Canonical ha rilasciato Ubuntu One for Windows 2.0, il primo rilascio considerato stabile per il client dedicato al sistema operativo di Microsoft. Il numero di versione non è indicativo, perché la 1.0 era ancora sperimentale: le prestazioni dell’aggiornamento si allineano al programma per Linux. È possibile registrarsi con Windows.
Gli sviluppatori hanno sentito il bisogno di giustificarsi per la realizzazione di un client su Windows: a quanto pare, un numero consistente di utenti ha manifestato la necessità di condividere i propri documenti su sistemi operativi diversi da Linux. Ubuntu One è disponibile anche per Android e iOS. All’appello manca giusto OS X.
Ubuntu One «ha deciso di essere multi-piattaforma» al punto da ignorare proprio le altre distribuzioni di Linux. L’installazione del client è subordinata, a eccezione di Ubuntu, alla compilazione dei sorgenti oppure all’utilizzo di pacchetti realizzati da terze parti: è una scelta legittima, essendo un’applicazione legata a Ubuntu?
Via | Canonical
c1k0
30 set 2011 - 16:24 - #1diciamo che avendo risorse limitate è chiaro che si prediliga una piattaforma “aliena”, che magari gli utenti usano in bual-boot, rispetto al supporto alle differenti distribuzioni, che sono anche “concorrenti” se vogliamo.
Avendo i sorgenti ad ogni modo le altre distro possono facilmente creare un pacchetto ed inserirlo nella distribuzione ufficiale, oppure metter su una cloud e riusare il codice canonical per creare in client verso la propria cloud.
“è una scelta legittima”? ovviamente si, al massimo potrebbe essere opinabile, ma che sia legittima è lapalissiano…
AlephZero
30 set 2011 - 17:56 - #2Volendo essere un po’ cattivelli (ma realisti), forse la creazione del pacchetto per windows ha bisogno di meno gestione da parte del team di sviluppo ?
In fondo al massimo occorre crearne 2 versioni, una a 32 bit, una a 64 bit, installer standard, librerie tutte incluse.
Si può ottenere lo stesso risultato su altre distribuzioni linux con il medesimo sforzo e utilizzando una procedura standard ?
Kim Allamandola
30 set 2011 - 20:46 - #3@AlephZero #2
Hai mai provato le pyGTk o Python/GI? Perché se lo hai fatto saprai che per
Ubuntu supportare *qualsiasi* distro GNU/Linux o qualsiasi UNIX moderno non
richiede nessun particolare sforzo se non impacchettare nel sistema preferito
dal singolo OS/Distro od alternativamente lasciar impacchettare la stessa app
agli sviluppatori degli altri OS/Distro.
Ubuntu One non ha bisogno di nessun particolare file di sistema che possa
cambiare da un’OS/Distro a un altro. Serve solo avere sul sistema target
Gnome con le pyGTk o Python/GI. Mantenere Windows invece è assai più faticoso
sia per il fatto che tale os ha un supporto cPython problematico rispetto a
tutti gli altri e cygwin è assai limitato rispetto ad un vero unix.
Semmai la scelta è semplice: gli Windows user sono mediamente molto più
ignoranti degli utenti *nix per cui o gli fai il pacchetto con tanto di
installer passo-passo o non sanno cosa fare. Sugli altri OS/Distro prima
di tutto non c’è particolare interesse per sistemi come Ubuntu one o Dropbox
o Minus o simili, secondo se qualcuno vuole un’app python-based se la
prende senza problemi.
brunoliegibastonliegi
01 ott 2011 - 12:13 - #4scùs nè, ma ubuntu fa un’app rilascia i sorgenti e dovrebbe pure pacchettizzarle per gli altri? mi sembra assurdo. Se fedora lo trova interessante avrà ben i suoi sviluppatori che la pacchettizzano.
killduke
01 ott 2011 - 12:49 - #5La questione Ubuntu One è marginale secondo me. Diciamo che la scelta, senza dover necessariamente fare polemica o alzare i toni come qualcun’altro sta facendo, può essere legittima. Fermo restando che ci sono sviluppatori che pacchettizzano anche per altre distro….
Ma la questione non è questa, è che ubuntu sta prendendo una piega sempre più windowsizzata…unity è una porcheria e per la prima volta dopo anni sento il bisogno molto forte di abbandonare questa distro per tornare a debian o a qualche altra che magari sia anche una rolling release…
Kim Allamandola
01 ott 2011 - 13:40 - #6Definire Unity una porcheria è legittimo, implica però non aver capito nulla
del perché è stata fatta. Unity è il primo DE/WM adatto all’uso combinato sia
touch che con metodi di input tradizionali, in altri termini è ciò che nessun
altro prima di Unity è mai riuscito a realizzare.
È il motivo principale per cui OSX non c’è sui tablet, Windows XP tablet edition
non ha mai avuto successo, per cui han fatto Android ed iOS…
Poi che Ubuntu prenda pieghe alcune brutte ed altre buone è un altro discorso.
Il cloud computing, termine mediatico privo di significato tecnico (trovatemi
una tecnologia “cloud” ed una “non cloud”) è a mio avviso un’idiozia utile solo
ad ingabbiare la gente, e tutto quel che ne deriva è a sua volta un’idiozia, ma
questo non è una peculiarità di Ubuntu One piuttosto che di DropBox o di altri.
digitalone
01 ott 2011 - 13:46 - #7Ho lasciato ubuntu da quando ho capito che non avrebbero mai fatto un grande affidamento su KDE. Sono passato ad Arch Linux e non rimpiango affatto questa scelta, mi trovo molto meglio e l’esperienza KDE è anni luce avanti rispetto a tutti i bug presenti su Kubuntu…
Roki Bilboa
03 ott 2011 - 13:17 - #8Concordo con chi sente l’esigenza di abbandonare ubuntu a causa della disastrosa (almeno per me) interfaccia. Ho visto la gnome 3 sulla fedora 15 e francamente è anni luce avanti anche se ancora mediocremente integrata: probabilmente nella 16 i difetti di giovinezza verranno superati. E proprio su questa distribuzione mi sposterei, ma l’unica cosa che mi blocca è proprio ubuntuone che utilizzo estensivamente: vi assicuro che a dover usare 3 PC e uno smarphone fa proprio comodo avere un hard-disk on line. Spero che canonical decida di dare la possibilità di pacchettizzare il supporto necessario al loro servizio anche per altre distribuzioni.
Kim Allamandola
03 ott 2011 - 21:56 - #9@Roki Bilboa #8
Hai *provato* per più di un giorno Gnome3-Shell? Se no fallo. Non è per
polemica: l’ho fatto ed il numero di imprecazioni che ho tirato contro
RH ha superato MAXINT!!!
Hai solo provato a:
minimizzare una finestra
ridimensionare una finestra
usare Gnome-contacts (che richiede Evolution per inciso)
usare i desktop virtuali
usare Online-accounts
usare le ridotte preferenze di Gnome e Gnome Tweek
Poi dimmi…
Unity una volta capita l’ho trovata assolutamente comoda e semplice, colle
dita puoi usare la dash, colla tastiera puoi battere super (il logo di
Windows sulle tastiere Microsoft) e scrivere le iniziali del programma o
della funzionalità che cerchi. Hai un’efficiente uso dello spazio sul
desktop che lo schermo sia enorme o microscopico; hai un launcher con le
applicazioni più usate e delle comode funzioni come l’expo tra più istanze
hai una gestione umana dei desktop, hai un po’ di indicatori carini, via
ccsm puoi configurare molte cose, il resto sono *limiti* imposti e voluti
da Gnome (ricordo che Unity è solo una UI di Gnome come Gnome3-Shell).
Sopratutto Unity “unisce” l’uso touch con l’uso via tastiera, cosa che
nessuno è ancora riuscito a fare, né Apple né Microsoft né Google tanto
per dire…
Kim Allamandola
03 ott 2011 - 21:57 - #10PS
perché c’è bisogno di abbandonare Ubuntu per cambiare interfaccia grafica?
Sia Gnome3-shell che KDE, che XFCE che altri sono tutti nei repo, basta
apt o se vi piace il Software Center…
I malpensanti potrebbero credere che sia FUD perché Ubuntu ha messo in
ombra tutti gli altri…
Roki Bilboa
04 ott 2011 - 14:52 - #11@Kim, ti rispondo: ho usato la fedora 15 con gnome 3 nei WE sul PC di casa da quando è uscita, dunque non un utilizzo “aziendale”. Tuttavia a mio avviso:
- l’utilizzo del tasto “windows” è spettacolare e utilissimo sulla fedora 15 / gnome 3 shell
- mi trovo benissimo con i desktop virtuali
e anzi la gestione del desktop con applicazioni multiple attive la trovo utile, intuitiva ed elegante
- nessun problema con il ridimensionamento delle finestre (a differenza della ubuntu che ho sul portatile da 13.3 che ormai inizio ad odiare perché poco “usabile” soprattutto perché i pulsanti delle finestre e i menù vengono collassati non sulla finestra dell’applicazione la sulla barra in alto)
- utilissima la barra laterale
- non uso più i contact in locale: nell’era cloud trovo (ahimè) troppo comodo avere tutto su google
- uso evolution in ufficio, ma (anche qui) ahimé ho problemi di integrazione con exchange (ma questo è chiaramente un altro problema)
- francamente non so cosa siano gli “Online-accounts e i Gnome Tweek” che hai citato
- il look & feel fedora 15 / gnome 3 è anni luce avanti rispetto a quello gnome, ma questo è un gusto assolutamente personale
- il fatto che la stessa interfaccia sia utilizzabile sia su sistemi touch che poit&click, franacmente non so quanto interessi all’utente finale. A me non interessa. Forse meglio avere interfacce dedicate per tipologie di utilizzo e dunque nella loro specalizzazione più efficaci ed efficienti
- la gnome 3 mi sembra più pesante della unity (maggiore consume di memoria / cpu)
In generale direi che l’uso del desktop in gnome 3 shell lo trovo decisamente più funzionale, ordinato, piacevole e produttivo rispetto a unity. Certo gnome 3 shell ha ancora difetti di gioventù, vedi i menù relativi alle impostazioni e alle applicazioni, ma ritengo che sono dettagli migliorabili di un progetto solido e moderno che effettivamente aggiunge qualcosa in più alle più classiche interfacce.
Poi per i dispositivi touch ci sono android, ios e poc’altro, che sono nati per questo genere di dispositivi e che per esperienza e ottimizzazione non credo siano facilmente raggiungibili da progetti più acerbi come unity che per di più non hanno e non credo avranno una base hardware significativa su cui girare.