
Il gioco si fa duro, finalmente. Canonical ha deciso che per Ubuntu 12.04 il termine Long Term Support significherà cinque anni. Una mossa indicativa del fatto che dal Pangolino Preciso ci si aspetta molto. L’importanza della prossima versione è enorme, a mio parere, e segnerà un salto di qualità non solo per Ubuntu. A questo punto è chiaro dove si colloca il richiamo alla predicibilità fatto da Mark Shuttleworth nel suo intervento.
Inoltre si sono accorti, meglio tardi che mai, che le LTS sono particolarmente popolari tra gli utenti che di Ubuntu fanno un uso professionale. Per la verità fare un upgrade ogni sei mesi non è una passeggiata nemmeno per gli utenti inclini alle sofferenze degli avanzamenti di versione. Da una ricerca svolta da Canonical risulta che circa il 70% delle installazioni di Ubuntu Server sono di versioni LTS: è chiaro, quindi, che Canonical intende far tesoro di questa tendenza anche per il desktop.
In concreto, il ciclo si comporrà di una fase iniziale di due anni dedicata all’introduzione di aggiornamenti hardware con lo scopo di agevolare la flessibilità. La fase successiva è di tre anni, interamente dedicata ad aggiornamenti di manutenzione. Con questa cadenza, gli utenti potranno beneficiare dell’utilizzo di una LTS a prescindere dalla frequenza di aggiornamento del loro hardware. Un cambiamento significativo che sposta il baricentro di Ubuntu verso una politica di rilascio più ragionevole. Personalmente, ritengo che se la mossa avrà successo e si verificassero le percentuali di Ubuntu Server, le release intermedie perderebbero la loro funzione.
Via | Canonical
Roberto Rossi
22 ott 2011 - 10:16 - #1Finalmente una bellissima notizia, almeno per me.
Sarebbe veramente ora di smetterla con le frivolezze e puntare a fare una concorrenza seria a Windows in ambito desktop.
Sicuramente è molto divertente parlare di interfacce grafiche e bottoni che stanno a destra piuttosto che a sinistra però, credo sarebbe il momento di andare oltre cercando di far arrivare Linux alle persone “comuni”.
Del resto gli ingredienti ci sono, basta cucinarli come si deve.
Spero proprio che, prima o poi, Ubuntu riesca a dimostrare che Linux non è un fallimento :
http://www.redchar.net/?x=entry:entry100411-101543
lollox85
22 ott 2011 - 11:00 - #2Sarebbe anche auspicabile secondo me che le versioni intermedie passassero dal rilascio semestrale a quello annuale
E’ chiaro infatti che se si vuole lavorare come si deve a cambiamenti su interfaccie e simili, avere a che fare con scadenze e tempi ristrettissimi consegna agli utenti sempre sistemi “mezzi finiti” (Unity è l’esempio più lampante)
Tutti più felici quindi, utenti (che non dovranno reinstallare tutto ogni 6 mesi se vogliono l’ultima versione di un programma…) e sviluppatori che lavorerebbero meglio e con una visione più unitaria dei propri obiettivi… chissà se questa ipotesi non possa divenire realtà
ekerazha
22 ott 2011 - 11:31 - #3Con il supporto esteso a 5 anni inizia ad essere una valida alternativa a RHEL ed ai suoi cloni.
brunoliegibastonliegi
22 ott 2011 - 11:33 - #4Ubuntu, è un figlio che matura … sta crescendo, mette la testa a posto… rilasci ogni 6 mesi … rilasci dopo un anno…supporto per 5 anni.
Quando sarà definitivamente saggia, rilascerà la versione stabile, quando è pronta.
rsiff
22 ott 2011 - 14:08 - #5Comunque l’ultima versione a me ha deluso, resto con la 10.10
floriano0
23 ott 2011 - 04:33 - #6spero sia LTS di nome e di fatto, a volte trovo programmi che sono compatibili solo con le ultime due versioni (per esempio razor-qt http://qt-apps.org/content/show.php/?content=142545 è impacchettato solo per la 11.04 e la 10.10) e non con l’ultima LTS
Augi
23 ott 2011 - 10:40 - #7“If you’re using the most recent version of Ubuntu (or any version from Ubuntu 9.10 onwards), you can add a PPA to your system with a single line in your terminal.” http://razor-qt.org/install/ubuntu.php
Domanda stupida, ma anche se il pacchetto è colpilato su natty e maverick, visto quanto scritto sopra non dovrebbe installarsi sulla 10.04 ?
Kim Allamandola
23 ott 2011 - 21:34 - #8Trovo le LTS *un errore madornale*
Avere update se non semestrali per lo meno annuali (modello SUN-Osol) porta
l’utente finale a *desiderare* l’aggiornamento attirato dagli hype sulle nuove
sugose caratteristiche del suo OS. Avere update dopo anni porta a rifiutare
l’update “che magari mi cambia qualcosa, tanto ci sono abituato ecc”.
Avere utente annuali/semestrali porta alla necessità di infrastrutture, dal
proprio desktop personale all’intera azienda, *pulite* e ben pensate, mentre
le LTS portano a *fregarsene* tando tra 5 anni ne parliamo e magari manco ci
sarò più io a fare il lavoro…
Chi spinge sulle LTS purtroppo sono i professionisti dell’IT, che si tirano un
po’ dietro i loro utenti, perché update frequenti vuol dire impegno, vuol dire
saper fare il proprio lavoro e *farlo*, vuol dire responsabilità frequente ecc.
dal lato delle aziende informatiche vuol dire vendere consulenza, vendere le
solite distro preconfezionate con una qualche GUI “per semplificare la vita”
ecc. a perderci tutti gli altri: l’utente che si trova con OS vecchi, scomodi,
problematici perché sporcati nel tempo e privi di comode novità, la paura di
cambiare (XP docet) ecc. Il professionista IT stesso perde perché cazzeggia
oggi ma si spara domani e sarà sempre quello su cui tutti si riverseranno ad
ogni problema (con un’infrastruttura pulita, esperienza personale, le cose
cambiano, e cambia pure il potere contrattuale del professionista e la sua
considerazione).
Adiamo avanti come i gamberi, tanto più si farà tanto più duro sarà il botto
alla fine.
floriano0
24 ott 2011 - 03:02 - #9@8
si dice: “finchè va quel tanto che basta lascia stare che se no si guasta”
ps. ubuntu con unity non ha fatto confermare tutto ciò..
pps. anche microsoft con xp lo ha confermato solo che poi è stata costretta per motivi esclusivamente di marketing a mettere delle “zozzerie” nei nuovi sistemi operativi per cercare di ampliare il proprio bacino d’utenza (anche se con vista ha rischiato parecchio)
Kim Allamandola
24 ott 2011 - 11:13 - #10@floriano0 #9
Perché Unity conferma il detto “non toccare se funziona”? Dalle prime Unity ad
ora non ho visto che miglioramenti; alcune scelte non le condivido ma nel suo
complesso Unity è sempre andata avanti…
Quella di Microsoft non l’ho capita :-) io intendevo dire che si sono fermati
ad XP per eoni ed il risultato è che la gente *non vuol cambiare*, ha paura di
farlo, ecc…
Poi se ti riferisci al numero di *fastidiosi* bug di questa ultima Ubuntu, bé
siam daccordo: han fatto di corsa per Gnome3 e lo pagano, lo fanno pagare ai
loro utenti… Cmq sia pur tutt’altro che contento ho quasi finito il roll-out
di Oneiric su quasi tutte le macchine circumnavigando ogni bug… C’ho sempre
messo molto meno che saltare da una LTS all’altra e ancora una volta sono
costretto ad avere tutto in ordine per poter supportare update così frequenti!
Florianoo
24 ott 2011 - 15:35 - #11In realtà era “ubuntu con unity non ha fatto che confermare tutto ciò”
è proprio la frenesia di cambiare che porta a tutto ciò, meglio avere un sistema stabile che star dietro a tutte le novità..
ps xp l’ho iniziato a usare nel 2005 solo perché funzionavano meglio le penne usb :)