
GNU/Linux ha un successo che non si può certamente nascondere anche se le percentuali sul desktop non sono quelle che tutti vorremmo vedere. Vi siete mai chiesti, però, quali sono i paesi dove il pinguino ha più successo?
Come potete intuire dall’immagine qui sopra che rappresenta i primi tre gradini della classifica non è così semplice indovinare i nomi e la relativa posizione che appare in completezza dopo il salto. Potete provare a fare una vostra previsione e vedere, solo dopo, se avevate indovinato, ma non sarà sicuramente semplice.
I dati sono stati raccolti prendendo solo in considerazione gli utenti desktop, quindi il caso in cui GNU/Linux risulta meno usato in percentuale, raccogliendo i dati da più 3 milioni di siti web grazie alle statistiche di Statcounter.

Da qui possiamo fare alcune considerazioni. La prima è che anche nei paesi più poveri Linux resta un sistema operativo di nicchia e non riesce ad imporsi come alternativa a Windows. Gran Bretagna e, soprattutto, Stati Uniti si trovano fuori dalla classifica con una percentuale dello 0,73%. L’Italia riesce a fare meglio arrivando a doppiare questa percentuale con 1,54%.
A livello globale Linux come desktop è utilizzato dallo 0,76% dei navigatori, ma se l’Europa può vantare 1,14% negli altri continenti si abbassa la media fino allo 0,34% asiatico.
Via | Pingdom
squiddy
16 mag 2011 - 17:02 - #1vorrei vedere già solo tra un anno o due queste statistiche e vedere se mark ci ha preso con i suoi 200 milioni.. ma aperte questo ricordo che cuba è prima perchè i pc che vendono là devono avere obbligatoriamente la distribuzione di stato Nova Baire che è basata su linux, e questo accade da appena un anno quindi in porspettiva la percentuale è destinata a più che raddoppiare. ma il sud africa paese natale di mark dove è finito??
winkiller
16 mag 2011 - 17:03 - #2Ah, questo avvalora la tesi che GNU/linux è l’OS per i comunisti!!!
GNU/Leninux?
nicomede
16 mag 2011 - 17:39 - #3finalmente una classifica in cui l’Italia è messa meglio di altri :-)
Kim Allamandola
16 mag 2011 - 17:40 - #4Al di la del fatto che ciò che osservo dà percentuali significativamente
diverse; un po’ come i dati di vendita di Windows 7 che non distinguono
tra le (pressoché nulle) licenze vendute e le licenze OEM/Gratuite per
studenti ecc…
Cmq la cosa che concorda con i miei dati è la maggior diffusione di GNU/Linux
in Europa rispetto agli USA; in particolare più il livello culturale di un
paese, ma anche solo della singola persona, più GNU/Linux è diffuso, non è
uno stereotipo, è quanto osservo da tempo…
Elia C.
16 mag 2011 - 17:52 - #5Queste statistiche mi sembrano più attendibili e ottimistiche
http://www.w3schools.com/browsers/browsers_os.asp
lucagb
16 mag 2011 - 18:03 - #6Ma il brasile?
PD
16 mag 2011 - 18:14 - #7> in particolare più il livello culturale di un paese, ma anche solo della
> singola persona, più GNU/Linux è diffuso
Per quanto riguarda l’Europa ciò potrebbe significare che GNU/Linux è più diffuso in ben determinate classi sociali, le stesse abituate ad informarsi prevalentemente attraverso la rete. Mentre la realtà americana è un po’ più complessa.
PD
16 mag 2011 - 18:18 - #8Aggiungo che sarebbe comunque interessante avere una classifica dei Paesi che investono nell’OSS in generale. Suppongo che lì UK, Germania e Brasile balzerebbero ai primi posti.
darkat
16 mag 2011 - 18:26 - #9@lucagb: me lo sono chiesto anch’io! il brasile è stato uno dei primi paesi ad adottare a livello nazionale linux in più settori, dalle scuole alle amministrazioni, invece in questa classifica nemmeno appare?? ma siamo sicuri che questa tabella tiene conto di linux o solo di ubuntu? -.-
gepp.
16 mag 2011 - 20:57 - #10l’olanda???
riccardo28
17 mag 2011 - 08:43 - #11è dal 1999 che si sente dire questo sarà l’anno di linux! invece client side ha decisamente toppato ora come allora è complicato installare i driver per la scheda video, per il wireless, la stampante etc… l’unica possibilità potrebbe essere una ditta in stile apple che vendesse notebook di un certo livello con linux preinstallato e configurato ma non una alla cazzum tipo asus coi primi eeepc ma una che ci crede davvero (non come dell che ha tre offerte linux e le devi cercare con la lente) che scelga una distribuzione nota e investa un minimo in pubblicità.
axias41
17 mag 2011 - 09:34 - #12@Riccardo28
Complicato installare driver? Non per hardware mass market. Sul mio portatile installando Fedora il wifi l’ha riconosciuto da solo, la scheda video idem, la stampante l’ho collegata all’usb e non ho fatto altro. Con Windows avrei dovuto scaricare driver su driver.
Il vero problema e’ la mentalita’ della gente, che non vuole cambiare, e’ un lock-in che si morde la coda.
christian m
17 mag 2011 - 09:42 - #13emergono le seguenti cose:
-linux e’ per paesi comunisti e/o radical chic.
-linux rimane un OS di nicchia, a dispetto di chi continua a sostenere che questo “OS” stia “spaccando”
-linux si dimostra essere a livello desktop pressoche’ inaffidabile, visto che i Paesi che contano non puntano di fatto su questo “OS”.
-non e’ vero che i sistemi “free” siano diffusi in modo significativo, e non e’ vero che la scelta free sia sempre la piu’ premiata.
darkat
17 mag 2011 - 11:19 - #14@christian m: dipende di che settore parli, sicuramente in quello desktop no, ma in altri ambiti (server, smarthphone, supercomputer, embedded) linux “spacca” davvero” e in alcun di questi settori è il sistema maggioritario, in questo senso l’anno di linux è già partito l’anno precedente: ormai la gente inizia a conoscerlo anche se non sa cosa sia con precisione
lablinux
17 mag 2011 - 11:42 - #15@christian m
“linux si dimostra essere a livello desktop pressoche’ inaffidabile” cioé?
Spiega cosa significa inaffidabile please.
fuckthemono
17 mag 2011 - 12:25 - #16noto che ossblog sta diventanto simile a punto troll…
sia come qualità dei post che dei commentatori :)
Difficoltà ad installare driver?
Sistema per comunisti?
Ma di che state parlando…
flavio vizente
17 mag 2011 - 12:57 - #17Concordo che questa classifica è di sicuro piu’ veritiera http://www.w3schools.com/browsers/browsers_os.asp
lowek
17 mag 2011 - 12:59 - #18in pratica la percentuale media si aggira intorno all’uno per cento come da 10 anni a questa parte
PD
17 mag 2011 - 16:31 - #19@christian m
una risposta che le racchiude tutte: no.