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Richard Stallman ha una pessima opinione del netbook CR-48 di Google

Pubblicato: 15 dic 2010 da Federico Moretti

Google Netbook CR-48Il netbook che Google ha cominciato a distribuire di recente per mostrare le potenzialità di Chrome OS è l’oggetto del desiderio di molti, ma non di Richard Stallman. Il fondatore di GNU ha espresso forti perplessità sulla sicurezza di un dispositivo che effettua il salvataggio dei dati personali esclusivamente in rete. Siamo abituati alle boutade di Stallman, tuttavia nella circostanza è molto difficile dargli torto.

In realtà, Stallman non è l’unico a diffidare del CR-48 (nome in codice del portatile di Google). Le posizioni sono profondamente diverse, però le critiche arrivano da ogni parte. Stallman ritiene che, un po’ come il cloud computing in genere, Chrome OS sia uno strumento per “uccidere” la privacy degli utenti. Il disco allo stato solido contiene solo il sistema operativo e tutto il resto è salvato nel profilo di Google.

Altre teorie mettono da parte la sicurezza dei dati personali, criticando il device in se stesso. Il CR-48 non ha il multi-touch, né uno slot per schede SIM e monta un comune processore Intel Atom (cui tanti avrebbero preferito ARM). Un netbook che è obsoleto all’esordio, quindi… sempre considerando che è solamente un prototipo e non ne è prevista la vendita. Restano i dubbi su privacy e gestione dei dati.

Via | The Guardian

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20 commenti

Commenti dei lettori

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  • Andrea R

    15 dic 2010 - 10:23 - #1
    4 punti
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    Molto semplice: ha ragione. Con la massificazione del computer ed il suo utilizzo non solo più da parte di gente con un minimo di cultura e interesse, si stanno delineando delle tendenze abbastanza fasciste, come gli app store o questo tipo di cloud computing. Purtroppo pochi sono attenti all’etica ed alle conseguenze dei loro acquisti. Povero Stallman: avrà da combattere tutta la vita, mentre viene pure disprezzato da gente che ha il 90% delle sue idee, ma il 5% delle sue palle.

  • Profilo di m0rd0r

    m0rd0r

    15 dic 2010 - 10:43 - #2
    0 punti
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    #Andrea R

    Ti quoto in toto

  • void

    15 dic 2010 - 10:58 - #3
    0 punti
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    @Andrea R

    Parole sante.

  • Profilo di slot

    slot

    15 dic 2010 - 11:48 - #4
    0 punti
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    Io per i miei documenti sensibili uso già il cloud, ma almeno lo posso scegliere!

  • rizlox

    15 dic 2010 - 12:02 - #5
    1 punto
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    Ha ragione Stallmann e in più hanno anche ragione a dire che la CPU doveva essere ARM e non x86

  • sekkyo

    15 dic 2010 - 12:03 - #6
    4 punti
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    Va anche specificato che Stallman è molto critico verso il cloud in particolare a causa del contesto americano. Negli USA è vigente una legge, la quale sancisce che gli utenti che salvano i propri dati su dispositivi di storage gestiti da terzi (leggasi cloud computing, backup online ecc) perdano automaticamente qualunque diritto su di essi. Quindi le forze dell’ordine per potervi accedere non devono essere in possesso di un mandato giudiziario, ma basta una semplice richiesta formale al provider del servizio. Quindi Stallman critica anche questo aspetto meno noto e non solo la scarsa tutela della privacy.

  • GiovanniSantostefano

    15 dic 2010 - 12:04 - #7
    -1 punto
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    Ho già abbondantemente scritto sul mio blog l’opinione che porto di questo modo di evolvere della cloud e, lasciando da parte la trattazione di privacy ecc… in cui stallman la dice tutta, ho focalizzato il discorso su alcune perplessità circa:
    - le spese che avrà l’utente nella cloud (se tutto si evolverà con un sistema ad abbonamenti)
    - il fatto che una cloud sviluppata come modello web non mi sembra una cosa geniale poichè:
    1) è comunque più complesso sviluppare le applicazioni web della stessa complessità di autocad, photoshop, office (molti non usano open office perché manca di chissà quali funzioni, adesso dovrebbero usare google docs? Ma dai!)
    2) Con il modello web, per dare una certa interattività all’utente, le applicazioni si basano su javascript, flash ed altre tecnologie che vengono eseguite sul terminale client. Questo significa che la macchina deve essere potente!
    Con una cloud che esegue il 100% del sistema sui server, invece, si potrebbe giocare all’ultimo gioco anche su un tablet o su uno smartphone (dimensioni dello schermo e I/O permettendo).

    Insomma che la cloud sia il bene o il male lo lascio decidere a chi di dovere (RMS è abbastanza di dovere) ma se si farà come un grande contenitore di applicazioni web per me non è una grande idea, anche con HTML 5 che promette fuochi d’artificio.

  • Profilo di tassinarimauro

    tassinarimauro

    15 dic 2010 - 12:54 - #8
    1 punto
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    Stallman ha ragione ma… A Google forse interessa di più l’opinione degli altri 99,9% di utonti.

  • samuele8

    15 dic 2010 - 13:07 - #9
    -2 punti
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    se tutti ragionassimo come stallman nessuno avrebbe una mail consultabile via web, ma ogniuno si dovrebbe creare un proprio server mail in locale. Ormai tantissimi usiamo servizi in cui i dati sono conservati online (mail, servizi foto, youtube, strumenti di sincronizzazione documenti e bookmark, …)

  • brunoliegibastonliegi

    15 dic 2010 - 13:16 - #10
    1 punto
    Up Down

    Poniamo il caso che non mi interessi della privacy…. rimane il resto. NON HO I MIEI DOCUMENTI.
    Se cade la linea non posso nemmeno guardare le MIE foto.

    non mi piace.

  • infastidito

    15 dic 2010 - 13:20 - #11
    0 punti
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    @samuele
    Se tutti la pensassero come Stallmann, rifletterebbero per bene su dove i loro file e le loro informazioni vengono salvate. Chi ci può accedere e chi può copiarle, modificarle o eliminarle per sempre. I miei file li tengo sul mio hd. Se li voglio eliminare per sempre li elimino, non sto a pensare che su qualche server potrebbe esserne rimasta una copia.

  • AnonimoConiglio

    15 dic 2010 - 13:28 - #12
    0 punti
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    Mi accodo a quel che ha detto Andrea R.

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    15 dic 2010 - 13:44 - #13
    3 punti
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    se tutti ragionassimo come stallman nessuno avrebbe una mail consultabile via web,

    Strano che tu abbia questa opinione perché il progetto GNU è il creatore del principale software per gestire mailing list via web (mailman).

    ma ogniuno si dovrebbe creare un proprio server mail in locale.

    Un’azienda dovrebbe farlo in effetti.

    Ormai tantissimi usiamo servizi in cui i dati sono conservati online (mail, servizi foto, youtube, strumenti di sincronizzazione documenti e bookmark, …)

    Confondi cose molto diverse: quando metto un video su YT io *voglio* che gli altri lo vedano. Lo stesso accade per servizi di foto come flikr.
    Il problema dello storage remoto è tutt’altra cosa. In quel caso uno memorizza i propri dati che magari non vorrebbe che altri vedessero.
    Mentre con servizi come dropbox o ubuntuone sei *tu* che devi impostare la cartella sincronizzata o mettere i file in una apposita cartella, invece con ChromeOS tutto questo è di default perché usando google documents le cose vanno sui server google a prescindere dalle tue scelte.
    E’ del tutto differente.

  • ::: Domainers Gate :::

    15 dic 2010 - 14:47 - #14
    0 punti
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    ha ragione ma tanto se il ChromeBook costerà 500 dollari ne venderanno dieci

  • Herod2k

    15 dic 2010 - 15:13 - #15
    0 punti
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    ::: Domainers Gate :::
    sicuro? … apple vende con tutto che ha prezzi astronomici e ha neanche le uscite usb… io non ci metterei la mano sul fuoco

  • Deathwing

    15 dic 2010 - 15:34 - #16
    0 punti
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    @samuele8 #19 sei un rassegnato, non contagiarci e fatti un esame di coscienza!

    Per quanto riguarda quel dispositivo che sia ARM o X86 non mi importa molto, quel che mi importa è che il back hand del sistema venga settato così:

    FileSystem:

    /tmp in ramfs ( 3/4 Gib !), *1
    /boot, swap e / su SSD (..di piccole dimensioni 30 Gib), *2
    /home/utente sulla SD/USB3 estraibile e cifrata (..almeno 64Gib), *3
    /mnt/tutto lo spazio che vuoi su HDD 2.5 (..anche 512 GiB), *4

    1) In questo modo le directory temporanee ogni volta che il dispositivo viene spento ne svaniscono i dati temporanei contenuti ma anche per velocizzarne l’accesso per via dei tempi di lettura e scrittura nella RAM di file temporanei.
    2) In modo da avere un accesso rapido ai dati fisici del sistema operativo e per un boot quasi inesistente.
    3) Per consentire che i propri dati possano venire estratti dal dispositivo e utilizzati persino in altri ambienti GNU/Linux, sopratutto per avere la possibilità di rompere la SD con le mani se proprio si vuole la certezza di poterli distruggere :D
    4) Spazio per download e mole di dati!

    Opzioni:

    1) Possibilità di aggregarci al cloud di google, abilitando un rsync di parte della nostra directory utente verso e da server google.
    2) Avere sia client Ubuntu One che Dropbox, ed altri compatibili nel caso si utilizzassero.
    3) Pannello per gestire l’intero parco delle chiavi contenute nella SD, ed altri pannelli per ogni tipo di opzione legata alla sicurezza e gestione dei dati, anche possibilità di fare backup online oppure verso demoni locali.
    4) Opzione che localizza l’inode della posizione di file sensibili nel filesystem come la stessa chiave di cifratura della SD, se montata l’ intera directory utente nella SD, varie ed altre direcotory della SSD dove esistono dati sensibili e provvedere ad uno swipe/raw mirato, cosi che si possa essere sicuri di cedere il dispositivo ad amici o propri colleghi di lavoro :)
    5) Avere client/server ssh!
    6) Nessuna licenza da accettare, se ve ne fossero quel sistema operativo non sarebbe ne etico ne sicuro.
    7) Poterci installare debian in caso non nascano fork di ChromeOS,

    .. comunque mi auspico quanto prima ne uscirà un fork privo delle impostazioni di default di google, quindi terminalucci come questi in ambienti intranet farebbero scintille e con queste prerogative tutti i problemi di privacy verrebbero risolti,

    ..tornando alla directory home nella SD, se al boot priva di SD inserita non essendo appunto potuta essere montata ed anteposta alla directory fisica, directory ovviamente priva di privilegi per l’utente ma abbastanza per leggere la configurazione utente delle impostazioni di default, così da poter essere usato senza la possibilità di salvare dati e cambiare impostazioni ma pronta a rilanciare il sistema grafico, o ricaricare l’ambiente utente non appena decifrato il filesystem dell’altra directory utente contenuta nella SD quanto questa inserita e montata sopra alla directory utente corrente.

    ..comunque touch screen e multi touch non sarebbero da meno, ma credo che i costi con una SSD potrebbero salire e non poco.

    ..punto! :)

    PS. Ricordate che Stallman ha tutte le ragioni di essere paranoico, visto come a quanto stiamo andando, “quelo”!

  • Celio2000

    15 dic 2010 - 15:41 - #17
    0 punti
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    ” Mentre con servizi come dropbox o ubuntuone sei *tu* che devi impostare la cartella sincronizzata o mettere i file in una apposita cartella, invece con ChromeOS tutto questo è di default perché usando google documents le cose vanno sui server google a prescindere dalle tue scelte.
    E’ del tutto differente.”

    Ed infatti é anche quello che permette Chrome OS quidi non problem!

  • Fr_Samjack

    15 dic 2010 - 18:01 - #18
    0 punti
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    @16@17
    forse bisogna chiarire due punti:
    1) il pc che hai in mente sarebbe fantastico ma non è quello che hanno in mente per chromeos. il cr48 probabilmente avrà solo una flash rom o qualcosa di simile per l’os. tutti i dati saranno nel cloud.
    2) se questa è l’architettura qualsiasi dato immetterai in quel pc andrà sui server google. non c’è scelta. con dropbox et similia si sincronizza solo una cartella (impostazioni di default), il resto dei dati risiedono sul tuo pc e basta

  • ryma77

    16 dic 2010 - 14:32 - #19
    0 punti
    Up Down

    se tutti ragionassero come stallman saremmo ancora nel 1970 meno male che c’è rimasto solo lui e i suoi adepti

  • Profilo di killduke

    killduke

    16 dic 2010 - 15:22 - #20
    0 punti
    Up Down

    Quotone per Andrea R!!

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