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Project Bossanova: sarà un videogioco in 3D esclusivamente per Linux

Pubblicato: 14 mar 2011 da Federico Moretti

Project BossanovaProject Bossanova è un laboratorio sponsorizzato da Ohso Limited, l’editore di OMG! Ubuntu! e Ubuntu Gamer, per la realizzazione di un videogioco che funzioni esclusivamente con Linux. Entro la settimana, dovrebbe essere annunciata la tipologia di gioco in produzione: non è software libero e potrebbe essere distribuito da Canonical.

Gli stessi sviluppatori precisano che il termine 3D non dev’essere confuso con la tecnologia dei film cui ci ha abituati il cinema: non si potranno utilizzare gli “occhialini”. Bossanova non è il primo progetto di questo genere: Avaneya l’ha battuto sul tempo e il codice, basato sul motore di Ares, è rilasciato sotto licenza GPLv3.

Qualunque sviluppo dedicato a Linux può avere degli sbocchi interessanti… nella circostanza, però, bisogna domandarsi se gli utenti sentano davvero la necessità di un gioco, proprietario e commerciale, per la propria piattaforma: l’apertura a sistemi e dispositivi diversi è uno degli aspetti caratteristici dei progetti per Linux.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di guiodic

    guiodic

    14 mar 2011 - 15:36 - #1
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    Le motivazioni dei responsabili sono risibili: dicono che se fosse software libero verrebbe poi portato su altri sistemi e quindi non sarebbe “solo per Linux”. In prartica con la “scusa” di promuovere Linux (un sistema libero) ci vogliono rifilare l’ennesimo gioco proprietario, come se non ce ne fossero già.
    Se proprio volevano rendere difficile il porting, potevano scegliere di usare massicciamente funzionalità specifiche di Linux, come fa Wayland.
    In realtà si capisce da chilometri che è una scusa, e poi che sostenibilità economica potrebbe avere un progetto del genere? Quante copie venderebbe? Suvvia.

  • Fabiooo

    14 mar 2011 - 16:12 - #2
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    Del resto dei VG non puoi vendere il supporto entro 72, 48 o 24 ore.

    Questo per i fenomeni che pensando che il “modello GPL” sia proficuo sempre, basta saperci fare.

  • darkat

    14 mar 2011 - 19:43 - #3
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    @guiodic: penso che il gioco sia costruito per riempire la parte commerciale dell’ubuntu software center, quindi la base di acquista è abbastanza grande, ora bisogna vedere che cosa propongono, perchè è vero che alcuni(veramente pochi) giochi proprietari su linux ci sono, ma sono per il 99% sparatutto senza lore, speriamo in un gioco che sia “speciale” rispetto a quello che c’è già per linux, e sopratutto speriamo non ci mettano lo stesso tempo dei giochi attualmente progettati per linux (5 anni per arrivare ad una beta vanno bene solo se lo sviluppa 2 persona come hobby)

  • vac

    15 mar 2011 - 12:29 - #4
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    Sono allergico ai software multipiattaforma.
    Ne dubito fortemente, ma se per caso volessi tornare a winsoz (o provare mac) voglio poter usare i software che conosco.
    Non dimentichiamo che applicazioni multipiattaforma come Libre Office, firefox, … Sono quelle che rendono un po’ meno sconvolgente il passaggio a linux all’utonto medio (come me)

  • nomen_omen

    16 mar 2011 - 00:59 - #5
    3 punti
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    Ok, angolo evangelico. Il software libero nasce per tutelare le libertà dell’individuo in materia di software. Questa filosofia non esisterebbe (e con essa non esisterebbero Ubuntu, Libre Office ecc ecc) se 30 anni fa un barbuto individuo chiamato R.Stallman non si fosse preso la briga di formalizzarla nella licenza GPL.

    Questa licenza fa sì che il codice che vi aderisce possa essere scaricato, modificato e redistribuito liberamente ed è il fondamento alla base dei sistemi GNU/Linux, ivi compreso Ubuntu.

    Sponsorizzare o supportare un progetto come Bossanova significa forse supportare Canonical nel breve periodo ma a lungo raggio contribuisce a minare le libertà che hanno permesso al nostro sistema di sopravvivere e svilupparsi negli anni.

    Rabbrividisco all’idea che la comunità di GNU/Linux, raggiunto uno stato accettabile di maturità del sistema, possa sposare una idea di sviluppo chiuso che è agli antipodi della fillosofia che ne ha permesso l’esistenza. Siamo alla seconda generazione di utenti del sw libero: nessuno si scordi da dove siamo partiti.

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