La portabilità è da sempre un concetto molto importante nell’ecosistema FLOSS. Grazie a questa caratteristica è possibile cambiare distribuzione e persino sistema operativo e trovare sempre le proprie applicazioni preferite pronte per continuare a lavorare senza perdite di tempo.
Ottenere una buona portabilità fra differenti architetture e/o sistemi operativi non è affatto semplice perché significa andare a scrivere del codice per ogni funzionalità implementata in maniera differente o non disponibile su quella determinata piattaforma.
Linux è il sistema operativo unix-like più diffuso ed utilizzato ed alcuni progetti hanno iniziato a trattare i porting verso altri sistemi operativi come secondari. Non si tratta di rivalità, ma di una semplice scarsità di risorse umane disponibili. Curare un progetto non è facile e portarlo su più piattaforme costringe ad un impegno ancora più pesante. Se poi gli sviluppatori e la stragrande maggioranza degli utenti utilizzano Linux diventa difficile supportare altri sistemi. Sia per una questione di logica convenienza sia per il problema degli scarsi bug report.
Cosa succede se un progetto vuole implementare una funzionalità innovativa che è disponibile, in quel momento, solo su Linux? Una caso piuttosto limitato, ma comunque da non sottovalutare. Sotto il punto di vista della gestione hardware e nell’interazione con la scheda video la situazione fino a qualche anno fa era molto arretrata, ma nell’ultimo lustro sono stati tanti i passi in avanti che ci hanno portato ai desktop moderni che possiamo usare oggi.
Se però Linux può vantare decine di migliaia di sviluppatori che in questi anni hanno sviluppato parecchi framework o sistemi specifici per risolvere alcuni problemi, non si può certamente dire che i vari *BSD abbiano a disposizione le stesse risorse umane. Il risultato è che alcuni sistemi si “accontentano” di supportare solo Linux o di fornire un’esperienza minore per chi ha sistemi operativi alternativi.
Linux ha preso in mano la palla dell’innovazione e sta accelerando molto velocemente, mentre nell’ambiente BSD si è costretti ad inseguire per non essere lasciati indietro. Questo implica il rischio che sempre più programmi non siano più facilmente utilizzabili su altri sistemi operativi. La portabilità però non è qualcosa da lasciare nell’angolo perché rappresenta una delle risorse più preziose della comunità.
Forse l’unica parziale soluzione sarebbe provare a coordinare lo sviluppo delle nuove interfacce che da kernel land forniscono servizi ai programmi user level fra sviluppatori Linux e *BSD.
Via | LWN
bitfreedom
21 mar 2011 - 17:12 - #1cito dall’articolo: “Linux è il sistema operativo unix-like più diffuso …”
ma come si fa, dopo più di 20 anni, a continuare a dire che “linux” è un sistema operativo???
linux è un termine del tutto generico che si riferisce a svariati (e talvolta significativamente diversi fra loro) kernel di “derivazione” *nix.
mai e i nessun caso ci si può riferire a “linux” come un sistema operativo.
non c’entrano né presunte “ideologie” né improbabili finezze linguistico-terminologiche o altro: è solo e semplicemente una banale questione di IGNORANZA (tanto più grave in un articolo di un blog che dovrebbe avere un taglio anche vagamente “tecnico”)…
mavai
21 mar 2011 - 18:06 - #2@bitfreedom. Il tuo commento, invece, oltre ad essere completamente inutile, è estremamente arrogante e maleducato. Magari, certe considerazioni, tienile per te e cerca, per quanto ti è possibile, di intervenire con considerazioni utili ed interessanti.
maddaix
21 mar 2011 - 18:14 - #3Quando il savio indica la luna, lo stolto guarda il dito.
@mavai: ed allora diciamo Americani al posto di Statunitensi, tanto e’ uguale no?
Da quando in qua dire la verita’ e’ arroganza e maleducazione? puoi tacciarlo di pignoleria forse, ma arroganza e maleducazione proprio no.
@bitfreedom: solidadarieta’ e condivisione al 100%.
guiodic
21 mar 2011 - 18:28 - #4“linux è un termine del tutto generico che si riferisce a svariati (e talvolta significativamente diversi fra loro) kernel di “derivazione” *nix.”
No. Linux è il nome di uno *specifico* kernel, non di svariati kernel.
tcounter
21 mar 2011 - 18:30 - #5@maddaix: arroganza e maleducazione sono opinioni personali e come tale vanno rispettate. Per qualcuno sarà stato un intervento arrogante per altri no. Non c’è molto altro da dire ed andiamo avanti.
@bitfreedom quali sarebbero i kernel linux svariati e significativamente diversi?
bitfreedom
21 mar 2011 - 19:02 - #6@guidoic
@tcounter
in effetti mi sarei potuto esprimere meglio…
“kernel linux svariati e significativamente diversi”: nel senso che kernel linux non significa solo il kernel vanilla di torvalds & C
provo a proporre qualche esempio
redhat e debian utilizzano versioni modificate del kernel linux (debian6 adotta, finalmente, una versione di default del kernel linux senza più blob binari non liberi)
il progetto linux-libre (http://www.fsfla.org/svnwiki/selibre/linux-libre/) offre, oramai da anni, una versione libera (senza blob binari o altro software non liberi) del kernel linux
anche BLAG (distribuzione basata su fedora) utilizza un kernel linux-libre 100% software libero
google, così almeno pare, utilizza sui suoi server una piattaforma operativa “linux-based” propria, con una propria personalizzazione del kernel linux (che però, come suo stile, si guarda bene di “restituire” alla comunità)
ulteriori esempi ecc. ecc.
guiodic
21 mar 2011 - 22:08 - #7questo è ininfluente rispetto al discorso. E poi qualche patch qua e là, peraltro quasi tutte poi che vanno in upstream, non rende certo differenti le varie distribuzioni.
krak76
21 mar 2011 - 23:15 - #8@bitfreedom:
“google, così almeno pare, utilizza sui suoi server una piattaforma operativa “linux-based” propria, con una propria personalizzazione del kernel linux (che però, come suo stile, si guarda bene di “restituire” alla comunità)”
atteggiamento perfettamente lecito e che la stessa GPL garantisce fintantochè Google non distribuisce i binari modificati, non vedo il problema.
r p
22 mar 2011 - 01:01 - #9@bitfreedom:
Ho capito quello che vuoi dire. Il punto però è che una patch in più o in meno oppure delle differenti ottimizzazioni oppure dei moduli differenti non bastano a classificare due istanze dello stesso kernel come due kernel differenti.
Se non credi a noi, credi ad internet…
PS: Neanche usare nick multipli ti può aiutare…
brunoliegibastoliegi
22 mar 2011 - 10:09 - #10si ma OT?
bitfreedom
22 mar 2011 - 16:53 - #11@guidoc, @r p
come ho già chiarito, non è un discorso di patch in più o in meno o di differenti ottimizzazioni o di moduli differenti…
il senso era che parlare di kernel linux è abbastanza generico e non equivale a riferirsi al solo kernel vanilla di torvalds & C
inoltre, è vero che due istanze di uno stesso kernel non sono due kernel differenti, ma è altrettanto vero che vi sono kernel linux diversi e che in molti casi le loro differenze sono anche molto significative
@krak76
neanche io vedo il tuo di problema… non ho detto in alcun modo che ciò che fa google non sia legale né che violi in qualche modo la GPL
ciò non toglie che a me l’atteggiamento di google (che “prende” 100 dalla comunità e “restituisce” 1, che non è certo un difensore della privacy, che si “cura” dei suoi “utenti” in proporzione a quanti soldi ci fa sopra, che è uno dei peggiori esempi di certo becero capitalismo finanziario ecc. ecc.), per quanto possa essere legittimo, fa moralmente abbastanza schifo
@r p
di quali nick stai parlando?
guiodic
22 mar 2011 - 18:20 - #12le differenze non sono mai molto significative, in userland poi sono quasi sempre del tutto insignificanti.
krak76
22 mar 2011 - 22:13 - #13@bitfreedom: Non ho capito, non basta che il free software sia tutelato dalla gpl? Tiriamo in ballo la morale?
Ma LOL!
In confronto a te Stallmann si potrebbe definire pragmatico!