In principio vi era solo Palm Inc. e i suoi PDA: funzionali, belli e intuitivi. Poi venne Microsoft, che conquistò il mercato e mise in un angolo la vecchia rivale, nonostante la concorrente offrisse un prodotto complessivamente migliore.
Palm Inc. provò a riconquistare il terreno perduto, investendo anche in altre aziende (Be Inc.), ma fu costretta alla resa e decise che dividersi in due era la scelta migliore: nacquero così PalmOne e PalmSource. La prima si sarebbe dedicata dell’hardware Palm, la seconda del software (e quindi del sistema operativo).
Tralasciando il resto della storia (che potete comunque consultare su Wikipedia) vi basti sapere che PalmOne ora si chiama semplicemente (e nuovamente) Palm, e che PalmSource è stata acquistata da Access; la cosa buffa è che entrambe hanno incrociato la loro strada con quella del pignuino e stanno per proporre soluzioni basate sul kernel Linux.
Palm ha già sviluppato un SO basato su kernel Linux con il nome di Cobalt 6.1, ma attualmente nessun apparecchio lo utilizza e non è ben chiaro se mai prenderà piede (potrebbe venire soppiantato da Windows Mobile, soprattutto sui Treo).
PalmSource, invece, sta procedendo speditamente nello sviluppo del nuovo OS basato su kernel Linux e librerie GTK+, tant’è che ha presentato i primi prototipi al LinuxWorld di Boston: per ora dovete accontentarvi solo di alcuni screenshot e della certezza che il sistema non userà X ![]()
[via LinuxFilter]
dega1999
06 apr 2006 - 13:53 - #1era ovvio non usasse X :D
Chissà se i kit di sviluppo sono liberi..
Devo informarmi sembra interessante come cosa :)
Andrea
06 apr 2006 - 15:36 - #2Non è vero che ha comprato Be Inc. per riconquistare terreno, ma per eliminare sul nascere un potenziale concorrente che l’avrebbe relegata al terzo posto.
Andrea - ossblog.it
06 apr 2006 - 15:39 - #3Quando Palm acquisto Be Inc. quest’ultima era già mezza morta…la Be si è bruciata con BeIA e con i ritardi di BeOS 6. Se fosse stata acquistata da Apple (al posto di Next), magari la storia sarebbe andata in modo diverso…
ma la storia, purtroppo, non si fa con i se…