
Utilizzare software sotto licenza FLOSS può far risparmiare molti soldi. Non si tratta di una gran novità per i molti che già bazzicano in questo ambiente, ma per molte persone si tratta di una vera e propria scoperta.
Modena ha deciso di far passare l’infrastruttura informatica del comune su macchine Linux arrivando a risparmiare più di milione di euro all’anno. Tutto iniziò nel 2008 quando si iniziò a migrare dal mainframe IBM a server linux con un’iniziale risparmio di 478.000€ arrivati poi ad oltre 810.000 nel corso di quest’anno quando è stato spento l’ultimo server Sun. Inoltre, è in corso una conversione dei 1600 client da Microsoft Office ad OpenOffice con il vantaggio di risparmiare fino a 400.000€. Per la gestione dei documenti si sono affidati ad Open Alfresco con altri 30.000€ di risparmio.
Tutti passi di una gestione controcorrente, almeno qui in Italia, ma lungimirante che è riuscita ad ottenere degli ottimi risultati che meritano tutta la pubblicità possibile per cercare di invogliare altri comuni ad intraprendere la medesima iniziativa. Sarebbe necessario che qualche forza politica si decida a portare avanti un progetto simile su scala nazionale.
Foto | Wikipedia
Via | ForumPA
squiddy
29 ott 2010 - 15:55 - #1orgoglioso di essere modenese!!
Dubbioso
29 ott 2010 - 16:24 - #2e quanto ha pagato il comune per la formazione del personale?
In caso di guasti o problemi tecnici, quanto pagano di consulenza/assistenza?
Zuk
29 ott 2010 - 16:26 - #3A parte questo ottimo caso, alcuni dicono che nell’open source ci sono costi nascosti di manutenzione ma non ditemi che ci vuole un super tecnico per installare OpenOffice o un nuovo corso per usarlo da parte degli utenti. Discorso forse diverso per il sistema operativo ma sapete quanto si risparmierebbe per le suite office che a mala pena vengono usate per lettere o semplici fogli di calcolo?!?
xoen
29 ott 2010 - 16:42 - #4Costi nascosti?…invece MS regala le licenze! Senza parlare dei formati che in un modo o nell’altro cercano legarti ai loro prodotti.
Anche *SE* ci fossero dei costi nascosti *E (MEGA) SE* raggiungessero i costi delle licenze del software proprietario sarebbe comunque un passo in avanti:
1) Niente lock-in
2) I guasti e problemi tecnici chi ha detto che sono più probabili/frequenti con OO.org?
3) La consulenza costa pure per il software proprietario
4) L’assistenza/formazione potrebbe al servire al massimo all’inizio
5) Niente licenze da pagare ogni tot
librethink
29 ott 2010 - 17:21 - #5Il fatto che non ci voglia una scienza per passare da ms a oo è vero il fatto che tu possa farlo senza che il tuo lavoratore dica di non essere stato formato è un altro se non lo formi lui può dire di non essere capace ed essere improduttivo a buon diritto purtroppo!
LTDy
29 ott 2010 - 17:57 - #6l’assistenza/consulenza che sia su piattorme MS o no, si paga….. non sono certamente costi “nascosti”.
Non dice mica che verranno adottatti OS linux in tutti gli uffici poi.
Comunque meglio spendere per formare i propri dipendenti all’utilizzo di sistemi linux (cioè reinsegnare ad utilizzare il computer) piuttosto che pagare ogni anno licenze o che.
speriamo che il progetto duri e sia efficace, i modo da essere d’esempio.
ice
29 ott 2010 - 18:05 - #7ragazzi a Modena non hanno fatto nulla di sconvolgente
hanno rispettivamente sostituito le shared folder di exchange con Alfresco
e Ms Office con openoffice
i client degli utenti restano tutti dei cari vecchi WinXP
quindi di costi nascosti in questo caso non credo ve ne siano
a meno della riscrittura di eventuali marco vb
nessuno nella PA usa Office in maniera cosi spinta da non poter sostituire il pordotto MS con quello di Oracle
Fiandri
29 ott 2010 - 20:14 - #8Se ci fossero un po’ di coraggio e di onestà, tutte le amministrazioni pubbliche si sposterebbero gradualmente verso l’opensource e investirebbero in formazione per sistemi e applicativi opensource, come in passato hanno investito (nel pubblico e nel privato) per la formazione con Windows e Office.
Quella dei costi è una scusa per coprire l’immobilismo, il timore di scontentare i dipendenti più anziani e meno elastici mentalmente, e immagino anche gli interessi economici legati al software a licenza.
SmoQ
29 ott 2010 - 21:53 - #9Nell’azienda nella quale lavoro (incarico di responsabilità ma non nel IT) sono riuscito ad ottenere il passaggio a client Linux (ubuntu, la più facile per gli utenti abituati a Windows) e ad un server debian in luogo di Windows 2003 server. Gli interventi di manutenzione sono limitati a quelli ordinari da contratto, mentre col server windows c’erano almeno 3 interventi straordinari all’anno a causa di servizi che smettevano di esistere all’improvviso e la formazione del personale è durata 2 giorni e me ne sono occupato personalmente. Abbiamo solo 12 dipendenti, ma finora solo risparmio netto e tanti fastidi in meno.
Markc
29 ott 2010 - 22:31 - #10Confermo, nel 2003 mi trovai a modena, avevo necessita’ di internet, andai in un punto internet gestito dal comune, mi rilasciarono un account per poter accedere a delle postazioni con linux e il mitico netscape. Navigai in internet un paio di volte, non consumai il mio abbonamento-account che mi rilasciano, in modo immediato, ma fu un’esperienza positivissima. Credo che oggi nel 2010 questo sistema sia ultra collaudato, straripagato e “quelli” di modena potrebbero “installare” a livello nazionale nelle PA questi sistemi.
Nei piccoli comuni regna la non licenza, nei comuni piu’ grandi ci sono meno computer del dovuto a causa dei costi proibitivi.
Quelli che dicono di saper usare Office dovrebbero saper usare OpenOffice, e’ come passare da una Panda a una Punto o viceversa, fatto il primo giro si guidano al medesimo modo!
ilPestifero
30 ott 2010 - 00:14 - #11Bene, bene così.
Esistono ormai moltissimi software Open Source validissimi e in grado di esser utilizzati nell’uso quotidiano al pari dei software proprietari.
Il mancato passaggio a questo tipo di soluzioni, soprattutto in un periodo di crisi e di ristrettezze economiche soprattutto per la PA, è dovuto in gran parte alle bustarelle che i nostri politici si intascano per imporre forzatamente il software proprietario.
Al massimo vi è inoltre una certa resistenza iniziale degli utilizzatori, che ovviamente devono passare a nuove soluzioni, i famosi switching cost insomma…
Oltre a questi però non esistono motivi validi per non utilizzare soluzioni Open Source, soprattutto nei settori PUBBLICI, dove invece troppo spesso qui in italia, tentano di imporci standard proprietari…
mipnamic
30 ott 2010 - 12:08 - #12Io ho avuto l’occasione di entrare in contatto con chi lavora nel comune del paese in cui vivo, dove per stampare un PDF per le delibere di manifestazioni utilizzano una mia realizzazione in php+fpdf, dico solo quanto segue: “sindaco e assessore a farsi battaglia su chi mette firma a sx e chi la mette a dx e su chi dei due deve firmare per primo”…
auspico in un collasso della struttura con loro all’interno… o in un fulmine caduto dal cielo che sistemi loro il cervello…
un applauso ai Modenesi =) siatene orgogliosi
tassinarimauro
30 ott 2010 - 21:31 - #13Gli unici costi nascosti che conosco sono gli antivirus e gli interventi dei tecnici per formattare winsoz.
blablsa
31 ott 2010 - 13:59 - #14leggete cosa hanno fatto nelle scuole elementari ( e se non sbaglio anche medie) della provincia autonoma di Bolzano per quanto riguarda l’open source…