Qualcuno di voi se lo sarà sicuramente chiesto. Cosa spinge le persone a sviluppare o comunque a collaborare con progetti di tipo FLOSS?
La risposta non è sicuramente semplice perché ogni individuo ha ragioni più o meno personali, ma quando si iniziano ad analizzare gruppi di persone emergono delle tendenze molto interessanti e che quindi possono essere studiate che svelarne i principi di base.
Nel video qui sopra possiamo assistere alla discussione, con i relativi disegni, sulle motivazioni che ci spingono a svolgere un certo compito. Detto così potrebbe sembrare piuttosto scollegato dal movimento FLOSS, ma se seguirete tutto il video fino alla fine capirete molto bene la logica che c’è alla base. In pratica lavorare a questo genere di progetti ci consente di avere una nostra autonomia nel nostro contributo, avere una voce in capitolo quando si tratta di prendere delle decisioni e di migliorare le nostre capacità personali durante il percorso che ci porta verso la meta prefissata dal progetto.
Via | EmcElettronica
darkcg
26 apr 2011 - 09:28 - #1Tutti “motivi” che si ottengono anche lavorando per una qualsiasi software House ad un software chiuso. Non capisco dove sarebbe la prerogativa dell’open.
Andrea R
26 apr 2011 - 09:59 - #2nell’open sviluppi te, quello che vuoi, come vuoi.
fra9000
26 apr 2011 - 10:51 - #3volevo chiedere agli autori di ossblog..
suggerimenti@ossblog.it è attivo? ho mandato una mail diversi giorni fa ma non ho ottenuto risposta..
grazie mille
Frà
loviuz
26 apr 2011 - 16:31 - #4@Andrea R: anche un libero professionista o uno studente può fare un software closed in autonomia, quello che vuole, come vuole.
Il punto secondo me (visto che ho un paio di progetti su sourceforge, tra cui openstamanger che lo reputo piuttosto impegnativo) è costruire un software “assieme” alla comunità, sapere che qualcuno (come è successo a me) si potrà unire al progetto senza particolari vincoli e che puoi beneficiare di librerie o pezzi di codice già sviluppati per non reinventare tutto, prendendoli da software con la stessa licenza (GPL).
E poi non hai lo scopo che avresti se lo facessi per lavoro (cioè la maggior parte per soldi) e non hai scadenze tassative da rispettare (spesso causa di conclusione affrettata della release per rientrare nei tempi e quindi con maggiore possibilità di lasciare bachi o parti incomplete). E’ logico che se fai il pirla e attendi troppo la comunità si stanca e cerca alternative, come è giusto che sia (libero mercato), ma non sei legato da contratti.
Ultima cosa: nel software libero lo sviluppo è spinto dalla voglia di programmare, non dalla retribuzione nello sviluppare in sè, perciò credo proprio che la qualità sia migliore.
TizianoDG
26 apr 2011 - 21:47 - #5E come nella tentata vendita… se un giorno il software venderà o sarà comprato anche a te arriverà qualche briciola…
electron
27 apr 2011 - 08:40 - #6Credo che scrivere software sia come dipingere, di quadri belli ce ne sono di brtti di più di tele iniziate ad abbandonate una infinità.
Il bello dell’open è che nessuno ti dice fallo entro il, tutto nasce dall’estro, dall’idea.
Però non avendo veri stimoli solo la voglia ed eventualmente qualcuno nella comunità che ti segue, si richia che la fiamma si spenga sin troppo presto, ed oltretutto non è sempre detto che vi sia qualcuno invogliato a portare avanti l’opera o tecnicamente in grado.