Richard Stallman non ha esitato a intervenire sul decesso di Steve Jobs utilizzando parole tanto dure nella forma, quanto deboli nel significato. Stallman ha “preso in prestito” le parole che Harold Washington utilizzò per commentare la morte di Richard Daley: «non sono contento che sia morto, ma sono contento che se ne sia andato».
Daley era un politico statunitense: non è mai stato condannato, tuttavia guidava un establishment di amministratori corrotti dal crimine organizzato. È doveroso sottolinearlo per comprendere il parallelo effettuato da Stallman tra Daley e Jobs. È difficile dissentire, se si considera Jobs il simbolo di Apple negli ultimi vent’anni.
Eppure, per quanto in sintonia con larga parte della comunità, le dichiarazioni di Stallman non portano guadagni alla causa del free software. Al contrario, rischiano di danneggiare le legittime campagne di boicottaggio nei confronti dei prodotti di Apple. Ha ragione chi sostiene che «il free software ha bisogno di una nuova voce»?
Fotografia | Maurizio Scorianz
0xdeadbeef
09 ott 2011 - 20:05 - #51@Masque
+10 XD
lollol
10 ott 2011 - 10:09 - #52Ha semplicemente detto quello che pensava e che molti altri non hanno detto.
Jobs non era un cavaliere senza macchia come lo descrivono in questi giorni, l’unica cosa che voleva riportare RMS era un po’ di obbiettività.
PS: il problema di questi software chiusi non è il fatto di non essere OSS/GNU è il lock-in che mette i bastoni fra le ruote dei “concorrenti” e non permette l’interoperabilità