
C’è chi lo chiama semplicemente Linux e chi gli preferisce il più corretto GNU/Linux, ma si sta parlando sempre del medesimo sistema.
Per cercare di capire quanto di GNU ci sia in GNU/Linux Pedro Côrte-Real ha utilizzato un suo script per contare le linee di codice che compongono Ubuntu 11.04 considerando però solo il repository “main”. Qui sopra potete vedere un grafico che mostra chiaramente il peso dei vari progetti in Natty. Gnu è a circa l’8%, ma senza considerare Gnome che ha un 5% ed insieme arriverebbero al 13%.
Una delle cose più interessanti che si evincono da questa analisi è che il kernel (qui vengono inclusi anche progetti userland, ma strettamente correlati come iptables e udev) ha lo stesso peso del progetto GNU e che in realtà il panorama software è dominato da piccoli progetti che non appartengono a nessun grosso gruppo. Quest’ultima è una consapevolezza che chi lavora con il pinguino da tempo ha già sperimentato con mano.
Qui sotto potete trovare, invece, il grafico che illustra la suddivisione all’interno del segmento GNU. Come vedete i maggiori attori sono gcc, gdb, binutils e glibc. Detto questo possiamo affermare senza ombra di dubbio che qualsiasi distribuzione è un insieme organizzato di software che proviene da una miriadi di fonti differenti e che nessun progetto ha più valore di altri.

Detto questo, cercando di non scatenare troppi flame, quanto è corretto utilizzare GNU/Linux anziché Linux?
Via | PedroCR
xan.scale
01 giu 2011 - 17:58 - #1visto che gnu(con gnome) è il team piu grosso
potremmo semplicemente chiamalo gnu
quindi
è sbagliato chiamarlo linux
è sbagliato chiamarlo gnu/linux
è giusto chiamarlo gnu
anche se poi ognuno continuerà a chiamarlo come gli pare
follettoonip
01 giu 2011 - 18:02 - #2che sistema riuscirebbero a mettere su senza kernel, compilatore e libc? Nessun sistema. Quindi direi che è che GNULinux è assolutamente appropriato. Stallman può anche essere per qualcuno antipatico e un invasato, ma, come si dice, “date a Cesare quel che è di Cesare”.
nazionlinux
01 giu 2011 - 18:41 - #3Va detto che GNU sta portando avanti il proprio kernel HURD e che se un giorno iniziasse ad essere stabile il termine Linux diventerebbe obsoleto
provate Debian GNU/Hurd
Delian
01 giu 2011 - 18:42 - #4I motivi sono sicuramente storici, e voto per il GNU/Linux in quanto è pur sempre il progetto GNU + il kernel linux.
IMHO se dovessimo decidere guardando le percentuali nessun nome sarebbe adatto, a questo punto sarebbe più indicato un nome ex novo che magari indichi la filosofia di base e la base tecnologica *nix.
steveacab
01 giu 2011 - 19:11 - #5rimane sempre linux!
e visto che si flamma sempre, magari fra qualche tempo si adottano le librerie BSD (vedi l ultima uscita libcxxrt) così non si può ridire.
anche se ci sarà sempre qualcuno che rompe e magari inizierà a dire che non si chiama più linux gnu/linux ma bsd/linux.
foruminformatico
01 giu 2011 - 23:31 - #6Ah, l’eterna domanda, ma stavolta devo ammettere che il caso è più interessante del solito.
Personalmente non ho un vero parere su come SI DOVREBBE chiamarlo. È giusto dare a ciascun progetto il riconoscimento per il proprio contributo alla “costruzione” di un grande sistema operativo, ma naturalmente non possiamo chiamare il sistema GNU/Linux/Xorg/KDE/ecc. Sarebbe bello trovare un nome neutro per definire una distribuzione, ma ormai è impossibile, per ragioni storiche.
Dobbiamo rassegnarci al fatto che ciascuno ha la propria opinione e chiamerà il sistema di conseguenza.
Detto questo, io continuerò a chiamarlo Linux e a chiarire esplicitamente l’ambiguità quando parlerò del solo kernel. La ragione è semplice: GNU/Linux a mio avviso non si può sentire. Linux è un bel nome da pronunciare, non spaventa i nuovi utenti e non mi annoda la lingua!
guiodic
02 giu 2011 - 00:14 - #7Riguardo la quantità, la statistica qui presentata è contraddetta da quella fatta dal progetto GNU: “In 2008, we found that GNU packages made up 15% of the “main” repository of the gNewSense GNU/Linux distribution. Linux made up 1.5%”
.
Comunque, al di là della quantità che non conta molto come parametro (altrimenti lo dovremmo chiamare “openoffice os” visto che il pacchetto più grosso in main è proprio openoffice), il punto è che i due pezzi fondamentali del sistema sono gnu e linux. Senza xorg, senza java, senza firefox, ecc. comunque hai un sistema operativo. Se invece togli gnu o linux, non c’è più nessun sistema operativo (a meno che non sostituisci uno dei due con qualcosa d’altro, ma ottieni un s.o differente, vedi Android).
Acrostico
02 giu 2011 - 13:27 - #8Concordo con guiodic, e aggiungo che la metrica “linee di codice” è molto ingannevole. Il 99% di quel codice usa abbondantemente le astrazioni fornite dalla libc, è compilato con gcc e riusa programmi o librerie del progetto GNU. La vera “base” su cui si costruisce tutto è quella, più ancora che il kernel.
Togli OpenOffice e ottieni Ubuntu senza OpenOffice. Togli GNU e rimani con niente.
PS: se proprio si vuole dare credito a qualcosa di diverso a GNU/Linux, un’occhiata io la darei a progetti come dbus, udev & co, che stanno diventando de facto parte integrante della piattaforma.
IB`
02 giu 2011 - 15:31 - #9GNU fa il compilatore, fine della storia… GNU/Linux FOREVVA :D
diberton
02 giu 2011 - 17:58 - #10A mè sembra appropiato usare il nome della distribuzione:
Debian, Mandriva, Zenwalk, Ubuntu, …
e non con il nome dei componenti.
sarebbe come dire
McLaren/Mercedes-Benz/Mobil1/Pirelli
guiodic
02 giu 2011 - 18:46 - #11@dilberton: Debian, Madriva, ecc. sono tutti sistemi operativi simili tra loro e vicendevolmente compatibili, perché tutti basati sulla stessa piattaforma che costituisce la stragrande maggioranza del sistema stesso. La parte “solo debian” di Debian è infinitesimale rispetto a tutti il resto.
ufic
03 giu 2011 - 15:14 - #12Se ha ragione quella torta, bisognerebbe chiamarlo Other/Linux :p
guiodic
03 giu 2011 - 17:36 - #13@ufic: quindi tu chiameresti il sistema di Microsoft Other/Windows, visto che il 90% del software che gira su Windows non è prodotto da Microsoft. Giusto?
ufic
04 giu 2011 - 10:13 - #14@guiodic: Su, era una battuta… :p
bitfreedom
07 giu 2011 - 18:11 - #15due sole osservazioni:
- la rilevazione cui si fa riferimento lascia il tempo che trova: si contano in numero assoluto le linee di codice (che magari chiamano librerie esterne, e queste sono spesso GNU) senza metterne in conto il peso (le linee di gcc contano quanto quelle di una qualsiasi inutile desklet?) e lo si fa su una distribuzione (ubuntu) che chiamarla “compromessa” è anche troppo diplomatico (nella torta c’è anche il “peso” delcodice proprietario che infarcisce ubuntu?)
- tutte quelle belle linee di codice nella torta, dal kernel fino a tutta la fetta “other”, come fanno a diventare una distribuzione “eseguible”? risposta: grazie al compilatore GNU…
quindi la domanda neanche si pone. Gnu/Linux punto e basta.