Il rilascio della versione 4.4.2, avvenuto lo scorso 14 ottobre, è un’ottima occasione per parlare di jEdit: un editor di testi multi–piattaforma in Java. Il programma è stato creato da Slava Pestov nel 1998. Dal 2006 il progetto, rilasciato sotto licenza GPLv2, è mantenuto dalla comunità. Probabilmente il miglior editor esistente.
Mi permetto di sostenere una simile affermazione perché la versatilità di jEdit supera la stessa definizione di editor. Piuttosto dovrebbe essere equiparato agli ambienti di sviluppo come Eclipse: le estensioni trasformano jEdit per adattarlo a qualunque esigenza di programmazione. Praticamente è un competitore in Java di GNU Emacs.
Un domani, jEdit potrebbe essere integrato nel browser grazie all’utilizzo di HTML5. Oppure, sarebbe intrigante poterne usufruire con JavaFX 2.0 sui dispositivi portatili in multi–touch e provare la scrittura dei sorgenti in assenza della tastiera. Tredici anni di sviluppo e centotrenta lingue diverse fanno di jEdit un punto di riferimento.
Via | Linux Journal
erik_ilrosso
31 ott 2011 - 12:23 - #1scusami e in che modo potrebbe essere integrato nel browser tramite html5?
romfladef
31 ott 2011 - 12:30 - #2Con l’uso dei
canvase il lavoro di Mario Torre & co. su Java2D in assenza di Java che stiamo tenendo d’occhio da un po’ (CacioWeb). In sostanza, Java sarebbe soltanto sul server e le applet richiamerebbero il runtime da remoto. Portarci jEdit non sarebbe cosa da poco, ma sarebbe possibile. Oppure, con JavaFX 2.0 e Swing.erik_ilrosso
31 ott 2011 - 15:05 - #3si in pratica un canvas usato alla io vnc, è un idea terribile. (come il backend gtk-html5)
Utilizzato jedit hai tempi di php3/4 ma poi non è stato più portato avanti lo sviluppo (come del resto tutto quello fatto con swing è morto, a parte netbeans).
Quindi ok che sei un affezionato, ma credo che jedit in futuro lo vedremo sempre meno.
Pure io ero affezionato a windowmaker e nedit ma i progetti sono morti e me ne son fatto una ragione.
romfladef
31 ott 2011 - 15:20 - #4Beh, sono d’accordo soltanto in parte: se lo sviluppo sarà in grado d’andare nella giusta direzione, penso che jEdit avrà ancora molto da dire. Quel “se” oggi riguarda molti progetti open source, a dire il vero. Anche se il mercato italiano, per una serie di ragioni, non può essere paragonato a quello statunitense… è indubbio che il software proprietario stia colmando il gap con l’innovazione del FLOSS: Photoshop Touch, ad esempio, ha bruciato The GIMP che pure poteva essere portato prima e meglio su Android. Java è tornato in auge dopo anni in sordina, se escludiamo Symbian che comunque ha avuto un ruolo relegato a un pubblico di nicchia a causa dei prezzi esorbitanti dei dispositivi portatili dell’epoca. jEdit non è certo un prodotto di massa e questo, a prescindere dalle prestazioni, lo “penalizza” rispetto ad altri progetti: tra virgolette, perché Emacs e/o Eclipse non se la passano certo meglio. Però sono imprescindibili per chi sviluppa… e così potrebbe essere per jEdit. Non m’illudo che lo utilizzino gli studenti per prendere appunti (io li prendo ancora con carta e penna, per dirne una). Ma jEdit è uno dei tanti esempi che, a mio parere, fanno della riscossa di Java un fenomeno interessante: CacioWeb, JavaFX 2.0, Swing, IcedRobot… e, in un certo senso, anche Broadway su Gtk+3 sono prospettive, più che strumenti immediatamente utilizzabili. XGL ha preceduto il compositing sul desktop: oggi il software proprietario vive di ciò che il FLOSS ha realizzato negli ultimi vent’anni. Se vogliamo avere ancora qualcosa da dire, sarà adattando il passato (e quindi anche jEdit) alle esigenze del presente. Altrimenti, qualunque sia l’input il risultato resterà ancorato a un passato da dimenticare. Per fortuna c’è ARM. OK, sto allargando il discorso in un modo assurdo: eppure, se in chiusura ho auspicato un risultato del genere è perché Google ha già “fregato” The GIMP col Creative Kit di Google+ (che è un Photoshop Touch gratuito) e OpenOffice.org/LibreOffice con Documents. Il FLOSS avrebbe dovuto pensarci prima: jEdit poteva sostituire molte applicazioni di trasformazione del codice da C/C++ a JavaScript ed essere integrato in HTML5 prima di PhoneGap, ecc.; c’è ancora un margine di crescita. Sfruttarlo è essenziale. Detto questo, non esistono dei progetti d’integrazione in HTML5 per jEdit.
nowhereman
31 ott 2011 - 17:53 - #5e IntelliJ IDEA, non dimentichiamolo, io me ne sto innamorando :)
floriano0
31 ott 2011 - 18:30 - #6purtroppo il software java ha il problema dei consumi di ram, dei tempi di caricamento e di stress delle cpu; solo con android sta in qualche modo funzionando..