
Mint Spirit, è questo il nome del nuovissimo font creato dal team di Linux Mint che è stato recentemente annunciato da team di designer di Linux Mint. Ecco quindi che dopo Ubuntu, un’altra distribuzione GNU/Linux punta a creare una propria identità, facendo uso di un font proprio e non solo dei soliti colori.
Il font, a detto dello sviluppatore principale, è ispirato ai più famosi Futura, Gillius, NeoGothis e Ubuntu Fonts. Attualmente arrivato solamente alla versione alpha, il font punta ad essere un mix tra bello, fresco e moderno; elementi sicuramente di peso quando parliamo di un font.
Sul forum internazionale di Linux Mint è apparsa una versione da scaricare e da provare, che ha quindi consegnato a migliaia di blogger materiale di prova davvero interessante. Nonostante il progetto sia stato pubblicato già da poco si parla già di versione beta, che porterà con sé interessanti novità.
Via | Linux Mint Forum
Andrea R
25 ott 2011 - 10:29 - #1Carino, ma il font migliore per i computer è Droid, perchè è compatto e rende le parole più corte graficamente e dunque più veloci da leggere per l’occhio.
Inoltre sfrutta anche meglio lo schermo. Ad esempio il tab di questa pagina in firefox legge:
“Ecco Mint Spirit, il nuovo …” con Sans Serif, e
“Ecco Mint Spirit, il nuovo fo…” con Droid. Due caratteri in più, nello stesso spazio, con la stessa dimensione di font. Il desktop ci guadagna un casino.
Andrea R
25 ott 2011 - 10:31 - #2Tra parentesi il giustificato è pessimo per l’usabilità.
hascy
25 ott 2011 - 10:57 - #3Diciamo che è molto soggettiva come cosa, per me come il Dejavu Sans non c’è nulla.
Si adatta su tutti i Desktop Environment e in tutte le formattazioni delle pagine web.
Se diminuisci o aumenti la grandezza del carattere non sgrana ma resta compatto.
Andrea R
25 ott 2011 - 11:26 - #4infatti droid è molto simile a dejavu, forse addirittura è nato da quello
hermes14
25 ott 2011 - 12:16 - #5Droid mi sembra più un misto tra liberation sans e ubuntu. Ottimo e leggibilissimo.
Mint Spirit non mi piace per niente, sarà che non sono abituato a quelle forme così arrotondate, ma lo leggo molto peggio di un qualsiasi sans più o meno ’standard’, tipo dejavu, ubuntu e droid.
E, tra parentesi, che il giustificato sia pessimo per l’usabilità è una gran cavolata, dipende tutto da come è impostata la pagina. Se l’impianto tipografico è buono (cioè la spaziatura tra i caratteri e le parole è coerente in tutto il testo), secondo me è molto più leggibile. Io per esempio trovo più confortevole far fare agli occhi sempre lo stesso “tragitto”, piuttosto che dovermi adattare ogni volta ad una lunghezza diversa della riga.
Andrea R
25 ott 2011 - 14:19 - #6il giustificato fatto bene va a capo, sillabando le parole. HTML non lo fa, latex sì
Litedani
25 ott 2011 - 14:46 - #7Beh per me non c’è speranza : ubuntu fonts batte tutti..!
mdales68
25 ott 2011 - 16:58 - #8…. quanto tempo perso …. tutti ad inventare ogni volta la ruota ….
Kim Allamandola
25 ott 2011 - 17:18 - #9È la malattia dell’IT, pochi innovano, gli altri cercano visibilità, mercato,
approvazione, va-a-sapere, reinventando la ruota con qualche piccola differenza
o magari raccogliendo il bacino di utenti scontenti del cambiamento, sia esso
in meglio od in peggio, che cercano col prosciutto sugli occhi di tenersi
qualcosa del passato…
Pippo... e basta
26 ott 2011 - 04:17 - #10> È la malattia dell’IT, pochi innovano, gli altri cercano visibilità, mercato,
> approvazione, va-a-sapere, reinventando la ruota con qualche piccola differenza
la malattia di unity insomma. pensare che facevo le stesse cose già 5 anni fa con cairo-dock…
pikiweb
26 ott 2011 - 10:56 - #11nel post sul forum linkato è specificato a chiare lettere che non è affatto un nuovo font di Mint ma un progetto personale di un utente Mint…poi si vedrà cosa ne vuol fare Mint
Kim Allamandola
26 ott 2011 - 12:07 - #12@Pippo… e basta
interessante… Scusa con cairo dock hai la dash, le quicklist, tutte le
funzioni di compiz (scale, expo, zoom, …)? È la stessa cairo-dock che
trovo su Google?
Unity non è mica solo la barra dei launcher eh.
Pippo... e basta
26 ott 2011 - 14:37 - #13la dash non mi serviva perché usavo il menu di novell (non bastava fare il porting di quello? oppure un plugin della dock?)
le quicklist puoi emularle tranquillamente con le subdock
e le funzioni di compiz le ottieni… usando compiz! nulla ti vieta usarlo nella modalità fallback
insomma si poteva ottenere gli stessi risultati con poco lavoro ma anche con molta meno fuffa
Pippo... e basta
26 ott 2011 - 14:38 - #14per la serie reinventiamo la ruota
Kim Allamandola
26 ott 2011 - 23:12 - #15@Pippo… e basta
Scusa ma non ti seguo: il fatto che, a mano, con vari compromessi e problemi
puoi: castrare Gnome2, configurare cairo-dock (e le subdock sono *ben diverse*
dalle quicklist!) configurare compiz ecc per avere qualcosa di simile ad Unity,
dash a parte, può anche andar bene.
Ai tempi di e16 usavo questo con starenli, assomigliavo più o meno alla Unity
di oggi, m’ero rifatto il menù a cerchi in basso a sx in maniera più usabile;
poi sono passato ed e17, giocando con non-mi-ricordo-come-si-chiama dock e con
una patch per avere compiz su e17 avevo una soluzione personale tipo Unity di
oggi. C’avrò messo giorni per far ciò, mi ci son divertito, per carità, ma non
avevo la comodità e l’usabilità di Unity ed e17 era più in crash che altro…
Unity è un’interfaccia *acerba* che deve ancora definire alcune cose ma è molto
comoda sia per l’utente domestico che per l’utente tecnico. Il primo ha poche
cose davanti, tutte coerenti e lineari (sai quanti *non capivano la divisione
in categorie di gnome2-menù!) il secondo se ne frega, è contento che ci sia
poco spazio occupato sullo schermo e lavora.
Unity non è ancora 100% touch-friendly: il nuovo pulsantone della dash è molto
scomodo su un touch, devi far riapparire il launcher o con un swipe a 4 dita a
dx o demassimizzando la finestra; i controlli finestra sono piccoli per un uso
touch su schermi piccoli (col dito “centri” male); il global-menù per ora è
ancora lontano da *far sparire l’uso dei menù* che col touch non sono usabili,
i tooltip sono largamente usati ecc. Ma è sulla buona strada e con sistemi di
input tradizionali si lavora bene. Dov’è il problema?