
Il momento del passaggio a IPv6 è sempre più vicino. Ieri l’Asia Pacific Network Information Centre (APNIC) ha annunciato che le sono stati assegnati gli ultimi 2 /8 blocchi di indirizzi da parte della Internet Assigned Numbers Authority (IANA).
Questo significa che ora la IANA assegnerà gli ultimi 5 /8 blocchi rimanenti uno ad ogni Regional Internet Registries (RIR). Di fatto questo decreta la fine delle assegnazioni da parte della IANA. In questi mesi ogni RIR si occuperà di fornire gli indirizzi IPv4 alle azienda che ne faranno richiesta, ma non ci vorranno molti mesi prima che li esauriscano completamente. Secondo le stime presentate i RIR pensano di rimanere senza indirizzi IPv4 da assegnare entro la fine dell’anno, qualcuno li finirà molto prima.
Purtroppo l’adozione di IPv6 da parte dell’industria si è rivelata finora piuttosto scarsa a causa dell’indolenza del management, ma è importante non farsi trovare impreparati quando inizieranno ad esserci client o servizi disponibili solo su IPv6.
Via | EnterprisenetWorkingPlanet
alc0r
02 feb 2011 - 11:27 - #1Rileggi l’articolo, che hai fatto una confusione clamorosa tra IPv4 e IPv6 nel tradurre…
La notizia e’ che e’ stato “consegnato” l’ultimo blocco di indirizzi IPv4…
alc0r
02 feb 2011 - 12:28 - #2Ora va meglio…
darkbasic
02 feb 2011 - 12:46 - #3Wow, ancora devono cominciare ad usarlo e già hanno assegnato l’ultimo blocco di indirizzi ipv6 XD
bejelit
02 feb 2011 - 12:46 - #4basta ripigliare un pò di indirizzi v4 a chi non li usa:
http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_assigned_/8_IPv4_address_blocks
ci son le solite quattro aziende (e i militari … as usual) che con le solite leccate di sedere, si son beccate le classi A di indirizzi, ne ne usano pochissimi …. se una di queste aziende restituisse una singola classe A ( e c’è chi ne ha ben 2 o 4, e di sicuro non arrivano a 256 indirizzi pubblici, quindi una classe c gli starebe benissimo) avremmo la bellezza di 16 miglioni di indirizzi in +, e noi comuni mortali non dovremmo preoccuparci se cambiare router, o parlare di catrastofismi inutili
Gatsu2
02 feb 2011 - 12:52 - #5bejelit credi veramente che nessuno ci abbia pensato prima di te? Semplicemente la tua non è una soluzione, ma solo un palliativo che rimanderebbe solo il passaggio di poco. A quel punto prima si parte e meglio è.
VK.
02 feb 2011 - 13:31 - #6@4 bejelit
ti prego scrivi milioni nn miglioni, perchè oltre che a essere cannato nn si può proprio sentire…
nuc
02 feb 2011 - 14:38 - #7qui c’è il countdown su twitter:
http://twitter.com/IPv4countdown
bpm___
02 feb 2011 - 18:08 - #8@bejelit per favore non parlare di cose che non conosci.
Le leccate centrano ben poco. Quando è nato internet, il problema di scarsità di indirizzi pubblici non esisteva e tecniche come il NAT non erano usate. Succedeva facilmente che nelle grandi aziende, dipartimenti e università (gli unici ad avere internet) tutti i computer erano connessi in rete con ip pubblici.
Di conseguenza, le prime grandi aziende / università / amministazioni americane / ecc. dovettero scegliere tra avere indirizzi di classe B, troppo piccola o appena sufficiente, e la classe A, troppo grossa.
L’errore fu quello di creare una classe A troppo grossa per tutti e una classe B troppo piccola per alcuni obbligandoli comunque a sceliere la classe A.
Ora con l’avvento del NAT e le maschere di rete dinamiche sarebbe possibile recuperare parecchi indirizzi ip però ma vorrebbe dire solo rimandare il problema. Comunque ci sono gruppi in cui non è possibile fare questo discorso, per esempio il dipartimento della difesa americano conta parecchie migliaia di macchine con ip pubblico (di cui molte ridondate) attive.
Di co
ero supergino
02 feb 2011 - 20:58 - #9@VK.
ti prego scrivi “non” non “nn”, perché (e non “perché”) “nn” non si puo proprio vedere…
ero supergino
02 feb 2011 - 21:03 - #10@VK
sì insomma perché con l’accento sbagliato: non ce la faccio proprio a scriverlo
Andrea R
02 feb 2011 - 23:22 - #11C’è un provider italiano che ti dia un ip6 a casa?
Alucard24
03 feb 2011 - 12:47 - #12Finalmente.Così anche con fastweb avró un ip visibile all’esterno.