
IndexedDB (un termine particolarmente cacofonico) è il successore di WebSQL, un progetto di database per il web abbandonato dal W3C in novembre. Il protocollo è molto interessante per diverse ragioni, tra cui spicca il Web Storage per HTML5: ispirato, neanche troppo tacitamente, ad Amazon Web Storage (AWS) è uno standard ancora sperimentale.
Al pari dello stesso HTML5… un’instabilità che preoccupa molto poco i produttori di browser. Tant’è che Mozilla, nonostante i ritardi sull’aggiornamento, ha deciso d’integrare IndexedDB in Firefox 4.0. Quali sono i vantaggi? In primo luogo, la possibilità di rimuovere i cookie dai profili del browser in locale e spostarli su un server, magari gestito da Mozilla.
Pensate a Firefox Sync, l’estensione (ex-Weave) che sarà integrata nel core di Firefox 4.0. A discapito della privacy – almeno, se non si opta per un server di proprietà – i dati personali non restano sul sistema da cui si accede a internet: un vantaggio, quando si parla di computer condivisi. Resta da chiedersi se mozIndexedDB sarà già pronto per il prossimo febbraio.
Via | The H Online
xoen
15 gen 2011 - 23:38 - #1Scusa ma che c’entra IndexedDB con Firefox Sync?!? Nulla.
Qual’è il rischio per la privacy? Non si sa.
Se non ho capito male IndexedDB è un sistema per memorizzare dati localmente, e per evitare quindi di fare chiamate AJAX su chiamate AJAX che rallentano il tutto.
Infine per quanto riguarda le preoccupazioni dei produttori di browser…l’oggetto ha il prefisso moz (come hai giustamente detto) proprio per enfatizzare che non si tratta di qualcosa di stabile, un anteprima per gli sviluppatori web insomma.
xoen
16 gen 2011 - 00:06 - #2L’unico problema potrebbe essere che il DB di un’applicazione viene letto da un’altra applicazione. Ma questo non è possibile (a meno di bug) perchè il database è legato al dominio come i cookie.
Ad esempio il DB “contacts” di gmail.com sarà diverso dal DB “contacts” di facebook.com.
Insomma si tratta di cookie agli steroidi :D.
admiral0
16 gen 2011 - 14:53 - #3Firefox sync è sicuro. Oltre alla pass di accesso, c’è anche la pass di crittografia dei tuoi dati, che non finisce mai sui server mozilla, quindi anche se si ha il blob criptato, non hai la pass per decriptare. Problem?
detro
16 gen 2011 - 23:24 - #4Sto cercando di trattenere le lamentele che stanno per uscire dalla mia bocca (o dalle mie mani in questo caso) per la TOTALE ERRONEITA’ di questo articolo.
[critic mode]
WebStorage, con tutte le tecnologie correlate (LocalStorage, SessionStorage, IndexedDB e l’ormai defunto Web SQL DB (andatevi a studiare perche’ e’ defunto)), riguarda SOLO il salvataggio dei dati Client Side (cioe’, dal lato del browser).
L’ispirazione a S3 di Amazon Web Services e’ PURAMENTE a livello di API.
HTML5 sta enfatizzando SOPRATTUTTO l’esecuzione di codice a livello Client, non Server. A che cacchio servirebbe mai mettere delle API Javascript nel browser per salvare dati su un Server?
Per favore, prima di pubblicare questa baggianate, verificate gli articoli. O magari imparate a leggere l’inglese e a capire. O, meglio ancora, leggete le specifiche dal W3C: vi giuro, esiste e si puo’ anche leggere gratis.
[/critic mode]
Saluti
Ivan
Federico Moretti
17 feb 2011 - 15:07 - #5Probabilmente non sono stato abbastanza chiaro:
IndexedDB è il successore di WebSQL, un progetto di database per il web abbandonato dal W3C in novembre. Il protocollo è molto interessante per diverse ragioni, tra cui spicca il Web Storage per HTML5: ispirato, neanche troppo tacitamente, ad Amazon Web Storage (AWS) è uno standard ancora sperimentale.
Al pari dello stesso HTML5… un’instabilità che preoccupa molto poco i produttori di browser. Tant’è che Mozilla, nonostante i ritardi sull’aggiornamento, ha deciso d’integrare IndexedDB in Firefox 4.0. Quali sono i vantaggi? In primo luogo, la possibilità di rimuovere i cookie dai profili del browser in locale e spostarli su un server, magari gestito da Mozilla.
Pensate a Firefox Sync, l’estensione (ex-Weave) che sarà integrata nel core di Firefox 4.0. A discapito della privacy – almeno, se non si opta per un server di proprietà – i dati personali non restano sul sistema da cui si accede a internet: un vantaggio, quando si parla di computer condivisi. Resta da chiedersi se mozIndexedDB sarà già pronto per il prossimo febbraio.