Alla villa Reale di Monza, per Focus2011 di Unesco, ho incontrato Richard Stallman per una intervista. Stallman è uno dei padri del movimento hacker, nel senso originario del termine, e poi nei primi anni ‘80 è stato il fondatore della Free Software Foundation - da allora è la figura di riferimento per chi sviluppa tecnologia con una coscienza del valore che ha per l’uomo la difesa della propria libertà personale e informatica. Documentatevi sulla sua pagina ufficiale o sul profilo pubblico di Wikipedia. Abbiamo diviso l’intervista in tre parti: una per Melablog sapendo che si rischia di cadere nel flame e fanboysmo. Una seconda su Downloadblog, dove si parla di peer to peer, hacking e Facebook, e una terza centrale qui su Ossblog (dove si articola tutto il discorso su Android, sui compilatori, sul software libero contro a quello open source e tutto il resto - una nota: perfavore segnalatemi le imperfezioni nella traduzione, non sono un tecnico).
Android?
Va un po’ meglio ma non sono software libero nemmeno loro. Ci sono vari problemi con Android. Non sono a favore del termine Open perché è un concetto troppo debole, è per questo che ho fondato il movimento del software libero: pieno controllo, quattro libertà essenziali.
Le quattro libertà essenziali sono quelle spiegate nell’intervista al Manifesto che leggete qui, e sono:
La libertà di utilizzare il programma, per qualsiasi scopo; la libertà di studiare come lavora il programma, e cambiarlo nella maniera che si preferisce, apportando modifiche; la libertà di redistribuire le copie in modo da aiutare chi vuole utilizzare lo stesso programma; la libertà di distribuire copie della propria versione modificata per far partecipi tutti gli altri dei miglioramenti apportati: sono tutti elementi che hanno ancora una loro validità.
L’open source è stata una reazione successiva, una cosa nata a fine anni ‘80 per evitare di dover parlare di cosa è giusto e cosa è sbagliato - spesso il motivo era un coinvolgimento di queste persone con il mondo del software non libero: dire Open invece di Free permetteva di svicolare. Google è una questione complessa: fanno un sacco di cose, alcune buone altre neutrali, altre ancora non vanno bene. Non si può generalizzare.
Android: se ne è parlato qui sul Guardian per il lockin creato intorno ai nuovi servizi di streaming a pagamento di Youtube.
Ho letto, se cambi il software root perdi l’accesso ai servizi di streaming a pagamento di Youtube. Se possono verificare che tipo di software gira sulla tua macchina, allora non sei tu a controllarla. Il codice sorgente di Android è rilasciato come software libero, in pratica se hai un telefono Android non hai in mano un telefono libero. Molti apparecchi rendono difficile modificare la versione del kernel Linux usato da Android, può trattarsi di codice originariamente libero che perde la libertà come eseguibile. Poi c’è il problema delle applicazioni, che non sono libere, ma queste le puoi sempre cancellare, non è un gran problema. Poi c’è il problema del firmware, che non è libero: se pensi che una delle funzioni del firmware è il controllo del microfono, significa che in teoria il tuo telefono è pronto per lavorare come cimice. Poi, in molti modelli, il firmware controlla il resto del sistema e può sostituire perfino il tuo software, questo però dipende dai modelli e io non li conosco tutti quanti, ma in linea di massima è il genere di situazione che si viene a creare.
Nel fare una domanda, affibbio a Stallman l’epiteto di radicale. Mi interrompe subito e nega di esserlo, anzi dice di essere un conservatore. Mi spiega perchè, è interessante: vent’anni fa era normale avere certe libertà in ambiente informatico, poi si sono perse e ora bisogna combattere semplicemente per non perdere cose che i nostri zii davano per scontate.
Cosa ne pensi della spinta di GCC rispetto a Apple con LLVM?
Non riesco a vedere bene nel futuro, la mia palla di cristallo oggi è un po’ rannuvolata. Comunque, dato che per il software è un vantaggio essere copyleft, capirai bene perchè Apple voglia tutto il contrario, ha scopi diabolici. Quindi, perchè non aiutare a sviluppare GCC? Quando sviluppi, rilascia il codice sotto licenza GNU GPL 3 o successiva, in maniera da aiutare le forze del copyleft.
Stallman si interrompe per mettere in standby il netbook.
Vedi, questa macchina che uso è tutta libera, anche il BIOS è software libero.
Dove si compera?
Questo non è più in produzione, il nuovo modello sta uscendo in questo periodo, è un Lemote. Ce ne sono altri con BIOS e sistema libero, si trovano in giro anche se la distribuzione non è di massa. Microsoft, e le altre aziende produttrici, ti chiedono dove vuoi andare oggi: cercano di mettere le cose in questa prospettiva - noi chiediamo dove vorrai essere tra cinque o dieci anni.
La minaccia più grande alla nostra libertà personale non sono le case produttrici, sono i Governi. Che ne pensi?
I Governi stanno attaccando le libertà con uno spettro molto ampio di azione. Qui in Italia ad esempio non posso connettermi perché mi rifiuto di farmi identificare. Anche in hotel è tutto difficile, vogliono il numero di camera al momento dell’accesso in rete.
Cosa pensi del rischio di balkanizzazione dell’Internet?
E’ il termine sbagliato, penso che i Governi vogliano censura e sorveglianza. 1984. Non è importante sapere se i sistemi di controllo sono uno solo o uno per ogni nazione, è importante sapere che tutti quanti i cittadini sono schiacciati da uno scarpone equivalente.
Software libero per il Governo?
Non ho notizie specifiche, ma è molto importante per il Governo usare software libero. Dato che fanno informatica nell’interesse del cittadino, hanno la responsabilità di mantenere il controllo completo delle proprie risorse, che non devono mai cadere in mano di aziende private: mai software proprietario e mai software erogato as a service.
Brevetti software, è cambiato qualcosa o pensi che la libertà di programmare sia ancora in pericolo?
E’ in pericolo. L’Unione Europea ha in atto un progetto molto pericoloso, per un sistema di brevetto unificato su tutto il continente. E’ un’idea che in sè potrebbe essere positiva così come negativa. La stanno realizzando in senso negativo: non parlano di un piccolo particolare, ossia la completa autonomia di cui verrebbe a godere l’Ufficio Brevetti comunitario. La Corte d’Appello per le decisioni dello European Patent Organisation sarebbe gestita dallo stesso EPO. Vogliono così fortemente i brevetti software da aver ribaltato l’interpretazione del Trattato istitutivo in maniera da poter rilasciare decine di migliaia di brevetti. Documentatevi al sito della Foundation for a Free Information Infrastructure.
Ubuntu e Canonical sono un fatto positivo o negativo per il software libero?
Sono entrambe le cose allo stesso tempo. Avvicinano moltissima gente all’ambiente GNU/Linux, ma allo stesso tempo nascondono la questione della libertà e finiscono per dare l’idea che la libertà non sia un valore importante. Ubuntu offre programmi non liberi, presentandoli come una comodità ma senza rivelare che non sono veramente ok.
christian m
10 giu 2011 - 10:53 - #1secondo me stallman sta sbarellando proprio….
gattamorta
10 giu 2011 - 10:57 - #2su alcuni concetti ha senz’altro ragione; ma per come si pone, fa apparire i talebani persone democratiche e soprattutto aperte al dialogo
Masque
10 giu 2011 - 11:13 - #3Bell’intervista, ed anche le altre.
Stallman dimostra ancora, con la sua coerenza, che è possibile vivere di software libero.
^)^
10 giu 2011 - 11:20 - #4perché all’ultima domanda risponde:
“Ubuntu offre programmi non liberi, presentandoli come una comodità ma senza rivelare che non sono veramente ok.”
JMourinho
10 giu 2011 - 11:47 - #5@4: perché è un idealista. Personalmente lo apprezzo ma non lo condivido al 100%, sono più in linea con Torvalds per intenderci. Pragmaticamente parlando diciamo che Stallman è una condizione necessaria per controbilanciare l’altro estremo.
Rava94
10 giu 2011 - 12:15 - #6“Se possono verificare che tipo di software gira sulla tua macchina, allora non sei tu a controllarla.”
Tipica affermazione da filosofo greco: totalmente assurda e indimostrata…
ginosa
10 giu 2011 - 12:31 - #7@rava Quale sarebbe precismente la parte della frase indimostrata?
Secondo te tu controlli una macchina in cui da remoto qualcuno può cancellarti un libro o vietarti l’accesso ad una risorsa se riconosce che non usi il software x ma il software y?
bamboo
10 giu 2011 - 12:32 - #8@4: L’affermazione che citi non è assurda, e neanche indimostrata.
Basta una semplice ricerca(la prima che ho trovato) anche su questo blog:
http://www.ossblog.it/post/6432/google-cancella-applicazioni-android-da-remoto
oppure se ti va di approfondire di più
http://www.defectivebydesign.org/
Documentati prima di dare per assurde le affermazioni che non ti piacciono.
bamboo
10 giu 2011 - 12:34 - #9scusate, era per Rava94 :-)
thelostone
10 giu 2011 - 12:42 - #10La sua visione è, come sempre, fuori da qualunque logica reale. Che qualcuno gli spieghi che le persone vere non facenti parte del suo mistico mondo di fantasia non mangiano con gli ideali, mangiano scrivendo codice che per ovvi motivi resta chiuso.
Il fatto che una minima parte sia stipendiata per scrivere codice aperto o che qualcuno ci si dedichi nel tempo libero (con risultati amatoriali rispetto al software proprietario nel 95% dei casi) non cambia niente.
Sarò onesto: se scrivessi qualcosa e intuissi grandi potenzialità di profitto non rilascerei il codice neanche sotto tortura. Sarò troppo pragmatico? Troppo veniale? Troppo egoista? Può essere, ma sono sicuro che è la stessa cosa che farebbero molti ipocriti che si spacciano per paladini della libertà.
Phoenix Fire
10 giu 2011 - 13:53 - #11in parte tendo a quotare thelostone, è troppo idealista in molte cose, ma finchè rimane coerente con la sua scelta, per me non ci sono grossi problemi.
Però certe affermazioni per me sono assurde, il non volersi identificare per accedere a internet per esempio, per me è una cavolata, voglio vedere se stalmann quando va a noleggiare un qualsiasi oggetto (dalla macchina al film in videoteca) non lascia i documenti, qui è lo stesso, non è che per ogni informazione ci deve essere il mondo che spia
abbano
10 giu 2011 - 14:19 - #12@thelostone
Opinione mia per risponderti: no, sei solo umano e, anzi, ammettendolo anche più onesto di certi paladini dell’open.
@^)^
Penso si riferisse a Ubuntu One: il lato desktop è sotto GPL3, mentre lato server è proprietario di Canonical
Kim Allamandola
10 giu 2011 - 14:23 - #13In genere coloro che cetriolizzano il prossimo hanno imparato a non essere
puzzolenti, coperti di spine con la barba incolta ecc. Si presentano molto
a modo, si dicono aperti al dialogo (un tubo da un orecchio all’altro che
fa prontamente uscire ogni cosa che entra) si dicono contrari ai radicalismi
ecc.
@thelostone #10
mi sa che tu appartieni, senza offesa, alla categoria di coloro che sono
cetriolizzati e siccome non sentono molto dolore (fa male solo le prime
volte si dice) e a loro volta trovano interessante poterlo rifare al prossimo
quindi non voglio reali libertà e garanzie. Stò parlando a livello informatico
beninteso, ovvero dico che tu non percepisci i problemi del software closed
perché ci vivi dentro e non avendo mai provato una vera libertà, anzi magari
provando gusto nella cosiddetta “pirateria” (il gusto del proibito e di
sentirsi più furbi del prossimo) non comprendi che garanzie non hai e quanto
non sei libero.
Il modo migliore per ingabbiare qualcuno è lasciargli un guinzaglio lasco e
dire che serve solo per non farlo perdere. I vari player della proprietà
intellettuale classica sono maestri nell’incoraggiare la “pirateria” mentre
dicono di combatterla, solo grazie ad essa sopravvivono e avendo “lo sfruttato”
nell’illecito possono a piacere aprire o stringere il guinzaglio.
comax
10 giu 2011 - 14:36 - #14@thelostone
nessuno mette in dubbio che sei libero di fare quello che vuoi con il materiale da te prodotto.
Devi riconoscere però che il caso che tu citi si verifica raramente e non è garantito indipendentemente dall’impegno/studio/energie che ci impieghi.
Dall’altra parte bisogna riconoscere che esiste un altro modello di business che si basa
sulla collaborazione; possibile solo grazie alle licenze libere.
Non sto qua a fare esempi perchè stiamo parlando dell’ abc
freeBeforeAll
10 giu 2011 - 15:08 - #15Ha ragione al 100% . Purtroppo vedo che molti pongono la priorità su aspetti che possono portare vantaggi ora ma che costituiscono i semi per la nostra SCHIAVITÙ futura…
thelostone
10 giu 2011 - 15:34 - #16Caro Kim, se sto commentando su un blog che tratta di software open source posso mai, secondo te, non percepire i problemi del codice closed? Si tratta di scendere a compromessi, è così che funziona nel mondo reale.
Tutti noi che siamo qui siamo in qualche modo interessati all’oss, voglio immaginare. C’è però una netta differenza tra l’interesse e il piacere dell’uso, e la trasformazione ossessiva in una religione integralista. Il software è un mezzo, non un fine. Quando finalmente lo capirete vivrete meglio.
Vasjly
10 giu 2011 - 17:02 - #17Stallman e’ una delle poche persone al mondo rimaste da cui prendere ispirazione.
Se penso che combatte per il vostro futuro mentre lo deridete e lo insultate provo compassione per voi e maggiore ammirazione per lui.
guiodic
10 giu 2011 - 17:02 - #18La maggioranza degli sviluppatori del mondo del software libero è stipendiata. Informati meglio.
Quale server web è più professionale tra Microsoft IIS e Apache? chiunque conosca l’argomento ti dirà Apache.
Anni fa, da un’idea di Stallman, è nata Wikipedia. Oggi Microsoft Encarta è chiusa e Wikipedia è in ottima salute. Chi è l’idealista?
Six110
10 giu 2011 - 17:43 - #19Perché Stallman è l’eroe che il mondo merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso. E quindi gli daremo la caccia. Perché lui può sopportarlo. Perché lui non è un eroe, è un guardiano silenzioso che vigila sul Software Libero, uno Gnu Oscuro.
Stupidaggini a parte… Richard è sempre stato molto coerente, quindi non va né giudicato né criticato. Potete solo essere in disaccordo.
thelostone
10 giu 2011 - 17:50 - #20Intendevo una minima parte sul numero totale di programmatori in generale, non nel software libero.
Fa parte del 5% a cui facevo riferimento.
LDY
10 giu 2011 - 17:52 - #21Sarà idealista, vivrà nel suo mondo di fantasia, ma è coerente.
Spesso per profitto la coerenza la si perde, senza neanche troppi problemi.
^)^
10 giu 2011 - 19:12 - #22#12, ok non lo sapevo, grazie!
-
Ma se un software opensource ha il codice sorgente aperto come si può impedire che un qualsiasi individuo o azienda si impossessi del codice e lo chiuda magari rivendendolo?
Come si può controllare chi fa questo in malafede?
-
Io finora ho sempre usato per lavoro software proprietari ma penso che in futuro (10-30 anni) stallman e l’opensource ne usciranno vincitori come nei server internet. Mi riferisco al mercato desktop professionale, per il desktop casalingo può essere usato tranquillamente alla pari degli altri, mancano solo i software giusti.
gerlos
10 giu 2011 - 19:24 - #23@thelostone: fatto sta che RMS e GNU campano proprio con il software libero, da più di vent’anni.
Stiamo parlando di una fondazione che sviluppa roba come GCC, le utilità fondamentali dei sistemi GNU/Linux ed editor usati da professionisti, e come Emacs (piaccia o non piaccia, è uno strumento formidabile, anche se non l’unico, fortunatamente). Non stiamo parlando di software da due soldi.
Se loro possono vivere sviluppando software libero, evidentemente può farlo anche qualcun altro, no?
Il fatto che tu non veda la possibilità di guadagnare rilasciando i sorgenti del software che sviluppi, non vuol dire che non sia possibile!
abbano
10 giu 2011 - 20:10 - #24@^)^
Purtroppo quello accade in continuazione: esisteranno millemila aziende nel mondo che per non sviluppare librerie complesse e costose e programmi che richiedono lunghi tempi e costi utilizzano a sbavo codice libero attingendo a piene mani per riversarlo in un software proprietario.
guiodic
10 giu 2011 - 21:15 - #25Intendevo una minima parte sul numero totale di programmatori in generale, non nel software libero.
Eh?
Fa parte del 5% a cui facevo riferimento.
Apache ha tre volte la quota di mercato di IIS. Altro che 5%.
guiodic
10 giu 2011 - 21:18 - #26Ma se un software opensource ha il codice sorgente aperto come si può impedire che un qualsiasi individuo o azienda si impossessi del codice e lo chiuda magari rivendendolo?
Come si può controllare chi fa questo in malafede?
Lo si può capire in vari modi, non è difficilissimo, certo magari se uno usa una libreria libera semisconosciuta in un software proprietario semisconosciuto allora nessuno andrà a controllare, ma è un caso ipotetico e poco importante ai fini pratici.
vergugna2333
11 giu 2011 - 11:41 - #27questi nerdazzi sempre contro i lupi cattivi, ma fatemi il piacere che se non avessimo apple e google e ci fossimo affidati a gnugnu saremmo ancora all’età della pietra.
tante belle parole ma pochi fatti.
il nuovo santone dei nostri tempi, altro che jobs, altro che gates, altro che larry google pages, RICHARD STALLMAN SIGNORE E SIGNORI. Il santone per eccellenza.
crocrocrocro
11 giu 2011 - 12:34 - #28@vergugna2333 bel nick!
se non ci fosse stato gnu non ci sarebbero nè google nè apple…
vergugna2333
11 giu 2011 - 15:42 - #29e quindi?
e comunque riporto il commento di Marco apparso su manteblog:
Per ragioni di privacy Stallman:
-non ha la carta di credito
-non fa acquisti online
-non usa il wifi in albergo
-non ha il cellulare perché può tracciare la posizione
-consiglia di comprare i libri in libreria e con i contanti
-non usa un browser per navigare sul web:
“For personal reasons, I do not browse the web from my computer. (I also have not net connection much of the time.) To look at page I send mail to a demon which runs wget and mails the page back to me. It is very efficient use of my time, but it is slow in real time.”
ed è contro i social network e il così detto cloud computing.
Senza aggiungere poi tutte le altre cose che esclude per via del DRM o del fatto che siano proprietarie.
Cioè ha anche le sue buone ragioni, però è anche molto drastico e vedo che anche tra i suoi fan più accaniti quasi nessuno segue alla lettera quello che dice.
Varva43
11 giu 2011 - 18:36 - #30non dimostrano niente i filosofi cristiani non quelli greci
crocrocrocro
12 giu 2011 - 17:44 - #31@vergugna
ma hai letto il mio commento o no?
Io scrivere facile così tu capire:
Senza Stallman niente internet, niente risparmio per aziende e pubbliche amministrazioni, niente copyleft, niente os per supercomputer.
Lo giudichi in base al suo stile di vita? Stallman non privilegia la forma alla sostanza, tu si?
guiodic
13 giu 2011 - 14:55 - #32Veramente Google usa GNU/Linux. E veramente lo fa anche Facebook e Twitter. E veramente il compilatore di Mac Os X è, ad oggi e sin dall’inizio, GNU Compiler Collection (gcc). E veramente neppure questo blog esisterebbe senza GNU e tu non avresti potuto scrivere questa boiata.
Mythological Creature
14 giu 2011 - 22:55 - #33… e quindi, se non ci fosse stato GNU/Linux, non avremmo avuto nemmeno guiodic… eh, certo, sarebbe stato un mondo proprio brutto brutto brutto…
guiodic
15 giu 2011 - 10:44 - #34che ridere..
Hige
15 giu 2011 - 15:56 - #35Se fossimo tutti come Stallman a quest’ora non esisterebbe internet, ma qualcosa di migliore, di libero, di non controllabile. Il vero problema è quella gente che lo critica per le sue abitudini poco comuni, e non lo elogia per tutto quello che ha fatto per sé stesso (la sua libertà) e per noi, senza ricevere nulla in cambio. Sfiderei chiunque ad avere la stessa forza e onestà intellettuale che ha quest’uomo, che non si è mai piegato di fronte a nulla.
Se tutti sapessero cos’ha fatto quest’uomo e, assieme a lui, tantissimi altri, beh, premerebbero per farlo entrare nei libri di storia. Perché se oggi abbiamo la libertà di scelta di utilizzare software aperti, piuttosto che software chiusi (e costosi); se abbiamo la possibilità di modificare il codice a nostro piacimento e ridistribuirlo, piuttosto che non averne il minimo accesso; se abbiamo la possibilità di usare software migliore eo migliorabile, piuttosto che qualcosa di esclusivamente eseguibile; lo dobbiamo solo a gente del genere. Gente che non ha dimenticato l’importanza fondamentale della libertà e delle conseguenze estremamente positive che ne porta. Ignorare quello che ha portato, GNU/Linux, al mondo dell’informatica, è ignorare cosa sia l’informatica oggi, e cosa sarà domani. Visto che, sempre più, il mondo scopre questa fantastica alternativa. A partire da voi lettori e utilizzatori, presumo, di software o distribuzioni GNU/Linux.
“Siamo contro nessuno, siamo solo a favore della libertà, abbiamo scopi costruttivi.”
(Richard Stallman)
Farafulla
17 giu 2011 - 01:14 - #36Quoto Hige in pieno!
Per chi è molto giovane, per chi non ha nemmeno mai pensato ad una “internet” diversa, per chi in generale non pensa Stallman appare come un esaltato, per tutti gli altri è un gran filosofo e fonte di ispirazione, poi ovviamente è umano e quindi molte delle belle cose che ha fatto e detto vengono offuscate dalle quotidianità del vivere di una persona.
Una delle battaglie più belle che fece fu quella contro l’introduzione del sistema di autenticazione con password ai sistemi operativi, che ovviamente all’inizio non avevano password di accesso, solo capire questa battaglia ci mostra quantà fiducia ripone nel genere umano, dovremmo solo ringranziare per tanto rispetto.
cycysbeo
23 giu 2011 - 01:52 - #37IO RIERE DI GUSTO!!!!!!
Stallmn è un vecchio barbolone vcapiscione ma fuori dalla reale mondo
cuccu liberi uno corno
W Apple e Google che danno tanti belli cose e servissi.
Ciao BUBBOLONI!!!!
guiodic
24 giu 2011 - 11:54 - #38@Cycysbeo: guarda che Google la pensa all’opposto tuo e finanzia la Free Software Foundation di Stallman: http://www.fsf.org/patrons
Recentemente il direttore della FSF ha fatto un intervista per il canale Youtube di Google:http://www.youtube.com/watch?v=bifKw-GHEH0
lupoitalico
03 lug 2011 - 22:14 - #39Rispetto chi non la pensa come Stallman, ma è grazie a gente come lui che mi sto appassionando al “computer”. In fondo non c’è bisogno di essere volgari, arroganti e un pò ….cicisbei, basta imparare dalla Jobs&Gates per essere “superior”. E’ la prima volta che intervengo rilasciando la mia email. Era necessario e confido in Oss blog.it un saluto.