Logo Blogo

Novell acquisita da Microsoft e Attachmate, ma il brand non cambierà

Pubblicato: 23 nov 2010 da Federico Moretti

Novell

Molti sapranno già che nel tardo pomeriggio di ieri è stata formalizzata la cessione di Novell, società strategica dell’open source (e in particolare di Linux) al centro delle polemiche per gli accordi con Microsoft. L’acquisizione è avvenuta per $2.2 mld. da Attachmate. Nel dettaglio, le azioni sono state valutate $6.10 cad. e cioè il 28% in più sulla quotazione di venerdì.

È meno chiaro il ruolo di Microsoft, che si sarebbe aggiudicata parte della proprietà intellettuale di Novell per un forfait di $450 mln.: il consorzio che ha effettuato questa transazione si chiama CPTN Holdings LLC e sarebbe guidato proprio da Microsoft. Per questo motivo si stanno scatenando polemiche più o, meno credibili riguardo la possibilità di un nuova SCO.

Cerchiamo di analizzare la situazione in modo obiettivo. Stando a ciò che è stato dichiarato, la società sarà scorporata in due settori: Novell e SUSE Linux. Due comparti che esistevano da tempo. Peraltro la vendita della proprietà intellettuale non può coinvolgere i progetti GPL, il che vanifica gli anatemi dei più pessimisti. Insomma, a quanto pare cambierà ben poco.

Via | CNET News

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (nessun voto)
condividi condividi
20 commenti

Commenti dei lettori

(Inserisci un commento - Nascondi commenti anonimi)
  • Profilo di ice

    ice

    23 nov 2010 - 10:06 - #1
    2 punti
    Up Down

    @ Federico
    cito:
    Insomma, a quanto pare cambierà ben poco.
    e secondo te aziende con flotte di legali ed esperti di brevetti e copyright buttano 450 milioni di $ per non cambiare nulla!?!?!?!?!

  • kurojishi

    23 nov 2010 - 10:36 - #2
    1 punto
    Up Down

    purtroppo ci sono tutte le ragioni per essere pessimisti

  • Andrea R

    23 nov 2010 - 10:44 - #3
    1 punto
    Up Down

    “Proprietà intellettuale” continua ad essere un termine mal usato. Nel nostro ordinamento giuridico si tratta di marchi, non brevetti e copyright, ed è anche lì un termine volgare per “proprietà industriale”. Vediamo fino a quando dobbiamo contribuire a rovinare la lingua e mistificare le parole, convincendo la gente che esiste una forma di proprietà sulle idee, quando invece non esiste.
    Sono in tanti in america che usano questo modo di dire e in tanti traducono alla buona, ma in tanti sbagliano.
    Se chi per lavoro parla di queste cose si mettesse a fare i compiti e guardare per legge cosa vuol dire “proprietà”, vedrebbe che la definizione di prorietà è legata a soli oggetti fisici, soggetti a scarsità ed entropia. Se cercasse quante occorrenze di “proprietà intellettuale” ci sono nel nostro ordinamento, ne troverebbe meno di dieci e sembre usate come sinonimo meno corretto di “proprietà industriale” per parlare di marchi registrati.
    Più chiaro di così non si può. Vediamo se arriva il concetto.

  • CEXA

    23 nov 2010 - 10:45 - #4
    0 punti
    Up Down

    “Peraltro la vendita della proprietà intellettuale non può coinvolgere i progetti GPL”

    Questa e’ ignoranza seria sull’argomento signori miei…

  • Alex99

    23 nov 2010 - 11:03 - #5
    0 punti
    Up Down

    @CEXA

    perché? io intendo la frase come “i progetti rilasciati gpl per foza gpl”
    Potranno cambiare la licenza in un futuro fork, ma ciò che è già stato rilasciato rimarrà tale

  • Alex99

    23 nov 2010 - 11:04 - #6
    0 punti
    Up Down

    scusate: ” “i progetti rilasciati gpl rimmarrano per forza gpl”

  • Profilo di elcamilo

    elcamilo

    23 nov 2010 - 14:28 - #7
    0 punti
    Up Down

    @Alex99
    “Potranno cambiare la licenza in un futuro fork, ma ciò che è già stato rilasciato rimarrà tale”

    Ecco, la GPL esiste esattamente per evitare questo: non hai la libertà di prendere il codice et modificarlo et cambiargli la licenza. Questo fintantoché l’autore o il proprietario non cambiano la licenza…

    Questa mi sembra una buona ragione per essere pessimisti, che dici?!

  • darker

    23 nov 2010 - 14:43 - #8
    0 punti
    Up Down

    No, in realtà il codice GPL rimane sempre GPL. Quando l’ideatore di un programma decide di cambiare licenza, può applicare il cambiamento alle future versioni, rendendole magari proprietarie, ma la sua mossa non può essere retroattiva. Questo certo non cambia secondo me la portata dell’evento: assistiamo ai “prolegomeni” della scomparsa di una delle più grandi aziende del mondo open.

  • rizlox

    23 nov 2010 - 20:20 - #9
    0 punti
    Up Down

    No aspettate un momento, la GPL non ci difende dai maledetti BREVETTI. Qui si sta parlando di brevetti sul software non di codice!

    “Se il tuo software fa quella cosa che io ho brevettato ti posso citare in giudizio anche se il codice non è copiato da nulla di mio” (più o meno) indipendentemente da che licenza ha!!

    SCO ha perso perchè i brevetti ce li aveva Novell… Ora ce li ha Microsoft!! :O
    Cioè capite il problema non è che cioè che è libero potrebbe diventare closed (non si può grazie alla GPL) ma che ciò che è libero sia costretto a chiudere perchè viola dei brevetti impugnati da altri!!!

    Per questo ci sono tutte le ragioni per preoccuparsi…. Altro che GPL…

    Sto prendendo una cantonata o è corretto questo ragionamento?

  • Ratamusa

    23 nov 2010 - 21:32 - #10
    0 punti
    Up Down

    Eliminato un concorrente e una fonte di rogne …
    Microsoft è sempre stata contraria a qualunque fornitura di bene, prodotto o servizio che non avvenga dietro pagamento , non importa di che tipo, forma o genere: è sufficiente che le aumenti gli introiti di cassa e la sua influenza nelle cose IT.

  • PD

    23 nov 2010 - 22:26 - #11
    2 punti
    Up Down

    Al di là dell’enorme problema dei brevetti, farei anche un’altra considerazione: Microsoft si è interessata solo di questi e di niente che fosse stato sviluppato da Novell. Ciò implica che non è interessata nemmeno a dare un seguito ad iniziative come il rilascio di F# sotto licenza Apache 2.0. Questo non va bene, non riescono proprio a mollare questa mentalità da dinosauri.

  • PD

    23 nov 2010 - 23:03 - #12
    0 punti
    Up Down

    Nota #1: la cessione di questi brevetti, che al momento si sa ancora quali siano, è stata un’iniziativa di Novell e non di Attachmate.

    Nota #2: mi aspetto di conoscere presto le decisioni di Attachmate su cosa vuol farne di Mono e Moonlight (http://www.microsoft.com/interop/msnovellcollab/moonlight.mspx). Infatti questi progetti hanno bisogno di accordi con Microsoft per poter sopravvivere “commercialmente”.

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    24 nov 2010 - 03:36 - #13
    -2 punti
    Up Down

    @rizlox: sì è corretto ma la causa sco-novell era fondamentalmente sul copyright e non sui brevetti.

    Comunque questo è un caso di scuola: per anni MS finanzia SCO per fare causa a Novell. Novell si svena per difendersi, entra in crisi, fa accordi commerciali con MS, fallisce comunque e MS si piglia tutta la torta.
    Bisogna riconoscere che Microsoft nel campo del software equivale al nazismo in campo politico: deportazioni, campi di sterminio e camere a gas.

  • Anonimissimo

    24 nov 2010 - 10:53 - #14
    2 punti
    Up Down

    @ Guiodic
    Scusa ma non esageri con la paranoia? Novell costretta alla crisi e svenata da cause legali? Ma hai aperto qualche bilancio di quella società? Novell presenta un current ratio pari a quasi 2 (alla faccia della mancanza di liquidità!) e (dati dell’ultima trimestrale, quindi aggiornati a luglio 2010) cassa ed equivalenti per 605 milioni di dollari e nessun debito. Il problema di Novell è (era :) ) la scarsa redditività del business (fa poco utile) e i bassi tassi di crescita (soprattutto per una IT!). Ma dal punto di vista patrimoniale era ben sana, ovvio poi che se qualcuno fa un’offerta che viene ritenuta buona, il management è ben contento di vendere. Davvero gli utenti linux sentono la parola M********* e cominciano a perdere il lume della ragione…

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    24 nov 2010 - 11:34 - #15
    -2 punti
    Up Down

    @Anonimissimo: se ne sei convinto… io invece ho visto diversi developer licenziati e soprattutto il fatto che il grosso dell’utile di Novell arrivava dalle licenze si Suse acquisite da Microsoft.

  • Anonimissimo

    24 nov 2010 - 14:12 - #16
    0 punti
    Up Down

    Non ne sono convinto, lo so. Non sono opinioni visto che si tratta di numeri, peraltro sono informazioni pubbliche, dato che le società quotate in borsa pubblicano i propri risultati con cadenza trimestrale. Novell genera la stragrande maggioranza dei propri risultati dalle attività “legacy” (manutenzione) visto che i suoi prodotti ormai non avevano un gran mercato e sostanzialmente li voleva solo chi ci aveva investito in passato. Società con business stagnanti ma una situazione patrimoniale sana (ripeto, 0 debiti e oltre 600 milioni in cassa) sono i candidati ideali per l’acquisizione da chi crede di essere in grado di riuscire a ricavarci qualcosa in più. Scusa ma credo che esageri, arrivi ad affermare “Novell fallisce” ma non mi risulta sia successo ne stesse per succedere.

  • Profilo di fedalfmor

    fedalfmor

    24 nov 2010 - 19:00 - #17
    2 punti
    Up Down

    Partiamo da un presupposto: se ogni volta che si cita la GPL si spendessero cinque righe per spiegare che non si tratta di un copyright (che dev’essere detenuto da chi la sceglie per un progetto), ma di una licenza dal lat. licet che in italiano si traduce con una perifrasi in quanto non esiste il verbo, ma soltanto l’attributo lecito/legittimo col verbo essere come copula (è lecito/legittimo/ecc.)… non ce la caveremmo più. Meglio sentirsi dare dell’ignorante, che tediare tutti su un testo che a volte mi verrebbe da chiedere a memoria a chi s’ammanta di conoscenza sull’argomento. Testo ufficiale che peraltro non è traducibile, benché esistano traduzioni atte unicamente alla sua comprensione. BTW, quando si parla di business e open source si finisce sempre col leggere più o, meno interessanti (soprattutto meno, per quanto mi riguarda) digressioni filosofiche sul concetto di libertà, quasi stessimo parlando di pena capitale o, diritti civili: peccato che quando si tratti di questi ultimi la reazione sia il blocco di un thread per insulti gratuiti agli omosessuali, tanto per fare un esempio su queste stesse pagine. Trovo molto interessante il dibattito sulla proprietà intellettuale, ma non si confonda un termine giuridico con un concetto formale: avrei potuto scrivere brevetti (e qualcuno avrebbe criticato comunque, come quando si parla di trademark, ecc.). Il punto è un altro: la “comunità” si indigna perché GNOME utilizza Mono o, Vala e passa a KDE solo per sfregio… poi KDE si accorda con Nokia. Passeranno tutti a Enlightenment? Si compravano schede video nVidia perché i driver ATI non erano compatibili con AiGLX, poi nVidia ha ritirato il supporto ai driver open source. Tutti a comprare ATI ed nVidia è diventato il demonio. Almeno finché una notizia non smentirà anche questo. A me sembra un atteggiamento dozzinale, ridicolo e infantile che non porta da nessuna parte. Anzi, la percezione è che troppa “democrazia” faccia male: bravo Shuttleworth a ignorare tante critiche e a bloccare certe modifiche sui progetti di Ubuntu, che al contrario delle malelingue fa utili. Il resto è noia: Palm non è morta con HP, Oracle non può uccidere LibreOffice e IMHO Illumos è preferibile a OpenSolaris. Attachmate non ammazzerà SUSE e se OpenSUSE non sarà salvaguardato nascerà un fork. Ah, nel 2012 il mondo non finirà: potete stare tranquilli.

  • Profilo di fedalfmor

    fedalfmor

    24 nov 2010 - 19:06 - #18
    0 punti
    Up Down

    P.S. Il participio passato di legittimare è un attributo verbale, prima che qualcuno si metta a sciorinare il Devoto-Oli…

  • PD

    24 nov 2010 - 19:42 - #19
    2 punti
    Up Down

    E’ interessante notare come talune persone non riescano proprio a fare una distinzione netta tra una mentalità aperta e positiva ed un credo da affermare ciecamente e dogmaticamente in qualunque situazione. Gli antichi avrebbero chiamato tutto ciò “superstizione” (da superstitio = eccesso di zelo) e di certo non l’avrebbero vista di buon occhio.

    Developer licenziati… come se uno che fino al giorno prima ha lavorato per Novell (prendendo uno stipendio eccellente ed accumulando esperienza utile nell’intero settore) possa davvero, ad un tratto, ritrovarsi in mezzo alla strada. Fossi un metalmeccanico della fiat in cassa integrazione mi offenderei davvero.

  • Profilo di guiodic

    guiodic

    26 nov 2010 - 03:04 - #20
    0 punti
    Up Down

    @PD: vabe’ ma che c’entra, mica ho parlato dei licenziamenti per compiangere i dev licenziati, ma per dire che novell navigava in cattive acque. Mentre novell licenziava, red hat assumeva, tanto per dire.

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori.
Commenta questo articolo

Registrati per riservare il tuo nickname preferito su tutti i blog di Blogo e per caricare il tuo avatar. Se sei già registrato, effettua il login per usare il tuo nickname.

Si No
I commenti sono sottoposti alle linee guida per la moderazione.

Anteprima del commento