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Steve Jobs, «un pioniere dell'open source»: da BSD e NeXT a Mac OS X

Pubblicato: 07 ott 2011 da Federico Moretti

Steve Jobs / 1955-2011

Steve Jobs, noto in particolare per essere stato il co-fondatore di Apple, è mancato a causa di un cancro al pancreas contro il quale combatteva da anni. Nelle ultime ore è stato doverosamente celebrato da tutti gli organi d’informazione: un aspetto sottovalutato dagli omaggi ricevuti è l’essere stato «un pioniere dell’open source».

Nel 1985, quando fu licenziato da Apple, Jobs fondò NeXT: fallita nella produzione di elaboratori elettronici, l’azienda ha concepito la tecnologia OpenStep. Ancora alla base dello sviluppo di Apple Store, iCloud e iTunes Store con WebObjects. NeXTSTEP e OPENSTEP confluirono in Darwin, il kernel di OS X (derivato da quello di BSD).

Tim Berners-Lee, creando il world wide web nel 1991, utilizzò al CERN proprio uno dei NeXT di Jobs. L’indirizzo di Apple è andato in un’altra direzione, però il contributo dei componenti open source realizzati da Jobs e dai collaboratori è stato determinante e prosegue da trent’anni. È un altro motivo per ricordarlo. Grazie, Steve.

Via | ZDNet

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48 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    07 ott 2011 - 09:21 - #1
    1 punto
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    credo che dal punto di vista del codice in un bilancio dato/avuto, sia molto piu quello che Apple ha integrato di già pronto e funzionante per poi evolverlo, un evoluzione di cui Apple è stata la maggior parte delle volte solo una importante contribuente, ma non l’unico
    pensiamo a webkit
    o pensiamo a Cups che da anni funzionava in mabiente *nix, molto prima dell’avvento di Apple
    .
    Quello di cui la comunità opensource/*nix deve dar credito a Jobs è di aver rotto il monopolio di Microsoft
    Ora si è creato un mercato misto dove è fondamentale l’interoperabilità

    e questo permetterà al mondo degli *nix liberi di crearsi un mercato
    senza dover essere succubi dei protocolli chiusi di MS
    La lotta di Apple per HTML5 e un web privo di plugin
    a cui da anni anche piu acccesi sostenitori di Linux avevano rinunciato (tanto da diventare per assurdo sostenitori i Flash….) come qualcosa di irrealizzabile (penso al sito della Rai che con moonlight funziona una volta ogni 6 mesi…..)

  • RanaDiPiombo

    07 ott 2011 - 09:25 - #2
    2 punti
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    Vabbè, dai, ascolta: questa è un po’ una forzatura dovuta all’ondata di ingiustificato buonismo che ci ha imbevuto il cervello in questi giorni.
    Quando ci riprenderemo ammetteremo che Jobs era un ottimo imprenditore, lungimirante, puntiglioso e, per carità, un gran comunicatore e un grande guru del marketing, ma non è il caso di beatificarlo indebitamente per meriti che non ha nei confronti dell’Open Source.

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 09:26 - #3
    -1 punto
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    Penso che, per quanto possa essere “fastidioso”, uno dei più grandi meriti di Steve Jobs sia stato quello di rendere l’open source un prodotto commerciale: sicuramente Apple ha avuto più vantaggi di quanto abbia contribuito a livello di codice, anche se il discorso vale soprattutto per gli ultimi anni… non a caso ho preferito specificare il diverso indirizzo della società e citare NeXT: magari sono un po’ retrò, proprio per l’assenza delle patch proprietarie di Apple, ma sia GNUstep sia PureDarwin esistono tuttora!

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 09:30 - #4
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    #2 Io, invece, sono d’accordo con Paula Rooney di ZDNet. Non sono un fan di Steve Jobs, ma dal punto di vista economico e commerciale ha dato più all’open source di quanto abbiano fatto altri. Un derivato di BSD è il sistema operativo più “cool” del momento: piaccia o meno è così. Come imprenditore ha fatto fallire due aziende, perciò non è stato propriamente un genio dell’economia: il successo recente di Apple è tutta questione di marketing. Ma è un discorso a parte. NeXT ha consentito la creazione del world wide web, eppure la società è fallita di lì a poco e gli elaboratori sono rimasti invenduti. Apple se l’è mangiata, ne ha fatto un prodotto proprietario e ha avuto successo. Non ho parlato di Jobs come di un benefattore, ma di un pioniere dell’open source: è fondamentalmente diverso.

  • Hedd

    07 ott 2011 - 09:44 - #5
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    Mi dispiace per lui che è morto così presto, però arrivare a definirlo “pioniere dell’open source” è palesemente un’assurdità. Ha diffuso un sistema operativo in parte basato su BSD? Questo non basta a definirlo pioniere (oltretutto i progetti tipo OpenDarwin sono morti da un bel po’)

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 09:53 - #6
    0 punti
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    Pioniere non significa né benefattore, né progenitore: significa che è stato uno dei primi a dargli importanza. Ed è innegabile. D’accordo, OpenDarwin è stato ritirato da tempo: lo stesso GNUstep, derivato da NeXTSTEP e OpenStep (non OPENSTEP, proprietario di Apple) è ancorato a uno stato dell’arte obsoleto. Non che altri progetti, palesemente free software, siano da meno: Hurd?

    Pensate ad Arduino, a mio avviso il progetto più interessante del panorama open source: ammettiamo che tra dieci anni sia reso closed e fornito con una propria soluzione di software proprietario. Direste che non sia stato un pioniere dell’open hardware? Sarebbe ingeneroso. NeXT ha avuto questa evoluzione, su cui certamente si può obiettare. Ma non si può dire che Steve Jobs non sia stato un pioniere dell’open source. Pioniere, non padre fondatore o evangelista.

    Poi, per quanto mi riguarda a titolo personale preferisco i pionieri che cambiano idea agli evangelisti che bloccano l’evoluzione… ma è un altro discorso. Ritengo Apple un pericolo maggiore di Microsoft per la libertà del software (e dell’hardware)… ma è un altro discorso ancora. Qui si parla degli anni ‘80/’90 e del contributo di Jobs a un ecosistema che tuttora si avvale di ciò che è scaturito da quelle tecnologie. Non è “buonismo”, è correttezza. Non sappiamo se il web esisterebbe senza NeXT: è probabile, ma non abbiamo riscontri.

  • D.i.o.

    07 ott 2011 - 09:53 - #7
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    qualcosa non deve essere andato per il verso giusto…. mi ricordo quanto sbavavo sulla postazione NeXT che c’era all’università…. avrei dato un dito per poterci lavorare sopra almeno una mezza giornata ma era a disposizione dei soli creativi (che creativi volete che ci siano in una università di fisica e matematica??? bohhh).
    Purtroppo costava circa 4 volte un computer wintel di pari prestazioni, però il fascino di una stazione unix personale era a quel tempo incalcolabile.

  • brunoliegibastonliegi

    07 ott 2011 - 09:55 - #8
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    Mio cugino una volta ha caduto il suo aifHone che poi a pregato steve che quello si è riacceso subito.
    Steve Jobs SANTO SUBITO!

  • Franco Vite

    07 ott 2011 - 10:08 - #9
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    Io penso che questo articolo sia delirante, senza offesa ovviamente.
    Come dice giustamente @ice, “credo che dal punto di vista del codice in un bilancio dato/avuto, sia molto piu quello che Apple ha integrato di già pronto e funzionante per poi evolverlo, un evoluzione di cui Apple è stata la maggior parte delle volte solo una importante contribuente, ma non l’unico”.
    E ricordiamo che giusto una annetto fa la Apple ha annunciato che abbandonerà tutti i software rilasciati sotto licenza GPL, guarda un po’.
    Jobs è stato un genio del marketing (l’elenco sarebbe troppo lungo per farlo qui, ma si potrebbe partire proprio da fine anni ‘70 con il primo Apple fatto da Wozniak, il vero genio del gruppo; non a caso poi cacciato e mai più rientrato), non dell’innovazione tecnologica (tolto l’iPod, sempre che sia stata un’idea sua). E i risultati si vedono oggi: è acclamato all’unanimità non per i meriti tecnologici, ma per aver “cambiato il mondo”: si, per aver convinto tanta gente che è più figo avere un oggetto costosissimo ma luccicante invece che l’equivalente a minor prezzo (e che spesso funziona meglio ed è più solido).
    Dai, va bene leggere le sciempiaggini ovunque, ma non qui, per favore…

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 10:15 - #10
    0 punti
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    Cito testualmente (e chiudo, perché penso d’avere già espresso ampiamente la mia idea… poi ognuno è libero di pensarla come ritiene giusto):

    pioniere

    n m / f pioniere, pioniera

    1. precursore, antesignano, chi per primo promuove iniziative, idee e sim.
    2. chi esplora terre disabitate e vi si insedia per primo

    http://it.thefreedictionary.com/pioniere

    Ad esempio:

    NeXT - 1985
    Linux - 1991

    ;)

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 10:27 - #11
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    @Francesco Vite

    Sono d’accordo con te riguardo ad Apple, ma il “succo” è un altro: ho scelto, consapevole di scatenare il putiferio, di riprendere la tesi di Paula Rooney perché l’ho giudicata corretta e imparziale. Tim Berners-Lee è appena intervenuto a sostegno della stessa teoria (e sicuramente è più attendibile sia di me sia della Rooney).

    Ci sarà spazio per criticare Apple nei confronti del free software e dell’open source. Questa retrospettiva, però, dà a Steve Jobs ciò che è di Steve Jobs. Siamo nel 1985, Linux uscirà sei anni più tardi e soltanto a livello di kernel. Nel 2011, NeXTSTEP e OPENSTEP esistono ancora: alcuni derivati con licenze proprietarie, imputabili ad Apple e se vogliamo deprecabili. Altri in mano alla Free Software Foundation sotto GPLv3. Per tutti, a prescindere, esiste il web. E Berners-Lee ringrazia Jobs.

    Non equivale a inaugurarne l’idolatria. Personalmente, trovo ridicolo fare altrettanto persino di Richard Stallman o Linus Torvalds, anche se avrebbe una maggiore giustificazione!

  • Profilo di mashiro

    mashiro

    07 ott 2011 - 10:36 - #12
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    Ha scardinato dalla testa dell’utente medio la convinzione radicata in anni di monopolio di “esiste solo windows”.

    Anche solo per questo ha dato un grosso aiuto a Linux.

  • Profilo di jb27

    jb27

    07 ott 2011 - 10:50 - #13
    0 punti
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    Si son dimenticati di citare Maxwell e Faggin (ma anche Pitagora e tanta altra gente) fra quelli che hanno aiutato ad inventare il world wide web…
    Ah e poi dovevano mettere un po’ più di barba a stefano e scriverci vicino “Richard Stallman”…

    PS: c’è qualcuno che vorrebbe dare il nobel al caro steve (vedi http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_07/severgnini-steve-jobs_f461a338-f0a5-11e0-a040-589a4a257983.shtml). Ottimo.

  • Profilo di kelemvor

    kelemvor

    07 ott 2011 - 10:58 - #14
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    Avrà indubbiamente i suoi meriti.
    Non critico lui come persona ma il “fanatismo” che forse incosciamente a portato il Apple.

    Comunque eviterei di farlo Santo e dargli un Nobel..
    Non è mica il Mahatma Gandhi..

  • Profilo di neuromancerita

    neuromancerita

    07 ott 2011 - 11:27 - #15
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    Bella discussione, credo però come sottolineato da @ice che sia stato l’open source e il free software ad aiutare Steve e la mela, più che il contrario.
    Molto spesso hanno preso dando poco indietro, anzi nella maggioranza dei casi hanno blindato tutto in maniera più chiusa di microsoft, sia in termini di licenze che di interoperabilità.

  • 07 ott 2011 - 12:48 - #16
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    Sono d’accordo con Federico, ricordiamoci che ha fondato anche Pixar che però non è fallita, anche in questo caso è stato un pioniere (chi esplora terre disabitate e vi si insedia per primo) ;)

  • xanScale

    07 ott 2011 - 12:50 - #17
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    vorrei solo ricordate la storia di webkit

    la apple prende khtml e senza dire a nessuno lo evolve e ci fa il motore si safari, il tutto in silenzio e senza rispettare la GPL
    un giorno uno sviluppatore di khtml si accorge che un bug di khtmi era presente anche in safari. a quel punto si mette ad indagare e scopre la magagna….

    steve jobs è stato sicuramente un genio.. ma da questo a dire che ne dobbiamo esserne tutti riconoscenti ce ne passa….

    per dire anche hitler è stato un genio… del male ma pur sempre un genio….

    le uniche persone che devono ringraziare jobs sono quelle che hanno azioni apple

  • qqwer

    07 ott 2011 - 12:58 - #18
    0 punti
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    ahi ahi ahi ecco li’ la “reductio ad hitlerorum”.

  • xanScale

    07 ott 2011 - 13:17 - #19
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    ahahahha

  • Lord of Chaos

    07 ott 2011 - 13:48 - #20
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    Dopo di questa le ho viste davvero tutte. Se c’è una coppia di sostantivi che fa a pugni con Steve Jobs, è proprio “open source”. E’ del tutto indifferente che all’inizio della sua carriera abbia partecipato ad alcuni progetti aperti: la sua storia successiva (e in particolare i comportamenti della sua società) hanno chiaramente dimostrato che a Jobs, delle idee alla base dell’open source, non fregava davvero nulla.
    Ma quando qualcuno muore, si sa, all’improvviso diventa un santo.

  • Profilo di romfladef

    romfladef

    07 ott 2011 - 14:19 - #21
    0 punti
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    #20 Io la penso in modo diverso. Ad esempio, Richard Stallman ha (al solito) interpretato la cosa a suo uso e consumo: la virtù sta nel mezzo, per quanto non sia un sostenitore dell’aurea mediocritas. Jobs non è stato né una “divinità”, né un “demonio” per l’open source. E, se fosse per Stallman, oggi avremmo ancora monitor monocromatici e perderemmo diottrie scrivendo elaborate funzioni per il terminale. C’è chi ci si diverte, secondo me equivale all’autolesionismo. Eppure nel suo intervento, pubblicato ovviamente via e-mail che fa molto anni ‘80, non ha scritto delle eresie. Solo che il mondo s’è evoluto. Stallman è come i guerrieri masai nell’era dell’accesso: individui degni d’ammirazione per etica e morale, ma completamente fuori dal tempo. Non sono proprio la persona più adatta a fare di Steve Jobs un Santo, perché maledico il giorno in cui ho comprato l’unico dispositivo di Apple: un iPod Shuffle di seconda generazione (costava poco e valeva meno). E riguardo alla sua biografia… beh, le sue abitudini sono agli antipodi delle mie.

    WebKit è, per come la penso, l’esempio lampante di come lo Stallman-pensiero sia improduttivo: KHTML non se lo filava nessuno, Apple ne ha fatto “il” motore per i browser. C’è qualcosa che non va… e non sono affatto convinto, come sostiene Stallman, che sia stata colpa di Steve Jobs. L’invidia per chi ce la fa è una cosa pessima ed RMS ne coltiva fin troppa, vivendo peraltro di donazioni. Per quanto mi riguarda, meglio chi (lecitamente, perché è previsto) ha fatto dell’open source un business. Guardate le reazioni ad iPhone 4S: probabilmente il primo smartphone di Apple a essere competitivo, i fanboi l’hanno bocciato perché non si chiama iPhone 5. Al nostro ambiente succede la stessa cisa: KHTML era una buona idea e finché non è diventato WebKit non l’ha considerato nessuno al di fuori degli sviluppatori.

    La sfida è fare meglio di Steve Jobs, mantenendo un equilibrio tra eticità delle licenze e modello di business: non è proprio una cosa da poco, né Google, né Oracle ci sono ancora riusciti, almeno nel settore consumer. Ma non si può imputare a Steve Jobs il fallimento dell’open source sul desktop nel mainstream. E se Ubuntu ha questo successo (e io sono un utente Gentoo) è proprio perché non “schifa” l’atteggiamento di Jobs.

  • Cistòn

    07 ott 2011 - 14:20 - #22
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    Per me rappresentava l’elitarismo.
    Mi pare che ci si stia dimenticando un po’ di cose in questi giorni per raschiare il barile dei lati positivi attorno a questa figura.

  • Darkat

    07 ott 2011 - 14:38 - #23
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    ma davvero? addirittura un pioniere dell’opensource? ma stiamo scherzando?? e tutte le lotte che ha fatto contro l’open? dove sono finite? le lotte contro i codec liberi? quelli ce li siamo scordati? le lotte per il drm? il fatto che tutti i progetti open usti da apple poi vengano modificati in progetti semi-aperti di cui solo apple può benificiare? prendiamo webkit ad esempio, o il kernel darwin, e la lista potrebbe continuare all’infinito…ma davvero stiamo scherzando? domani così diremo di Jobs? che ha inventato Dio?

  • flux2

    07 ott 2011 - 14:41 - #24
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    @RanaDiPiombo concordo con te ma oggi, quelli come noi che parlano in questi tempi, sono dei peccatori eheheh… OPENSOURCE… ragazzi, giuro che di caz…te ne ho sentite a bizzeffe tra ieri ed oggi, addirittura che steve jobs ha inventato i palmari e i tablet (avrei accettato anche il verbo reinventato, ma inventato addirittura!) … steve jobs è stato l’anti opensource al pari di gates con windows… non esageriamo in beatificazioni e santificazioni… era un grande uomo di marketing, sapeva vendere, sapeva creare hype, sapeva cio che le persone desideravano prima di loro ecc ecc… ma non chiamatelo genio per favore, e neanche pioniere dell’opensource… i geni sono altri (einstein, newton, tesla ecc ecc) e i pionieri dell’opensource sono ugualmente altri!

  • ?

    07 ott 2011 - 15:01 - #25
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    Che poi siamo proprio sicuri che NeXTSTEP fosse open?
    Io non riesco a trovare riscontri da nessuna parte… anzi la pagina di wikipedia riporta:
    “Modello del sorgente Proprietario”
    “Licenza Proprietario”
    e GNUStep è l’implementazione libera di NeXTSTEP/Cocoa, non una sua evoluzione(sempre da wikipedia: Invece di riscrivere HippoDraw da zero riusando soltanto l’architettura dell’applicazione, decisero di riscrivere lo strato di oggetti NeXTSTEP su cui l’applicazione dipendeva).
    Inoltre anche nell’articolo linkato mi pare si parli di Darwin e dell’anno 2000 (alla faccia del pioniere!) e non del 1985. (In 2000, Rhapsody was forked into Darwin and released as open-source software under the Apple Public Source License (APSL), and components from Darwin are present in Mac OS X today)

    E infine il discorso che il WWW sia nato su macchine NeXT con l’opensource non centra NULLA! E come dire che siccome Nelson Mandela è nato in Sudafrica il Sudafrica è stato la culla dei diritti civili e dei neri.
    Onore a Jobs per molte cose, ma sicuramente lui e la sua Apple sono “nemici” del movimento del free software.

  • cavolfiore2

    07 ott 2011 - 17:03 - #26
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    @romflafdef

    fammi capire, se per ipotesi non lontana dalla verità, chi ha la possibilità di rubare, ruba, e il profeta urla e avverte che quelli rubano, il profeta è fuori dal tempo?

  • 0xdeadbeef

    07 ott 2011 - 17:45 - #27
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    Che mondo strano che è il nostro. Ogniqualvolta muore un vip gli si attribuiscono proprietà divine e meriti inesistenti con tanto di piagnistei che accompagnano il corteo funebre. Se poi ci aggiungiamo l’italico vizio di condire il tutto con le solite agiografie auliche da strapazzo, come stiamo vedendo nelle ultime ore, facciamo tombola.

    Ormai si è detto di tutto: Jobs il genio, inventore del PC, innovatore, visionario, paladino dell’opensource e chi più ne ha più ne metta. Sciocchezze a non finire.

    Ma come si fa a chiamare genio uno che ha quasi fatto fallire Apple, NeXT e Pixar e si è quasi ridotto sul lastrico prima che tale John Lasseter, animator a cui piacevano i giocattoli (e che ebbe la fortuna di non averlo tra i piedi), gli salvasse il di dietro e gli permettesse di ritornare a fare il piazzista?

    Il vero motivo per cui si dovrebbe ricordare Jobs è un altro. Lui è stato un esempio di come una persona, senza stancarsi di sbattere la testa a destra e sinistra, con costanza e senza fissazioni alla fine riesce a trovare la propria strada.

    Questo è il motivo per cui il discorso di Stanford dovrebbe essere riportato dovunque. Un’autentica lezione di vita. Ma certo non di tecnologia né di business né di innovazione.

  • 0xdeadbeef

    07 ott 2011 - 17:51 - #28
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    Lettura consigliata, da cui sottrarre la solita aulicità: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/06/news/anni_bui-22772608/

  • eredert

    07 ott 2011 - 17:59 - #29
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    “Pioniere dell’open-source”

    Ma qui stiamo delirando……………

  • Masque

    07 ott 2011 - 18:36 - #30
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    Forse non tutti sanno che…
    Steve Jobs, era l’unico che poteva insultare Chuck Norris rimanendo incolume: dopo che gli impiantò la quarta direttiva di Robocop tramite un update dell’iPhone.
    Prima di Steve Jobs, i neutrini andavano molto più piano.
    Fu Steve Jobs ad inventare il calcolatore elettronico, quando era ancora un feto. Quando crebbe e poté capirlo, si infuriò molto nello scoprire che qualcuno gli aveva rubato l’idea. Questo spiega molte altre cose.
    Steve Jobs inventò la stampa laser ad altissima definizione, prima che Gutenberg inventasse quella a caratteri mobili. Provò a denunciarlo, ma nessun giudice capì di cosa stesse parlando.
    Steve Jobs inventò anche la libertà di stampa, ma poi cambiò idea.
    Fu Steve Jobs a spiegare il culto della personalità a Dio.
    Nella versione originale della Bibbia, vi era la dicitura (TM) ovunque appariva la parola “Mela”, ma nelle successive trascrizioni, gli amanuensi, non capendo cosa significasse quel segno, lo rimossero. Jobs si arrabbiò moltissimo.
    Steve Jobs e John Titor sono la stessa persona.

  • Masque

    07 ott 2011 - 18:38 - #31
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  • :::: VENDEXI ::::

    07 ott 2011 - 19:16 - #32
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    niente malati di cancro guariti inspiegabilmente dopo aver visto un immaginetta sacra di Jobs .interr .smile

    se c’è una persona ed una azienda proprietaria che più proprietaria e chiusa non si può questa è stata Jobs e la Apple

    Jobs ha solo USATO l’open source per creare prodotti proprietari e risparmiare sui tempi e i costi di sviluppo esattamente come ha fatto Google con Android

    solo che i soliti inguaribili amanti di Linux vogliono per forza vedere nei prodotti proprietari di Google e Apple la vittoria del loro amato

  • 0xdeadbeef

    07 ott 2011 - 20:04 - #33
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    @Masque
    Francamente non è che mi sia piaciuto tanto l’articolo, scritto da qualcuno che chiaramente è a digiuno della “filosofia”, se così si può chiamare, buddista. La stessa di cui è impregnato il discorso di Stanford.

    Il discorso di Jobs non è una storiella su come avere successo, al contrario è un consiglio ad ascoltare meglio quel nostro lato irrazionale che spesso sa già quel che vuole. Anche se non lo sappiamo ancora. Non è da confondere con il sogno ad occhi aperti, che è puramente razionale.

    Jobs che “vende” la propria storia? Beh, pensare che dietro ad ogni parola di una persona che noi riteniamo “negativa” ci siano necessariamente delle intenzioni negative, mi pare un po’ stupido. E’ uno di quei meccanismi con cui ci piace “semplificare” la realtà per “capirla” meglio. Ma la realtà non va capita, altrimenti non la si conosce mai.

    Poi i sogni sarebbero il contrario dei dogmi? Io non credo proprio. Qui l’autore o c’è o ci fa. O forse è troppo geniale per me.

    Se poi vogliamo dire che Jobs è stato di gran lunga migliore come piazzista che come innovatore, sono pienamente daccordo. Ma questo è un altro discorso.

  • Masque

    07 ott 2011 - 21:03 - #34
    0 punti
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    Le tue critiche sono giuste. Ma l’articolo dice bene quando afferma che la sua stessa immagine, fa parte del marketing dei suoi prodotti. Lui vende la sua immagine ed il suo personaggio perché creino desiderio di emulazione. Questo viene fatto abitualmente in moltissima propaganda, partendo dalla famiglia felice delle merendine, al figone che si spruzza il profumo, fino ad arrivare al leader politico. Si chiama culto della personalità, e mi pare che sia una delle cose su cui il buddhismo zen mette in guardia. Lo zen può essere visto come rifiuto della razionalità, della logica (prendi i koan, ad esempio), ma anche dell’autorità. Ed in questo entra Jobs, nei panni di persona che ha imparato molto da questa filosofia, ma che la sfrutta per fini egoistici. Magari non maliziosamente, ma nel ruolo in cui s’è ritrovato, quello è ciò che viene più probabile fare. È un guru che diventa autorità e idolo. Un cattivo maestro, da questo punto di vista. Ed allo stesso modo, il marketing della sua azienda che in maniera estremamente abile genera desideri. I suoi clienti, diventano dipendenti (nel senso completo del temine) e lavorano per l’azienda in qualità di evangelizzatori volontari. Se il buddhismo zen dovrebbe liberare il pensiero delle persone, rimuovere i dogmi, qualsiasi idea preconcetta, qualsiasi cosa a cui ci si è talmente abituati da renderla radicata ed invisibile, ciò a cui mira la sua azienda (come d’altronde tutte le aziende produttrici di beni e servizi di consumo) è di ottenere l’esatto opposto dalle persone nei confronti dei suoi prodotti.
    In questo, l’articolo de Il Cambiamento, vede giusto. Narrare storie è una cosa estremamente comune ed efficace. Da sempre, narriamo storie. Esse si basano sulla realtà, ma la nostra percezione della realtà è anch’essa influenzata dalla narrazione, in un feedback reciproco continuo. Ci aspettiamo di trovare nella realtà storie dallo svolgimento simile a quelle che conosciamo nella nostra cultura della narrazione. Lo schema più comune è quello dell’uomo che inizialmente è felice, poi subisce una terribile disavventura ma riesce a risollevarsi ed essere ancora più felice di prima. In un suo divertente articolo, lo scrittore Kurt Vonnegut, l’aveva chiamato lo schema dell’uomo che cade nel fosso. È il tipo di storia più comune e più appagante, ed il tipo di storia che si ritrova anche nel discorso di Jobs a Stanford. Voluto o meno, il risultato è che il pubblico si entusiasma della storia e si affeziona al protagonista. Forse, desidererebbe anche emularlo, imitarlo.
    Per tagliare corto, è certamente esagerato additare la Apple ed il suo fondatore come male assoluto, ma d’altro canto è anche sbagliato non giudicarla criticamente inserendola nel posto che ha: una delle aziende dal maggior successo, che più di altre riesce a sfruttare i meccanismi del mercato e della propaganda per manipolare il consumatore. È esagerato arrampicarsi sui vetri per trovare improbabili primati e meriti, come vedo fare nella stragrande maggioranza degli articoli che sono apparso negli ultimi due giorni, ma è sbagliato non riconoscere i meriti che certamente ha avuto.

  • Masque

    07 ott 2011 - 21:09 - #35
    0 punti
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    Oppure… è un ottimo maestro, ma seguito da una numerosissima schiera di pessimi allievi adoranti…

  • omg3

    07 ott 2011 - 22:24 - #36
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    P1cc0l1 c@220nc&ll1…

  • Profilo di littlegauss

    littlegauss

    07 ott 2011 - 23:04 - #37
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    Pioniere dell’open source? Vi siete bevuti il cervello!

  • 0xdeadbeef

    07 ott 2011 - 23:31 - #38
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    @Masque
    Né l’uno né l’altro. Nel senso che dubito fortemente che Jobs fosse un “maestro”, altrimenti il suo discorso sarebbe stato molto ma molto più diretto e spontaneo. E i suoi cosidetti “allievi”, o almeno la stragrande maggioranza di loro, non stanno dimostrando di essere così svegli :D

    Comunque suvvia, io di ragioni per pensar male almeno in questo caso non ne ho. Perché il discorso, sebbene certamente preparato laboriosamente anche per ragioni di immagine, riporta tuttavia la sua esperienza di vita, l’esperienza di una persona qualunque quale certamente ognuno di noi è. E’ in questo che vedo uno sfondo di genuinità.

    Sul fatto che poi ci siano persone che non afferrano o che capiscono l’esatto contrario o che stanno a guardare come è vestito o quanto è “cool”, purtroppo non ci si può fare molto.

  • Darkat

    08 ott 2011 - 02:32 - #39
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    @0xdeadbeef: il discorso sarebbe buddista? e di quale parte del mondo? no perchè il principio fondamentale del buddismo è “rinunciare ai desideri” mentre il principio del discorso di Jobs è “non rinunciare ai sogni ma impegnarsi tutta la vita per realizzarli”, cioè se vogliamo è proprio l’esatto contrario del buddismo…

  • Profilo di ice

    ice

    08 ott 2011 - 07:00 - #40
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  • 0xdeadbeef

    08 ott 2011 - 07:35 - #41
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    @darkat
    No, quello è il principio della bigotteria.

  • Masque

    08 ott 2011 - 13:08 - #42
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    La rinuncia ai desideri, come principio, appartiene più alla pratica della satyagraha (da cui deriva la nonviolenza), ma nel buddhismo può essere una conseguenza diretta. Ma esistono molte correnti di buddhismo, ed io non sono molto esperto. Lo zen, è una di queste correnti, che ha come caratteristica il rifiuto dell’autorità. È una delle correnti più “anarchiche”, e personalmente la vedo parecchio in contrasto con ciò che S.J. ha realizzato mediante la Apple. Ho scritto che potrebbe essere un ottimo maestro con dei pessimi allievi perché questa evidente contraddizione, mi pare un ottimo materiali per la costruzione di un koan… sulla cui risoluzione gli allievi falliscono miseramente, scegliendo l’imitazione del maestro e l’assoggettamento alle sue “creazioni”.

  • Profilo di warpmaster

    warpmaster

    08 ott 2011 - 13:43 - #43
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    Il solito pezzullo del Moretti. imbarazzante come sempre.

  • cavolfiore2

    08 ott 2011 - 14:08 - #44
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    Vi siete inoltrati troppo nello specifico della filosofia, questo è forviante, perché il mercato consumistico di apple punta più all’ arredamento zen che non al significato.

  • Masque

    08 ott 2011 - 14:23 - #45
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    @cavolfiore2: è vero quello che dici. È il design prima di tutto a far colpo sulle persone, ma se con esso vengono costruiti legami a certe filosofie o ideologie, chi acquista, si sente in qualche modo appartenente ad esse. Oppure si sentiva appartenente e sceglie un tale prodotti piuttosto che un altro perché gli sembra che esteticamente sia più in linea con il proprio sentire.

    Ed è anche questo uno dei punti forti della propaganda di Apple, del suo sfruttare un modello che la gente desideri imitare (incarnato dalla figura e dalla storia del suo leader), nella speranza di diventare come lui.

    Estetica ed ideologia, spesso sono compagne inseparabili. Pensa al legame fra il movimento artistico futurista ed il fascismo.

  • mister_behemoth

    08 ott 2011 - 15:50 - #46
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    pionere del’opensource ??????????

    huahuauhahuaahuhuahuaahuahuahuahu

  • beatpanic

    08 ott 2011 - 16:05 - #47
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    Pionere dell’Open Source?? Ma non scherziamo.. era solo un venditore di sogni e favole, aprite gli occhi va

  • abral

    29 ott 2011 - 10:54 - #48
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    Più che “pioniere” io direi “sfruttatore”.

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