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Android open source come prima

Pubblicato: 08 apr 2011 da Lpt on fire!


Andy Rubin, l’uomo incaricato da Google di gestire lo sviluppo di Android, ha scritto un articolo in cui si ribadisce il carattere open source del sistema operativo sia per il presente sia per il futuro.

Il tono del post è chiaro fin dal titolo: “I think I’m having a Gene Amdahl moment” e che fa riferimento alla nascita del termine FUD da parte di Gene Amdahl quando lasciò IBM. Tutto è nato qualche settimana fa quando è stato annunciato che i sorgenti di Android 3.0 non sarebbero stati ancora pubblicati e con la notizia che faceva da sponda e indicava la volontà di Google di imporre un maggior controllo sui produttori di device con l’androide. Tutto questo secondo Andy Rubin sarebbe solo FUD perché Android continua ad essere gestito sempre secondo gli stessi ideali che ne hanno accompagnato lo sviluppo fin dalla sua nascita. Inoltre la clausola anti-frammentazione citata precedentemente sarebbe attiva sin dalla versione 1.0 del sistema.

Ci troviamo in sintonia con la precisazione che Android continuerà ad essere aperto come prima e che ci sono in giro troppi allarmismi però vogliamo comunque ribadire che la scelta politica operata da Google sembra un po’ quello di un grande fratello e che si sarebbe potuto evitare.

Via | AndroidDevelopers

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • darkcg

    10 apr 2011 - 01:21 - #1
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    Meno male che il piano anti frammentazione è attivo dalla 1.0 altrimenti che succedeva? XD

  • darkcg

    10 apr 2011 - 02:19 - #2
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    Aggiungo sulla questione del “grande fratello”. Si sarebbe potuta evitare? Certo. Sarebbe stato giusto? A mio avviso no. Un sistema operativo mobile ha delle esigenze addizionali rispetto a quelle di un desktop. Necessita di una coerenza maggiore, perchè i budget per le applicazioni mobili sono ovviamente inferiori, cosi come sono inferiori i margini di guadagno rispetto alle grandi produzioni. Per avere una coerenza maggiore, ci vuole qualcuno che esercita potere su di esso. Questo riduce leggermente il concetto di “libertà” cosi come lo intendono i fanatici del free software ma ha il vantaggio di regolamentare eventuali abusi circa la creazione di versioni esoteriche del sistema, che, francamente, nessuno vuole. A me di un nuovo sistema, fork di Android, che genera un nuovo fork di un’altro sistema ancora, non interessa nulla. E credo che difficilmente interessi ad altri utenti. Con il mobile ci vogliono piattaforme standard, univoche, coerenti. Di sistemi operativi unici e diversi il mondo nè è pieno, mancano solo i derivati e andiamo al collasso.

    Una cosa sembrano ignorare i fanatici del floss: eccessiva libertà non è piu’ libertà: si chiama anarchia. La libertà è tale sono quando alla base c’è un sacrificio di qualcuno per il bene di molti. Questa è la libertà. Se ognuno facesse quello che gli viene in mente, vivremmo in un mondo tutt’altro che libero.

    In questo Google è esemplare. Non mette in mano da subito Android a potenziali produttori cinesi, a scapito della qualità del sistema, semplicemente per inneggiare a stupidi ideali di falsa libertà. Libertà è anche rispettare i voleri di chi quel sistema lo produce.

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    10 apr 2011 - 12:36 - #3
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    scusa darkcg ma credo che tu abbia le idee molto confuse. Non ci sono fork di Android veri e propri, semplicemente ogni produttore di terminali ci aggiunge qualche applicazione e - in certi casi - un launcher differente. Un po’ come i pc con Windows dove il produttore ti mette le sue utility. Oppure come Elementary OS che è ubuntu ma con l’aggiunta di una dock e qualche altra piccola miglioria. Ma il sistema è sempre quello.
    Paradossalmente la frammentazione di Android l’ha creata Google cambiando le API di versione in versione, non i produttori e tanto meno la comunità.

  • darkcg

    11 apr 2011 - 02:20 - #4
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    @guiodic: se google avesse rilasciato i sorgenti di honeycomb, avresti assistito ad una pleteora di porting sulle piattaforme piu’ disparate (cosa che è addirittura avvenuta lo stesso con qualcuno che ha addirittura portato un’immagine del SDK di honeycomb). Honeycomb su cellulari attualmente è una schifezza, non è pronto per i cellulari e google sta evitando proprio il proliferare di questi porting non autorizzati. Non sono fork, ovviamente, tuttavia a nessuno è vietato di farli.

  • qnx

    11 apr 2011 - 08:31 - #5
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    Ma tu che sei una azienda e fai della libertà del tuo prodotto una bandiera della semplicità ed apertura verso la programmazione la tua bandiera, del fatto che sei differente dall’altro os concorrente, ma di contro per uscire in fretta (quindi cercare di arestare lo strapotere dei concorrenti) cambi api ogni 2×3 blocchi il codice fin che non sarà a tuo avviso bello, non puoi certo dire di aver realizzato un bel sistema stai buttando fuori delle beta (dal punto di vista della casa che lo dovrà installare sul proprio telefono) che cambiano di continuo. Il problema qui non è di chi produce l’OS che lo può fare bene o male. E’ la miopia di chi produce telefoni che ha ormai raggiunto il livello dell’usa e getta ti faccio pagare promettendoti un illusorio sistema aperto che sarà sviluppabile da tutto il mondo in cui vi sarà ognuno in grado di fornirti la sua app. Tuttavia sanno già di offrire un sistema deprecato, quindi chi sviluppa dovrebbe fare applicazioni basandosi su 3 o 4 API differenti cosa che non sarà fatta e nella vecchia versione ti terrai i bug. Sanno che il 99% di chi lo ha non sa nemmeno scrivere un hello word, figuriamoci una applicazione.
    Purtroppo non tutti coloro che comprano o hanno comprato devono e sono in grado di valutare aspetti così tecnici. Quindi si tratta di una situazione che va pesantemente a discapito dell’utente

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