
Ian Skerrett la scorsa settimana ha fatto intendere che c’è un crescente apprezzamento e quindi utilizzo per le licenze molto permissive.
Se andiamo a guardare i dati dell’Open Source Resource Center di Black Duck si nota come la GPLv2 è utilizzata da quasi la metà, 45,33%, dei progetti presi in esame, mentre la GPL in generale arriva a totalizzare il 61%. Quasi due progetti su tre sono GPL quindi, ma se confrontiamo i dati con quelli degli scorsi anni si nota un lento declino nell’utilizzo di questa famiglia di licenze.
Dal 2008 ad oggi la famiglia delle GPL è scesa dal 70% al 61%, mentre nello specifico della GPLv2 si è passati dal 58% al 45%. Nonostante queste percentuali il numero complessivo di progetti che utilizzano una licenza GPL è cresciuto del 5,5% dal 2009 al 2011 grazie ad un incremento del numero totale di progetti FLOSS che è aumentato del 16%.
Nonostante la AGPLv3 e la GPLv3 possano vantare una crescita, rispettivamente, del 90% e dell’85% negli ultimi due anni non sono molti i progetti che scelgono di passare alla nuova versione della licenza. Ma allora chi è stato a trascinare la crescita? In larga parte la licenza MIT che ha visto i suoi progetti aumentare del 152% arrivando a scavalcare, in due anni, la licenza Apache, BSD, GPLv3 e LGPLv2.1. Da questo dati possiamo iniziare a dedurre che nonostante i progetti che utilizzano la GPL continuino ad aumentare più spesso che in passato vengono scelte altre licenze e la prima a beneficiarne è proprio la MIT.
Incrociando i dati con il Control and Community report si scopre che c’è una vera e propria tendenza verso licenze sempre più permissive. Sarebbe interessante conoscere anche la vostra opinione. Se negli ultimi 3 anni avete creato dei progetti FLOSS che licenza avete scelto e perché?
Via | The451Group
gplgpl
07 giu 2011 - 15:58 - #1per applicazioni online in php e mysql uso la nuova GPLv3
guiodic
07 giu 2011 - 17:05 - #2devo essermi perso qualcosa perché non ricordo progetti importanti recenti sotto licenza MIT (a parte Wayland). Per dire, MeeGo è sotto glp/lgpl, Chromium è sotto apache come anche Android. Cosa c’è di nuovo in giro sotto MIT?
crocrocrocro
07 giu 2011 - 17:30 - #3@guiodic
scusami, dove hai letto che chromium è sotto apache?
https://secure.wikimedia.org/wikipedia/en/wiki/Chromium_%28web_browser%29
https://secure.wikimedia.org/wikipedia/en/wiki/Chromium_OS
Me Stesso O No?
07 giu 2011 - 17:41 - #4Io per il codice che ho rilasciato di recente ho scelto sempre la (New) BSD.
Semplice, non troppo restrittiva, chiara.
La GPL è troppo limitativa, ed ha termini molto complessi!
bitfreedom
07 giu 2011 - 18:18 - #5ammesso (e non concesso) che la cosa sia vera… se questo è il trend, qualche anno ancora e il software libero ce lo possiamo dimenticare…
se (anche) i progetti più “grossi” e importanti abbandonano la GPL sarà facile che le varie e più o meno solite multinazionali se ne approprino (e infatti molte di queste multinazionali “spingono” per abbandonare la GPL in favore di licenze più “permissive”, cosa che va a loro esclusivo vantaggio e non certo a vantaggio degli utenti…)
e ciao ciao a tutti quanti
guiodic
07 giu 2011 - 18:20 - #6@crocrocro: sì mi sono confuso, comunque non è MIT.
Domani chiunque può prendere il tuo codice, farci un programma proprietario e non darti nulla in cambio.
Invece la GPL li obbliga a rilasciare il codice delle modifiche. Certo, è “limitativa”, ma pone dei limiti *a tuo vantaggio*.
Inoltre non è complicata, tanto più se sei tu a rilasciare il codice, non vedo che cosa ci sia di complicato. Mah!
JMourinho
07 giu 2011 - 18:42 - #7@guiodic: in Chromium tra le licenze io leggo anche MIT License …e comunque non è vero che la MIT non viene usata in progetti importanti….molti progetti, framework per il web vengono sempre più spesso rilasciati sotto tale licenza.
Cesoia
07 giu 2011 - 19:08 - #8Pensare che venivo linciato quando sottolineavo i limiti della GPL…..
Ma mi consola il fatto che c’e’ gia’ chi mette in dubbio la veridicita’ dei dati.La tifoseria idiota,in italia,no manca mai!
Cesoia
07 giu 2011 - 19:20 - #9@guidoic
“Domani chiunque può prendere il tuo codice, farci un programma proprietario e non darti nulla in cambio.”
Allora? Il tuo codice viene sottratto definitivamente,rubato oppure rimane ancora di tua proprieta’?
Ti rispondo io:rimane PERENNEMENTE DI TUA PROPRIETA’.Quindi il problema non sussiste.
Il fatto che tu pubblichi il codice e’ una tua scelta non un obbligo.Il fatto che chiunque altro pubblichi cio’ che ci fa lui con il codice che hai deciso *liberamente* di pubblicare dovrebbe essere pure per lui *libera* scelta….
Invece con la GPL cio’ non e’ possibile!
Capito perche’ la GPL e’ piu’ restrittiva?!
Cesoia
07 giu 2011 - 19:25 - #10In sostanza:
Non viene rubato il codice di nessuno.Il codice rimane sempre disponibile a tutti.Casomai,si da l’opportunita’ a chi esegue delle modifiche sul tuo codice *liberamente* disponibile,di esser altrettanto libero (e non vincolato) di pubblicarle o meno.
Mi sembra sacrosanto!
bitfreedom
07 giu 2011 - 19:54 - #11@cesoia
1) sai cosa sono superficialità e tifoseria? è prendere per buoni dei dati pubblicati da non si sa bene chi, validati (?) ed elaborati non si sa bene come…
2) quello che dici su GPL vs “licenze non restrittive” (sic!) è SOLO in parte vero… peccato però che (come farebbe un buon tifoso) dimentichi di dire la parte delle cose che probabilmente preferisci tralasciare…
se io o tu o un piccolo team di sviluppo rilasci liberamente del codice cona la MIT (tanto per fare un esempio), è verissimo che il codice resta tuo e che altri sono altrettanto liberi di farci modifiche ecc. ecc. e tutto questo è molto bello…
MA:
- se il progetto è piccolo e/o di scarso interesse e/o valore tecnico e, soprattutto, ha poche possibilità di essere sfruttato economicamente, allora resta sempre una cosa per pochi intimi…
- se invece il progetto è interessante e/o tecnicamente valido e, soprattutto, si rivela avere buone possibilità di essere sfruttato economicamente, allora succede che: la multinazionale di turno, liberamente, modifica il codice, lo sviluppa bene e in fretta e in poco tempo supera enormemente lo sviluppo che ne fa il piccolo programmatore o il piccolo team di sviluppo… nessuno si caga più il tuo codice e tutto “seguono” quello della ricca multinazionale che, tra vedere e non vedere, pur sapendo di NON avere ragione ti fa pure causa per violazione di copyright o di chissà quale suo brevetto… e siccome la multinazionale e ricca e potente e tu o il piccolo team di sviluppo sei un morto di fame, finisce che vince lei… e in poco tempo il tuo bel codice libero e con una liberissima licenza MIT finisce al cesso, mentre la multinazionale inizia a fare un sacco di soldi sul SUO codice che, piano piano, chiude sempre di più (magari lascia una piccola parte “libera” e poi aggiunge interfacce, plugin ecc. ecc.) rilasciadolo con BEN ALTRE licenze della MIT…
3) chiediti come mai la famiglia GPL è tanto odiata proprio dalle grandi software house… chiediti perché i vari progetti/ambienti/repository spacciati come “open” da queste multinazionali ti permettono quasi di tutto ma se solo dici “GPL” ti cacciano via a calci nel c..o…
guiodic
07 giu 2011 - 21:07 - #12Chromium, come tutti i programmi, fa uso di molte librerie, qualcuna di queste sarà sotto MIT, ma il programma in sé è sotto bsd.
esempi?
@Cesoia: già il fatto che chiami BSD, MIT e compagnia “licenze non restrittive” vuol dire che non hai compreso che quelle licenze permettono a chi viene dopo di te di applicare *qualsiasi* restrizione. Il che onestamente mi sembra come dare via il kulo a chi non sa apprezzarlo.
Fabiooo
07 giu 2011 - 21:44 - #13#11 : tifoso lui(della MIT o BSD) non più di quanto(anzi, direi meno) tu lo sia della GPL, non si capisce da quale trono a lui dai del tifoso(cioè, essere inferiore) rispetto a te.
guiodic
07 giu 2011 - 21:48 - #14@Fabiooo: la differenza tra tifoso e non tifoso sta nel fatto che il secondo dà degli argomenti logici, mentre l’altro parla per assiomi indimostrati o indimostrabili.
jfk_the_original
08 giu 2011 - 00:10 - #15Non litigate….
La GPL, e’ un’ottima licenza perche’ permette che il proprio lavoro non venga sfruttato da altri senza poter screscere ancora. Con le altre licenze, mit, bsd, cio’ non e’ possibile. Se il buon Linus, pragmatico oltremodo, ha scelta la gpl per linux, un motivo dovra’ pur esserci, non vi pare? il giorno che la gpl, non sara’ piu’ usata, sara’ un triste giorno per tutta la comunita’.
ginosa
08 giu 2011 - 09:20 - #16@cesoia Torna ad usare il tuo mac strapagato basato su software con licenza bsd. Abbiamo visto quanto la civiltà ha beneficiato del software di Apple: 0.
BSD è una licenza che fa il solo gioco delle aziende. GPL nasce per tutti, per permettere che il codice evolva e rimanga libero e a disposizione di tutti.
Capito perchè la BSD è più restrittiva?
lucapas
08 giu 2011 - 09:23 - #17Ma la licenza MIT rispetto alla GPL cos’ha di diverso? Io preferisco la GPL perché obbliga sempre il rilascio dei sorgenti. La MIT invece? Ho letto qualcosa su Wikipedia, ma la spigazione italiana non è molto chiara.
bpm___
08 giu 2011 - 09:40 - #18@ginosa di componenti opensource di Apple ce ne sono molte (praticamente tutto il core di osx) facilmente consultabili su http://www.opensource.apple.com/
guiodic
08 giu 2011 - 11:10 - #19@lucapas: la licenza MIT come quella BSD non obbliga a rilasciare i sorgenti. Cioè ti consente di prendere senza dare.
@bpm: sì e quindi? lo sai che Apple recentemente ha smesso di collaborare con l’upstream di gcc e anzi sta finanziando lo sviluppo di un altro compilatore con una licenza che non la obbliga a rilasciare i sorgenti?
bpm___
08 giu 2011 - 11:24 - #20@guiodic apple non è mica obbligata ad utilizzare gcc. E in ogni caso, anche se abbandona il gcc, rimangono centinaia i progetti opensource supportati da apple…
boh2
08 giu 2011 - 11:46 - #21“Ho letto qualcosa su Wikipedia, ma la spigazione italiana non è molto chiara.”
ALLORA STUDIA L’INGLESE, E LA SPIGAZIONE IN INGLESE, ‘GNORANTONE!!!!
ciao!!
Me Stesso O No?
08 giu 2011 - 12:29 - #22@guiodic
“Domani chiunque può prendere il tuo codice, farci un programma proprietario e non darti nulla in cambio.”
Verissimo quello che dici. E a me sta bene così! Tanto cos’altro potevano “darmi in cambio”? Soldi? Nemmeno la GPL lo prevede.
Mi devono citare tra le fonti anche con la BSD, ed è quello che a me interessa.
Per il discorso del complicata…
http://www.gnu.org/licenses/gpl-2.0.html
http://en.wikipedia.org/wiki/BSD_licenses#3-clause_license_.28.22New_BSD_License.22_or_.22Modified_BSD_License.22.29
Solo guardando la lunghezza dei testi si capisce cosa intendo :)
E sono uno che preferisce le cose semplici, chiare e dirette, che non lasciano spazio a fraintendimenti. Dato che siamo italiani, dovremmo ben sapere cosa vuol dire avere regole lunghe e complicate, che portano ad attaccarsi ad ogni sorte di cavillo, processi lunghissimi, ecc.
@bitfreedom
Ben venga se una multinazionale prende il mio codice, lo modifica e lo migliora! Ne sarei entusiasta!
Non so voi, ma io quel codice che rilascio come open source lo faccio perché spero che possa essere utile ad altri.
So che sto per toccare un argomento “spinoso”, ma prendi il caso di KHTML e del suo fork WebKit. È vero: tutti oggi guardano WebKit… E direi: per fortuna! È un prodotto completo, stabile e ben fatto. Ed è diventato lo “standard di fatto” per i browser mobile. Se non fosse stato per Apple prima e poi anche per Google, non avremmo mai avuto un software del genere.
E quando parli di cause all’autore originale, mi sa tanto da terrorismo psicologico :) Dai, seriamente… È mai successo?
Puoi citare casi in cui questo si è verificato?
E comunque dei brevetti software non mi preoccupo, dato che (per fortuna) sono europeo!
Me Stesso O No?
08 giu 2011 - 12:33 - #23Ah, comunque, quello che dico vale per me.
È quello che IO faccio perché A ME va bene.
Non sto dicendo che in assoluto sia meglio la BSD rispetto alla GPL.
Dico che IO preferisco usare la BSD, perché permette ad altri di modificare più liberamente il mio lavoro e usarlo come si vuole.
E A ME va bene così.
guiodic
08 giu 2011 - 13:24 - #24@me stesso o no: a parte che sto nick è insensato, non contesto il fatto che tu sei libero di rilasciare il codice sotto bsd, il problema è che una parte dei tuoi utenti non saranno liberi nell’usarlo se qualcuno realizzerà un programma proprietario con il tuo codice.
La BSD o altre licenze lasche hanno senso quando si tratta di protocolli o librerie che implementano dei nuovi standard. In tal caso prevale l’interesse a diffondere lo standard libero anche presso gli sviluppatori di software proprietario. Ma per il resto è come darsi una martellata nelle palle da soli. Poi se uno vuol farlo, faccia.
Giovanni dalle bande Nere
08 giu 2011 - 16:28 - #25Me Stesso O No?
Hai dato voce a te…ok, ora esci dalle palle
pizzuco
08 giu 2011 - 17:31 - #26Un esempio di passaggio da GPL a BSD
http://www.aqsis.org/2010/09/migration-bsd-licensing.html
ma non ne riportano le motivazioni.
Ci sono giunto per caso da questa pagina
http://www.blender.org/download/get-blender/external-renderers/
PD
08 giu 2011 - 19:02 - #27Ricordo degli sviluppatori open di una certa rilevanza sollevare apertamente dubbi piuttosto interessanti sulle licenze che *usavano*.
Questa è una cosa di loro che ho sempre ammirato: che si dubiti pure purché non ci si metta i paraocchi e si diventi piazzisti venditori di questo o quel principio.
Me Stesso O No?
08 giu 2011 - 20:31 - #28Giovanni dalle bande Nere
Non ti permettere nemmeno di parlare così.
Ognuno ha la possibilità di dire la sua. Non sei d’accordo, mi scrivi una risposta seria, argomentando. Come ho argomentato dopo le critiche di guiodic e bitfreedom.
E porta rispetto!
Poi magari vai a votare Sinistra e Libertà (come immagino tanti qui, a giudicare dai commenti stile “capitalismo cattivo” di bitfreedom e altri), e mi vieni a dire che non si può parlare liberamente?
Kim Allamandola
09 giu 2011 - 12:16 - #29Cercando di non alimentare flame, che mi pare sian sempre più diffusi da queste
parti, al di la dell’attendibilità delle statistiche riportate vorrei far notare
tre cose:
* molte aziende closed source han iniziato a rilasciare tonnellate di codice
open in questi ultimi tempi, spesso non sotto GPL, questo vuol dire che è
enormemente aumentato il numero di progetti e righe di codice open-source, e
tale aumento non è generato dalla community ma da aziende che cercano di
sopravvivere sperando che il loro codice non più mantenibile venga gestito a
gratis dalla community, non scelgono la GPL per riservarsi il diritto di poter
cambiare aria in base alle loro necessità.
* La GPL garantisce che chiunque rilasci un algoritmo possa beneficiare alla
pari di ogni altro degli eventuali miglioramenti allo stesso apportati da terzi.
Se rilasci sotto GPL hai la garanzia che il tuo prodotto, che magari non hai
scritto così per farlo ma perché *ti serve*, se interessa altri, *ti ritorni
migliorato* ad un livello che da solo non potevi raggiungere, ti resti
*mantenuto* nel tempo per stare al passo con le n-mila piattaforme esistenti
senza un costo da parte tua ecc.
Con la BSD hai fatto un regalo. Non hai garanzie che il tuo codice ritorni
migliorato, anzi ti può capitare che venga migliorato e rivenduto senza che
tu abbia accesso a nessuno di quei miglioramenti.
La GPL è una licenza collaborativa che tutela un modo di sviluppare e di fare
business. La BSD tutela solo quelle aziende che vogliono far sviluppare, pulire
od estendere, i loro prodotti a gratis da parte della community o quegli
idealisti che voglio l’open “totale” e non lo vedono come un modo di fare
business od anche solo di vivere in un ecosistema piacevole.
* Infine faccio notare che la GPLv2 è in declino essendo da un po’ uscita la v3,
anche le licenze si aggiornano ed è abbastanza naturale passare alla versione
più nuova… Questo la statistica non lo considera.
Cesoia
09 giu 2011 - 16:15 - #30@Kim
“La GPL è una licenza collaborativa che tutela un modo di sviluppare e di fare
business.”
Scusa ma qua dissento completamente.E’ l’approccio al business della GPL che non funziona.Il mercato e’ un’entita’ dinamica con diversi attori in competizione,il software fa parte del mercato come investimento e come strategia.La GPL per come e’ concepita (copyleft) non accetta la presenza di competitors e nei fatti e’ portata a creare un monopolio rovesciato piu’ benevolo di quello commerciale solo per la presenza del codice sorgente.
La GPL e’ adattissima per creare standard quindi per imporre delle regole uguali per tutti ma non certo per fare software che,si’ implementa tali standard,ma che deve stare nel mercato,essere monetizzato al meglio,con degli obiettivi di sviluppo precisi e con tempi di realizzazione certi.Cose che spesso nei progetti GPL mancano.Software che,dicevamo,ha dei costi sui quali si deve rientrare e non certo si riesce con il solo servizio a corredo.Figuriamoci poi dover rilasciare il sorgente…
Quel poco di business che vediamo attorno alla GPL e’ fatto da multinazionali (HP,IBM) che si possono far carico di rilasciare il codice (con il loro minimo contributo…) perche’ comunque rientrano nei costi in altra maniera.A cominciare dal fatto che sfruttano la loro posizione dominante in un mercato che controllano in maniera estensiva.
In altri termini, prendono cio’ che di buono e’ stato realizzato e con il minimo sforzo lo rigirano,al loro mercato monetizzando,con il servizio.Soprattutto per prodotti che non hanno nel loro portafogli e che quindi costerebbe troppo svilupparli….
Poi pero’,appena hanno la soluzione proprietaria a disposizione,spingono in quella direzione molto volentieri…..
Se il business intorno alla GPL fosse veramente tale,dopo anni,non dovrebbe piu’ esserci in giro per il mondo software rilasciato in maniera differente.Ma cosi’ purtroppo non e’.
A farci veramente le spese di questa situazione (questo lo dico agli oppositori del capitalismo,che fra i fans della GPL se ne contano a migliaia..) sono proprio le medie/piccole imprese,(dove la maggior parte di noi lavora..) quelle che vivono di qualche prodotto e che non hanno la forza di sostenersi in altro modo se non vendendo il loro software: dall’alto sono schiacciate dalle multinazionali che controllano il mercato (monopolio commerciale) e dal basso dalla GPL (monopolio del sorgente) .
La GPL,per queste aziende,non da una mano,un’opportunita’ di monetizzare,ma le “aiuta” ad uscire dal mercato perche’ il cliente e’ portato a scegliere o la soluzione della multinazionale oppure a farsi le cose in casa attingendo all’opensource.Debbo pero’ anche affermare onestamente che almeno inizialmente,l’opensourceha avuto l’effetto positivo di “pulire” il mercato da tanta spazzatura,ma ora si esagera.
Cosa proprongo io? Una licenza opensource file-base che possa contemporaneamente proteggere cio’ che e’ gia’ stato rilasciato in sorgente ma che non vieti il suo inserimento in contesti differenti.tale licenza esiste e si chiama CDDL oppure MPL.
Il Mercato ha bisogno degli standard,non del codice sorgente.
Kim Allamandola
09 giu 2011 - 17:35 - #31@Cesoia #30
Dissento completamente: il business model del software proprietario *non
funziona* (vedi solo i problemi coi brevetti, i costi legali, spesso molto
superiori a quelli di sviluppo ecc.) la GPL permette un modello di business
competitivo e sostenibile.
Competitivo e sostenibile perché fonda la competizione sul prodotto stesso,
l’innovazione, non sul marketing selvaggio e la forza in tribunale.
Con la GPL chi innova stà sul mercato, gli altri muoiono, con la GPL chiunque
può usare il tuo codice ma dovendolo rilasciare come l’hai rilasciato tu solo
chi *innova* può superare i competitors. Non puoi avere lock-in, il codice è
open, nessuno può “abusare della propria posizione”, il codice open ti dà anche
la *certezza* che un dato prodotto faccia *solo* quello che dice e ti permette
di misurare la reale qualità di quel che c’è sotto il cofano.
Il mercato a cui penso ti riferisci, quello delle piccole ditte o programmatori
individuali che realizzano sw custom oggi è *in crisi* perché il suo business
non è GPL. Se lo fosse avremmo pochi CMS, poche app per il terziario ecc. e le
piccole P.Iva farebbero solo le personalizzazioni per i clienti, guadagnando
con più facilità (c’è meno lavoro tecnico, il cliente ha sw migliore ed è più
disponibile a spendere per personalizzazioni ed assistenza ecc.). Guarda solo
come vanno quelle poche ditte che vendono prodotti open.
Chi viaggia nell’open, con un minimo di competenze sul piano economico è ovvio,
è nella stragrande maggioranza rilassato ed ha clienti soddisfatti; chi usa sw
proprietario custom né ha sempre una e i toni del dialogo coi clienti non sono
quasi mai rilassati…
Monetizzare il software è folle, monetizzare il servizio (di cui c’è sempre
bisogno) è l’unico business model che funziona.
Cesoia
09 giu 2011 - 17:48 - #32@kim
Ti ringrazio per la risposta.Anche se siamo di opinioni differenti e’ sempre piacevole confrontarsi con persone che hanno idee ragionate ed avvalorano le loro tesi spiegando il loro punto di vista.
guiodic
13 giu 2011 - 14:40 - #33Sulla base di quale prova dici ciò? Red Hat rilascia tutto sotto GPL e il suo business funziona a meraviglia. Quando si parla di software libero e modelli di business bisogna sempre rapportarsi alla realtà, non alle teorie.
Veramente no, a tale proposito la stessa Free Software Foundation suggerisce l’uso della licenza Apache 2.0 quando si tratta di imporre uno standard.
No, le piccole e medie imprese in genere non vendono il loro software, vendono personalizzazione e assistenza all’installazione. Oppure vendono software custom.
in realtà ha bisogno di entrambe le cose. C’è un mercato interessantissimo intorno a strumenti GPL, pensa a Joomla, Drupal e gli altri CMS, mecato che è possibile solo grazie al fatto che si tratta di software estremamente personalizzabili perché ne hai il codice sorgente.
lucapas
14 giu 2011 - 01:56 - #34Quoto Kim e Guiodic, io la penso come loro e … perdonatemi ma non riesco a trattenermi:
@boh2 #21: sei un imbecille!
guiodic
14 giu 2011 - 14:50 - #35La GPL è talmpente in declino che ieri una società ha rilasciato un impressionante compilatore e ha scelto la GPL3. Se questo è declino lo auguro a tutti!
http://www.phoronix.com/scan.php?page=article&item=pathscale_ekopath4_open&num=1