Canonical ha cominciato a sponsorizzare Alberto Ruiz affinché lavori all’integrazione di LibreOffice 3.3 con Unity, presso CodeThink. Il lavoro di Ruiz consiste nella realizzazione di un plugin per la Menubar di Unity: è un indicatore per “spostare” il menù delle applicazioni sul pannello superiore di GNOME, sulla falsariga di OS X.
È l’investimento più evidente, dal punto di vista esteriore, dell’intervento di Canonical: The Document Foundation ringrazia soprattutto l’ingresso di Bjoern Michaelsen, un ex-dipendente di Oracle, nel team di sviluppo per LibreOffice. Michalsen si occupa principalmente di quegli aspetti della suite più orientati a Debian e Ubuntu.
L’ultimo punto della nota, pubblicata dai responsabili di LibreOffice, riguarda il porting per ARM. The Document Foundation è entusiasta dei fix rilasciati dagli sviluppatori di Canonical per la versione di LibreOffice dedicata all’architettura: le patch non si limitano all’uso di Ubuntu su ARM. La collaborazione è solo all’inizio.
Via | The Document Foundation
taccoboss
23 feb 2011 - 14:17 - #1Nonostante quanto si dica penso che Canonical assumerà un ruolo sempre più importante nell’orientamento delle Distro Linux. Se ci mettesse un po’ di più lo zampino Google ne sarei felicissimo. Che Android su x86 abbia inizio (beh, l’inizio c’è già….manca il market Android!). Se così fosse Linux spopolerebbe in un paio di anni….ne sono certissimo! Attendo con ansia notizie a riguardo!
fedalfmor
23 feb 2011 - 14:23 - #2In parte, lo penso anch’io: l’unico problema di Ubuntu è l’impossibilità di ottenere un sistema davvero ottimizzato per le proprie esigenze (intendo
CFLAGS, ecc.), qualora si volesse. Sono tornato a Gentoo, a distanza di anni, per questo motivo. Si tratta, però, di un’esigenza che sentono in pochi e sicuramente perché Linux diventi mainstream è un aspetto irrilevante. Anzi, persino controproducente: la semplicità d’installazione, configurazione e manutenzione è essenziale. Ubuntu la usa pure la mia ragazza, senza particolari problemi. Magari non si chiede cosa stia facendo e come farlo al meglio, però riesce a farlo… senza manuali.Jak696
23 feb 2011 - 14:40 - #3Ottimizzare nel dettaglio la compilazione del sistema operativo non ha, secondo me, più alcun senso al giorno d’oggi. Poteva averne quando i processori erano poco potenti, perchè ottimizzazioni specifiche facevano la differenza ma oggi il boost prestazionale è talmente ridotto da rendere uno spreco di tempo questo tipo di operazione. Piuttosto può essere utile ottimizzare specifici applicativi, qualora si tratti di elaborazioni molto intensive per la CPU.
fedalfmor
23 feb 2011 - 14:46 - #4Anche questo è vero: il boost prestazionale non è “così” incisivo. Però, ha almeno due significati importanti: il primo è didattico, perché aiuta a comprendere come funzioni davvero un sistema basato su Linux. Il secondo è più che altro una sfida verso se stessi, cercando di vagliare qualsiasi opzione esistente. In generale, una grande perdita di tempo (uccide la produttività come CityVille, ma è più educativo).
Tornando all’argomento principale, sembra che Canonical voglia smentire definitivamente chi sostiene che contribuisca poco o, nulla all’open source: a me, personalmente, non interessa dare “patenti” di collaborazione. Perciò accolgo con entusiasmo ogni collaborazione!
sandro-kensan
23 feb 2011 - 16:46 - #5Un uomo (o donna) valido per libre office fa sicuramente la differenza, brava Canonical.