Freedom Box è un progetto, basato su Debian, ispirato all’intervento di Eben Moglen (professore alla Columbia University School of Law) sulla cd. “net neutrality” presso l’Internet Society di New York, il 5 febbraio 2010. L’intento è quello di realizzare un plug server da inserire in una rete domestica per tutelare i propri diritti.
In sé, Freedom Box è una distribuzione Debian-based per dispositivi integrati: include delle applicazioni utili alla difesa della privacy su internet e prevede la sostituzione dei social network attuali (Facebook, Twitter, ecc.) con soluzioni alternative. Predispone e-mail crittografate e VoIP per comunicare con la telefonia fissa.
Molti membri della FreedomBox Foundation, registrata all’inizio del mese, provengono dalla comunità di Debian. Il gruppo è in fase di valutazione dei dispositivi più economici e duttili su cui concentrare lo sviluppo. Ian Sullivan ha avviato una raccolta fondi, con l’intento di raggiungere quota $60,000 in trenta giorni a supporto.
Via | Mark Wielaard
Andrea R
21 feb 2011 - 10:39 - #1Non è mica un desktop, ma un aggeggino da attaccare alla rete.
fedalfmor
21 feb 2011 - 10:56 - #2Certo, ma l’intenzione è quella di filtrare il web per un’esperienza desktop più sicura: «a small, cheap and simple computer that serves freedom in the home». Non è dal plug computing che si accede direttamente a social network, e-mail, VoIP…
VK.
21 feb 2011 - 11:25 - #3praticamente è una distribuzione debian dedicata a questi?
http://www.newit.co.uk/shop/categories.php
bottomm
21 feb 2011 - 11:38 - #4chi me lo spiega meglio?
Non ho ben chiaro cosa sia questa proposta… un sistema operativo? un programma? un server?
Dove dovrei installarlo e soprattutto COSA ci dovrei fare….?
grazie
fedalfmor
21 feb 2011 - 11:42 - #5Sì, esatto. Non l’ho più trovato nella rete Tor, ma un altro progetto simile era già stato proposto (con meno entusiasmo) per “filtrare” quelli che venivano definiti «fascist router». Stando al manifesto di Freedom Box, si prevede un approccio user-friendly perché l’immissione del plug server nella rete domestica non diventi un’operazione da ingegneri. Non che lo sia, però sono poche le persone che conosco ad avere già un plug server. Forse, soltanto una! Benché in Italia la comunità attorno al plug computing sia molto attiva. Insomma, dovrebbe essere molto Plug’n'Play e “allacciarsi” a dispositivi con Android, Linux, OS X, Windows, ecc.: difficile che spopoli nel mainstream, eppure nella notte il progetto ha raccolto altri $8,000. In quatto giorni ¾ dell’obiettivo.
fedalfmor
21 feb 2011 - 11:47 - #6#4 Quando il progetto sarà completo, “basterà” acquistare il dispositivo che include già il sistema operativo e allacciarlo al router con cui ci si connette a internet (il computer connesso col cavo andrà collegato al plug server, anziché al router). Banalmente, funziona come un filtro per l’ADSL sulla presa del telefono fisso… però tra il computer e il router, anziché tra il router e la presa a muro.
maddaix
21 feb 2011 - 12:10 - #7ma non basta prenderere un vecchio pentium1 con due schede di rete ed installarci i programmi appositi? certo, non sarebbe plug-and-play ma la soddisfazione di farselo da soli, eh…..
fedalfmor
21 feb 2011 - 12:19 - #8Tutto è possibile. Sapendo cosa si sta facendo, anche modificare alcuni parametri del router via Telnet, ecc. e abilitare selettivamente i servizi desiderati. Cambiare i DNS con un servizio che escluda il tracciamento (tipo FoolDNS Community, per l’Italia) e quant’altro. Alcuni plug device, se non erro, hanno porte USB e HDMI o, DVI perciò si possono “anche” usare direttamente come dei desktop: il prezzo sale di poco e ovviamente non sono inclusi storage, monitor e dispositivi di input. Rimane sempre più economico di un mini-tower. Dipende molto dalle capacità di chi si mette al lavoro (e dalla disponibilità economica).
VK.
21 feb 2011 - 13:04 - #9io ho il guruplug server modello plus, lo uso principalmente come muletto visto il basso consumo, ma oltre a quello mi fa da server stampa e hot spot wi-fi. comunque ben venga questo sistema, anche se come detto nn è difficilissimo farlo direttamente da debian “normale”.