fatto un errore madornale: ha scelto di tenere il piede in
due scarpe, ha fatto come Hitler che allo sbarco in Normandia ha “accontentato”
sia Rommel che voleva il grosso dell’armata sulla costa per impedire lo
sbarco sia l’altro feldmaresciallo di cui non ricordo il nome che le voleva
nell’interno al sicuro dal bombardamento navale per poi combattere in campo
aperto: il risultato lo conosci, armata troppo lontana per impedire lo
sbarco e troppo vicina per essere fuori dal tiro della flotta. Tenere il piede
in due scarpe, specie due scarpe che vanno in direzioni opposte è come andare
con gli sci aperti: o ti seghi in due o caschi. Quando c’è un cambiamento puoi
avere un periodo di interregno ma devi scegliere, scegliere di non scegliere
non funziona.
Su Python e Ruby… Bhe scusa Java com’è? Ruby ha una pessima gestione interna
di unicode, Python no e sia Ruby che Python pesano molto meno della JVM, poi
grazie ad un po’ di ingegnerizzazione la maggior parte dei software in Ruby e
Python non hanno un’overhead significativamente percettibile: per tutti i campi
in cui oggi sono usati non distingui un’app in C da una in py/rb e ci sono app
come portali (Django, Web2Py, Zope) applicazioni critiche come sw per il piping
ed il controllo del traffico aereo ed enormi come lo streaming delle BBC. Per
altri campi la distingueresti allo stato attuale, ma è uno stato in fase di
sviluppo, pensa ad es. al frontend gcc per python (GSoC) con lui python non è
più un interprete al più compilato assieme al sw che deve eseguire ma un
software nativo della piattaforma, al pari di un sw C o C++, solo, forse un
po’ più grosso in termini di bit su disco…
Masque
24 gen 2012 - 12:02 - #12Un po’ in ritardo…
http://punto-informatico.it/3409600/PI/News/touch-evoluzione-del-tunnel-carpale.aspx
A proposito della scomodità delle interfaccie touch sull’uso prolungato.