
Negli ultimi mesi si è parlato di systemd e delle distro che lo supportano o lo supporteranno in futuro, ma qual è il suo stato attuale?
La parte logica di controllo che gestisce lo shutdown smontando tutti i filesystem ed uccidendo i processi rimanenti è stata riscritta in C con vantaggi dal punto di vista dell’esecuzione e della pulizia del codice. Systemd ora include un’implementazione minimalistica del readahead sfruttando fanotify(), fadvise() e mincore() che può incrementare la velocità di boot in computer meno recenti.
Tutti i servizi, utenti e sessioni utente vengono create in un cgroup appropriato per aiutare lo scheduler della cpu a minimizzare la latenza. È possibile caricare regole di SELinux o attivare partizioni criptate LUKS/dm-crypt utilizzando /etc/crypttab. Questa funzionalità è stata introdotto utilizzando un’interfaccia che consente a systemd di comunicare con processi esterni ed utilizzarli quasi come plugin.
Le funzionalità di pulizia dei file temporanei in directory come /var/run, /var/lock e /tmp è stata incorporata nel sottosistema tmpfiles. Al completamento dell’avvio nei log sarà presente il tempo di boot diviso fra kernel, initrd ed inizializzazione userspace.
Oltre alle classiche modalità reboot, halt e poweroff è stata aggiunta la nuova kexec reboot che esegue il riavvio della macchina senza passare nuovamente dal BIOS. Chi usa Debian e volesse provare systemd può leggere la pagina wiki dedicata.
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cludiowriter
21 nov 2010 - 16:02 - #1Con Ubuntu 10.10 il computer si spegne in tre secondi… a me basta!