L'open source come base dello sviluppo rurale

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Il movimento FLOSS ottiene grandi riscontri nel mondo del software, ma negli ultimi anni sta facendo progressi anche nel mondo “reale” grazie a vari movimenti che si possono racchiudere sotto il termine open hardware e sono accomunati dalla distribuzione sotto licenze libere sia dei firmware sia degli schemi necessari per la realizzazione di vari tipi di macchinari.

Marcin Jakubowski ha intrapreso un’iniziativa simile, ma dalle grandissime ricadute pratiche. Ha fondato un progetto per la realizzazione di una serie di trattori/macchine operatrici da utilizzare nei paesi in via di sviluppo o nelle piccole realtà rurali dove grossi mezzi possono essere troppo costosi e poco utilizzati per ipotizzarne l’acquisto.

Lo scopo è quello di arrivare alla creazione di tutto quello che serve per rendere sostenibile senza aiuti dall’esterno un villaggio con un budget di 10.000$, che possono sembrare tanti, ma se si mettono in rapporto con il risultato finale sembrano proprio pochi.

Al momento delle 50 macchine che si vogliono costruire ce ne sono già 8 che si possono costruire e con l’aumentare della conoscenza su questo progetto il numero dei collaboratori aumenta e così anche la velocità di sviluppo finale.

Via | OpenSourceEcology

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  • nickname Commento numero 1 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by: jag-green

    E, di grazia, qualcuno che ne capisca è stato interpellato? Per quello che si vede dal filmato, di strada ce n'è tanta da fare. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by: frankhinrg

    Sono un sostenitore sia dell'open source che dell'open hardware ma sto video non lo capisco….e, a dirla tutta, mi fà sorridere la parte dove si compara il prezzo di un trattore professionale con quel "coso" autocostruito. Boh Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Prova a guardare oltre: macchine i cui pezzi sono comuni, che puoi decidere se farli tu, farli fare ad un fabbro o comprarli dal miglior offerente.. Non ci vuole certo un genio per fare un sacco di cose che compriamo, se di quelle cose esiste un progetto open la stessa cosa la puoi comprare dal miglior offerente! Pensala sui piccoli elettrodomestici: un frullatore, trapano, ecc! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su L'open source come base dello sviluppo rurale

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    Ti si rompe la scheda del frullatore? Se è open la puoi fare tu! O in ogni caso il pezzo di ricambio costerà un centesimo, perché comune a cento modelli simili! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Proprio qui sta l'errore soprattutto per i progetti di elettronica open. Il principio è open lo posso fare io non coincide sempre con qullo di cesta poco o niente. Anzitutto andate dal vostro venditore di fiducia a chiedergli 1 sola resistenza da 110 ohm al 7% vediamo se la ha e cosa vi risponde e soprattutto se 1 vi costa poco o tanto. Ricordo a tutti che è stata l'industralizzazione a rendere i prezzi popolari, altrimenti auto, il sopracitato frullatore, e molte altre cose prodotte in pochi esemplari avrebbero costi esorbitanti, e sarebbero merce per pochi. Il vero traguardo è produrre oggetti tecnologicamente avanzati, con parti o di facile reperibilità, oppure creare i presupposti per realizzare anche le componenti basilari in maniera facile. Un esempio su tutti, pensate al costo dell'HW di un TABLET 200$ di solo HW tenete conto quanto di questo HW viene acquistato e lo sconto collegato. Il processo costruttivo, i test perchè non vi esploda alla prima accensione ma solo il giorno successivo allo scadere della garanzia. Sono una miriade di cose. Per creare un tablet antagonista non ci vuole uno scienziologo, anche facendolo open tuttavia no si otterrà quel margine di risparmio sperato, non si creeràà quel prodotto così semplice da realizzare. vi sono molti fattori in gioco. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su L'open source come base dello sviluppo rurale

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    L'iniziativa è lodevole ma le omologazioni, i test di qualità e sicurezza delle macchine operatrici dove sono? é possibile che nei paesi in via di sviluppo non vi siano regolamentazioni per la circolazioni di tali mezzi? bah. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su L'open source come base dello sviluppo rurale

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    @electron se vado dal mio venditore di fiducia prendo minimo 5 resistenze del genere o prezzi risibili. Ed è vendita al dettaglio. Dando per vero che la costruzione di open hardware DIY sia più costosa dell'acquisto di un prodotto industriale già assemblato (e nutro fortissimi dubbi per esperienza diretta) il progetto open ovviamente sarà decisamente più economico nel lungo periodo. Il perché è presto spiegato e sinceramente abbastanza banale… attualmente i prodotti dell'industria non sono fatti per durare per tenere vivo il mercato e non sono progettati per costare poco al consumatore ma per costare poco al produttore. Basti vedere quanto costano i pezzi di ricambio automobilistici (un'auto costruita esclusivamente con pezzi di ricambio costerebbe oltre il 200% del prezzo di vendita al concessionario). L'unica maniera per avere utensili e macchine che sia progettate per durare (e non per rompersi ma solo dopo un po') e che utilizzino pezzi standard di facile realizzazione è l'open hardware. Il resto è fuffa. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Si l'open hardware può essere una buona idea ma non lo vedo davvero come risposta sul lungo periodo purtroppo, io ho provato a costruirmi un trasformatore per trenini ed alla fine ho speso di più ma vuoi mettere la soddisfazione, tuttavia con la soddisfazione si fa ben poco. Penso anche io che se vogliono essere vincenti devono poter costare poco e offrire un minimo di sicurezza che non si deve escludere da quei paesi solo perché non sono avanzati. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Mettiamo bene in chiaro che i vostri commenti sono basati sulla concezione di produzione di massa in luoghi conformi a determinate convenzioni economiche. Quando hai una comune/villaggio da gestire e vuoi e devi essere indipendente, 1) in questi spazi privati o (pubblici nel caso di partecipazioni statali) si usa qualsiasi cosa di auto costruito senza la necessità di consensi di istituzioni terze. 2) sono prodotti unici che non devono essere soggetti a nessun tipo di omologazione (deve essere dettata dall' esperienza stessa). 3) sono prodotti unici e auto costruiti non soggetti a produzioni in serie, quindi a carico di responsabilità delimitata allo spazio in cui operano. 4) necessarie per boicottare tutta la monopolizzazione e le lobby autocratiche auto imposte dal mercato di produzione. 5) la qualità è un concetto oggettivo applicato all'esigenza in base all'utilizzo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by: jag-green

    Per essere più chiari. Quel semovente (chiamarlo trattore…) potrebbe ricordare al massimo certe jeep willis abbandonate dopo la 2a Guerra Mondiale e riadattate alla meno peggio. Non serve un ingegnere della New Holland, basterebbe un medio contadino a notare i difetti concettuali del progetto, decisamente "ingenuo". Difetti, si badi, non ammennicoli né cromature varie, che fanno la differenza con una macchina di concezione moderna. Con tutto che le macchine agricole "moderne" sono comparse 30-35 anni fa. Ma tant'è. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    @jag-teen non devono essere belle per arare la terra, sopratutto credo di aver capito che sono anche teleguidate o con itinerario programmato, anche a me ricordano le auto di Mad MAX, il punto è che dove non possono permettersi neanche le materie prime, mi sembra un un buon punto "di base" per produrre cibo. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    @yesman: Ma tu credi veramente che il DIY sia praticabile? Hai una vaga idea di quanto ti costerebbe produrti un'automobile? Anche solo per le materie prime, o pensi che a te l'acciaio verrebbe venduto allo stesso prezzo a cui lo compra Fiat? Per l'elettronica forse sarebbe ancora fattibile, anche se già farsi in casa un amplificatore stereo prendendo lo schemino da Nuova Elettronica ti avvicina pericolosamente al prezzo di mercato, per l'industria automobilistica è semplicemente irrealizzabile. Il resto è fuffa. @cavolfiore: No il trattore non deve essere bello ma deve essere funzionante, quel go-kart non sarebbe in grado di arare neanche il mio orticello, semplicemente non ha massa, appena puntato l'aratro si impennerebbe, guardati le caratteristiche tecniche di una macchina agricola qualunque, anche medio piccola, e poi valuta se è fattibile riprodurle in quel modo. P.S. Il mio motocoltivatore è un diesel da 12 hp, costa 2500 euro e mi permette di gestire un orto di 200 mq, quando un progetto del genere riuscirà a fare meglio darò credito. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    @krak76 1) Conosco auto vendute generalmente DIY (sono particoli, lo ammetto), l'acciaio può costare anche molto più di quello che costa alla FIAT ma se non ho Engineering da svolgere e ricavi da concretizare è fattibile che uno di questi progetti vengano realizzati. Nessuno in quel progetto per ora si sogna lontanamente di andare a competere nel mercato occidentale… si rivolge a delle comunità nei paesi in via di sviluppo dove riuscire a costruire qualcosa di utile a prezzi decenti senza per forza cadere nel circolo vizioso delle lobby industriali è solo che un pregio. 2) Linux nel 1991 era l'equivalente o forse meno di quel "trattore" in am un bito software… continuate a considerarlo come prodotto finito da vendere mentre è un progetto open hardware che e tale va considerato. Potrebbe morire in pochi anni ed essere totalmente dimenticato così come potrebbe gradualmente evolvere in un progetto più complesso e funzionale. Di fronte a questo fatto si può essere soddisfatti di quel progetto open, si può essere per nulla o in parte soddisfatti e contribuire in qualche maniera al miglioramento dello stesso o si può essere non soddisfatti ed indifferenti ed evitare di sputare sentenze che non a caso chiamo FUFFA. In poche parole sono tutti bravi dietro lo schermo a dare per spacciato qualcosa o qualcuno senza sporcarsi le mani. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    *sorry l'editor di Opera ha fatto le bizze. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    @yesman: mi spiego meglio, io non sto parlando di competere sul mercato, parlo di competere come costi/funzionalità, come dicevo all'altro amico è irrilevante che il trattore costi poco se non funziona, questo era il succo del mio paragone con Fiat, se il tuo DIY costa 1/10 del prodotto industriale ma fa 1/20 del lavoro del suddetto prodotto commerciale semplicemente non hai capito una mazza. Il paragone con Linux c'entra poco o nulla, vero che il DIY funziona nel software, ma altrettanto vero che nell'industria del software il costo di produzione è, quando non nullo, irrisorio se paragonato a quello dell'industria "fisica" Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Io resto dell'idea che 1) I costi sono maggiori del guadagno. I miei nonni usavano i buoi non è una fregnaccia, queste macchine consumano certo di più e sono meno preformanti di un bue. 2) Non diciamo cavolate sull'auto costruzione, tutti quelli che scrivono qui sono in grado di saldare un filo ad una resistenza ma ad ottenere un amplificatore ne passa poi ad ottenere un passabile amplificatore ci vuole di più non parliamo di un decente amplificatore. 3) Il paragone con linux non ci sta assolutamente, qui si discute di materia prima / lavoro per ottenere qualcosa di usufruibile. Linux anzitutto non ha materia prima da acquistare poiche chi ci sta dietro ha già scelto di devolvere gratuitamente le sue risorse (il pc che usi per creare le patch va ad energia o a merendine). Altra cosa importante se crei un software DIY, non credo lo userai subito per applicato in situazioni che contemplino la perdita di vite umane, altrimenti sei un …. ci sono tempi e ricerche affinamenti. Come non usi l'ampli per presentarti al teatro. Non usi queste macchine fatte di ferro che arrugginisce in luoghi umidi magari sollevi qualcosa e stac si spezza. Qui si spaccia per gratuito ciò che non è, sicuro ciò che non è, efficiente ciò che non è se paragonato a sistemi ben più retrogradi. Poi certo se te ne freghi come ha detto @Cavolfiore perche 1)Paese delle banane senza controlli 2)Fa figo auto costruirsi le cose non importa se funziona 3)Cavoli loro se si ammazzano con sti cosi 4)Ci piace sparare cavolate politiche 5)e infarcirle di filosofia copiata da wikipedia Ricordatevi che fate i conti senza l'oste, se non hanno i mezzi nemmeno per un bue dove trovano le risorse per l'energia, le risorse per la costruzione. guardacaso nel video si usano i tipici strumenti locali per costruirlo ma va…. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Io sinceramente rimango basito a leggere certi commenti. Credete veramente che questo progetto sia destinato ai contadini di un paese in via di sviluppo che invece di arare il campo si mettono a costruire un trattore? Non credete piuttosto che il progetto sia rivolto magari ad aziende più o meno specializzate che possono partire da una base di progetto ed ampliarla? L'open hardware non è rivolto alla singola persona ma a tutte le "piccole" aziende che non possono spendere milioni di euro per creare da zero un progetto tutto loro. In questo modo possono prendere un progetto, che magari di per sé non è ancora attuabile, migliorarlo e realizzare non un trattore ma 1000 trattori. In questo caso sì che si avrà un abbattimento del costo, dovuto in gran parte all'abbattimento del costo di ricerca e sviluppo. A questo punto, usando open hardware ci aggiungerò anche open software e questo mi moltiplica a livello esponenziale la modulabilità ed adattabilità del progetto. Inoltre essendo open hardware anche la manutenzione ha costi minori, in quanto il contadino non deve per forza chiamare l'azienda che gli ha venduto il trattore. Infine, esattamente come nel mondo linux, il progetto cresce e migliora di volta in volta basandosi sulle migliorie di ogni singola persona, che possono essere anche piccolissime, ma che sommandole diventano molto importanti. Pensate ad esempio ad Arduino, è ovvio che se me lo costruisco da solo, ammesso che ne abbia le capacità, spenderò di più o se non altro avrò prestazioni peggiori, ma può esserci un azienda, come infatti c'è, che prende il progetto di arduino, fa qualche cambiamento, e me lo rivende a prezzi molto competitivi rispetto alla concorrenza. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by: opensource

    accidenti! e io che ho appena speso 1800 euro per sostituire il piatto "mulching" da 62" del mio John Deere! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by: giuseppe_dandrea

    E' un iniziativa lodevole che spero vada avanti, sopratutto per i risvolti utili che ha, devo ammettere che molte cose sono interessanti e che se si supera il nostro "scetticismo" la cosa potrebbe sembrare un po meno pazzesca. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su L'open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    Segnalo la versione sottotitolata in italiano del video, se volete pubblicarla al posto di quella inglese per facilitare la comprensione alle persone che non hanno dimestichezza con la lingua d'Albione… <a href='http://www.youtube.com/watch?v=jklVbLQjWXs' rel='nofollow'>http://www.youtube.com/watch?v=jklVbLQjWXs</a> Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su L&#039;open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    @mbho Questo è parlare in modo realistico!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su L&#039;open source come base dello sviluppo rurale

    Posted by:

    …Chissà se con la "fuffa" l'acciao non arrugginisce oppure le saldature/cablaggi si eseguono alla perfezione anche da chi non ha i buoi,ma conosce la progettazione.. bah! Scritto il Date —

 

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