
Non passa settimana o mese senza che un’azienda non decida di interrompere la produzione o creazione di un prodotto per il quale, magari, sono stati spesi ingenti quantità di capitale.
Tutta la ricerca e lo sviluppo dove vanno a finire? Nel dimenticatoio e in una sorta di discarica virtuale delle idee. In un mondo invaso dai rifiuti che è riuscito addirittura a produrre un enorme isola di rifiuti bisognerebbe cercare di donare nuova vita a ciò che è vecchio e superato. Un modo sostenibile per provare a ringiovanire alcuni prodotti sarebbe aprire i sorgenti dei firmware che spesso si trovano in queste periferiche quando l’azienda che le ha prodotte non vede più un vantaggio commerciale dalla loro vendita.
Alcune importanti aziende già seguono questa politica, altre non ci hanno mai neanche pensato e poi c’è chi come Nokia che prima rilascia Symbian come open source e poi lo richiude nonostante sia praticamente defunto come sistema operativo per cellulari.
Pensate a quanti gadget avete utilizzato nel corso di questi anni, ma che a causa di alcune limitazioni sono diventati poco interessanti. Sicuramente si potrebbero adattare per essere utilizzati in altri ambiti come dimostra già oggi la ricca scena del DIY e mod per i prodotti più importanti.
Philip Torrone, l’autore dell’appello originale, pensa a contributi da parte di alcune importanti aziende come Sony che con la sua linea robotica è riuscita a produrre avanzati modelli robotici a basso costo e con ottime prestazioni. L’apertura dei firmware di Aibo e QRIO potrebbero certamente dare un’aiuto ai ricercatori universitari per sviluppare prodotti sempre più evoluti evitando di dissipare un patrimonio di conoscenze raccolto negli anni fino al 2006. Anno in cui l’azienda per tornare al profitto ha deciso di tagliare i rami che portavano a meno guadagni.
Via | MakeZine
darkham
02 mag 2011 - 16:28 - #1In molti casi, anche prodotti fuori produzione hanno caratteristiche hardware e software su cui si basano tutte le famiglie successive….
Fabiooo
02 mag 2011 - 16:28 - #2Beh ma li dentro potrebbero esserci idee o tecnologie che non si vuole regalare così a cuor leggero.
Thenetworm
03 mag 2011 - 00:59 - #3Beh, la Sony ha reso opensource gl iaccount del PSN, è un passo avanti…
floriano0
03 mag 2011 - 01:31 - #4che ci sia un pò di beos in webos? (o è tutto linux?)
ilPestifero
03 mag 2011 - 10:32 - #5E’ una scelta ragionevolissima che può solo portare benefici all’azienda stessa.
Franchino Franchetto
04 mag 2011 - 00:13 - #6Ci può stare, non è che un nuovo prodotto è una completa reingegnerizzazione del predecessore…
zio ken
04 mag 2011 - 17:50 - #7Non si è riusciti ad avere il codice di OS2 e quello di Beos, entrambi progetti interessanti che avrebbero potuto avere lunga vita nella comunità… e pensate da quanto tempo questi due prodotti sono fuori dal mercato!!! Figuriamoci se si può pensare di convincere le aziende a rendere libero qualcosa di più recente… pura utopia.