
Canonical l’anno scorso, al termine dell’UDS per Ubuntu 11.04 aveva annunciato un aggiornamento delle icone che sarebbe giunto al compimento con Ubuntu 12.04. È proprio ricordando questo, che oggi la notizia dell’apparizione su un sito di grafica di alcune interessanti icone sotto la voce “Ubuntu”.
Yellowicon è un portale che raccoglie il lavoro di un gruppo di grafici con anni di esperienza alle spalle e che hanno prodotto loghi, icone, UI e immagini pubblicitarie. All’interno della pagina clients troviamo grandissimi nomi come AOL, Suse, Apple, Opera, ASUS e Canonical. È proprio il logo della azienda di Mark Shuttleworth che avvalla l’ipotesi che le icone sopra riportate potrebbero essere quelle di Ubuntu 12.04.
La pagina che ha dato il via a questo vero e proprio tormentone, è questa dove possiamo trovare altre immagini campione. Le icone a mio parere sono molto belle, un po’ in stile OS X ma risultano essere piuttosto belle e appaiono come “l’evoluzione” delle attuali Humanity forse un po’ datate.
Via | Yellowicon
brunoliegibastonliegi
26 ott 2011 - 08:35 - #1che belle icone, ora sì che ubuntu ….ma che belle icone, veramente delle belle icone. è proprio un peccato che sul mio televisore che xorg si rifiuta di amare e che i driver nvidia non riconoscono le dovrò vedere tutte bislunghe.
Però , dhe, son proprio delle belle icone, non vedo l’ora di avere delle icone così belle.
theoblivionred
26 ott 2011 - 09:23 - #2Facevano prima a prendere il tema di Faenza, e metterlo come predifinito, magari dando qualcosina agli autori, piuttosto che buttare i soldi in un azienda fuori dalla comunità…
magic3
26 ott 2011 - 10:02 - #3@ theoblivionred:
Beh in tipico “Ubuntu-style” preferiscono farsene fare tutto nuovo in modo da poterci appiccicare il nome Ubuntu o almeno una “U” davanti! :-P
Battute a parte se faranno come per il tema e il font che li hanno rilasciati gratuitamente è solo positivo e aumenta la scelta oltre a continuare nel processo di differenziazione che sta portando avanti Canonical praticamente fin dall’inizio.
romfladef
26 ott 2011 - 10:12 - #4Concordo sul fatto che avrei preferito un investimento altrove… però non c’è che dire… mi piacciono!
Kim Allamandola
26 ott 2011 - 11:22 - #5Sottoscrivo l’investimento in altre aree, i soldi per assumere la gente di
IllumOS ad es. ci sarebbero… Ad ogni modo son contento che Ubuntu si rafforzi
in ogni aspetto come brand: uno dei problemi dell’OpenSource in generale e di
GNU/Linux in particolare è che per l’utente business di turno non ci sono brand
da scegliere (non penserete mica che l’ing. informatico manager resp. acquisti
ecc sappia fare scelte tecniche vero?!) e l’ecosistema viene visto come un
bazaar oscuro, contorto, senza “personalità” di spicco su cui puntare.
Canonical non ha know-how sufficiente per evolvere progetti tecnici di medio
o lungo termine, bazaar è molto bello, il launchpad è comodo ma sono meno
complessi di un nuovo user-space o di un kernel… Canonical sa fare sistema,
integrazione, community; il suo contributo all’OpenSource è in numero di nuovi
utenti, visibilità, infrastrutture (launchpad, bazaar ecc) ed è cosa necessaria
anche se non sufficiente per un successo “di massa”.
GNU/Linux di sei, otto anni fa non era, nel bene e nel male, diffuso come oggi
e il principale merito di questa enorme diffusione si chiama Ubuntu, si chiama
Canonical…
theoblivionred
26 ott 2011 - 13:21 - #6@Kim Allamandola
Credo che attualmente a livello business se la cavi bene solo Redhat (la quale offre già un buon ambiente tra server, workstation, oltre che al suo ottimo supporto), Canonical deve migliorare parecchio prima di avere voce in capitolo… Poi a livello Desktop deve ancora migliorare quello sgorbio di Unity che anche se nell’ultima versione è migliorata leggermente, la trovo ancora poco adatta per un utenza avanzata
0xdeadbeef
26 ott 2011 - 14:51 - #7LOL @ #1
0xdeadbeef
26 ott 2011 - 15:01 - #8Comunque si, belle icone, ma dopo due giorni non avete ancora scritto nemmeno un paio di righe sulla dipartita di John McCarthy, padre non solo del LISP ma della programmazione funzionale, figura di primo piano nel campo dell’intelligenza artificiale.
E pensare che avete postato qui articoli su Jobs che con l’OSS ha poco da spartire.
cianoz
26 ott 2011 - 19:24 - #9Dopo l’enormità di post e discussioni del 2010 spesi sulla ENORME, VITALE importanza per tutto il mondo informatico sul perché Ubuntu ha spostato i pulsanti delle finestre da destra a sinistra ora si fa strada quest’altro FONDAMENTALE argomento: le nuove icone.
Le evoluzioni informatiche degli ultimi anni, iOS e Android compresi, sono nulla di fronte a questi temi, vero fondamento dell’informatica moderna.
Da sottolineare che ossblog e Ubuntu sono l’unica accoppiata blog & distro Linux che fa di questi argomenti motivo di discussione e orgoglio.
Kim Allamandola
26 ott 2011 - 23:01 - #10@{0xdeadbeef,cianoz} #[78]
A guardare ogni blog a tema open ma non solo direi che Ubuntu sia sulla bocca
di tutti… Ad ogni modo sono daccordo che di “innovazioni” tecniche negli
ultimi tempi (ultimi anche no, almeno 20 anni…) non ve ne siano e i grandi
dell’informatica siano in parte passati in assordante silenzio o siano vivi e
ignoti ai più…
Il fatto è che mancano le professionalità di un tempo! Le università di oggi
formano *incompetenti*; il mondo del lavoro gioca a delegare il più possibile
ricorsivamente; nessuno ha il coraggio delle proprie azioni; quasi nessuno è
disposto a dire la propria se o non segue la corrente e non gli da al 100%
contro…
Del resto gli OS odierni rendono scomodo e fastidioso sviluppare: avete provato
Andoroid? iOS? Alura Andoroid vuole sul Gb di roba solo per un banale hello
world: Un emulatore, n varianti di OS per vari hw e rom diffusi, eclipse ecc.
iOS vuole un Mac ed xCode… Se vado sul desktop, persino quello GNU/Linux, se
voglio una GUI, giochi tipo zenity, yad a parte, bé le GTk3 hanno solo il
manuale delle API e solo per il C, le Qt hanno qualche buon testo introduttivo
ma pochi howto decenti gratis, le Wx sembrano morte e via dicendo… Oggi se
vuoi fare anche solo una progressbar devi avere un minimo di nozioni di
programmazione concorrente (sennò come aggiorni la pb mentre lavori?), cercate
pure non c’è un howto decente a tema, prendendo il Python ti dicono cos’è il
GIL, ti dicono come subclassare Thread, introducono multiprocessing e bon. Come
usare code, pool, lock, mutex sino alle futures *ZERO* o l’hai studiato di tuo
dal Tanembaum/Deitel/* in avanti o sei al buio.
Alla fine degli anni ‘80 sino ai primi anni ‘90 se volevi giocare un po’ in
casa ksh, awk, sed, * ti andavano molto bene, se andavi un po’ oltre il C
tutto sommato andava bene. Oggi non c’è un toolkit omnicomprensivo, leggero,
documentato per sviluppare. Oggi sarebbe tempo di uno UNIX 2.0, peccato che
manchino le teste e la volontà di farlo… Questo è l’aspetto che più non mi
piace dell’IT odierno… Almeno Ubuntu tra bazaar e launchpad ti invita un po’
a giocare in casa, ti aiuta a creare da “piccoli” il piacere e l’idea di far
qualcosa col computer che non sia videogiocare…
taccoboss
27 ott 2011 - 08:53 - #11Bellissime le nuove icone, finalmente si va’ verso ad un prodotto completo. Unity dovra’ si’ ancora crescere, ma trovo l’ambiente grafico gia’ abbastanza gratificante e produttivo. Andra’ ancora molto migliorato. Vedo Unity ancora come un nascituro di 7 mesi, quasi pronto ad uscire dal pancione della mamma ma ancora in attesa di essere completato. Nella prossima LTS non si dovrebbero vedere dei grossi cambiamenti, ma da Ubuntu 12.10 immagino Canonical voglia rendere estremamente cool l’aspetto della nuova interfaccia. Stanno infatti assumendo ingegneri che si occupino di transizioni 3D ed immagino lavoreranno proprio su Unity. Grande Canonical, io penso che Ubuntu 12.04 rappresentera’ un vero e proprio trampolino di lancio.
itagliano correggiuto
27 ott 2011 - 13:42 - #12L’itagliano…
0xdeadbeef
29 ott 2011 - 18:51 - #13@Kim
Beh, c’è un motivo per cui i neolaureati di oggi sono incompetenti. Il sistema di insegnamento era ottimo finché le aziende potevano investire in ricerca ed innovazione. Questo era normale persino nella già disastrata Italia.
Ma quando sono subentrati competitor di paesi schiavisti come la Cina - si noti, non senza l’aiuto degli occidentali che li hanno sfruttati per decenni - si è cominciato a fare la corsa al ribasso dei prezzi dei prodotti. Quindi i mercati si sono strozzati da soli, i margini di guadagno si sono ridotti e le aziende non hanno più avuto fondi da investire. Il risultato è che oggi non si innova più e la preparazione professionale è divenuta inadeguata ad un mercato di futilità.
Insomma direi che gli ultimi laureati sono inadeguati perché chi insegna non sa più che pesci prendere in questo mare di mediocrità.