Caro Candidato 2011

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ASSOLI, Associazione per il Software Libero, ha deciso di lanciare nuovamente la sua campagna “Caro Candidato” per le elezioni del 15 e 16 maggio invitando i politici di tutti gli schieramenti e colori ad schierarsi apertamente per il software libero e le libertà digitali sottoscrivendo il Patto per il Software Libero.

Un’idea che ha due valenze. La prima è quella di spiegare ai politici l’importanza del FLOSS e delle libertà digitali nel mondo moderno tanto privato quanto aziendale per la costruzione di una società migliore e la seconda è quella di segnalare in maniera chiara tutti i candidati che hanno deciso di sostenere pubblicamente queste cause.

Tutti possono collaborare sia diffondendo le informazioni sulla campagna sia contattando direttamente i politici o sensibilizzando l’opinione pubblica. Se volete partecipare non vi resta che provare uno dei suggerimenti segnalati nella pagina delle collaborazioni.

Via | SoftwareLibero

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  • nickname Commento numero 1 su Caro Candidato 2011

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    Al massimo io sarei deciso a sapere quali sono i candidati che hanno GNU/linux e openoffice sul portatile, non quelli che a parole sostengono il software libero o aperto Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Caro Candidato 2011

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    impresa ardua, sia per l'ignoranza informatica che domina i nostri politici, sia per la vera e propria ignoranza delle persone, compresi quindi gli stessi politici, nel comprendere l'importanza dell'uso di un mezzo libero e condivisivile. nelle imprese odierne il "peso a budget" dell'infrastruttura informatica diventa ogni giorno piu' pesante, aumentando costi di gestione, quindi di produzione e quindi del prodotto finale. la maggior parte dei manager non si rende conto che questa voce ha sempre piu' peso e che con l'open source non solo si ha il vantaggio del supporto della comunita' (molto piu' vasto e molte volte piu' rapido e puntuale), ma anche il non trascurabile vantaggio economico. nelle grandi imprese gli amministratori si fossilizzano su soluzioni "preistoriche", come ad esempio usare in una rete ws stand alone per compiti che anche una calcolatrice riesce a supportare, e magari per applicazioni server based o web based, rendendoli dei semplici client stupidi, quando si possono strutturare reti di semplici think client e could computing. aumento dei costi per l'HW, per il SW base, per il mantenimento e i consumi… in piu' razionalizzare non significa solo risparmiare, ossia poter proporre il proprio prodotto/servizio ad un costo concorrenziale, ma anche avere cura dell'ambiente… dovrebbe essere un dovere civico… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Caro Candidato 2011

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    Purtroppo l'ignoranza informatica domina anche negli informatici, non solo nei politici. Quanti ce ne sono che sanno usare decentemente unix? quanti che sanno configurare correttamente i loro ambienti web? In questi ultimi giorni ho visto errori sui siti di shell, postemobile, sara assicurazioni. Anche con stampa delle eccezioni, con tanto di numeri di riga di codice. Quindi questa gente non sa che l'ambiente di produzione deve essere configurato per non mostrare errori agli utenti e che andrebbe compilato senza il supporto al debug. E poi ovviamente il codice di produzione non dovrebbe crashare. Eppure informatici di questo livello si beccano commesse importanti, perchè sono inseriti in una struttura di aziende che sopravvivono e prosperano per meriti commerciali e non tecnici. Cioè sanno fare cattivo software con cattivi informatici, ma lo vendono bene. Scritto il Date —

 

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