
Debian irrilevante? Questa è l’ipotesi lanciata dal blog su linux ed open source di Zdnet. Non vogliamo entrare troppo nel merito dell’articolo che chiunque può leggere, ma fare una riflessione un po’ più ampia.
Secondo la tesi che si porta avanti Debian sarebbe poco importante per i nuovi utenti, ma conterebbe solo per gli utenti Linux più avanzati. Purtroppo qui si pecca di ingenuità da parte di chi non conosce ancora molto bene come funzionino le cose. Debian, almeno la stable, non è una distro per nuovi utenti, ma per chi ha interesse nel miglior rapporto possibile fra nuove versioni e stabilità.
È innegabile che Ubuntu e distro simili abbiano un maggior appeal per i nuovi utenti, ma queste persone non sono mai state il target diretto di Debian. Ubuntu, ed altri progetti simili che sono nati negli ultimi 10 anni, sono stati sviluppati appositamente con lo scopo di portare ai nuovi utenti le potenzialità insite in Debian.
Quante volte abbiamo sentito dire da qualcuno che Debian non conta più nulla che ci sono Ubuntu, Mint, ecc. Purtroppo queste persone non si rendono conto che gli sviluppatori Debian svolgono un lavoro di enorme utilità per tutta la comunità e che riescono ad ottenere questi risultati anche grazie agli utenti che hanno e con i quali si collabora seriamente in molti bug report.
Secondo dati recenti di Stefano Zacchiroli, Debian Project Leader (DPL), solo il 7% di Ubuntu deriva direttamente dal progetto upstream, da progetti interni Canonical o da fonti non-Debian. Del resto il 74% è una semplice ricompilazione dei pacchetti Debian ed il 18% sono pacchetti con patch e ricompilati.
Tutto quello che vedete nelle distro più user-friendly si basa proprio su quel lavoro certosino portato avanti da Debian e dei quali beneficiano anche distro che non sono basate su di essa. Togliere la decana delle distro dalla scena significherebbe infliggere un colpo micidiale a tutta la comunità che dovrebbe poi riorganizzarsi attorno ad un altro progetto.
Fortunatamente Debian non ha un’attività commerciale dietro, ma si basa sul lavoro dei volontari ed è praticamente inaffondabile grazie al suo Contratto Sociale che ne vincola gli scopi. Recentemente abbiamo visto progetti come Mandriva, OpenSolaris o openSUSE fallire, subire stop o rischiare di non sapere quale sarà il loro futuro semplicemente perché sono legati a doppio filo ad un’azienda.
Questo genere di distribuzioni devono rispondere al mercato, effettuare rilasci precisi e muoversi veloci per invogliare sempre più utenti a sceglierle. Questo però porta a compromessi, uno dei quali riguarda proprio la qualità finale del codice incluso. Debian sceglie l’opzione contraria. Sceglie di puntare tutto sulla qualità del codice a scapito della puntualità dei rilasci e dell’appetibilità da parte dei nuovi utenti. La distribuzione stable è solo un piccolo prodotto, il vero pregio del progetto è l’aumento della qualità complessiva del software su Linux.
In conclusione si può dire che Debian sia irrilevante? Certamente no. Come abbiamo avuto modo di affrontare questo non è vero né per chi Debian non l’ha mai usata né per tutta la comunità Linux. A prescindere che la vostra distro derivi o meno da Debian.
Via | NetworkWorld
pikiweb
08 feb 2011 - 13:43 - #1In realta’ l’articolo ha un titolo fuorviante, perche’ specifica poi “irrilevante per gli utenti, ma non certo per gli sviluppatori”.
D’altra parte, un utente che considera irrilevante Debian, evidentemente non ne conosce i meriti - quanti si limitano a un superficiale “oh ma e’ un casino da installare!”
Concordo e approvo pienamente il giudizio sulla non commercialita’, sugli scopi e i “doveri” di Debian: una fortuna che non ci siano aziende dietro.
E a questo si deve gran parte del successo di Ubuntu et altera, nonostante il bel lavoro di Canonical.
guiodic
08 feb 2011 - 13:45 - #2Concordo con l’articolo. Se per pura ipotesi Debian chiudesse battenti, morirebbe anche Ubuntu. Sostenere che è irrilevante è ridicolo.
Inoltre Debian è una delle distro più diffuse lato server (chiunque non ha bisogno di assistenza esterna - ad esempio da Red Hat - perché ce l’ha internamente, sceglie CentOS oppure Debian, non ci sono alternative più affidabili di queste due distro).
christian m
08 feb 2011 - 13:46 - #3ma va? ma che geni che siete!
ice
08 feb 2011 - 13:51 - #4Debian storicamente è stata sempre una versione di Linux per puristi della filosofia gnu/linux
Quella che supporta il maggior numero di architetture e quella piu attenta all’inclusione di pacchetti porprietari
il successo è per i prodotti commerciali
in ambito business RedHat e Suse la fanno da padrone, con Ubuntu che tenta di incalzare forte delle sue LTS e sta prendendo lentamente piede sopratutto in ambienti piu accademici
Una volta il desktop del neofita era feudo di Madriva, oggi soppiantata da Ubuntu.
.
Uno zoccolo duro molto tecnico resta a Gentoo e Slackware, ma piu che a effettivi benefici delle distro è legata a fanatismi da nerd. Vuoi mettere che vanto con gli amici sia avere una distro totalmente compilata dai sorgenti?
;P
groucho_nt
08 feb 2011 - 14:08 - #5Non ho molta simpatia per Debian (questione di gusti) ma me ne guardo bene di definirla “irrilevante”….
ahahahahaha
08 feb 2011 - 14:10 - #6se Debian è irrilevante Ubuntu è inesistente……che cazzata sto articolo…..solo un troll poteva pensarlo!
Debian Lover
08 feb 2011 - 14:25 - #7Concordo pienamente con quanto scritto nell’articolo e mi chiedo come si possa poi commentare (particolarmente #6) in un certo modo l’articolo.
ivan ortega
08 feb 2011 - 14:50 - #8Caro pikiweb, ce ne sono di cose che non conosci !
de reditu
08 feb 2011 - 14:54 - #9@ DebianLover
presumo che il #6 si riferisse non a questo articolo ma a quello linkato nell’articolo
ch3o-u°
08 feb 2011 - 15:18 - #10A parte le trollate, io non sono uno sviluppatore, ne un informatico…con ubuntu alcune operazioni erano veramente più difficoltose che con debian.
Ho molta più facilità di compilazione e di personalizzazione della distribuzione…oltre ad una stabilità, dal mio punto di vista, maggiore.
Lascerei decadere le polemiche, rispondendo con un sorriso, i primi a non poter dire che debian è inutile sono sicuramente gli sviluppatori di ubuntu…e infatti non ne sono loro la fonte…
Andreal
08 feb 2011 - 15:58 - #11Concordo al 100%.
Ed aggiungo una cosa: il blogger dell’articolo originale conosce così bene l’universo debian da chiamare la distribuzione “debian linux” al posto di “debian GNU/linux”.
Deathwing
08 feb 2011 - 16:06 - #12Debian è ovunque, è intorno a voi, la avvertite quando andate negli uffici a pagare le tasse, quando uscite e vi collegate dal telefonino ad un Access Point wrt, lo ignorate quando navigate in internet, vi comunica amore e tecnologia quando accendete il portatile, vi aiuta quando dovete scegliere…
Debian è installata anche dentro di me!
Bando alle ciance, Debian è un patrimonio dell’umanità… altro che irrilevante :D
Franco2bis
08 feb 2011 - 17:18 - #13Ha ragione Guiodic: senza Debian, non ci sarebbe Ubuntu.
Anzi, Debian è molto più rilevante oggi che qualche anno fa, quando il “compito” di introdurre i neofiti a Linux era affidato ad una distribuzione RedHat-based come Madrake.
Caterpillar.....
08 feb 2011 - 17:28 - #14#6 ma allora non hai capito un kazzo, leggilo l’articolo
opensource
08 feb 2011 - 17:50 - #15da qualche parte avevo letto: Ubuntu è una parola africana che vuol dire “non sono riuscito ad installare Debian….”
darkham
08 feb 2011 - 18:24 - #16Anche nell’open stanno iniziando a serpeggiare figure con niente da fare…
Anonimo codardo
08 feb 2011 - 18:32 - #17Considerando che rendono inutilizzabili pacchetti (per esempio PostgresSQL) perchè sostituiscono una libreria con un altra solo per essere DFSG complaint direi che sono sul sentiero del tramonto dal mondo reale.
Giurato
08 feb 2011 - 18:40 - #18@Guiodic
Senza togliere nulla ai suoi mertiti, Debian sui server è irrilevante, non se la fila nessuno. I grossi vendor di server (IBM, HP, Dell, bla bla) certificano RedHat, Suse e qualche volta ma non sempre Ubuntu LTS. Stop. L’unica alternativa a questi tre è CentOS dato che è praticamente identica a RedHat.
maddaix
08 feb 2011 - 19:44 - #19quando un titolo di un articolo contiene un punto di domanda, non vale la pena leggere il testo perche’ ci saranno pro e contro che si annullano reciprocamente.
guiodic
08 feb 2011 - 19:44 - #20@giuato: ti sbagli. Prima di tutto io ho specificato che non parlo di server con il s.o. preinstallato, parlo di aziende che fanno tutto in casa (e non mi riferisco a piccole aziende ma anche ad aziende di grandi dimensioni). Tanto per farti un esempio, l’azienda Thawte (fondata da M.Shuttleworth e poi venduta per 575 milioni di dollari) usa Debian.
Oppure l’esercito brasiliano: www.eriberto.pro.br/artigos/debian_no_exercito.pdf
Tempo fa uscì una statistica, non ricordo se l’avevo letta qui o sulla “concorrenza”, che spiegava come le distro “community” (come appunto è Debian) sono in realtà più usate di quelle commerciali in ambito aziendale.
Non sorprende in fin dei conti. Se hai le competenze interne, usi quel che ti pare. Se ti rivolgi all’esterno, a meno che non vai da RH o da Novell perché magari sei un ministero o una banca, è facile che l’azienda locale ti offra una soluzione non basata su distro commerciali visto che a sua volta dovrebbe pagare la casa madre.
debianforever
08 feb 2011 - 20:14 - #21@giurato
“Debian sui server è irrilevante”
… oddio oddio… davvero?
adesso corro a dirlo a mamma… mamma, mammmmmaaaaaaa… Debian non va bene sui server!
L’ha detto il Giurato!
Sega.
Anonimo Coniglio
08 feb 2011 - 20:40 - #22Concordo con l’articolo. Penso che forse queste esternazioni di Znet sono state influenzate da quel che recentemente ha detto Linus Torvals nell’intervista a OMGUbuntu, infatti linus ha detto che “debian non ha senso”.
Ora, come afferma l’autore di questo post: Rapporto tra Debian e Ubuntu, Debian ha senso e come. Il problema è che se non si condividono i valori della distro, se non si condividono le idee del software libero (è il caso di Torvals), si fa fatica a trovare un senso in una distribuzione a cui Ubuntu deve il 93% del suo “essere”.
ch3o-u°
08 feb 2011 - 22:22 - #23Rispetto e leggo questo blog da tempo…per favore non facciamolo diventare un Punto-Informatico….teniamo alte le discussioni, che qua siamo in un posto serio, mica in parlamento…
crukkk
08 feb 2011 - 23:02 - #24#23 è arrivato il moralizzatore, tieni alte tu le discussioni, pendiamo dai tuoi piedi ahahhaah
electricsheeps.com
09 feb 2011 - 02:20 - #25Secondo me, mentre l’articolo originale sostiene una tesi tanto falsa quanto votata esclusivamente al “far discutere”, la riflessione su ossblog è in linea con gran parte dei commenti: che debian sia una distro “not for all” è palese per chiunque si muova agevolmente nel l’ambiente gnu/linux, come anche che offra flessibilità e stabilità difficili da trovare in altre in distro “storiche”.
Però il fato che utenti meno interessati ad aspetti tecnico/informatici e più all’uso sociale o produttivo del desktop premino distro “derivate” come Ubuntu, non va a scapito di queste distro più “pappa pronta”, anzi va considerato uno dei tanti pregi dell’open source “moderno” (assurdo parlare di moderno per qualcosa di così recente ;) che sta diventando sempre più accessibile anche ad utenti con skill medio-bassi. Questo può solo fare bene.
squiddy
09 feb 2011 - 10:48 - #26@25 sono molto d’accordo con te! io ad esempio negli ultimi mesi ho istallato almeno una dozzina di *ubuntu su diversi pc per uso domestico per persone che sanno a malapena usare il computer e tutti si sono trovati benissimo , debian non può scomparire è essenziale per lo sviluppo delle distro più user-friendly, senza di lei non si andrebbe avanti. Ubuntu &co sono la testa di ponte per fare breccia nel mercato quotidiano , ma senza debian non esisterebbe.
arrarrarra
09 feb 2011 - 11:42 - #27Il mondo linux andrebbe avanti lo stesso senza debian, a parte ciò se non esistesse ubuntu debian se la cacherebbero ancora di meno, è grazie a ubuntu se qualcuno raramente parla di linux.
ekerazha
09 feb 2011 - 12:30 - #28Debian non va bene neppure per i server, perché non ha un ciclo di release stabile e non ha un supporto a lungo termine come RHEL/CentOS. Dovendo mettere in piedi un server Linux-based, una scelta sensata non potrebbe che prediligere RHEL/CentOS o in seconda battuta Ubuntu Server LTS.
GabrieleIII
09 feb 2011 - 12:38 - #29Debian va bene perchè uno parte con una netinstall caricando su disco il minimo indispensabile e poi con tanto apt-get si costruisce il suo sistema secondo il proprio gusto da capo a piedi e secondo il grado di stabilità che cerca: da quello massimo della stable a quello accettabile della sid. Qualuno potrebbe suggerirmi che esiste gentoo o le slack o le arch. Come volete voi, la facilità di Debian non l’ho vista altrove in questo genere di operazioni.
Debian va su qualsiasi architettura ma sicuramente non è da tempo una soluzione Server serio, poco male esistono altre distro.
LDY
09 feb 2011 - 12:57 - #30god save Debian XD
ma sopratutto. la “costituzione debian” e il suo contratto sociale, che ci hanno sempre parato il sedere dagli squali.
Andreal
09 feb 2011 - 13:30 - #31Debian non va bene per questo, debian non va bene per quello, debian è morta. Discorsi già sentiti al rilascio di lenny, al rilascio di etch, al rilascio di sarge, al rilascio di woody, al rilascio di potato, etc.
Avrete sicuramente ragione, ma debian è ancora qua… :)
@arrarrarra
Mi puoi dire quale distro è così importante che se muore quella muore anche linux? :)
d4n
09 feb 2011 - 13:46 - #32A mio parere debian è irrilevante tanto quanto è irrilevante il kernel linux (ovviamente è una battuta per chi non lo avesse capito).
Levando le battutine stupide, voglio andare al sodo, parliamoci chiaro debian non è per il desktop si sà, io da amante di linux e da informatico più e più volte ho provato ad usare debian per uso domestico e più volte sono dovuto tornare in dietro perchè purtroppo la eccessiva stabilità porta ad avere pacchetti risalenti al medioevo anche sulla testing. Un’esempio può essere KDE che sulla testing (e sull’attuale stable) è alla 4.5.5 mentre è uscita ormai da una mesata la 4.6. Se bene questo potrebbe non essere un male lo è per altro. Faccio un esempio kmess 2.0.5 crasha e la 2.0.6 è appena uscita quanto impiegherà prima di arrivare sulla stable di debian? mi si verrà a dire ma c’è la testing, ma la testing come dice al parola non è stabile e più volte mi sono ritrovato davanti ad update che mi rendono il PC inutilizzabile (tipo l’ultima volta aggiornamento xorg pc morto motivo no driver per quella versione di xorg, soluzione down grade). Cioè sono piccole cose che per uno come me magari non creano problemi ma per un novello o per uno che non vuole smadonnamenti la sera quando torna a casa non sono “accettabili”.
Levando questo veniamo alla mia battutaccia, debian è una sorta di “kernel” delle distro linux, una miriade di distro sono basate su debian a partire da ubuntu e famiglia, levando debian morirebbe tutto quello che gli gira intorno. Insomma sarebbe come levare da una distro linux il kernel linux :D
lablinux
09 feb 2011 - 13:53 - #33#Andreal, slackware.
Chi dice che slackware è difficile, non l’ha mai provata. Certo non la consiglierei mai a chi non vuole perdere qualche oretta in configurazioni, neppure a chi non ha voglia di informarsi.
Se hai un minimo di conoscenze è banale installare la slackware.
#akerazha : debian non va bene per i server perché non ha “ciclo di release stabile”? A mio avviso è una sciocchezza. Un server, una volta configurato, non deve essere “toccato” per il numero maggiore di anni possibili.
ekerazha
09 feb 2011 - 14:26 - #34@lablinux
Ed è grazie a quelli come te che ci sono server vulnerabili che vengono violati per patch di sicurezza che non vengono applicate. Il ciclo di supporto di RHEL/CentOS è 3 spanne sopra a Debian, RHEL 6 andrà in EOL nell’anno 2020.
lablinux
09 feb 2011 - 15:03 - #35#akerazha perché non dovebbero applicare le patch di sicurezza?
P.S. non gestisco server, ne gestii uno parecchi anni fa, un comunissimo pc che faceva da server web e serve mail (forse c’era anche samba).
Mai avuto un problema ne con slack ne con debian.
ekerazha
09 feb 2011 - 15:12 - #36@lablinux
Debian supporta con aggiornamenti solo le ultime 2 release stabili, questo vuol dire 4 anni di vita (ammettendo una nuova release ogni circa 2 anni). RDEL e CentOS sono decisamente più longeve in termini di aggiornamenti.
P.S.
Comunque ho appena letto che da questa release 6.0, Debian ha promesso un ciclo di release biennale, sarebbe già qualcosa e sarebbe già meglio del precedente “esce quando è pronta”.
Andreal
09 feb 2011 - 15:24 - #37@ekerazha
Suvvia, non insultare la nostra intelligenza. “Un server, una volta configurato, non deve essere “toccato”" tranne per gli aggiornamenti di sicurezza. È ovvio che la frase di lablinux sia da intendere così. ;)
Il ciclo di vita di una debian dura 3 anni circa:
- troppi visto il software obsoleto per alcuni.
- troppo pochi per altri.
Chi ha ragione?
Magari se debian non fosse fatta da volontari e non supportasse 9(+2) architetture riuscirebbe ad accontentare qualcuno in più. ;)
@lablinux
Lamentarsi di non essere in grado di installare la distro xyz perchè l’installer non è fatto di “next->next->next” è l’altro lato della medaglia delle distro “automagiche”.
lablinux
09 feb 2011 - 15:48 - #38“tranne per gli aggiornamenti di sicurezze”, si l’ho dato per scontato.
???
Lamentarsi di non essere in grado di installare la distro xyz perchè l’installer non è fatto di “next->next->next” è l’altro lato della medaglia delle distro “automagiche”.
???
Non ho capito a cosa ti riferisci?
Andreal
09 feb 2011 - 17:44 - #39Mi riferivo a “Se hai un minimo di conoscenze è banale installare la slackware.”
Purtroppo uno svantaggio delle distro “stile windows” (premere compulsivamente “next->next” per installare qualsiasi cosa) è che ha portato una fetta di utenti che pretende di utilizzare linux come windows. L’os si installa da solo -configura automagicamente tutto lui- e se ci sono problemi si formatta e si reinstalla perchè non si ha la più pallida idea di come le cose funzionino sotto l’automagicamento (e di conseguenza dove andare a mettere le mani se non funziona più qualcosa).
Slackware o qualsiasi distribuzione il cui target non sia strettamente niubbo desktop (tipo debian, gentoo, arch, etc.) richiedono alcune minime conoscenze (e impegno) che normalmente gli utenti di cui sopra non hanno e non vogliono assolutamente acquisire (tutto gli è dovuto).
Lamentarsi che la distro xyz è “difficile” da installare imho è un insulto all’intelligenza umana e denota una mancanza di voglia ad imparare e a “smanettare” che è propria di linux.
Per la cronaca “vantarsi” di saper installare una distro comunemente riconosciuta “difficile” è da (non mi viene in mente un termine più adatto) “scacciaf*ga”.
LDY
09 feb 2011 - 19:12 - #40ricollegandomi al messaggio sopra, ed in parte quotandolo, in effetti lo stile “windows” è quello che ha fatto maggiori danni, nella “alfabetizzazione” informatica creando i risultati a tutti visibili, dove M$…o apple che sia, ti fanno fare quello che vogliono loro, in parte “controllando” l’utente e il mercato.
La strada intrapresa da UBU…verso lo user friendly, in se è positiva per la diffusione Gnu/linux, la cosa è indubbia.
Ci potrebbe essere di contro, che continuerebbe a creare generazioni di utenti…style win…. cioè poco capaci di essere proprietari del proprio computer, o perlomeno consapevoli a livello informatico. Chiaramente non tutti sono appassionati o gli interessa l’informatica e non si può pretendere che tutti siano geek; però benvengano le distribuzioni “complesse”, perchè perlomeno aiutano e lavorano nella diffusione di questa “consapevolezza informatica” sempre tra un numero maggiore di utilizzatori.
axste
09 feb 2011 - 20:20 - #41debian e irrilevante
chi dice cosi sicuramente non l ha mai provato
E FAREBBE BENE A TORNARE A USARE WINDOWS
uso debian dalla versione 3poi 4 poi 5 e infine 6
E NON MI HA DATO PROBLEMI DEGNI DI NOTA
POSSO USARLO SU TUTTE LA PIATTAFORME DI PC
PROVATECI CON LE ALTRE DISTRO
ubuntu e mint lo sostituiranno????
COME DIRE NON COMPRARE AUTO FIAT
COMPRATI UNA PUNTO o una bravo
ubuntu sta per diventare come windows
STANNO ADDIRITTURA TOGLIENDO LE CONSOLE E LA RIGA DI COMANDO
tra poco ci vorra coraggio per chiamala sistema linux
mint come altre distro come crunchbang addirittura hanno abbandonato i server di ubuntu per tornare alla casa madre dedian
COSA VI DICE QUESTO SE UBUNTU E MEGLIO DI DEBIAN?????
senza debian ubuntu e tantissime altre distro non esisterebbero
certamente non e facile da utilizzare ….(relativamente parlando)
ma chi usa linux non lo usa per sostituire windows
ma per avere un sistema utilizzabile e affidabile e …sicuro
ultimo ma non ultimo
debian e una distro madre non una derivata
madre di tante famose distro
e poi non e vero che e difficile da usare e semplicemente aliena al verbo commerciale
pochi versioni !!!!!
solo quelle strettamente utili
debian sta al computer
come la leica sta alla fotografia
arrarrarra
09 feb 2011 - 21:01 - #42poche balle slack, debian & C. sono “facili” da installare se si conoscono fondamentali informatici che il 99% delle persone non hanno, ma il punto è che sono difficile da configurare
Deathwing
09 feb 2011 - 21:33 - #43@Guidic
Come non quotarti, è una visione molto oggettiva che si intuisce solo se si è propriamente paranoici, cosa che questa civiltà ci ha abituato ad essere.
Il fatto è che comunque sia, è avvenuto, uno screziato ha scritto un post (forse scritto in buona fede) e che è stato rebloggato immagino in altri siti nazionali, dove altre persone bene o male hanno reagito come noi.
Ora a prescindere dalle intenzioni di questi mentecatti dell’informazione, ridiscutere di quanto sia importante ed indispensabile Debian ci fa solo bene.. altrimenti ci abituiamo troppo, e nel tempo ormai vista come un mezzo non più anche come un fine a se stessa.
Debian resta la distribuzione vanilla per intenderci, libera da ogni influenza esterna soggetta alla rivendicazione, (e sappiamo tutti che Debian è tenuta in piedi da comitati di appassionati e comunità di sostenitori, indipendenti, liberi.. ), se un giorno Red Hat, Suse, sempre più proprietarie e vicine al meccanismo “paga e decidiamo noi per te”, allora ecco che Debian come poche altre distro sono gli ultimi appigli alla purezza e chiarezza del continum del sapere umano indipendente.
Ultimo vassallo di resistenza da queste corporazioni che non condividono niente con il sapere umano, se potessero sfrutterebbero anche il brevetto sulla carta igienica, o come apple con le gesture e i movimenti naturali di mani, testa, corpo umano.
Ma anche ignorando gli ideali politici, Debian resta la migliore distribuzione mai esistita, installabile ovunque, non c’è posto in casa mia e ovunque io lavori dove non ci sia debian, leggera, unica, bella, facile, sicura… quando è il caso di dire “escono dalle fott*te pareti”, Dedian sui dispositivi wrt, arm, x86, amd64 le altre architetture non ho mai avuto il piacere di provarle.
E paradossalmente è la distribuzione più distribuita, considerando la mole di server e virtual machine su cui è installata, considerando anche la diffusione di ubuntu che io ho sempre definito una debian personalizzata che comunque apprezzo.
Ora dopo che mi avrete dato l’oscar e premiato per queste mie parole, esigo le scuse di tutti quelli che in questi commenti hanno diffamato e offeso l’onore di debian, perché non lo sanno ma debian è anche dentro di loro. (nel senso che debby glie lo mette in c*lo a tutti loro).. xD
ch3o-u°
09 feb 2011 - 22:10 - #44@crukkk mai stato moralizzatore. Il mio intento era solo evitare che cadessi/mo nella trappola…ma evidentemente l’abitudine è quella di intendere sempre tutto in mala fede…che è sempre più comodo di mettersi a discutere.
mipnamic
10 feb 2011 - 00:00 - #45Lunga vita a Debian Linux, fedele compagna di viaggio delle mie Virtual Machines e di qualche serveruccio, accompagnata dal fedelissimo e osticissimo Gentoo che in quanto a smanettamenti e configurazioni (da puro nerd, lo si ammette) rende in velocità tanto quanto altre distro sognano :D
Ubuntu, per quel che mi riguarda, è la “linux facile”, mi fa sorridere pensare che agli albori di Ubuntu si andava parlando delle distro Debian-based, poi arrivano le distro Ubuntu-based… la cosa mi fa abbastanza sorridere…
Debian la si installa ovunque, Ubuntu no, ed è inutile controbattere a riguardo, è la pura e semplice verità, in alcune situazioni dove Ubuntu non voleva saperne di funzionare (mi riferisco ad installazioni as-is, preso il cd, inserito, installato…) Debian alle volte e Gentoo altre volte hanno vinto in modo a dir poco imbarazzante (sempre se con Gentoo si può parlare di “preso il cd e installato” [we love chroot] :D ).
ekerazha
10 feb 2011 - 01:20 - #46@Andreal
Gli aggiornamenti di sicurezza fanno parte del ciclo di supporto ad una determinata release e come già detto, fino a questo momento Debian non ha garantito un ciclo di release stabile e programmato sul quale poter fare affidamento, tantomeno un supporto longevo come quello di RHEL/CentOS.
@guiodic
Ovviamente, da troll come te che dimostrano di possedere un basso quoziente intellettivo ed uno scarso spessore culturale, non ci si può aspettare interventi di stampo differente.
Andreal
10 feb 2011 - 10:11 - #47@ekerazha
“Gli aggiornamenti di sicurezza fanno parte del ciclo di supporto ad una determinata release e come già detto, fino a questo momento Debian non ha garantito un ciclo di release stabile e programmato sul quale poter fare affidamento, tantomeno un supporto longevo come quello di RHEL/CentOS.”
Falso. Debian garantisce gli aggiornamenti di sicurezza per un periodo di circa un anno dopo il rilascio della nuova “stable” per un totale di circa 3 anni (come si può notare dallo schemino su http://tinyurl.com/6zqt39d e dalle faq del team securety).
Pretendere che una distro fatta da volontari e che gira su 9(+2) architetture abbia il supporto longevo di una distro commerciale che gira su 2 architetture è quantomeno ingenuo. ;)
ekerazha
10 feb 2011 - 11:09 - #48@Andreal
Peccato che fino ad oggi non ci sia stato un piano di rilasci programmato, quindi immagino tu possa comprendere che la tua frase “Debian garantisce gli aggiornamenti di sicurezza per un periodo di circa un anno dopo il rilascio della nuova “stable”” non ha il minimo senso se non sai QUANDO viene “rilasciata” la nuova stable, impedendo una gestione programmatica che a livello enterprise è spesso necessaria.
No… nessuno pretende nulla, io sono perfettamente consapevole di questo ed è proprio per questo che ritengo RHEL/CentOS tre spanne sopra in ambito server ;-)
brunoliegibastonliegi
10 feb 2011 - 12:14 - #49Debian è bellina ma il migliore sui server e windows 7 e non ci son ca**i per nessuno.
(scusate, ma la tentazione Troll è troppo forte)
lablinux
10 feb 2011 - 12:49 - #50@arrarrarra, nessuno mette in discussione la difficolta di alcune distro rispetto ad altre, ma nulla è impossibile se si ha tempo e voglia.
Ad esempio io non sono mai riuscito a far funzionare gentoo. Provai una volta.
Dopo circa una settimana di : scarica - compila - installa, mi son beccato un kernel panick e lasciai perdere. Il mio ‘povero’ penthium 233 mmx chiese pietà.
Ubuntu, nella sua ultima incarnazione, 10.10 è eccezionale e a chi serve un computer e non sa gestire un computer e tanto meno gli interessa farlo e non lo troverai mai in queste discussioni perché non gli interessano, cosa gli consigliereste (o meglio cosa gli installereste)? Una linux from scratch, un openbsd o ubuntu?
Io la userei, ma seguire le ‘paturnie’ del suo patrono mi fa desistere dal farlo. E’ una antipatia tutta personale che non ha nulla a che fare con l’informatica.
@brunoliegibastonliegi come non quotarti, io opterei per il dos :), senza fronzoli va direttamente al cuore a 16bit del pc, monotasking, fa una cosa ma c**zo se la fa bene .