
Molti sapranno già che nel tardo pomeriggio di ieri è stata formalizzata la cessione di Novell, società strategica dell’open source (e in particolare di Linux) al centro delle polemiche per gli accordi con Microsoft. L’acquisizione è avvenuta per $2.2 mld. da Attachmate. Nel dettaglio, le azioni sono state valutate $6.10 cad. e cioè il 28% in più sulla quotazione di venerdì.
È meno chiaro il ruolo di Microsoft, che si sarebbe aggiudicata parte della proprietà intellettuale di Novell per un forfait di $450 mln.: il consorzio che ha effettuato questa transazione si chiama CPTN Holdings LLC e sarebbe guidato proprio da Microsoft. Per questo motivo si stanno scatenando polemiche più o, meno credibili riguardo la possibilità di un nuova SCO.
Cerchiamo di analizzare la situazione in modo obiettivo. Stando a ciò che è stato dichiarato, la società sarà scorporata in due settori: Novell e SUSE Linux. Due comparti che esistevano da tempo. Peraltro la vendita della proprietà intellettuale non può coinvolgere i progetti GPL, il che vanifica gli anatemi dei più pessimisti. Insomma, a quanto pare cambierà ben poco.
Via | CNET News
ice
23 nov 2010 - 10:06 - #1@ Federico
cito:
Insomma, a quanto pare cambierà ben poco.
e secondo te aziende con flotte di legali ed esperti di brevetti e copyright buttano 450 milioni di $ per non cambiare nulla!?!?!?!?!
kurojishi
23 nov 2010 - 10:36 - #2purtroppo ci sono tutte le ragioni per essere pessimisti
Andrea R
23 nov 2010 - 10:44 - #3“Proprietà intellettuale” continua ad essere un termine mal usato. Nel nostro ordinamento giuridico si tratta di marchi, non brevetti e copyright, ed è anche lì un termine volgare per “proprietà industriale”. Vediamo fino a quando dobbiamo contribuire a rovinare la lingua e mistificare le parole, convincendo la gente che esiste una forma di proprietà sulle idee, quando invece non esiste.
Sono in tanti in america che usano questo modo di dire e in tanti traducono alla buona, ma in tanti sbagliano.
Se chi per lavoro parla di queste cose si mettesse a fare i compiti e guardare per legge cosa vuol dire “proprietà”, vedrebbe che la definizione di prorietà è legata a soli oggetti fisici, soggetti a scarsità ed entropia. Se cercasse quante occorrenze di “proprietà intellettuale” ci sono nel nostro ordinamento, ne troverebbe meno di dieci e sembre usate come sinonimo meno corretto di “proprietà industriale” per parlare di marchi registrati.
Più chiaro di così non si può. Vediamo se arriva il concetto.
CEXA
23 nov 2010 - 10:45 - #4“Peraltro la vendita della proprietà intellettuale non può coinvolgere i progetti GPL”
Questa e’ ignoranza seria sull’argomento signori miei…
Alex99
23 nov 2010 - 11:03 - #5@CEXA
perché? io intendo la frase come “i progetti rilasciati gpl per foza gpl”
Potranno cambiare la licenza in un futuro fork, ma ciò che è già stato rilasciato rimarrà tale
Alex99
23 nov 2010 - 11:04 - #6scusate: ” “i progetti rilasciati gpl rimmarrano per forza gpl”
elcamilo
23 nov 2010 - 14:28 - #7@Alex99
“Potranno cambiare la licenza in un futuro fork, ma ciò che è già stato rilasciato rimarrà tale”
Ecco, la GPL esiste esattamente per evitare questo: non hai la libertà di prendere il codice et modificarlo et cambiargli la licenza. Questo fintantoché l’autore o il proprietario non cambiano la licenza…
Questa mi sembra una buona ragione per essere pessimisti, che dici?!
darker
23 nov 2010 - 14:43 - #8No, in realtà il codice GPL rimane sempre GPL. Quando l’ideatore di un programma decide di cambiare licenza, può applicare il cambiamento alle future versioni, rendendole magari proprietarie, ma la sua mossa non può essere retroattiva. Questo certo non cambia secondo me la portata dell’evento: assistiamo ai “prolegomeni” della scomparsa di una delle più grandi aziende del mondo open.
rizlox
23 nov 2010 - 20:20 - #9No aspettate un momento, la GPL non ci difende dai maledetti BREVETTI. Qui si sta parlando di brevetti sul software non di codice!
“Se il tuo software fa quella cosa che io ho brevettato ti posso citare in giudizio anche se il codice non è copiato da nulla di mio” (più o meno) indipendentemente da che licenza ha!!
SCO ha perso perchè i brevetti ce li aveva Novell… Ora ce li ha Microsoft!! :O
Cioè capite il problema non è che cioè che è libero potrebbe diventare closed (non si può grazie alla GPL) ma che ciò che è libero sia costretto a chiudere perchè viola dei brevetti impugnati da altri!!!
Per questo ci sono tutte le ragioni per preoccuparsi…. Altro che GPL…
Sto prendendo una cantonata o è corretto questo ragionamento?
Ratamusa
23 nov 2010 - 21:32 - #10Eliminato un concorrente e una fonte di rogne …
Microsoft è sempre stata contraria a qualunque fornitura di bene, prodotto o servizio che non avvenga dietro pagamento , non importa di che tipo, forma o genere: è sufficiente che le aumenti gli introiti di cassa e la sua influenza nelle cose IT.
PD
23 nov 2010 - 22:26 - #11Al di là dell’enorme problema dei brevetti, farei anche un’altra considerazione: Microsoft si è interessata solo di questi e di niente che fosse stato sviluppato da Novell. Ciò implica che non è interessata nemmeno a dare un seguito ad iniziative come il rilascio di F# sotto licenza Apache 2.0. Questo non va bene, non riescono proprio a mollare questa mentalità da dinosauri.
PD
23 nov 2010 - 23:03 - #12Nota #1: la cessione di questi brevetti, che al momento si sa ancora quali siano, è stata un’iniziativa di Novell e non di Attachmate.
Nota #2: mi aspetto di conoscere presto le decisioni di Attachmate su cosa vuol farne di Mono e Moonlight (http://www.microsoft.com/interop/msnovellcollab/moonlight.mspx). Infatti questi progetti hanno bisogno di accordi con Microsoft per poter sopravvivere “commercialmente”.
guiodic
24 nov 2010 - 03:36 - #13@rizlox: sì è corretto ma la causa sco-novell era fondamentalmente sul copyright e non sui brevetti.
Comunque questo è un caso di scuola: per anni MS finanzia SCO per fare causa a Novell. Novell si svena per difendersi, entra in crisi, fa accordi commerciali con MS, fallisce comunque e MS si piglia tutta la torta.
Bisogna riconoscere che Microsoft nel campo del software equivale al nazismo in campo politico: deportazioni, campi di sterminio e camere a gas.
Anonimissimo
24 nov 2010 - 10:53 - #14@ Guiodic
Scusa ma non esageri con la paranoia? Novell costretta alla crisi e svenata da cause legali? Ma hai aperto qualche bilancio di quella società? Novell presenta un current ratio pari a quasi 2 (alla faccia della mancanza di liquidità!) e (dati dell’ultima trimestrale, quindi aggiornati a luglio 2010) cassa ed equivalenti per 605 milioni di dollari e nessun debito. Il problema di Novell è (era :) ) la scarsa redditività del business (fa poco utile) e i bassi tassi di crescita (soprattutto per una IT!). Ma dal punto di vista patrimoniale era ben sana, ovvio poi che se qualcuno fa un’offerta che viene ritenuta buona, il management è ben contento di vendere. Davvero gli utenti linux sentono la parola M********* e cominciano a perdere il lume della ragione…
guiodic
24 nov 2010 - 11:34 - #15@Anonimissimo: se ne sei convinto… io invece ho visto diversi developer licenziati e soprattutto il fatto che il grosso dell’utile di Novell arrivava dalle licenze si Suse acquisite da Microsoft.
Anonimissimo
24 nov 2010 - 14:12 - #16Non ne sono convinto, lo so. Non sono opinioni visto che si tratta di numeri, peraltro sono informazioni pubbliche, dato che le società quotate in borsa pubblicano i propri risultati con cadenza trimestrale. Novell genera la stragrande maggioranza dei propri risultati dalle attività “legacy” (manutenzione) visto che i suoi prodotti ormai non avevano un gran mercato e sostanzialmente li voleva solo chi ci aveva investito in passato. Società con business stagnanti ma una situazione patrimoniale sana (ripeto, 0 debiti e oltre 600 milioni in cassa) sono i candidati ideali per l’acquisizione da chi crede di essere in grado di riuscire a ricavarci qualcosa in più. Scusa ma credo che esageri, arrivi ad affermare “Novell fallisce” ma non mi risulta sia successo ne stesse per succedere.
fedalfmor
24 nov 2010 - 19:00 - #17Partiamo da un presupposto: se ogni volta che si cita la GPL si spendessero cinque righe per spiegare che non si tratta di un copyright (che dev’essere detenuto da chi la sceglie per un progetto), ma di una licenza dal lat. licet che in italiano si traduce con una perifrasi in quanto non esiste il verbo, ma soltanto l’attributo lecito/legittimo col verbo essere come copula (è lecito/legittimo/ecc.)… non ce la caveremmo più. Meglio sentirsi dare dell’ignorante, che tediare tutti su un testo che a volte mi verrebbe da chiedere a memoria a chi s’ammanta di conoscenza sull’argomento. Testo ufficiale che peraltro non è traducibile, benché esistano traduzioni atte unicamente alla sua comprensione. BTW, quando si parla di business e open source si finisce sempre col leggere più o, meno interessanti (soprattutto meno, per quanto mi riguarda) digressioni filosofiche sul concetto di libertà, quasi stessimo parlando di pena capitale o, diritti civili: peccato che quando si tratti di questi ultimi la reazione sia il blocco di un thread per insulti gratuiti agli omosessuali, tanto per fare un esempio su queste stesse pagine. Trovo molto interessante il dibattito sulla proprietà intellettuale, ma non si confonda un termine giuridico con un concetto formale: avrei potuto scrivere brevetti (e qualcuno avrebbe criticato comunque, come quando si parla di trademark, ecc.). Il punto è un altro: la “comunità” si indigna perché GNOME utilizza Mono o, Vala e passa a KDE solo per sfregio… poi KDE si accorda con Nokia. Passeranno tutti a Enlightenment? Si compravano schede video nVidia perché i driver ATI non erano compatibili con AiGLX, poi nVidia ha ritirato il supporto ai driver open source. Tutti a comprare ATI ed nVidia è diventato il demonio. Almeno finché una notizia non smentirà anche questo. A me sembra un atteggiamento dozzinale, ridicolo e infantile che non porta da nessuna parte. Anzi, la percezione è che troppa “democrazia” faccia male: bravo Shuttleworth a ignorare tante critiche e a bloccare certe modifiche sui progetti di Ubuntu, che al contrario delle malelingue fa utili. Il resto è noia: Palm non è morta con HP, Oracle non può uccidere LibreOffice e IMHO Illumos è preferibile a OpenSolaris. Attachmate non ammazzerà SUSE e se OpenSUSE non sarà salvaguardato nascerà un fork. Ah, nel 2012 il mondo non finirà: potete stare tranquilli.
fedalfmor
24 nov 2010 - 19:06 - #18P.S. Il participio passato di legittimare è un attributo verbale, prima che qualcuno si metta a sciorinare il Devoto-Oli…
PD
24 nov 2010 - 19:42 - #19E’ interessante notare come talune persone non riescano proprio a fare una distinzione netta tra una mentalità aperta e positiva ed un credo da affermare ciecamente e dogmaticamente in qualunque situazione. Gli antichi avrebbero chiamato tutto ciò “superstizione” (da superstitio = eccesso di zelo) e di certo non l’avrebbero vista di buon occhio.
Developer licenziati… come se uno che fino al giorno prima ha lavorato per Novell (prendendo uno stipendio eccellente ed accumulando esperienza utile nell’intero settore) possa davvero, ad un tratto, ritrovarsi in mezzo alla strada. Fossi un metalmeccanico della fiat in cassa integrazione mi offenderei davvero.
guiodic
26 nov 2010 - 03:04 - #20@PD: vabe’ ma che c’entra, mica ho parlato dei licenziamenti per compiangere i dev licenziati, ma per dire che novell navigava in cattive acque. Mentre novell licenziava, red hat assumeva, tanto per dire.