
L’Aduc, associazione per i diritti degli utenti e consumatori, ha deciso di intraprendere una class action contro la Microsoft.
Questa mossa vuole mettere fine al calvario che alcuni utenti devono passare per cercare di avere il rimborso del sistema operativo Windows acquistato con un nuovo computer senza averlo chiesto. In pratica una battaglia giudiziaria contro quella che si chiama normalmente Windows Tax e contro la quale qualcuno di voi avrà provato a combattere.
All’acquisto di un nuovo computer alla prima accessione appare una schermata di Windows che invita a sottoscrivere l’EULA di Windows o non accettarla e passare al rimborso presso il produttore dell’hardware. Purtroppo i produttori raramente ottemperano a questo obbligo contrattuale accampando maree di scuse.
L’Aduc ha inizialmente intentato una causa contro un produttore di pc presso il Tribunale di Firenze concludendo il processo con la vittoria. Forte di questa prima sentenza ha deciso di far partire, con un pool di avvocati e tecnici informatici, la class action contro Microsoft presso il Tribunale di Milano.
Via | Aduc
\me
25 gen 2011 - 17:31 - #1Intravedo la fine del monopolio in fondo a questo luuuungo tunnel :)
florianoo
25 gen 2011 - 18:05 - #2non cambierà granchè, al massimo invece che originale sarà installato piratato dall’amico smanettone di fiducia.
erik ilrosso
25 gen 2011 - 18:23 - #3invece a me lascia un pò perplesso…
spesso specialmente le versioni “basiche” agli oem costano veramente due lire (si parla di 10$, 15$) quindi anche i rimborsi sono miseri e miseri sono pure i margini, alla fine anche al venditore potrebbe costare di più avere due linee una con windows preinstallato e una senza os senza contare che per il distributore ordinare meno oem vorrebbe dire doverli poi pagare di più quindi una decisione veramente ridicola rispetto alla percentuale di acquirenti interessati ad avere un prodotto su cui poi installare un qualsiasi altro sistema operativo, pensiamo che le ultime statistiche w3school danno i desktop linux intorno al 5% e gli altri sistemi operativi free x86 sui desktop non arrivano all’1%, ergo per un 6% di mercato sbattersi tanto ha poco senso.
crocrocrocro
25 gen 2011 - 18:57 - #4@erik ilrosso
“spesso specialmente le versioni “basiche” agli oem costano veramente due lire”
ottimo! allora paghi tu per me?
“alla fine anche al venditore potrebbe costare di più”
la legge della domanda e dell’offerta dice esattamente il contrario, più licenze microsoft sul mercato rispetto alla richiesta = si abbassano i prezzi
“una decisione veramente ridicola rispetto alla percentuale di acquirenti interessati ad avere un prodotto su cui poi”
breve parabola: un celiaco va alla panetteria sotto casa a comprare il latte, il panettiere allora gli rifila due filoni di pane dicendo che lo prendono tutti, quindi lo deve comprare anche lui. Ma che se ne fa!? Se appartieni a una minoranza allora non hai diritto di scegliere!?
E.
25 gen 2011 - 19:21 - #5Non concordo per niente sulla questione, IMHO ogni vendor deve essere in grado di costruire le partnership che vuole
con i produttori software che preferisce. Il libero mercato vuole che ci siano aziende che siglano con microsoft ed altre che invece
prediligano altri sistemi operativi (esempio http://www.linuxsi.com). Fare una class action contro aziende per impedirgli di fare la propria
strategia commerciale e’ ridicolo.
Scendendo a basso livello:
Se io sono Pippo e ho l’azienda pippo Inc. che produce e commercializza hardware, perchè non dovrei essere in grado di decidere
CON CHI e COME sviluppare il mio business? E’ ovvio che e’ mio interesse raggiungere piu’ clienti possibile, ma se credo che la commercializzazione
di PC con S.O. non pre installato faccia avere perdite alla mia società, in base a cosa dovrei essere forzato per produrli ugualmente? (KARAKIRI).
Ci sono aziende che fanno scelte differenti, e se l’utente vuole un pc con altro sistema operativo pre-installato lo può trovare facilmente…
quindi ancora.. mi chiedo che senso ha questa iniziativa? e specialmente chi siamo noi, consumatori di nicchia, per pretendere di dettare regole così stringenti
in multinazionali come ASUS, HP, DELL ecc.. ?
E’ la richiesta che stabilisce il valore di un prodotto, quindi se tra N anni, la richiesta sarà di sistema operativo differente, vedrete che anche la strategia
commerciale delle big cambierà.. per ora come dicevo prima, eviterei crociate politiche inutili.
my 2 cents,
darkat
25 gen 2011 - 19:45 - #6@E.:beh sono parzialmente d’accordo, però c’è anche da tenere in conto il comportamento dei distributori che non sempre rispecchia il volere delle case produttrici, prendiamo ad esempio il caso linux e netbook, le case produttrici si sono volute subito spingere su linux in massa e solo una piccola fetta era destinata a windows, eppure i rivenditori per pure scelte personali spesso hanno lasciato le versioni linux e hanno preso solo quelle windows o peggio hanno preso anche quelle linux ma ci hanno installato illegalmente versioni windows che la gente poi compra ignara perchè tanto non sa nemmeno cosa vuol dire windows…in quest’ottica direi che quelli che decidono davvero cosa bisogna comprare non sono i clienti(noi) ma i distributori che decidono di cosa il cliente ha davvero bisogno e “costringono” le case produttrici di hardware a muoversi in base a come esigono loro. Allora ecco che la class action assume un senso, non contro la microsoft di per se ma contro i distributori, perchè quello che alla fine deve avere successo è il parere dei clienti, altrimenti diventano tutte mini-apple
@Sox
25 gen 2011 - 19:53 - #7@E.
“e specialmente chi siamo noi, consumatori di nicchia, per pretendere di dettare regole così stringenti
in multinazionali come ASUS, HP, DELL ecc.. ?”
Siamo coloro che danno da vivere a chi produce quindi abbiamo tutto il diritto di far sentire la nostra voce.
Inoltre la notizia riporta che Microsoft ha incluso la possibilità di rifiutare windows e di ottenere un rimborso che però non arriva mai.
Quindi trovo più che plausibile questa class action.
Se la Pippo inc. include questa opportunità deve poi onorare gli accordi, altrimenti evitava di inserirla.
crocrocrocro
25 gen 2011 - 20:01 - #8@E.
“non dovrei essere in grado di decidere[…] dovrei essere forzato per produrli ugualmente? (KARAKIRI).”
E’ un off-topic e pure confuso: producili pure col sistema che vuoi ma se sulla licenza dal sistema in questione c’è scritto che se non lo usi puoi ottenere un rimborso, che all’atto pratico non riesci a ottenere, ti viene negato un diritto e l’azienda del sistema è poco seria.
Ad esempio la licenza di Vista
http://preview.tinyurl.com/5vp3gdj
lo prevede eplicitamente in prima pagina.
I “big dell’elettronica” non centrano niente.
“e specialmente chi siamo noi”
suu, non fare così :) non facciamo così schifo
unpilatotale
25 gen 2011 - 21:36 - #9Perchè contro Microsoft?
Una volta vendute le licenze windows agli OEM, rimborso e class action semmai le fai agli OEM, visto che son loro che non offrono pc senza licenza win, e sono sempre gli OEM che incassano i soldi …
Ripeto che c’entra Microsoft se Acer Dell o HP per esempio, non ti rimborsano?
Andrea R
25 gen 2011 - 21:45 - #10Ma voi lo sapete che la vendita in bundle è contro ai principi del libero mercato e, quasi sicuramente, della legge?
La sony non può vendere un cd di una band in bundle con quello di un’altra band.
Se uno vuole sapere perchè basta guardare sui libri del primo anno di economia.
MS non dovrebbe potere vendere un software insieme ad un altro, per il semplice fatto così i prezzi di equilibro sono più alti. Risulta dai modelli economici.
Quindi non diciamo cavolate. Lo stato dovrebbe vietare tassativamente la vendita di software in bundle con l’hardware.
crocrocrocro
26 gen 2011 - 02:06 - #11@unpilatotale
http://it.wikipedia.org/wiki/EULA
l’accordo è stipulato tra l’utente finale e Microsoft per definire i termini di utilizzo del software, gli OEM semplicemente non centrano.
Maarten
26 gen 2011 - 05:50 - #12Sono daccordo che la compagnia X ha il diritto di vendere i suoi pc con S.O. che vuole, ma io come cliente dovrei avere il diritto di non accettare l’EULA di quella S.O. ed avere il rimborso (anche se e’ solo 10 euro), senza dovere fare salti mortali. tolgo lo sticker con il codice windows e gli lo rimando indietro e basta.
Invece la realta e’ che nettamente devo pagare per togliere windows, ed e’ questo sistema che fa schifo ed e’ per quello che secondo me e’ giusto fare il class action…
Alex99
26 gen 2011 - 09:44 - #13Qualcuno ha parlato di 10€ di rimborso? Cercate su internet, sono molti di più!!
Se non erro la sentenze del processo di Firenze parla di 140€.. !!
Il fatto è che il rimborso è previsto, ma per averlo c’e’ chi ha dovuto rendere indietro il pc per uno o due mesi.. col trasporto a proprio spese! Eh, se non è truffa questa..
tassinarimauro
26 gen 2011 - 10:17 - #14Potrebbero vendere il computer con Winsoz preinstallato ma non attivato ed il codice di attivazione solo su richiesta (una schedina da grattare tipo ricarica telefonica?)
erik ilrosso
26 gen 2011 - 10:19 - #15Vendere il pc senza sistema operativo è una boiata.
Sicuramente perché l’utente medio non saprebbe che farci.
Inoltre in realtà gli unici che ho visto acquistare un pc con linux o senza os ci hanno fatto installare xp craccato da un qualche amico.
Ma il punto è un altro… se uno non apprezza una certa politica aziendale invece di non accettare l’eula, chiedere rimborsi fare class action… ma che prenda il pc da un altra ditta e stop.
rizlox
26 gen 2011 - 10:35 - #16Ma il punto è un altro… se uno non apprezza una certa politica aziendale invece di non accettare l’eula, chiedere rimborsi fare class action… ma che prenda il pc da un altra ditta e stop.
Si così devo limitare la mia scelta a 2 marche che costano pure di più solo perchè non voglio windows preinstallato… A quel punto mi conviene prendere un PC con windows e non usare la licenza…
Ma a questo punto se è previsto un rimborso perchè dovrei rinunciarvi?
Mi spiace erik il rosso ma la class action ha tutte le ragioni di esistere…
opensource
26 gen 2011 - 10:50 - #17…mah! io ho tentato di di farmi rimborsare un eee dall’Asus, la risposta era stata: ma certamente, lei ci spedisce il pc a sue spese, un nostro tecnico a x euro l’ora rimuoverà windows, poi glielo rispediamo a sue spese…
Tutto logico, in effetti, ma economicamente assurdo.
Ergo, lasciando da parte le questioni di principio, e soprattutto per non aspettare, ho PIALLATO l’eee maledicendo M$ e un quarto d’ora dopo avevo Ubuntu installato.
crocrocrocro
26 gen 2011 - 10:57 - #18@erik ilrosso
“Vendere il pc senza sistema operativo è una boiata.[…]”
Ma chi dice il contrario? Cosa centra col discorso?
“gli unici che ho visto acquistare un pc con linux o senza os ci hanno fatto installare xp craccato da un qualche amico.”
Questo è un problema loro, non c’è scritto da nessuna parte che si debbano evangelizzare le masse al FLOSS (un buon motivo per farlo però ci sarebbe: un mercato più appetibile per i produttori di videogiochi ;)).
“Ma il punto è un altro… se uno non apprezza una certa politica aziendale […]”
Leggi il commento #11.
Se qualcuno non si sbraccia un po’ per i suoi diritti finisce per perderli, no?
Se tu trovi che non ne valga la pena, il tuo consiglio è valido, ma solo per te.
erik ilrosso
26 gen 2011 - 11:05 - #19mah..
a me sta class action non fa ne caldo ne freddo.
Ce ne sono di più importanti…
ad esempio che la garanzia non vale se hai installato un sistema operativo diverso… upgradato la ram etc..
pierot
26 gen 2011 - 11:23 - #20Vendere il pc senza sistema operativo è una boiata
quindi
Vendere i lettori mp3 senza mp3 è una boiata
Vendere i dvd player senza dvd è una boiata
Vendere impianti HiFi senza cd è una boiata
Vendere i router senza abbonamento adsl è una boiata
Vendere le lavatrici senza biancheria è una boiata
Vendere i frullatori senza mele è una boiata
eppure lo fanno, e riescono a venderli.
rizlox
26 gen 2011 - 11:32 - #21cmq erik ilrosso è vero, è più importante che non venga invalidata la garanzia installando un differente OS o facendo un upgrade hardware, però nel calderone anche questa class action ci sta… Anche fosse solo per 20€
JMourinho
26 gen 2011 - 12:28 - #22@pierot: spero tu ti sia reso conto di aver scritto una boiata pazzesca o quantomeno riportato un esempio poco felice.
In generale io non ho nulla in contrario che venga acquistato un PC con preinstallato un sistema operativo. Il sistema operativo è un *pezzo* del collage che il vendor sceglie per proporti un prodotto, quindi la sua offerta è quella e nel momento in cui tu compri *sei consapevole di star acquistando un prodotto con quelle determinate caratteristiche*. Il vendor nella sua offerta dichiara esplicitamente che configurazione monta, sistema operativo compreso. Altrimenti il discorso dovrebbe estendersi pure agli SmarthPhone, o no? Questo non avviene perché questi hanno alternative valide e competitive (Android e compagnia bella).
Il nocciolo della class action, personalmente, credo debba servire solo a far chiarezza ed eliminare queste ambiguità contrattuali (ammetto che ambiguità non è il termine più opportuno ma non mi viene altro) e correggere la licenza in se. Magari anticipando l’accettazione o meno della licenza all’atto dell’acquisto.
Di sicuro una cosa deve essere chiara, un vendor non deve essere tenuto a vendere i propri prodotti senza sistema operativo installato tanto meno non trovo nulla di male se decidesse di venderli solo con una sola proposta di sistema operativo.
@Sox
26 gen 2011 - 15:36 - #23Ma erik scusa, siccome tu gli unici che hai visto comprarsi un pc con linux o senza os si sono poi fatti installare xp craccato, allora significa che tutti fanno così??
Ripeto, acquistando il pc acquisti anche la possibilità di rinunciare a windows con successivo rimborso. Se questo non accade allora l’utente è liberissimo di lamentarsi e procedere legalmente, fosse anche uno su 10 miliardi o anche se chiede un risarcimento di 1 cent.
E’ una questione di principio!!!
bpm___
26 gen 2011 - 16:50 - #24@eric il rosso
1) nessuno vuole obbligare le case produttrici a vendere pc senza / con diverso so. Vogliamo solo poter avere la possibilità di rimborso del sistema operativo.
Non solo ci sono utenti non interessati a Windows ma ci sono molti che hanno licenze non OEM o licenze multiple e sono costretti a pagare una nuova licenza.
2) il costo delle licenze oem è ben superiore rispetto a 10 / 15$. In francia dove abitavo (cannes) il Darty per ogni pc in vendita indicava sulla scheda sia le modalità per ottenere il rimborso dell’so che la cifra rimborsata. E il risparmio andava dai 20 ai 120 euro a seconda del software presente.
3) purtroppo, mentre su pc, server e computer industriali è facilissimo trovare in commercio produttori che vendono senza Windows o con Linux, con portatili (soprattutto di marca) questo è molto difficile.
unpilatotale
26 gen 2011 - 18:41 - #25@crocrocrocro 11
cito dal tuo link wikipedia:
“Il Giudice di Pace di Firenze ha ritenuto di dover condannare HP Italia a rimborsare i costi di licenza del sistema operativo più spese accessorie ad un acquirente che non intendeva utilizzare il sistema operativo Windows pre-installato sul proprio notebook”
tu dici
“gli OEM semplicemente non centrano” ma guarda caso è stata condannata HP Italia, che po è chi ha veduto la licenza OEM e non ha riborsato.
Le licenze OEM le paghi all’OEM, è l’OEM che ti deve rimborsare.
Se l’oem ti rimborsa, recupera la licenza che venderà ad un altro, contino a non capire che c’entra microsoft in questo rapporto commerciale.
Ti ricordo che Microsoft non da neppure assistenza tecnica alle licenze OEM, assistenza che è a carico dell’OEM medesimo.
Microsoft garantisce solo gli aggiornamenti del prodotto tramite windows update.
Morale , l’oem paga le licenza un tanto al chilo a Microsoft, poi le rivende lucrandoci abbinate ai propri pc, ed è l’OEM che non ti offre il prodotto anche senza licenza Win.
Ripeto che c’azzecca Microsoft?
guiodic
26 gen 2011 - 20:09 - #26Il libero mercato vuole che ci siano aziende che siglano con microsoft ed altre che invece prediligano altri sistemi operativi
Appunto. Ma non ti viene il sospetto che se tutti gli OEM vendono lo stesso software in blundle, allora c’è una alterazione del mercato?
Perché guarda che non è una cosa che accade per caso oppure per libera scelta dei consumatori (e per la verità neppure dei produttori).
Microsoft è in posizione dominante e spesso ne ha abusato, come dimostrano le numerose condanne in tutto il mondo.
Il libero mercato è una cosa seria, non è l’anarchia. Non è che ognuno può fare quel che cavolo gli pare: ci sono delle regole e chi abusa deve essere punito.
Te lo dice uno che è contro il libero mercato, quindi figurati…
crocrocrocro
26 gen 2011 - 20:16 - #27@unpilatotale
Allora, non è che se un giudice di pace (o un magistrato di carriera) prende una decisione questa sia necessariamente sensata…
Fa così: incrocia su google le parole “accordo di licenza windows vista”, apri la licenza, leggi il capoverso evidenziato.
JMourinho
26 gen 2011 - 20:42 - #28@guiodic:
>Appunto. Ma non ti viene il sospetto che se tutti gli OEM vendono lo stesso software
>in blundle, allora c’è una alterazione del mercato?
>
Ma potrebbe pure essere perché è l’unico software che ritengono sia in grado di fornire all’utente la propria proposta!
guiodic
26 gen 2011 - 22:27 - #29@jmourinho: la battuta è divertente.
JMourinho
26 gen 2011 - 22:54 - #30@guiodic: e dove sta la battuta?
Deathwing
30 gen 2011 - 01:14 - #31@JMuinho
hahaha, ma da dove esci?, ti voglio a colorado cafè, sei troppo divertente….
@Guiodic
so come sei fatto, difendi a spada tratta le libere scelte e il software libero, molta gente come il soggetto sopra non hanno idea di cosa sia essere produttivo e libero allo stesso tempo, molta gente piace la sottomissione, alcuni lo manifestano nei momenti intimi altri senza accorgersene mentre lavorano, poi ti vengono a dire che lavorano bene con gli strumenti che gli danno, perché come cani si abituano e come scimmie imparano e dopo anni di sottomissione intellettuale non conoscono altro oltre questo, e non credere loro se ti dicono che han provano e non gli è piaciuto, la verità è che i cani restano fedeli e le scimmie una volta imparato qualcosa difficilmente riescono e vogliono imparare le differenze tra cose simili, ma sopratutto come porci criticano cose che non conoscono, o per sentito dire o perché han dedicato solo due minuti a qualcosa di nuovo, o per giustificare la loro ignoranza, ma sopratutto, cosa molto peggiore è che questa gente pur di raggiungere un risultato non contribuiranno mai ne diranno mai grazie al mondo open source nel caso ne facessero uso con successo, sono dei narcisi e le loro articolazioni di pensiero non evadono l’ideologismo centralizzato, fascisti latenti, la loro massima aspirazione è appartenere ad una società dove c’è chi decide al posto loro, e se il prezzo è alto, non importa, se è evidente che l’autorità funziona mangeranno la foglia e stai sicuro che abbasseranno la testa e non combatteranno, privi di coscienza collettiva, solo egoismo e solitudine e tanta sofferenza per l’indifferenza che non vogliono riconoscere di ricevere ogni giorno.
Ricorda di tenere la spada nella fondina con questa gente, ti faranno solo indignare con la loro aggressiva ignoranza.
Per quanto riguarda l’articolo, la campagna della class action è lecita perché in democrazia ogni piccola iniziativa, protesta, informazione deve essere presa in considerazione, e poi le grandi compagnie elettroniche e software devono mettersi in testa che siamo noi i consumatori e come tali poniamo domande di mercato che devono essere soddisfatte.
Anche se la faccenda come molti qui hanno suggerito si chiuderebbe con successo per i produttori se offrissero le licenze software come qualsiasi altro componente hardware e deselezionarlo/declinarlo durante l’acquisto.
Per la cronaca ho 7 licenze windows xp (ne uso solo una in una vm), 1 di windows vista e 2 windows 7 che non userò mai. ora fate 10+10+10+…