
Secondo quanto riportato in questo articolo sembra che Red Hat abbia tenuto segreto almeno un accordo del 2008 con il quale chiudeva una causa di violazione di un brevetto di FireStar Software pagando 4,2 milioni di dollari. Non solo. Sembra che che ci sia stato un altro pagamento lo scorso ottobre a Software Tree LLC.
Cominciamo con il dire che in un paese dove ci sono centinaia di migliaia di brevetti che coprono tutto l’ovvio ed il possibile è praticamente impossibile non infrangere il brevetto di un’altra azienda. Il problema che ci si dovrebbe porre è quanto si sia comportata correttamente Red Hat.
Già in passato qualcuno ha criticato la politica dell’azienda che cerca scuse legali e burocratiche per nascondere gli accordi legati ai brevetti. La prova del pagamento di un brevetto a qualcuno potrebbe sembrare una banalità, ma è, invece, molto grave. Dimostrerebbe, infatti, che l’azienda prende per scontato il sistema attuale e che, invece, l’opposizione al sistema dei brevetti è solo una cortina di fumo gettato sugli occhi della comunità FLOSS.
Da un punto di vista puramente economico-finanziario non c’è niente di sbagliato in tutto ciò. Red Hat è una società per azioni che deve rendere dei profitti agli azionisti, non è né un progetto open source né un gruppo attivista con lo scopo di cambiare il mondo. Gli azionisti supportano il mondo open source semplicemente perché questo gonfia i loro portafogli e non perché sono interessati a qualche altra motivazione vagamente filosofica.
Tra le persone che hanno ricevuto i soldi di Red Hat ci sarebbero anche alcune società “squalo” come IP Navigation Group ed altre simili appartenenti a Erich Spangenberg. Un signore che non ha problemi ad affermare come modus operandi: “prima denuncia e solo dopo chiedi” (Says Sue First, Ask Questions Later). Questo genere di società proliferano con le attuali leggi sui brevetti software attraverso le quali riescono a sottrarre denaro alle aziende che producono veramente.
Portare tutto alla luce del sole avrebbe sicuramente aperto un conflitto più grande, ma Red Hat avrebbe sicuramente avuto l’appoggio della comunità che non sarebbe rimasta a guardare senza fare nulla. Invece è stato scelto di insabbiare il tutto accettando di pagare. Sinceramente preferirei che Red Hat venisse gestita nello stesso modo in cui “predica”. Se si dice contraria ai brevetti allora deve portare avanti la battaglia quando gli si para davanti un simile ostacolo. Avrebbe sicuramente l’appoggio di tante persone. Un cavaliere nella scintillante armatura pronto alla singolar tenzone. Ora, alla luce dei fatti, sembra più un bambino beccato con le mani sporche di marmellata. Voi cosa ne pensate?
Via | FossPatents
guiodic
15 mar 2011 - 19:36 - #1Però va anche detto che Red Hat si è opposta in altri casi a rivendicazioni di brevetto ed ha pure vinto, ricordo in particolare il caso dei workspace multipli.
dobi
15 mar 2011 - 20:06 - #2Scontrarsi contro una multinazionale sapendo di stare dalla parte sbagliata è controproducente, o si va avanti con accordi sottobanco o via sentenza, si dovrà pur sempre pagare e nel secondo caso la pena potrebbe essere molto salata. Indi per cui … RedHat ha fatto decisamente bene, al pari di altre società.
monnalisamonamour
16 mar 2011 - 01:28 - #3ci sono scelte tattiche da tener conto.
il sistema americano attualmente è quello.
è indubbio che red hat sia tra le aziende che auspicano il cambiamento in positivo/propulsivo.
vanno però scardinati gli elementi frenanti tassello dopo tassello.
è una lotta interna al pachidermico sistema americano, passi cauti sono necessari.