Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

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La scorsa settimana vi abbiamo parlato del Protocollo d’Intesa che il governatore della Puglia, Nichi Vendola, ha stretto con l’amministratore delegato di Microsoft Italia, Pietro Scott Jovane.

È partita così la campagna “Nichi ripensaci!” attraverso la quale il mondo del software libero chiede a Vendola di non dare seguito al protocollo di intesa con Microsoft. Tra i promotori l’Associazione Software Libero, il Partito Pirata, i Linux User Group, ma anche Pietro Folena e Fiorello Cortiana, i parlamentari che nella scorsa legislatura si erano spesi per una legge che favorisse il software libero e persino esponenti del partito di SEL e del PD.

Il primo firmatario Guido Iodice spiega che il software libero è un modo di intendere la tecnologia che fa il paio con molte delle battaglie portate avanti da Sinistra, Ecologia e Libertà dove la libertà del sapere è un mattone fondamentale della società. Dopo il salto il testo completo della lettera aperta.

Caro Presidente, caro Nichi,
siamo programmatori, sostenitori, e semplici utenti del Software Libero, di GNU/Linux, di Firefox, di OpenOffice.org, di Wikipedia; insomma, di tutto quell’universo che si muove intorno alla condivisione del sapere e alla libertà di poterne usufruire come bene comune e patrimonio collettivo dell’Umanità. Tra noi ci sono persone che fanno impresa con il Software Libero, contribuendo così alla crescita economica del nostro Paese. Altri lavorano con il Software Libero nei più svariati settori, godendo dei suoi benefici.
Sappiamo che questi temi ti sono familiari. Sappiamo anche che la Regione Puglia ha in programma un disegno di legge per l’adozione di Software Libero nella Pubblica Amministrazione. Abbiamo salutato positivamente, nel tuo programma elettorale, l’attenzione a questo tema.
Per tutti questi motivi siamo rimasti stupiti del Protocollo d’Intesa da te siglato con Microsoft, il principale produttore di software proprietario del mondo.
Non c’è in noi alcun pregiudizio verso quell’azienda o altre. C’è invece la consapevolezza che la lunga storia e i recenti comportamenti di Microsoft – come, ad esempio, l’uso pretestuoso dei brevetti come minaccia per ostacolare lo sviluppo e l’adozione di Software Libero – sono in aperto contrasto con la filosofia e la pratica di apertura, libertà e condivisione che caratterizza il Software Libero. Non siamo contro una specifica impresa, siamo contro il software proprietario, contro la soggezione tecnologica che esso impone al Paese.
Come affermato anche in sede di Unione Europea e confermato da recenti pronunciamenti della Consulta, neutralità tecnologica non può significare “equidistanza” tra software libero e software proprietario, ma deve significare invece libertà di sviluppare tecnologie aperte e interoperabili senza dover chiedere permessi, senza dover firmare contratti di non-divulgazione, senza dover essere sotto la spada di Damocle di una causa per violazione di brevetto, senza dover sottostare all’uso di una determinata piattaforma, senza dover essere limitati nell’applicazione delle tecnologie a certi mercati o certi tipi di dispositivi. In poche parole, senza dover sottostare al modello che i produttori di software proprietario (in questo Microsoft è in prima linea) propongono da sempre. Un modello fatto di uso distorto dei brevetti come strumenti per rafforzare la propria egemonia nel mercato, anziché come strumenti di innovazione. Un modello che ricorre a formati chiusi e protocolli proprietari per vincolare a sé gli utenti ed i loro dati. Un modello animato da pratiche concorrenziali scorrette, frequentemente oggetto di multe milionarie inflitte dalle autorità antitrust dell’Unione Europea.
Software Libero, invece, significa esattamente l’opposto. Significa cioè la possibilità per le imprese, la Pubblica Amministrazione, il mondo della formazione, le famiglie, i singoli cittadini, di non avere porte chiuse, stanze segrete, lucchetti che troppo spesso cancellano la libertà di conoscere e interagire. Software Libero significa anche condivisione, messa in comune di saperi ed esperienze. Significa creazione di opportunità di lavoro. Significa indipendenza – per il pubblico come per il privato – dal singolo fornitore, ma soprattutto autonomia nel determinare i propri strumenti informatici e non solo. Autonomia nel senso più autentico: capacità di decidere di se stessi.
Questo è fondamentale per la Pubblica Amministrazione, che deve garantire a se stessa e ai cittadini che i dati siano elaborati con software controllabili, per poter assicurare la trasparenza, e conservati in formati liberi e documentati, per non ritrovarsi nella dipendenza da un software o da un singolo produttore.
Siamo preoccupati quindi delle ricadute che questa scelta della Regione Puglia può avere sia sull’Amministrazione Pubblica che sul tessuto produttivo. Promuovere il software proprietario, le soluzioni informatiche di Microsoft in questo caso, significa infatti mettere una seria ipoteca sulla autonomia e sulla libertà della P.A., dei cittadini e delle imprese, non solo per l’oggi ma per il futuro, perché sappiamo bene di fronte a quali difficoltà e costi è posto chi voglia finalmente fare la scelta del Software Libero dopo anni di utilizzo del software proprietario.
Sappiamo quanto insegnare solo o prevalentemente l’uso del software proprietario nelle scuole e nei corsi di formazione professionale contribuisca a perpetuare il monopolio e deprima la piena autodeterminazione di organizzazioni e singoli. Sappiamo come il “software segreto” tolga agli studenti – soprattutto quelli di materie legate all’informatica – la possibilità di soddisfare il proprio diritto alla conoscenza, essendo impenetrabile allo studio e alla modifica. Sappiamo, soprattutto, quanto questo insegni a tutti costoro ad essere consumatori passivi, sudditi di tecnologie che non possono conoscere e manipolare. La scuola deve invece formare cittadini consapevoli, anche nell’ambito delle tecnologie.
Abbiamo letto con attenzione il testo del Protocollo e le tue repliche. Pur avendo apprezzato la decisione di rispondere prontamente e personalmente, non possiamo che mantenere le nostre preoccupazioni, poiché resta incomprensibile la scelta di Microsoft quale partner per la promozione dell’innovazione e dell’eccellenza, in un quadro dove invece potrebbero esserci partner in linea con quanto abbiamo sinora esposto.
Ti chiediamo quindi di fare una scelta differente: invece di dare seguito al protocollo con Microsoft, riunisci le imprese locali, nazionali e multinazionali e i soggetti associativi che hanno scelto di promuovere prioritariamente il Software Libero. Progetta con questi soggetti la vera innovazione della Puglia, sulla base di un’idea diversa di sviluppo in cui il sapere sia condiviso e non costretto dentro scatole chiuse. Se vorranno, le imprese che sviluppano software proprietario potranno unirsi accettando di rilasciare i loro contributi sotto licenze libere, e garantendo l’utilizzo gratuito e senza vincoli dei brevetti eventualmente coinvolti. In questo modo, il contributo della Regione potrà davvero essere a favore del sapere pubblico e liberamente disponibile a chiunque per la crescita della Puglia, libera da vincoli tecnologici.
Insomma, caro Nichi, ti proponiamo una Puglia libera. Libera dal software proprietario, che la lingua spagnola definisce con adeguata e significativa espressione “software privativo”: quel software che ti priva della libertà di apprendere, di intraprendere, di condividere e lavorare insieme ad altri.
Il Software Libero non è solo prodotto da «un esercito di volenterosi supertecnici che lavorano di notte negli scantinati», ma da sempre gode del supporto di aziende, governi, enti di ricerca, università. Certamente però negli ultimi anni abbiamo assistito ad una straordinaria evoluzione. Anche grazie a quella idea che tu definisci «romantica» è sorta una grande rivoluzione tecnologica. Oggi sono tante le multinazionali che lavorano con il Software Libero. Sono numerosi gli enti pubblici e le istituzioni scientifiche che non solo usano, ma producono Software Libero. Sono tante le imprese italiane che hanno sposato questa innovazione e creano posti di lavoro e ricchezza nel nostro Paese. E’ a nome di questo variegato e pulsante mondo di aziende, ricercatori, programmatori, semplici appassionati che ti chiediamo di aderire convintamente al nostro progetto di libertà e di studiare insieme una exit strategy dal software proprietario.
Siamo pronti ad aiutarti con indicazioni concrete a realizzare questo obiettivo.
Con stima,
Guido Iodice - blogger, staff linuxqualityhelp.it
Domenico De Santis - Resp. organizzazione PD Puglia
Pietro Folena - Presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero alla Camera dei Deputati nella XV Legislatura
Fiorello Cortiana - Condividi la Conoscenza, presentatore del Progetto di Legge per il Software Libero al Senato nella XV Legislatura
Flavia Marzano - Presidente UnaRete
Dario Ginefra - Deputato PD
Renzo Davoli - Presidente Associazione per il Software Libero
Athos Gullazzi - Presidente Partito Pirata
Alessandro Bottoni - Segretario Partito Pirata
Roberto Tupone - Vice-presidente Associazione Linux Club Italia
Lorenzo De Tomasi - Coordinatore Isotype.org
Fabio Viola - Presidente SaLUG (GNU/Linux User Group Salento)
Giuseppe Puopolo - Presidente Associazione Panharmonikon Orchestra
Sara Bertoli, Fabrizio Parlingieri, Martina Della Valle - Staff LinuxQualityHelp.it
Maurizio Graffio Mazzoneschi - Lynx
Salvatore Agrosì - Arci/Biblioteca di Sarajevo, Maglie (LE)
Fabbrica di Nichi Maglie
Alessio Treglia - Debian e Ubuntu Developer
Edoardo Batini - Linux System Administrator
Giuseppe Guerrazio - Linux System Admnistrator
Elisa Mariano - Centro studi CGIL PUGLIA
Francesco Putignano - Ex Assessore Politiche Giovanili Comune di Santeramo in Colle
Vito Danese - Informatico
Donato Fiorentino - Laureando in Ingegneria Informatica, Bari
Domenico Lofù - Laureando informatica, Bari

Via | GuidoIc

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  • nickname Commento numero 1 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: tetsuro-2

    Ripensaci. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: sandro-kensan

    È proprio il caso di dire Ripensaci. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    La PA italiana sempre per Microsoft ed il software proprietario (il più oscuro possibile, se possibile) per tre ordini di motivi: 1.- Non capisce un'accidente di informatica (troppo impegnata nelle scalate di potere, politiche ed economiche)… 2.- Conseguenza del punto precedente, deve scaricare altrove le responsabilità dei danni causati dalla propria incompetenza; cosa c'è di più adatto a tale scopo di un software con cui non si può interagire pena l'esplosione del sistema (è un'ironia….) 3.-Caso mai nessuno dei due motivi precedenti servisse ad allontanare da se ogni responsabilità su qualunque cosa, si può salvare e magari accrescere la propria influenza e la posizione nella gerarchia dando sempre la colpa ai cittadini se qualcosa va storto, no? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    se vuole avere qualche chance di vincere le primarie e le elezioni deve tenere conto dei cosiddetti poteri forti Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    @Ratamusa: premettiamo che pur non lavorando nel settore informatico Vendola e un forte sostenitore del software open source da diverso tempo, porta avanti la sua "filosofia informatica" da anni e sostiene tutte le iniziative a riguardo, quindi prima di dire che non ci capisce niente riparliamone… Detto questo, io sono pugliese, e considerando l'attuale situazione informatica delle amministrazioni, considerando l'attuale posizione della regione a livello nazionale del modello di business informatico, direi proprio che questo accordo è un netto miglioramento rispetto al passato, dove attualmente, senza nessun accordo, viene usato solo ed unicamente software proprietario prodotta tra l'altro sempre da microsoft. Quindi per favore basta vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto….che stress Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    Spero un giorno possa dire di un regime colto di cui possa andare fiero in questa italietta. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    > […] ti chiediamo di aderire convintamente al nostro progetto di libertà e di studiare > insieme una exit strategy dal software proprietario. Praticamente stanno chiedendo ad un *politico* ultracinquantenne il modo di rendere linux più appetibile per gente che di informatica non ne vuole nemmeno sentir parlare? Complimenti, la domanda sbagliata alla persona sbagliata nel contesto sbagliato. Ho come l'impressione che tanta gente non abbia la più pallida idea di quanto le "questioni di principio" possano essere pericolose. Per la salute mentale, soprattutto… Nota 1: Vendola non mi pare il tipo da dare ascolto a questioni di principio di qualunque tipo. Altrimenti non sarebbe Vendola. Nota 2: dato che si parla di politica, vorrei far notare che il mio nick non ha niente a che fare con il noto partito. Nota 3: si hanno *dettagli* su questo accordo? Se la risposta è no, in base a quale criterio fanno una petizione? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: guiodic

    @PD: certo che si hanno i dettagli, è pubblicata sul sito della regione. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: taccoboss

    Se non ci fosse di mezzo la politica sarei molto più soddisfatto, perchè la politica, sia di destra che di sinistra, mi fa letteralmente schifo. Detto ciò sarebbe meglio che Linux andasse al "potere" perchè è il più usato ed è il migliore, perciò per un semplice processo di selezione naturale, in tutti i sensi. Abbasso la destra, la sinistra e W Linux! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    Bah, sarò io ma al di là del politichese usato non mi pare che ci siano tutti questi dettagli riportati. Comunque c'è anche qualche domanda che credo sarebbe il caso di porre prima di passare all'azione: * Abbiamo una visione chiara di quale sia la situazione dell'informatizzazione delle P.A. nella regione Puglia? Sappiamo quali sono le risorse economiche? * Non è tutto office: abbiamo software libero di tipo gestionale o per l'urbanistica, tanto per fare solo un paio di esempi, che utilizzino standard aperti per lo scambio dei dati? * Abbiamo grosse imprese che promuovono l'OSS, disposte a dare incentivi, anche economici, a chi utilizza le loro soluzioni? * Sappiamo chi userà queste applicazioni? Insomma, non voglio fare il guastafeste, ma queste secondo me sono cose importanti… Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: guiodic

    @PD: i punti che poni sono importanti ma: a) come in qualsiasi regione, anche in Puglia c'è chi lavora con il SL. E comunque una pubblica amministrazione quando fa una gara è per lo meno a livello nazionale, spesso a livello europeo. Questo è un problema secondario. b) nessuno dice che domani bisogna passare all'open source, ma di attuare una graduale migrazione. Per quello che non è possibile fare subito si può lavorare a creare sw libero per la p.a. come è stato fatto in paesi evoluti come Germania e Francia. Usando le competenze delle università, peraltro, si risparmierebbero milioni di euro, facendo sviluppare il software dagli studenti (una parte rilevante del s.o. che usiamo è nata così… la stessa Internet è nata così!) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    Io leggendo l'accordo non ci ho visto alcuna limitazione al mondo open. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by: guiodic

    @brunoliegibastonliegi : e ci mancava pure che ci fosse scritto: non si userà nessun programma open! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    Ma, io più che una petizione per "ripensarci" (non si sa bene su cosa) ne farei una per chiedere una maggiore trasparenza. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    il campione della sinistra antagonista ha clamorosamente cappxlato.Forse perche' al buon Niki piace prenderlo li!!! perche' M$ lo mette proprio li!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    di OpenOffice.or???? aggiornatevi !!! LibreOffice!!! Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Nichi ripensaci!, lettera aperta a Vendola sul software libero

    Posted by:

    Purtroppo la gente (non tutta, se i fatti dovessero essere confermati da eventuali futuri approfondimenti sul mondo politico/capitalista) che arriva a quei livelli di politica si sa che l'ha fatto scendendo a compromessi, questo fa capire a tutti quanti l'onesta sia intellettuale che di idee delle persone che praticano politica ad alti livelli. Purtroppo la democrazia è fatta di compromessi non c'è nulla da fare, a votare un politico famoso (diventato famoso grazie ai soldi di chicchessia) si ottiene come risultato il perseguimento, da parte sua, degli obiettivi del suo finanziatore. p.s. magari mi sbaglio, ma la penso così; e non sto parlando specificamente del caso Vendola, che non conosco politicamente. Scritto il Date —

 

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